di Edmondo Bruti Liberati*
Il Foglio, 20 maggio 2024
Possiamo accostarci alla separazione delle carriere evitando toni apocalittici hinc et hinde? È possibile evitare, citando Giovanni Falcone o Licio Gelli, l’argumentum auctoritatis e quello ad personam, argomenti insieme tra i più abusati e i più deboli come ci insegnano i manuali di retorica? È possibile ricordare che la comparazione è un’arte difficile: ogni norma, ogni istituto e il ruolo di ogni attore vanno inseriti nel contesto della struttura complessiva dello Stato e, soprattutto, occorre fare riferimento alla realtà effettiva del funzionamento di sistemi processuali, non di rado alquanto distante da quello che si potrebbe dedurre dalla teoria delle norme? Può un ex pm (e per sovrammercato ex presidente Anm) esporre argomentazioni tratte dall’esperienza giudiziaria, non meno che da approfonditi studi e anche da cospicui periodi di soggiorni di studio in paesi europei e negli Usa, senza essere liquidato come corporativo?
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 maggio 2024
La legge sull’ordinamento giudiziario che non è andata in porto: nel 2001 la proposta di Pisapia e Russo Spena (Rifondazione). Il dibattito sulla separazione delle carriere nella magistratura non è nuovo. Nuovo e diverso è l’approccio al tema da sinistra. Il 12 giugno 2001 i deputati Giuliano Pisapia e Giovanni Russo Spena, di Rifondazione comunista, presentavano una loro proposta di legge per modificare l’articolo 190 dell’ordinamento giudiziario “in tema di distinzione delle funzioni requirenti e giudicanti e di passaggio da una funzione all’altra”. Queste le loro motivazioni.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 maggio 2024
Parola di Nordio: telefonate tranquilli, nessuno vi registrerà. Lo dice da quando è diventato ministro della Giustizia. A 18 mesi dal suo incarico, perché lui non è un fulmine di guerra, il leit motiv sta diventando realtà. Subito dopo le europee, passerà definitivamente alla Camera il suo primo e unico disegno di legge sull’abuso d’ufficio che impedisce pure la trascrizione delle intercettazioni non rilevanti e proibisce ai giornalisti di pubblicare quelle che non sono contenute negli atti dei giudici.
di Pietro Maiorana
Il Riformista, 20 maggio 2024
I pm delimitano e misurano la superficie del teorema accusatorio ed emettono gli ordini di custodia cautelare come se gli indagati fossero già colpevoli, da perfetti inconsapevoli seguaci del matematico greco Eudosso. Il calcolo per esaustione è un metodo matematico utilizzato per determinare la superficie di una figura irregolare non altrimenti misurabile. Consiste nello scomporre la figura in diverse parti più regolari e semplici e nel calcolare l’area di quelle misure e poi sommare i risultati, per avvicinarsi alla misurazione più precisa possibile della figura irregolare. Ovviamente questo metodo richiede una grande precisione nel suddividere l’area del poligono da misurare in più parti e nel calcolare con accuratezza e precisione le rispettive parti. Gli storici della matematica attribuiscono l’introduzione di questo metodo di calcolo al filosofo e matematico Eudosso, che visse a Cnido, in Asia minore, nel quinto secolo avanti Cristo dove fondò la sua scuola di filosofia e matematica.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 20 maggio 2024
Come promesso, con questo secondo numero completiamo un racconto che, in realtà, potrebbe continuare a lungo: le storie calabresi - alcune davvero incredibili - di vicende giudiziarie clamorose terminate nel nulla. Anticipiamo subito la scontata obiezione dell’arbitrio statistico di questo racconto, sospettabile di essere una selezione chirurgica di insuccessi accusatori, tacendo dei successi. La risposta sta nei numeri ufficiali: poco meno della metà delle liquidazioni di risarcimenti per ingiusta detenzione a carico dello Stato nel solo 2022 riguarda casi giudiziari definiti nei distretti di Corte di Appello di Catanzaro e Reggio Calabria.
