di Salvatore Fiandaca*
Ristretti Orizzonti, 28 maggio 2024
L’ordinamento penitenziario prevede che un detenuto possa essere accompagnato con scorta a trovare un proprio congiunto per gravi motivi di salute, a rischio di morte e anche dopo la morte per dare un ultimo saluto alla salma, a volte anche dopo la sepoltura. Mia moglie si è ammalata di Alzheimer oltre 5 anni fa. All’inizio non sembrava grave, dimenticava qualcosa, non usciva più di casa, aveva difficoltà a collegarsi in videochiamata. Niente di non risolvibile; l’ispettore incaricato dei colloqui familiari, rendendosi conto del problema, mi propose di non caricare mia moglie di questa ulteriore incombenza, avrebbe incaricato lui una volontaria di farmi prenotare la chiamata.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 28 maggio 2024
Petrelli: serve un intervento immediato del governo per decongestionare gli istituti e fermare i suicidi. Domani l’Unione delle Camere Penali darà inizio sull’intero territorio nazionale a una staffetta di maratone oratorie dedicate dall’emergenza carcere. Parteciperanno a questi eventi, organizzati a cura delle singole Camere penali, non solo gli avvocati penalisti ma anche tutti i rappresentanti della società civile che saranno invitati o che vorranno spontaneamente partecipare: l’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica circa le drammatiche condizioni nelle quali versano le carceri del nostro Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 maggio 2024
L’8 e 9 giugno 2024 i cittadini chiamati alle urne per le elezioni europee e amministrative. In questo contesto, un’attenzione particolare è rivolta al diritto di voto dei detenuti, un tema delicato e spesso trascurato. I Garanti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Lazio e di Roma Capitale, Stefano Anastasìa e Valentina Calderone, hanno preso una posizione decisa per assicurare che anche i detenuti aventi diritto possano partecipare al voto.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 28 maggio 2024
I “Gruppi di intervento operativo” sono reparti speciali istituiti dal ministro della Giustizia e servono a sedare le rivolte nelle carceri. I sindacati: per sorvegliare i detenuti mancano 18 mila agenti. Si chiamano Gruppi di intervento operativo (Gio) e sono i reparti speciali istituiti dal ministro Carlo Nordio con un decreto del 14 maggio. Servono a sedare le rivolte nelle carceri. Finora non c’erano. Le rivolte c’erano, ma non il reato. Lo ha introdotto il governo a novembre. Punisce chi si rivolta con uso di violenza o minaccia, ma anche con resistenza passiva. Fattispecie già oggetto di critiche, perché per un verso le rivolte erano già punite, per un altro rischia di essere criminogena. Nel senso che uno può finire in cella per un reato minore e poi, rifiutando di obbedire a ordini, entrare in una spirale che non lo fa più uscire.
di Ylenia Magnani
linkiesta.it, 28 maggio 2024
Si avvicinano le elezioni europee e accelera l’esame della proposta presentata lo scorso gennaio dal ministro dell’Interno. Ma giuristi e associazioni a tutela dei detenuti lamentano una deriva repressiva ai limiti della costituzionalità. Il disegno di legge (ddl) sulla sicurezza del governo Meloni interviene duramente con un approccio securitario immotivato trasformando la percezione di insicurezza, ben spesa anche in campagna elettorale, in un testo che ambisce a intervenire in situazioni di disagio sociale tramite la repressone penale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 maggio 2024
La riforma costituzionale della Giustizia potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già mercoledì. Domani sottosegretario alla Presidenza e guardasigilli la illustreranno al Quirinale. Ci siamo, quasi certamente. Molti indizi concorrono a suggerire che la riforma costituzionale della giustizia, imperniata sulla separazione delle carriere, possa approdare già mercoledì in Consiglio dei ministri. Lo lasciano credere i toni espliciti di una figura chiave dell’Esecutivo qual è Alfredo Mantovano, il quale oggi ha spiegato come l’urgenza della modifica risieda, tra l’altro, nella necessità di “avere due Csm”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 28 maggio 2024
Il Guardasigilli al Quirinale per illustrare la riforma della magistratura: separazione delle carriere, riforma del Csm, Alta corte per i giudizi disciplinari, avvocato nella Costituzione. Il Cdm, però, potrebbe slittare al 3 giugno. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano si recheranno oggi pomeriggio al Quirinale dal capo dello stato Sergio Mattarella per illustrare i contenuti della riforma costituzionale della magistratura. Lo confermano al Foglio fonti autorevoli. L’approvazione del disegno di legge di riforma costituzionale, incentrato sulla separazione delle carriere e la riforma del Consiglio superiore della magistratura, era stata fissata per il Consiglio dei ministri di mercoledì. Secondo le ultime indiscrezioni, tuttavia, l’approvazione potrebbe slittare a lunedì 3 giugno.
