di Roberto Bertoncini
toscanaoggi.it, 14 settembre 2024
Le principali criticità secondo il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani. Un’organizzazione strutturata e professionale per il reinserimento in società delle persone e una miglior qualità della detenzione che, a eccezione delle piccole realtà, manca di dimensione umana. Sono queste le principali criticità che il garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, individua all’interno delle carceri regionali. Un sistema detentivo non dissimile da quello nazionale, ma con almeno una variante positiva. “In Toscana non esistono carceri con oltre mille persone - spiega - In un carcere piccolo è possibile avere un rapporto positivo con i detenuti, puoi conoscerli meglio, capire i loro problemi e quindi anche gestirli meglio. Nelle strutture più grandi sei solo un numero ed è un dramma spaventoso: Prato è la struttura più grande con oltre 500 persone, segue Sollicciano con poco meno e poi ci sono San Gimignano, Pisa e Livorno”. Ma chiariamo bene un punto: nelle carceri piccole si sta un po’ meglio, ma nessuna delle strutture è tendenzialmente vocata a un processo di reinserimento.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 14 settembre 2024
L’insediamento del nuovo Pg: massima attenzione a mafia e anarchici. Il tailleur color Tiffany che spunta tra le pieghe della toga racconta che Lucia Musti non ha paura di osare. E non teme di andare controcorrente e raccogliere le sfide, anche le più difficili. Come quella di assumere la guida della Procura generale di Torino, a capo di un distretto che getta lo sguardo su un territorio che comprende il Piemonte e la Valle d’aosta. Lei stessa lo ammette, quando chiarisce che avrebbe potuto rimanere nella comfort zone di Bologna. Ma Torino per lei “è la raccolta di una sfida”, “l’occasione per misurarsi con un’altra Italia”.
di Alice Dominese
Il Domani, 14 settembre 2024
“In queste strutture fatiscenti e insalubri si fa fatica a gestire un’esistenza” scrivono le detenute. Il loro intento è quello di richiamare l’attenzione pubblica su una situazione definita di “emergenza totale nelle carceri”. “Affinché - si legge nella lettera inviata alla direttrice dell’istituto e al presidente Mattarella - venga concessa qualsiasi misura che riduca il sovraffollamento e/o la liberazione anticipata speciale di 75 giorni”. “Io ho fatto 5 giorni e perso quasi 5 kg, oggi ho staccato, Paola inizia giovedì fino a domenica, poi inizio io. Siamo una quindicina per gruppo, attacchiamo e stacchiamo a rotazione, tot 57 donne” questo il messaggio di una delle detenute del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, in sciopero della fame dal 5 settembre. Una protesta condivisa con il comitato Mamme in piazza per la libertà di dissenso.
di Giusi Spica
La Repubblica, 14 settembre 2024
Iniziativa nazionale promossa nel capoluogo dal comitato “Esistono i diritti”. Tra i nomi in campo padre Notari, Micciché, Cuffaro, Valentina Chinnici. E tanti altri rappresentati della cultura e della società civile. Da più di un mese digiunano a turno, dalle 8 alle 24, per chiedere l’amnistia per i reati minori. E dare così ossigeno alle carceri dove ormai la situazione è esplosiva. Trentacinque fra attivisti, consiglieri comunali e deputati regionali di vario colore politico, giornalisti, attori e rappresentanti della società civile palermitana iscritti al comitato “Esistono i diritti” hanno lanciato lo sciopero della fame a staffetta, promosso a livello nazionale dal gruppo “Bellezza radicale” e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 14 settembre 2024
Istituto Penale Minorile “Ferrante Aporti”. Un nome che potrebbe evocare rieducazione e speranza, ma che oggi suona come sinonimo di degrado e abbandono. È il luogo che, tra l’1 e il 2 agosto, ha assistito a una rivolta notturna, l’ennesima, che ha lasciato dietro di sé devastazione, indagini, e il solito, noto, scenario di fallimento. Una struttura messa in ginocchio, 18 detenuti sotto accusa, di cui 15 minori, bambini che la società ha già condannato, non solo per i crimini che si dice abbiano commesso, ma per l’indifferenza che li avvolge. Oggi, settimane dopo quella notte, nulla è cambiato. O meglio, qualcosa è cambiato: la struttura non è più quella. Le sue mura sono state violate non solo dalle mani dei detenuti, ma dall’incuria di chi dovrebbe proteggerle, curarle, renderle luoghi di recupero. I lavori di ripristino proseguono, ma l’istituto resta un monumento al fallimento di un sistema che non sa più nemmeno come salvare i suoi figli più giovani.
