di Errico Novi
Il Dubbio, 18 settembre 2024
Sulla vertenza con gli amministrativi interviene il vertice del Dipartimento organizzazione giudiziaria del dicastero di Nordio. In teoria, fra i “direttori di Giustizia” e via Arenula sarebbe tuttora aperto un confronto sindacale, riconducibile alla più generale concertazione sul contratto integrativo e per la definizione delle “nuove famiglie professionali”. In pratica, i dipendenti amministrativi hanno preferito non attendere gli esiti del “tavolo” e manifestare, lo scorso 10 settembre, davanti alla sede della Cassazione, dove hanno anche proclamato una vera e propria giornata di sciopero per dopodomani. Ne parliamo con Gaetano Campo, che nel dicastero guidato da Carlo Nordio è a capo del Dog, il dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi.
di Paolo Russo
La Stampa, 18 settembre 2024
Nel 2023, secondo un Report del ministero della Salute, le aggressioni fisiche e verbali verso i sanitari sono state 16mila, una media di 40 al giorno. Così, la decisione di anticipare la stretta, dopo un vertice a Palazzo Chigi. Le aggressioni a medici e infermieri si moltiplicano di giorno in giorno e così il Governo ha deciso si stringere i tempi varando la stretta verso chi alza le mani contro il personale sanitario con il veicolo più veloce a disposizione: il decreto omnibus varato ad agosto che dovrà essere convertito in legge entro l’8 ottobre prossimo. La decisione di velocizzare l’arresto in “flagranza differita” è stata presa nel corso del vertice di stamattina a Palazzo Chigi tra il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e i ministri per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Interno, Matteo Piantedosi.
di Elena Cattaneo*
La Stampa, 18 settembre 2024
Domani riprenderà a Roma il processo per l’omicidio di Giulio Regeni. Un processo eccezionale già dalle motivazioni della sentenza con cui la Corte costituzionale ne ha permesso lo svolgimento nonostante l’impossibilità di notificare il procedimento agli imputati, i quattro agenti della sicurezza nazionale egiziana rinviati a giudizio per avere, a vario titolo, sequestrato, torturato e poi brutalmente ucciso Giulio. Ed è stato proprio per accertare il reato universale di tortura che il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, ha dato impulso alla questione di legittimità costituzionale dell’articolo 420bis del codice penale che impediva lo svolgimento del processo in assenza dell’imputato.
ravennawebtv.it, 18 settembre 2024
Al 30 giugno scorso nelle strutture emiliano-romagnole erano rinchiuse oltre 3.700 persone, 750 in più rispetto alla capienza massima. Il sovraffollamento si associa a problemi di patologie psichiche, tubercolosi, violenza e suicidi: sono 5 i detenuti che si sono tolti la vita nel 2023 e quest’anno sono già sei i morti, fra cui due giovanissimi. In un’intervista a On ER, il giornale dell’Emilia-Romagna, il settimanale televisivo dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha parlato del problema del sovraffollamento, che ormai interessa tutte le carceri della regione, delle proteste dei detenuti per le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere, dell’aumento dei suicidi, delle difficoltà per un vero reinserimento lavorativo dopo la detenzione. E ha parlato anche del “Codice ristretto”, un vademecum che spiega a chi vive in carcere quali sono i propri diritti. Informazioni di cui quasi nessun detenuto è in possesso.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 18 settembre 2024
È stato trovato impiccato nella cella di isolamento dove era stato trasferito. Si chiamava John Ogais, il detenuto nigeriano di 32 anni che l’altra sera si è tolto la vita nel carcere di Ariano Irpino dopo aver appiccato il fuoco nella cella e aggredito quattro agenti. È stato trovato impiccato nella cella di isolamento dove era stato trasferito in seguito ai disordini causati il giorno prima. Inutili i tentativi di soccorso dei poliziotti. La salma si trova presso l’obitorio dell’ospedale di Ariano Irpino, in attesa di disposizioni da parte della Procura della Repubblica di Benevento che ha aperto un’inchiesta sul decesso.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 18 settembre 2024
Il suicidio del detenuto 50enne ha fatto riemergere la necessità della chiusura della VII sezione di Regina Coeli. Un carcere nato come convento e inadatto, per architettura e sovraffollamento, ad una vita decorosa al suo interno. Il suicidio a Regina Coeli di uomo di 50 anni, trovato impiccato nella sua cella, è stato il secondo in 12 ore, il 72esimo dall’inizio dell’anno in Italia, il terzo dall’inizio 2024 nel carcere romano. Un tragico episodio che ha scatenato le dure reazioni nel mondo della politica e dell’associazionismo. Tutti concordi con la necessità della chiusura della settima sezione di Regina Coeli.
