di Sandro De Riccardis
La Repubblica, 10 settembre 2024
Per le associazioni il rischio è che ora si vada verso una stretta repressiva. Dopo i mesi di caos al Beccaria, a gettare altra benzina sul fuoco è la nomina del nuovo comandante della Polizia penitenziaria, Raffaele Cristofaro. Una sostituzione lampo (celebrata ieri alla presenza del capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano), visto che il predecessore di Cristofaro, Daniele Alborghetti, si era insediato meno di cinque mesi fa. Un avvicendamento “non previsto”, denunciano anche i sindacati. La crisi sempre più profonda nella gestione dell’ex carcere modello viene così usata dal governo per occupare un’altra casella nell’organigramma dell’amministrazione della giustizia. Raffaele Cristofaro, ex comandante della Penitenziaria a Brescia, è un sindacalista del Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria), di destra, vicino sia a Fratelli d’Italia che alla Lega. La nomina di Cristofaro è stata criticata ieri da diversi sindacati non solo perché considerata un provvedimento inutile, ma anche per il fatto che il nuovo comandante del Beccaria non avrebbe la qualifica per occupare quel ruolo.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 10 settembre 2024
Le dichiarazioni del sindaco di Milano sul tema delle carceri. Chiudere le carceri minorili? Per il sindaco di Milano Beppe Sala “la cosa sbagliata è dividersi ideologicamente tra carceri sì e carceri no. Il tema è chiudere o fare più prigioni?”. Lo ha detto durante la presentazione di un libro dell’ex ministro Giovanni Maria Flick a Milano. “Il questore - ha aggiunto il primo cittadino meneghino - mi dice: ogni 10 che arresto, uno fa una notte in prigione perché non c’è spazio”. E in effetti la Lombardia è la seconda regione italiana per sovraffollamento delle carceri, e San Vittore è l’istituto più sovraffollato d’Italia.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 10 settembre 2024
Dopo le rivolte e le evasioni, da ieri un nuovo comandante della Penitenziaria. Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano: “Aumentare i posti nelle comunità e una formazione mirata del personale”. Le difficoltà nella gestione dei minori stranieri non accompagnati si sommano all’aumento degli adolescenti con problemi legati a tossicodipendenza e disagio psichico. “A bisogni diversi bisogna dare risposte diverse e individualizzate - osserva Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano - da attuare attraverso una solida cabina di regia a livello nazionale e locale”.
di Peppe Pace
fanpage.it, 10 settembre 2024
Una delegazione del Partito Democratico è entrata nel carcere di Poggioreale e ha denunciato sovraffollamento e situazioni igienico sanitarie critiche. L’europarlamentare Sandro Ruotolo e i deputati Arturo Scotto, Marco Sarracino, Toni Ricciardi e Stefano Graziano, accompagnati dal garante dei detenuti Samuele Ciambriello, hanno fatto visita al carcere di Poggioreale per monitorare le condizioni dei detenuti: “Abbiamo visto una situazione latino-americana, celle destinate a 3 persone con dentro 8, 9, 10 detenuti e un solo ventilatore - denuncia l’europarlamentare Sandro Ruotolo - abbiamo visto un vecchietto di 80 anni, pazienti oncologici tra i reparti, siamo in una situazione di emergenza democratica, porteremo la questione al Parlamento Europeo”.
di Stefano Baudino
L’Indipendente, 10 settembre 2024
Tra suicidi, rivolte, evasioni e tassi di sovraffollamento sempre più alti, la situazione dei centri di detenzione italiani continua a ribollire. Le criticità coinvolgono anche la sezione femminile del carcere Lorusso-Cutugno di Torino, dove la scorsa settimana è stata lanciata una mobilitazione collettiva per denunciare all’esterno le cattive condizioni di detenzione nella casa circondariale. 57 detenute hanno infatti iniziato uno sciopero della fame e hanno inoltrato a L’Indipendente una lettera spedita al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui spiegano le ragioni della loro protesta, chiedendo alla politica azioni concrete per restituire dignità ai luoghi di detenzione e misure concrete contro il sovraffollamento.
di Hubert Londero
telefriuli.it, 10 settembre 2024
Più della metà della popolazione carceraria è composta da stranieri. Uno su due è in attesa di giudizio definitivo. É il sovraffollamento il problema principale anche del carcere di Udine. A fronte di una capienza regolamentare di 95 posti, sono 177 i detenuti, di cui 16 in semilibertà. Di questi, 105 sono stranieri (59%,) soprattutto nordafricani e pachistani, mentre il 46% della popolazione carceraria è in attesa della condanna definitiva. Ancora, 48 sono i tossicodipendenti. Sono alcuni dei numeri emersi dalla visita alla casa circondariale di via Spalato a Udine effettuata questa mattina dai Consiglieri regionali di Forza Italia Andrea Cabibbo e Roberto Novelli, assieme al capogruppo a Udine Giovanni Barillari, accompagnati dalla direttrice Tiziana Paolini, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal partito a livello nazionale e coordinata in regione dal referente per la Giustizia e già senatore della Repubblica, avvocato Franco Dal Mas. Come si legge in una nota, secondo Cabibbo “a differenza della situazione fortemente critica di Trieste, la casa circondariale di Udine, ristrutturata integralmente nel 2003, permette delle condizioni di vita più dignitose per i carcerati. A titolo esemplificativo, ogni cella è dotata di bagno e doccia autonomi”.