reggiotoday.it, 14 settembre 2024
Il parlamentare di Forza Italia dopo un primo sopralluogo nel carcere di Arghillà si è recato, ieri mattina, presso la casa circondariale Panzera. “Ieri mi sono recato in visita istituzionale presso la Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria. Qualche mese fa, invece, lo feci presso l’altro istituto reggino, quello di Arghillà. Due strutture molto differenti tra loro e con criticità diverse. La mia visita oggi qui in veste ufficiale, così come quella realizzata in passato ad Arghillà, è stata finalizzata a verificare le reali condizioni delle persone private della libertà qui ospitate, confrontandomi con i dirigenti, gli operatori, il personale di Polizia penitenziaria.
La Repubblica, 14 settembre 2024
Il marchio Richmond promuove un’iniziativa in collaborazione con le associazioni Nesis e Il Meglio di Te per la riabilitazione dei detenuti che imparano così a dipingere sulla ceramica e realizzare gioielli. Da gennaio a settembre di quest’anno, 70 detenuti si sono suicidati nel nostro Paese. Un numero che fa riflettere. Spesso si tratta di persone che vivono in condizioni vergognose in un sistema che sembra sempre più inadeguato a garantire dignità e speranza. Di dignità e speranza parla invece il progetto presentato da John Richmond, il brand di punta del gruppo Arav.
L’Unità, 14 settembre 2024
I laboratori Spes contra Spem di Nessuno tocchi Caino sono una miniera di valori preziosi. In otto anni di “lavoro” collettivo e cooperativo tra detenuti e detenenti, tra liberi e semiliberi, tra persone al di qua e al di là delle sbarre, il “fatturato” in termini di umanità nuova, cambiamento interiore ed elevazione della coscienza, è inestimabile, e incomparabile rispetto a ogni altra impresa umana. Soprattutto il Laboratorio di Opera, il primo a essere istituito, ogni mese regala storie come quelle di Antonio e Gioacchino che qui proponiamo. Storie che testimoniano che il cambiamento è possibile anche tra i condannati che per la legge del “fine pena mai” sono gli immutabili dell’universo carcerario, gli irredimibili per sempre.
La Stampa, 14 settembre 2024
Un incontro con i giovani detenuti del carcere minorile di Bari “Fornelli”. Si è tenuto ieri presso l’istituto penitenziario minorile di Bari l’iniziativa pilota per la prevenzione delle tossicodipendenze “WeFree Dentro: prevenzione e legalità per costruire un futuro”. La giornata si è aperta con un convegno sul tema delle devianze minorili e delle dipendenze in rapporto a legalità e prevenzione con il contributo di istituzioni pubbliche, soggetti privati profit e non profit, esponenti del mondo accademico e scientifico, seguito da un incontro e scambio di esperienze fra i giovani detenuti e gli educatori professionisti di San Patrignano, con la testimonianza di giovani che hanno già superato positivamente le dipendenze.
di Luca Luccitelli
interris.it, 14 settembre 2024
Il convegno “L’uomo non è il suo errore. Percorsi di rinascita”, organizzato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a corredo della mostra “Dall’amore nessuno fugge” allestita a Bologna. “Per la prima volta abbiamo istituito un albo per le comunità, strutture che siano in grado di dare accoglienza ai detenuti che non hanno un domicilio. Oggi, secondo le stime che abbiamo fatto, ci sono 7mila detenuti che potrebbero usufruirne ed alleggerire il peso sulle carceri”. A parlare è Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, intervenuto al convegno “L’uomo non è il suo errore. Percorsi di rinascita”, organizzato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a corredo della mostra “Dall’amore nessuno fugge” allestita a Bologna. “L’albo sarà disposizione della magistratura - ha continuato Ostellari - ed indica le strutture che devono garantire alla Stato e alle persone detenute un percorso rieducativo, quel percorso di amore che è fondamentale in una persona”.
- Ancona. Primo concerto live in carcere con Musicultura per i detenuti
- Daria Bignardi: “Chiudere le carceri? Sì, come sono ora fanno solo del male”
- La fioritura di referendum: il segno di una passione (e di una crisi) democratica
- “Rapporto malato partiti-cittadini. E queste riforme non sono la ricetta”
- Cittadinanza. Allo “ius scholae” serve l’aula. In tutti i sensi