ansa.it, 20 maggio 2024
“Al rifiuto del medico della Asl di visitare un detenuto è esplosa una protesta vibrata, sfociata in momenti di concitazione con la rottura di alcune vetrate le cui schegge hanno ferito lievemente due agenti di polizia. Non c’è stata alcuna colluttazione, né aggressione da parte dei detenuti verso gli agenti e ora la protesta è rientrata”. Lo dice all’Ansa il direttore del carcere di Benevento, Gianfranco Marcello, a proposito dei disordini avvenuti nella Casa di reclusione. “Dopo la protesta gli stessi detenuti hanno collaborato alla pulizia e a sistemare i locali”, ha dichiarato il direttore. I due agenti feriti sono stati medicati in ospedale ed hanno fatto rientro a casa per sottoporsi a nuovi controlli domani.
Il Dubbio, 20 maggio 2024
La nota di Ciambriello e Sannino dopo i toni allarmistici del sindacato di polizia su quanto verificatosi in carcere. Ieri mattina nel carcere di Benevento si sono registrati momenti di tensione, il motivo sarebbe stato il mancato accompagnamento di un detenuto ad effettuare una visita medica all’interno della Casa Circondariale, il quale si è ribellato. Si sono verificati attimi di protesta durante i quali è stato mandato in frantumi un vetro e due poliziotti hanno riportato lievi lesioni, successivamente sono stati prontamente medicati in ospedale e sono poi rientrati a lavoro.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 20 maggio 2024
Impianti, attrezzature e layout all’avanguardia, personale competente ed efficiente: il laboratorio di Ermenegildo Zegna che produce divise formali per la Polizia penitenziaria è, a tutti gli effetti, un’azienda industriale. Solo che i suoi dipendenti al termine dell’orario lavorativo, invece di tornare a casa rientrano nelle stanze di detenzione. Il capannone industriale si trova, infatti, nel padiglione a trattamento intensificato della Casa circondariale di Biella e le 55 persone che vi lavorano (più i 5 addetti alle pulizie) sono detenute.
di Luigi Mollo
vanityfair.it, 20 maggio 2024
L’Università di Padova offre la possibilità ai detenuti di potersi laureare, facilitando così il reinserimento nella società “libera”. Ne parla qui Francesca Vianello, coordinatrice delle attività didattiche del Polo universitario nella Casa di reclusione di Padova. La carcerazione lascia delle tracce indelebili sulla pelle dell’anima, non esiste chirurgo che le possa operare. Quando il pesante portone si chiude dietro alle tue spalle, entri in un nuovo mondo, dove il tempo si ferma. Il pensiero non ti abbandona mai, rallenta il respiro, si ha fame di quell’aria che si respirava all’esterno e si cerca di colmare questa fame impegnando ogni battito della giornata in qualsiasi attività che possa farti sentire vivo.
di Filippo Lezoli
cattolicanews.it, 20 maggio 2024
“Non è presente nell’agenda politica. Il carcere non porta voti”. Fulvio Fulvi, giornalista di Avvenire ospite al Collegio Sant’Isidoro della sede piacentina dell’Università Cattolica, introduce così l’incontro “Cosa c’è dietro le sbarre? Il carcere tra sovraffollamento, salute e riscatto sociale”, organizzato nell’ambito di “Avvenire in Campus”, progetto che coinvolge firme illustri del quotidiano di ispirazione cattolica e personalità del mondo dell’informazione.
- Modena. Si è conclusa la quinta edizione del Festival della Giustizia Penale
- Torino. Al Salone del libro abbiamo portato la contro-narrazione sulla giustizia
- Gli italiani verso le elezioni europee, vince la voglia di pace
- L’Occidente in decadenza, il Papa e i giorni dell’odio
- La prospettiva della pace: trovare le chiavi della convivenza











