inquietonotizie.it, 25 maggio 2024
La Camera Minorile “Malala” di Palmi ha avviato un percorso di sostegno alla genitorialità rivolto ai detenuti del Carcere di Palmi, progetto ideato in occasione dell’evento dello scorso dicembre “Giustizia e Passione, dentro ma anche fuori dall’aula”. “I detenuti che sono anche genitori affrontano sfide ancora più difficili - spiegano gli organizzatori - poiché devono conciliare la loro situazione carceraria con il ruolo di genitori. Abbiamo ritenuto doveroso contribuire, attraverso un corso di formazione, ad offrire loro strumenti e risorse per mantenere un legame significativo con i propri figli, nonostante la separazione fisica imposta dalla detenzione”. Un’iniziativa che nasce dalla convinzione che sostenerne la genitorialità possa contribuire a ridurre il rischio di recidiva dei genitori detenuti, offrendo loro un motivo in più per impegnarsi nel percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.
di Giovanna Baldini*
Ristretti Orizzonti, 25 maggio 2024
Mercoledì 22 maggio u.s. a Pisa presso il Dipartimento di Scienze Politiche si è tenuto un convegno sul tema del valore e dell’importanza dello studio in carcere dal titolo “Una lunga storia dalla parte dei “Senza”. Il Polo Universitario Pisano”. Dopo i saluti delle autorità presenti, tra cui il Delegato ai Rapporti con il territorio Unipi Marco Macchia e l’assessora regionale alle Politiche Sociali Serena Spinelli, sono intervenuti i rappresentanti dei Poli Universitari della Toscana coordinati dal professor Gerardo Pastore dell’Università di Pisa: Maria Paola Monaco, PUP di Firenze; Gianluca Navone, PUP di Siena; Antonella Benucci, PUP di Siena stranieri; Andrea Borghini, PUP di Pisa.
di Paolo Picone
Corriere del Mezzogiorno, 25 maggio 2024
Il convegno organizzato a Napoli, martedì 28 maggio al Maschio Angioino, dal “Movimento Forense”. “La Costituzione, la condizione carceraria e la desertificazione affettiva - dialoghi per la consapevolezza”. È il tema dell’iniziativa promossa dal Dipartimento Carceri del Movimento Forense, presieduto dall’avvocato Elisa Demma e coordinato dall’avvocato Alessandro Gargiulo, che si terrà martedì prossimo, 28 maggio, al Maschio Angioino, con inizio alle 10 del mattino.
ilmediterraneo24.it, 25 maggio 2024
Lo spettacolo a Palermo, il 27 maggio, nel teatro del carcere. Protagonista la Compagnia Evasioni. Tra ragione e sogno, la poesia per poter attraversare la vita senza restarne travolti. I detenuti-attori della Casa circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso”, tornano in scena con un’altra rappresentazione della Compagnia Evasioni.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 25 maggio 2024
Da un’idea dell’artista albanese Elend Zyman condivisa con 11 ospiti del carcere “I ragazzi le hanno trasformate, anche una vita rovinata può essere recuperata”. “Evasione” emotiva e simbolica attraverso l’arte. È iconico il titolo della galleria d’arte creata dall’artista albanese, monzese d’adozione, Elend Zyman che insieme a un gruppo di 11 detenuti della casa circondariale di via Sanquirico ha dato vita a una galleria d’arte o una “Galera Gallery” come la chiama lui, utilizzando le lenzuola usate. L’inaugurazione si è tenuta ieri, alla presenza delle autorità e di tanti amici e curiosi. L’idea era quella di creare una mostra all’aperto, ma le condizioni meteo hanno costretto l’artista a ripiegare all’interno, creando una vera e propria galleria espositiva di sicuro effetto cromatico e simbolico nel corridoio d’ingresso del carcere di Monza.
