di Alice Pavarotti
Il Resto del Carlino, 9 settembre 2024
Mostra fotografica racconta il progetto di recupero dei detenuti della Comunità Papa Giovanni XXIII. Esposizione in corso all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Un carcere senza sbarre, una comunità che mira al recupero dei detenuti e al loro reinserimento nella società. È il progetto portato avanti dalla Comunità riminese Papa Giovanni XXIII, che viene raccontato in una mostra fotografica esposta nell’Assemblea Legislativa della Regione fino al 13 settembre.
di Chiara Sorrentino
temponews.it, 9 settembre 2024
S’intitola “Una guida impossibile di San Vittore”: un racconto sulla città-carcere la tesi di laurea magistrale in Interior & Space Design scritta da Camilla Marani, correggese classe 1997, che racconta, umanizzandola, una realtà sconosciuta per quella che è veramente. Per cinque mesi, due volte alla settimana, Camilla Marani, classe 1997, progettista interdisciplinare specializzata in grafica e allestimenti, è entrata nel penitenziario San Vittore di Milano, per lavorare alla sua tesi di laurea in Interior & Space Design al Politecnico di Milano nell’ambito del gruppo di ricerca Laboratorio Carcere del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di raccontare attraverso un approccio multidisciplinare, scientifico ed auto-etnografico, il funzionamento della vita quotidiana della Casa Circondariale di San Vittore di Milano.
di Mauro Magatti
francescomacri.wordpress.com, 9 settembre 2024
Il film “La zona di interesse”, Oscar come miglior film straniero e vincitore del premio speciale della giuria di Cannes, racconta la vita quotidiana del comandante di Auschwitz, Rudolf Höss, e della sua famiglia. La villetta con il giardino dove l’ufficiale tedesco vive con la moglie e i figli confina con il campo dove arrivano i deportati ebrei. Ma il piano della vita famigliare e quello del campo di sterminio sono completamente separati. Binari paralleli destinati a non incontrarsi. Sandra Huller, l’attrice protagonista è particolarmente efficace nel mostrare la distanza siderale tra due mondi fisicamente vicinissimi ma di fatto abissalmente lontani, diametralmente antitetici.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 9 settembre 2024
Non ci sono risposte all’orrore dei delitti in famiglia. E ciò che ci terrorizza è proprio la mancanza di controllo. Vorrei proporvi una poesia, il suo autore è Bertolt Brecht, e il titolo è “Jacob Apfelböck o il Giglio dei campi”. Questa poesia è stata pubblicata per la prima volta nel 1927, cento anni or sono, e si riferisce a un fatto di cronaca nera, nerissima, che evidentemente aveva molto colpito il drammaturgo. Così come ci ha molto colpito l’analogo fatto dei giorni scorsi e quelli degli anni appena passati. Ci ha molto colpito e molto ci ha interrogato e ancora continua a interrogarci. Evidentemente molto ha interrogato anche Brecht, ma delle sue domande non ne ha fatto un dramma teatrale, ma una poesia; e se il teatro è da sempre un potente risponditore, gli ateniesi ne hanno fatto uno straordinario strumento di soluzione dei conflitti più drammatici, appunto, addirittura il luogo di una psicoterapia di massa, la poesia no, la poesia non sa dare risposte, la poesia sa fare soltanto domande.
di Fabio Paravisi
Corriere della Sera, 9 settembre 2024
I parenti della vittima hanno partecipato al presidio contro la violenza sulle donne. Da inizio anno ci sono state 830 chiamate ai centri antiviolenza della provincia di Bergamo. C’erano anche uno zio e una cugina di Sharon Verzeni al presidio organizzato oggi in Largo Rezzara dalla “Rete bergamasca contro la violenza di genere”. Entrambi hanno letto degli interventi rivolgendosi direttamente all’assassino. Ernesto Verzeni ha prima parlato a Sharon: “Quella notte uno sconosciuto ha voluto porre fine alla tua esistenza assassinandoti brutalmente. Un vile, perché solo i vili prendono le persone alle spalle. Un uomo, se così si può chiamare, senza valori civili, che non dà importanza alla vita altrui”.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 9 settembre 2024
L’aggressione che si è consumata mercoledì scorso a Foggia è l’ennesimo dissuasore a chi è cresciuto sognando di indossare il camice bianco. Quel che George Clooney ha costruito, il Policlinico Riuniti di Foggia lo ha distrutto. L’aggressione che si è consumata mercoledì scorso, contenuta dalla reazione disperata di medici e infermieri che si sono asserragliati in una stanza mentre fuori almeno venti persone infuriate tentavano di entrare, è l’ennesimo dissuasore a chi è cresciuto sognando di indossare il camice bianco, magari guadando una serie tv come E.R. - Medici in prima linea.
