di Costanza Francesconi
Corriere del Veneto, 28 maggio 2024
È la prima volta in Italia. “Così combattiamo le recidive”. Un detenuto di Venezia sta finendo di scontare la pena impiegato nella cucina di un albergo cittadino. Esce la mattina e rientra la sera, percepisce regolare stipendio e vive nella sezione “semi liberi” di Santa Maria Maggiore, la più vicina alle mura. A Belluno dieci ospiti della casa circondariale sono stati assunti da un’azienda che vi opera all’interno, mentre alcune detenute al carcere della Giudecca, formate come operatrici ai piani, sono pronte a prestare servizio in aziende a caccia di personale.
di Cristina Pastore
La Stampa, 28 maggio 2024
L’orto in carcere vedrà la luce con l’assistenza di un tecnico agronomo di Vco Formazione. Lo hanno chiamato “Semi di libertà”, perché coltivando ortaggi e piccoli frutti in carcere si lavora alla vita che verrà dopo, da uomo libero che vuole voltare pagina e ricominciare. Il progetto è un’iniziativa della comunità della casa circondariale di Verbania. L’anno scorso in cordata con numerosi partner i detenuti hanno realizzato un campetto sportivo in uno dei cortili del penitenziario a Pallanza, dove c’è spazio anche per un orto. La direttrice Claudia Piscione sta facendo rete per sostenere questa nuova attività con Comune, associazioni e volontari che si spendono per costruire le basi per il reinserimento sociale dei detenuti attraverso programmi di rieducazione. Nella struttura carceraria di via Castelli sono un’ottantina e 25 di loro sono impegnati in un percorso formativo e lavorativo.
di Alessandra Zanardi
Il Giorno, 28 maggio 2024
Progetto di reinserimento che offre ai detenuti la possibilità di fare formazione in un laboratorio attrezzato per imparare il mestiere di manovale ed essere impiegati poi nei cantieri dell’hinterland. La formazione e il lavoro come strumenti di reinserimento sociale. Con questa filosofia, ieri nel carcere di Opera è stata inaugurata la scuola edile, un laboratorio attrezzato dove i detenuti potranno imparare il mestiere di manovale ed essere successivamente impiegati dalle aziende per svolgere attività nei cantieri. Nato da un’idea di don Gino Rigoldi e della direzione carceraria, il progetto è sposato da svariati enti: Umana, Assimpredil Ance, sindacati ed Esem-Cpt (Ente unificato per la formazione e la sicurezza). Quest’ultimo soggetto, in particolare, gestirà il laboratorio, un’area di 170 metri quadrati equipaggiata con tutti i materiali del caso, dagli attrezzi ai dispositivi di sicurezza, come caschetti e scarpe anti-infortunistiche. Vi si svolgeranno corsi di 96 ore l’uno; a ogni percorso formativo potranno partecipare fino a 15 persone.
tg24.sky.it, 28 maggio 2024
L’evento di Sky Tg24 ha visto ospiti Silvio Ciappi, criminologo, e Gianluca Guida, direttore del carcere minorile Nisida di Napoli, per parlare di criminalità minorile, numeri e cause del fenomeno, con un focus particolare sulle ragazze. L’emarginazione e la solitudine individuale, ma anche la speranza di una nuova vita fuori dalle carceri. A Live In Milano si è parlato di criminalità minorile, con un focus particolare sulle ragazze detenute negli istituti di pena per minori, insieme a Silvio Ciappi, criminologo, e Gianluca Guida, direttore del carcere minorile Nisida di Napoli.