ravennatoday.it, 10 settembre 2024
La referente De Lorenzo afferma che i detenuti del carcere “variano tra i 78 e gli 80 mentre la disponibilità regolamentare sarebbe di 49 persone”. Una delegazione di +Europa è entrata a Port’Aurea per un dialogo con il direttore Stefano di Lena. Il carcere di Ravenna ha una disponibilità di 49 posti ma i detenuti sono stabilmente 78-80, la polizia penitenziaria è sottorganico (cinque in meno secondo i dati del ministero) ma i funzionari giuridico-pedagogici sono aumentati recentemente. Sono dati forniti da Più Europa che nei giorni scorsi ha inviato una delegazione formata da Maria De Lorenzo e Nicoletta Zampriolo in visita nella casa circondariale di via Port’Aurea incontrando il direttore Stefano di Lena ed altri operatori penitenziari.
di Patrizio Ceccarelli
La Nazione, 10 settembre 2024
Erica Mazzetti dopo aver visitate le Case circondariali di Firenze e Prato, ieri è arrivata anche a Pistoia “Una bella realtà da valorizzare con iniziative all’interno. E il mondo del lavoro provi a dare opportunità”. “Dopo aver visitato Prato e Firenze posso dire con certezza che questa è un’isola felice, sia per le dimensioni del carcere e numero dei detenuti, sia per l’organizzazione. Ho trovato persone molto competenti, disponibili anche a confrontarsi con i detenuti in modo tranquillo e sereno: quello che ci vorrebbe in tutte le carceri”. Così Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia e responsabile nazionale per il suo partito del dipartimento lavori pubblici, al termine della visita di ieri al carcere pistoiese di Santa Caterina in Brana, una visita che arriva dopo aver toccato situazioni complesse come quelle di Firenze e Prato.
di Monia Orazi
Corriere Adriatico, 10 settembre 2024
Detenuti al lavoro nei cantieri per la ricostruzione post terremoto, presto sarà realtà. Sarà firmato questa mattina a Roma presso il ministero della Giustizia un protocollo d’intesa per l’impiego dei detenuti nei cantieri della ricostruzione, tra il ministro Carlo Nordio e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Alcune imprese hanno già accettato di aderire all’iniziativa ed avranno tra le loro maestranze alcuni detenuti. L’obiettivo del protocollo è quello di favorire il reinserimento sociale di chi sconta in carcere pene detentive. L’iniziativa è già stata sperimentata con successo nell’autunno del 2022, con la firma di analogo protocollo che ha previsto l’impiego di alcuni detenuti nella ricostruzione delle chiese. Sempre sul fronte della ricostruzione post sisma, in vista dell’approvazione della prossima legge finanziaria l’associazione dei terremotati “La terra trema noi no” lancia un appello al governo, con la richiesta di aumentare il costo parametrico, per evitare rischi di accolli ai proprietari delle abitazioni, a causa della scadenza del Superbonus prevista il 31 dicembre 2025.
di Tommaso Giani
Corriere Fiorentino, 10 settembre 2024
Porto di Livorno, sabato mattina di fine estate. Parte un battello per l’isola di Gorgona, e a bordo ci siamo anche io e Giulia, una mia ex studentessa ora diplomata che due anni fa aveva partecipato insieme a me e ad altri ragazzi a una serie di incontri con alcuni detenuti del carcere di Pisa. Di tutti quei compagni di classe speciali che parteciparono con noi agli incontri nella casa circondariale, ce n’era uno (di nome Filippo) che si coinvolse e si affezionò a noi della scuola di Fucecchio in modo particolare. Anche quando gli incontri in carcere sono finiti, il rapporto con Filippo è continuato. In un paio di lettere il nostro ex compagno della “Classe Pirata” ci ha aggiornato sul proseguimento del suo percorso riabilitativo, e in particolare del suo trasferimento dalla casa circondariale di Pisa a una delle carceri più particolari d’Italia: l’isola di Gorgona. Prima della lettera di Filippo ne ero a conoscenza a malapena: un puntino nell’arcipelago toscano adibito completamente a centro detentivo. Ora quel puntino diventava la casa di un amico, un posto dove andare per riabbracciarlo e per passare di nuovo un pochino di tempo insieme. E oggi finalmente è arrivata l’occasione.
- Cuneo. Bilancio positivo per la seconda edizione di “Art. 27-Expo. Fatti in carcere”
- Orvieto (Pg). Le storie raccontate dalla voce del padre: sostegno alla genitorialità per i detenuti
- Genova. Riparte “La Barchetta dei Piccoli Capitani” a sostegno dei bambini figli di detenuti
- L’incontro tra arte e carcere: corriamo il rischio di riaprire lo sguardo
- “La libertà è un organismo vivente”, l’esperienza di lavoro autogestito di un gruppo di detenuti politici