di Armando Spataro
Il Foglio, 28 maggio 2024
Le parole di Falcone e le idee di Pisapia e di Martina non convincono l’ex magistrato. La riforma “finirebbe con il compromettere gravemente la tutela dei diritti dei cittadini”. La risposta all’articolo del direttore Claudio Cerasa. Egregio direttore, nel suo articolo, pubblicato sabato 18 maggio, lei definisce la separazione delle carriere una “riforma giusta” e “anche di sinistra”, utilizzando “tre lezioni” (come lei le definisce) per dimostrarlo. Parto dalla definizione, per discutere poi del resto: da qualunque area politica possa essere sostenuta o condivisa, la riforma in questione è in realtà un’”impostura”, una mistificazione attraverso la quale, disegnando un quadro fasullo - quello del giudice che oggi, ignorando le tesi del difensore, sposerebbe quelle del pubblico ministero in quanto suo “fratello” - si afferma di voler assicurare una giustizia giusta ai cittadini. In realtà, il divieto di passaggio dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti penali e viceversa finirebbe con il compromettere gravemente la tutela dei diritti dei cittadini, il principio della loro eguaglianza di fronte alla legge e con il sottomettere il pubblico ministero al potere esecutivo.
di Paola Molteni
Avvenire, 28 maggio 2024
Giuseppe Delmonte ha fondato una onlus e l’ha chiamata “Olga” come la mamma uccisa da suo padre 27 anni fa: io e i miei fratelli siamo stati lasciati soli. Non deve più accadere. Si chiama “Olga”, acronimo che sta per “oltre la grande assenza”. Per questo è nata la onlus: per colmare la distanza che separa le vittime di violenza dalla politica e dalle istituzioni. Ma prima di tutto il nome è quello di Olga Granà, morta a 51 anni per mano dell’ex marito, e madre di Giuseppe Delmonte, 47enne, fondatore dell’associazione appena presentata nel capoluogo lombardo. Un progetto che grazie alla collaborazione di uno staff di professionisti in ambito sanitario, educativo e legale, punta a promuovere iniziative psicologiche, pedagogiche e formative, anche grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine.
di Angela Nocioni
L’Unità, 28 maggio 2024
Ha iniziato uno sciopero della fame nella sua cella Maysoon Majidi, 27 anni, curdo-iraniana, e nota attivista per i diritti umani, in carcere da Capodanno. Non capisce perché non viene liberata essendoci prove lampanti della sua innocenza ed essendo riuscita finalmente a farsi interrogare dalla pm: 10 ore di interrogatorio. Ad accusarla di aver collaborato a bordo con gli scafisti erano le dichiarazioni di due migranti che hanno viaggiato nella stessa barca a vela incagliatasi il 31 dicembre. I due che hanno firmato l’atto d’accusa la scagionano completamente. Hasan Hosenzadi, uno dei due, attualmente a Berlino, dichiarato irreperibile dalla Guardia di finanza delegata dal tribunale di cercarlo, tanto irreperibile da essere intervistato dall’Unità il 10 maggio, ha detto: “Sono disposto a giurare che quella ragazza non ha niente a che fare con chi gestiva la barca, non ha fatto niente, viaggiava come me”. E ancora: “Ho detto che questa ragazza era una come noi, del tutto estranea, mi hanno fatto firmare alcuni documenti, non so esattamente cosa fossero. La polizia ha detto che questa ragazza era una degli scafisti.
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