di Elisa Sola
La Stampa, 18 settembre 2024
I verbali dei detenuti nell’inchiesta che già conta 33 indagati. Gli agenti intercettati: “Quella notte li hanno portati tutti giù e bum bum bum”. “Era il mese del Ramadan. Io stavo facendo digiuno, gli altri no. Ho chiesto di essere trasferito in un’altra cella. Nel casellario mi hanno fatto spogliare. Quando ero nudo mi hanno colpito con un oggetto di metallo che mi hanno passato per tutto il corpo. Uno mi insultava in dialetto napoletano. Minacciava di morte mia madre. Diceva che mi avrebbe ucciso, se fosse successo un’altra volta. Ma io avevo solo chiesto di potere andare in una cella diversa per fare il Ramadan”.
Torino. Torture in carcere, parlano le vittime: “Clima ostile e violento, gli insulti erano routine”
di Ludovica Lopetti
La Stampa, 18 settembre 2024
Ventidue agenti della Penitenziaria in servizio al Lo Russo e Cutugno a processo a Torino. “La prima con cui ho parlato è stata l’educatrice. Le ho raccontato delle botte, le ho fatto vedere i lividi sulle ginocchia e sui gomiti. Quando sono uscito gli agenti mi guardavano male e mi parlavano forte. Poi ho parlato con la garante, ma ho alleggerito un po’ il racconto perché avevo molta paura”. Al processo sulle presunte torture inferte dagli agenti ai detenuti del padiglione C del carcere Lo Russo e Cutugno, è il turno delle vittime. Detenuti ed ex detenuti si avvicendano al banco dei testimoni, convocati dal pm Francesco Pelosi che contesta il reato di tortura a 22 poliziotti. Il primo che sale sulla tribuna riconosce il suo presunto aggressore su un album fotografico.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 18 settembre 2024
Magistrati, avvocati e funzionari riuniti allo stesso tavolo. In cima alla lista delle criticità, la mancanza di risorse Commissioni per migliorare l’efficienza degli uffici. Ci sono problemi strutturali, come il nodo aggrovigliatissimo delle risorse sottodimensionate, tema con cui la giustizia fa i conti da decenni e che a Bergamo riguarda praticamente tutti i settori e l’intera gerarchia, dal cancelliere al magistrato. I governi si susseguono, le riforme si sprecano a suon di slogan, ma in piazza Dante e via Borfuro, nel concreto, non si registrano miglioramenti. Poi, ci sono problemi organizzativi più a portata di mano, procedure poco agili e inefficienze che possono apparire banali e che, però, nella migliore delle ipotesi, fanno perdere ore di lavoro agli avvocati. Nella peggiore, precludono diritti al cittadino. Per fare pressioni sui primi e trovare soluzioni ai secondi, ieri pomeriggio, in Sala Galmozzi, si è tenuto il primo tavolo di lavoro permanente che ha riunito tutte le componenti del mondo giustizia. Presenti, il presidente del tribunale Cesare de Sapia e il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota (in vece del procuratore Maurizio Romanelli, insediatosi lunedì) e poi il presidente dell’Ordine degli avvocati Giulio Marchesi, il dirigente amministrativo del tribunale Sergio Cammarano, i rappresentanti delle associazioni forensi (dalla Camera penale Roberto Bruni all’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia, dalla Camera civile a quella Tributaria, per citarne alcune), fino a semplici funzionari.
di Stefania Piscitello
Gazzetta di Modena, 18 settembre 2024
Gli uffici della Procura sono in difficoltà. Il motivo? La carenza di personale, che inevitabilmente può portare a rallentamenti delle attività di gestione della macchina. Ed ecco che in ausilio alla Giustizia arrivano i volontari e i pensionati. Per il momento sono tre e hanno pronunciato e sottoscritto formale dichiarazione d’impegno lunedì mattina: sono membri dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia in congedo della sezione di Modena. Un accordo sulla scorta del protocollo d’intesa tra Procura e Auser volontariato di Modena. L’arrivo di queste tre nuove figure permetterà alle segreterie di corso Canalgrande di avere un aiuto in più. Tutto è nato da un impulso di Auser.
- Roma. “Nessuno escluso”, progetto per la comunità penitenziaria
- Roma. Giornali in carcere: la voce dei detenuti
- Verona. Premiazione del concorso letterario riservato ai detenuti “Carlo Castelli”
- Massa Carrara. Teatro con le detenute dell’Istituto penale minorile di Pontremoli
- Pordenone. “Libera la cultura”, i detenuti portano in scena uno spettacolo teatrale in carcere