di Giuseppe Salvaggiulo
La Stampa, 25 maggio 2024
“Una storia d’insieme”, scrivono i due storici Marcello Flores e Mimmo Franzinelli introducendo il loro libro “Conflitto tra poteri” (Il Saggiatore) su politica e magistratura nell’Italia repubblicana, che raccontano come questione non solo istituzionale. Continuità e rotture, separatezza e commistioni, dilemmi costituzionali e romanzo popolare. La ricostruzione si alterna a flashback su una decina di “processi del secolo” che hanno segnato l’immaginario collettivo, da Montesi a Tangentopoli, da Fenaroli a Cucchi.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 25 maggio 2024
Inchiesta sullo stato della democrazia in Italia. Il processo alle mamme lesbiche di Padova e gli anziani senza fondi per l’autosufficienza, il no ai certificati Lgbtq+, i bambini discriminati: viaggio tra leggi tradite e libertà civili negate. Così l’Italia si allontana dall’Europa. Immaginate un’aula di tribunale piena di mamme e bambini. I più piccoli hanno sei mesi, i più grandi otto anni. Immaginate un processo con sessantasei imputate adulte, più trentotto imputati in passeggino o con lo zainetto della scuola sulle spalle, colpevoli unicamente, mamme, figlie e figli, di essere famiglie “irregolari”. Nate sì dall’amore, ma da un amore illecito per lo Stato italiano del ventunesimo secolo, da un amore non “conforme” e scandaloso perché lesbico, formato da due donne anziché da un uomo e una donna. Basterebbe questa immagine (i bambini naturalmente non ci saranno) che anticipa quanto accadrà a Venezia il 10 giugno prossimo, il processo d’appello promosso dal ministro Piantedosi contro le 33 coppie di madri padovane cui sono stati impugnati i certificati di nascita dei figli registrati con entrambi i cognomi, per rendere plasticamente l’ossessione del governo di Giorgia Meloni contro il mondo Lgbtq+.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 25 maggio 2024
Il governo non demorde ma teme l’isolamento. Soddisfazione da parte palestinese, anche se per i vertici di Hamas “non è abbastanza”, Il coro dello sconcerto israeliano si alza immediato, compatto e sonoro, ma la settimana che si chiude, per lo Stato ebraico, è stata complicata. In pochi giorni due corti internazionali hanno accusato Israele e il suo governo, mentre tre Stati (Irlanda, Spagna e Norvegia) si sono aggiunti alla lista di chi riconosce lo Stato di Palestina. Da Tel Aviv a Gerusalemme si raccolgono commenti indignati nei confronti del mondo “che non capisce il nostro dramma”, “che ci paragona a Hamas”, “che si è dimenticato del 7 ottobre e degli ostaggi”. E tuttavia, un fatto è innegabile: “La legge - per dirla con le parole di Michael Sfard, giurista israeliano specializzato in diritto internazionale e attivista in organizzazioni pacifiste - è diventata un attore centrale sul teatro di guerra”.
di Martina Marchiò*
La Stampa, 25 maggio 2024
Tre nuovi sacchi bianchi per cadaveri si sono aggiunti ai tanti altri senza nome. Sono di una famiglia intera arrivata già morta al nuovo punto sanitario di Medici Senza Frontiere a Rafah. Ho pensato per un attimo che forse è stato meglio così, se ne sono andati insieme, spero che non abbiano sofferto, che non abbiano capito. In questo nuovo punto, attivo da qualche giorno, offriamo cure d’emergenza ai pazienti più gravi, quasi tutti vittime di esplosioni. Li stabilizziamo, cercando di portare in vantaggio la vita sulla morte, e poi li trasferiamo nei pochi ospedali ancora funzionanti. Intanto, il confine è ancora chiuso, il carburante non basta e le medicine che abbiamo non sono infinite. Ancora poche settimane e, se non entreranno nuove forniture, saremo costretti a fare scelte difficili per alcune delle nostre attività.
di Niccolò Figà-Talamanca*
L’Unità, 25 maggio 2024
Le richieste dei mandati di arresto avanzate dal Procuratore della Cpi? Indipendenza e imparzialità non significano equidistanza. La responsabilità penale, anche a livello internazionale, è individuale, i popoli sono vittime e non colpevoli perché della stessa nazionalità degli indagati. “Quali sono le risposte possibili alla crisi di efficacia della comunità internazionale e dei meccanismi a favore del rispetto dei diritti umani e dello Stato di Diritto?” Con questa (epocale) domanda il 18 maggio abbiamo festeggiato al Campidoglio il 30esimo anniversario della fondazione di Non c’è pace senza giustizia. Prima di tutto voglio ricordare Marino Busdachin, primo segretario scomparso l’anno scorso e il senatore Sergio Stanzani che l’ha presieduta per anni. Due giorni dopo, il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan inviava la richiesta ai giudici per i primi cinque mandati di arresto per crimini di guerra e contro l’umanità in merito alla situazione in Palestina: tre per i rappresentanti di Hamas, per atti commessi almeno dal 7 ottobre 2023, due per rappresentanti dello Stato di Israele per atti commessi almeno dall’8 ottobre 2023. Il giorno dopo l’Unità si chiedeva giustamente “ma la guerra chi l’arresta?”. In attesa della risposta dei giudici alle richieste di Khan, e a una risposta alla nostra domanda, che in parte ingloba le preoccupazioni del direttore Sansonetti, voglio condividere le parole della presidente di Non c’è pace senza giustizia Tara O’ Grady sull’argomento: “Confidiamo che l’Ufficio del Procuratore mantenga il proprio impegno nel proseguire le indagini indipendenti sui crimini sotto la sua giurisdizione commessi a partire dal primo deferimento [palestinese] avvenuto il 13 giugno 2014. È infatti preoccupante che l’apparente inazione della Corte possa aver contribuito alle dinamiche politiche di impunità, soffocando le voci a favore della giustizia e della responsabilità sia nella società israeliana che in quella palestinese”.
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