di Emilio Pucci
Il Messaggero, 9 settembre 2024
I meloniani lavorano da pontieri tra FI e Lega: l’ipotesi del taglio dei tempi per la cittadinanza agli studenti stranieri. “Guai se abbiamo paura di concedere diritti meritati: saremmo un centrodestra oscurantista che non si rende conto dei cambiamenti della società”. Antonio Tajani, alla festa di Forza Italia Giovani a Bellaria, è tornato a rilanciare il tema dello Ius scholae. Attribuire la cittadinanza dopo dieci anni di scuola per integrare figli di persone immigrate regolari o persone rifugiate come ucraini: la proposta di legge, annunciata nelle scorse settimane, dovrebbe essere presentata entro fine mese. Ma la posizione di FI, confermata ieri dal segretario azzurro, fa capire che non c’è alcun arretramento in vista. Anche se Raffaele Nevi, portavoce del partito, sottolinea che non è una priorità al momento, si penserà prima all’economia e alla legge di bilancio. Soltanto che i toni del ministro degli Esteri sono perentori e hanno dato non poco fastidio alla Lega.
di Camilla Conti
La Verità, 9 settembre 2024
Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la Bossi-Fini “non è modificabile” prima di tutto “perché è una regola europea che è valida in tutti gli Stati europei e non solo europei” e poi perché “l’esperienza pratica ci induce a ritenere che l’alternativa per molti giovani sia venire qui soprattutto attratti dalla prospettiva economicamente più vantaggiosa di fare le sentinelle delle zone di spaccio”. Lo ha sottolineato ieri al forum Thea di Cernobbio anche in replica alle richieste della sinistra, evidenziando che “il sistema dell’ingresso con i contratti di lavoro ha segnato una qualche difficoltà, pure un qualche fallimento. Ecco perché Meloni parla di modifiche alla Bossi Fini”, perché il sistema previsto si prestava ad alcune elusioni.
di Marco Pili
luce.lanazione.it, 9 settembre 2024
Secondo Gennarino de Fazio, del sindacato Uil-pa Polizia penitenziaria, la sproporzione rispetto agli istituti penitenziari in Italia costituisce uno spreco di denaro pubblico. Carceri e immigrazione, alla luce degli attuali movimenti intra-parlamentari che stanno quotidianamente balzano agli onori della cronaca, costituiscono due tematiche particolarmente calde tra quelle affrontate dall’opinione pubblica italiana. E il Cpr annunciato da Giorgia Meloni e Edi Rama nei mesi scorsi su suolo albanese, in seguito alla denuncia di Gennarino de Fazio, riesce ad unire a pieno questi due argomenti, innestandosi nel complesso alveo dei diritti dei carcerati e degli immigrati.
Le carceri sono una polveriera. Rivolte, detenuti psichiatrici e senza dimora: la crisi inizia fuori
di Andrea Nobili*
Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2024
“Le carceri italiane sono una polveriera”. Un’affermazione che definisce il drammatico stato del nostro sistema penitenziario, con il suo inaccettabile numero di detenuti suicidi, e che, tuttavia, rischia di essere poco più di un grido nel vento, se non si accompagna a una ponderata analisi della situazione, finalizzata a comprendere le cause del degrado, nel tentativo di provare a individuare i possibili rimedi. Purtroppo, non sempre si parla di carcere con cognizione di causa, soprattutto nel contesto politico, ove, spesse volte, emerge un approccio ideologico bipolare che non aiuta ad affrontare il problema. Un tema così delicato richiede, invece, competenza ed equilibrio. Elementi assenti nel dibattito estivo che ha accompagnato l’adozione di provvedimenti poco incisivi, incautamente definiti da qualcuno “svuota carceri”; provvedimenti che non hanno contribuito ad alleggerire le tensioni presenti negli istituti penitenziari. Una lettura circostanziata del fenomeno carcerario suggerisce di prendere in considerazione alcuni punti critici.
- Lavoro e dignità contro le recidive. Così possiamo reinserire i detenuti
- Far rifiorire l’umanità dei carcerati. Non serve moltiplicare prigioni e celle
- Un morto in carcere non fa mai riflettere
- Gratteri: “Carceri? Ci vanno solo tossici e delinquenti abituali”
- La ricetta di Davigo per le galere affollate: “Ai detenuti bastano tre metri quadrati a testa”