di Davide Conti
Il Manifesto, 28 maggio 2024
A cinquant’anni dall’eccidio di Piazza della Loggia a Bresca. I volumi di Benedetta Tobagi per Laterza, e di Pietro Garbarino e Saverio Ferrari per Red Star Press. Sfatato il falso mito per cui quegli eventi sarebbero inintelligibili e ricostruite precise responsabilità. I legami tra la destra eversiva, gli apparati militari dell’intelligence italiana e dell’alleanza atlantica. Due analisi rigorose del fenomeno che ha insanguinato a lungo il Paese all’ombra della Guerra Fredda e nel quale hanno giocato un ruolo di primo piano i neofascisti.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 28 maggio 2024
Saranno in servizio dal 2 giugno: 100 euro al giorno più vitto e alloggio. I responsabili del cantiere del Genio dell’Aeronautica militare provano a sbarrare il passo: “Ci dispiace, senza autorizzazione qui non si può entrare”. Alle loro spalle alte palizzate proteggono da occhi indiscreti l’hotspot che diventerà primo approdo dei migranti soccorsi in acque internazionali da navi militari italiane, portati qui per essere sottoposti a procedure accelerate di frontiera e rimpatrio.
di Massimiliano Gallo
Il Riformista, 28 maggio 2024
Oggi Stefano Rosso sarebbe additato come un pericoloso sovversivo. È il cantautore (da tempo scomparso) della celebre storia disonesta, il brano sull’eterna querelle che all’epoca l’artista definì dell’hashish legalizzato. Era la canzone dal ritornello “Che bello, due amici una chitarra e lo spinello”. Quasi cinquant’anni dopo, il dibattito è più o meno lo stesso. Nel frattempo il fronte della legalizzazione ha dovuto ingoiare parecchi passi indietro. Ora non ci si batte più per legalizzare la cannabis. Obiettivo che oggi equivale a un’utopia. Il governo Meloni vuole vietare anche la cosiddetta cannabis light. Con un emendamento al ddl sicurezza in esame alla commissione della Camera, intende rendere illegale la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc (uno dei più noti principi attivi della cannabis).
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 28 maggio 2024
“Un tragico errore”. Così il premier Benjamin Netanyahu ha definito la strage di profughi a Rafah: almeno 45 vittime, oltre la metà donne e bambini. Morti senza nome né volto. Non solo perché i loro corpi sono stati divorati dalle fiamme: 153 uccisi, in media, al giorno sono troppi per essere ricordati. Anche nel clima di assuefazione globale all’orrore, però, il massacro di Rafah ha conquistato, per un momento, la ribalta mediatica. Una dopo l’altra sono arrivate le condanne della comunità internazionale. Il governo israeliano ha espresso il proprio rammarico per il “tragico errore”. Espressione quest’ultima particolarmente azzeccata. La parola “errore” porta in sé il senso dell’errare, ma anche l’amara constatazione dell’aver deviato dalla retta via. L’errore - secondo l’origine etimologica - è una deviazione dal giusto.
di Nathalie Tocci
La Stampa, 28 maggio 2024
C’è una chiara escalation militare, politica e giuridica in Medio Oriente, ma diverse e contrastanti sono le letture che possiamo darne. L’invasione israeliana di Rafah va avanti. È iniziata gradualmente, quasi furtivamente, sullo sfondo degli appelli internazionali a non procedere. Dopo un attacco di Hamas, intercettato da Israele (evidenziando che dopo otto mesi l’organizzazione è ancora in piedi), l’esercito israeliano ha colpito la tendopoli di Tal as-Sultan a Rafah, che Israele stessa aveva designato come “zona sicura”. Decine le vittime civili palestinesi bruciate nelle loro tende, e centinaia i feriti.
di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 28 maggio 2024
La denuncia. Human Rights Watch incalza il colosso automobilistico tedesco per la joint venture con Pechino. “Non può lavarsi le mani dalle sue responsabilità”. Quarantotto ore prima dell’assemblea annuale del gruppo Volkswagen Human Rights Watch e il Centro europeo per i diritti umani (Ecchr) si appellano direttamente agli azionisti. “Fatevi dire dai dirigenti come intendono eliminare il lavoro forzato degli operai uiguri nella fabbrica co-gestita con il costruttore automobilistico Siac controllato dallo Stato cinese. Vw non può semplicemente lavarsi le mani dalle sue responsabilità nelle joint venture con Pechino” è l’istanza più che imbarazzante per i vertici del marchio simbolo del made in Germany.











