di Franco Corleone
L’Espresso, 20 settembre 2024
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta assumendo sempre più l’immagine del difensore della storia migliore dell’Italia. Un volto severo e serio che si contrappone alla sguaiataggine che connota tanti esponenti della vita pubblica. Il 14 settembre scorso ha partecipato ad Ampezzo alla cerimonia per celebrare gli ottant’anni della Zona libera della Carnia, una repubblica partigiana caratterizzata da una realtà ampia per territorio e che comprendeva 40 paesi con oltre 80 mila abitanti. La Carnia, terra martoriata già nella Grande Guerra con l’esperienza della tragica guerra di montagna, nel secondo conflitto mondiale subì prove di violenza e di dolore incommensurabili.
di Silvia Madiotto
Corriere del Veneto, 20 settembre 2024
Più domande dal Sudamerica che bimbi nati qui. Per 92 mila bambini e ragazzi (spesso nati qui) figli di genitori stranieri che frequentano le scuole venete no. Per circa 300 mila oriundi, nati all’estero, anche se mai hanno messo piede in Italia ma hanno un trisnonno emigrato dal Veneto sì. È una sintesi violenta, ma spiega la proporzione dei numeri che vengono forniti quando si parla di cittadinanza italiana, ius scholae e ius sanguinis: di chi non può dirsi cittadino perché i tempi sono lunghi, e di chi invece lo è proprio grazie a una legge di oltre trent’anni fa, con addirittura diritto di voto in un Paese mai visto.
ansa.it, 20 settembre 2024
Arrestata a Crotone il 31 dicembre 2023 con l’accusa di essere una scafista, ma è accusata solo da due migranti su 77. Maysoon Madjidi, l’attivista curda arrestata a Crotone il 31 dicembre 2023 con l’accusa di essere una scafista dell’imbarcazione sbarcata sulla spiaggia di località Gabella con a bordo 77 persone, resta in carcere. Il Tribunale di Crotone, che la sta giudicando, ha nuovamente rigettato la richiesta di modifica della misure cautelare dal carcere ai domiciliari. Una richiesta che la stessa imputata ha fatto nel corso di una dichiarazione spontanea al collegio penale presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio a conclusione di una udienza fiume durata oltre cinque ore.
di Ibrahima Lo
Il Manifesto, 20 settembre 2024
Come Maysoon Majdi e Marjan Jamali, centinaia e centinaia di persone sono arrestate con l’accusa di favoreggiamento: significa costruire un muro davanti agli occhi dei cittadini europei perché non vedano ciò che sta accadendo. Maysoon Majidi e Marjan Jamali sono due delle tante persone arrestate dopo essere arrivate in Europa, accusate di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Le pene erano già alte prima, ma sono state aumentate dal decreto Cutro, una norma che mette a rischio la tutela dei diritti umani di chi si trova in situazione di pericolo o vulnerabilità. Sappiamo quello che sta succedendo in paesi come l’Iran o la Libia: nessuna delle persone che fugge da quei contesti dovrebbe essere arrestata quando arriva in Europa.
di Valter Vecellio
L’Opinione, 20 settembre 2024
Da oltre 22 mesi nessuno, nemmeno un familiare o un legale, ha contatti diretti con Maria Kalesnikava, una delle leader dell’opposizione bielorussa. Detenuta in una cella di isolamento, Kalesnikava, 42 anni, è in condizioni di salute sempre più gravi: oltre le difficoltà estreme causate dal regime carcerario duro, soffre di gravi problemi allo stomaco che l’hanno portata in passato, tra l’altro, a subire un’operazione per curare un’ulcera perforante, e non riceve dalle autorità carcerarie gli alimenti che il suo corpo può tollerare. “Sta morendo di fame” dice a El Pais Ivan Kravtsov, segretario esecutivo del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa.
di Valentino Maimone
La Ragione, 19 settembre 2024
Facciamo così: visto che la contabilità dei suicidi in carcere sta evidentemente provocando assuefazione- se è vero che il tassametro continua a scorrere al ritmo di un caso ogni 3 giorni e mezzo e ormai la notizia finisce in coda ai tg o in un trafiletto in basso a sinistra - proviamo ad affrontare l’argomento da un’altra prospettiva. I suicidi sono la prima causa di morte dietro le sbarre (fonte: Garante dei diritti dei detenuti). La fascia di età in cui si registra il maggior numero di detenuti che si tolgono la vita è quella fra i 18 e i 24 armi (dati del Ministero della Giustizia). Che cosa sappiamo di questi giovani? Nulla più di qualche gelida riga su un comunicato istituzionale. Quanto ci preoccupiamo del percorso di recupero che avevano intrapreso, delle loro responsabilità (un detenuto su tre è in attesa di giudizio), dei motivi che li hanno spinti a farla finita, della sofferenza delle loro famiglie? Ancora meno, cioè niente.
di Sara Manfuso
La Notizia, 19 settembre 2024
“Il decreto Caivano criminalizza eccessivamente i giovani”. Parla Stefano Anastasia, Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio al secondo mandato e fondatore dell’Associazione Antigone, nata alla fine degli anni ottanta, per “I diritti e le garanzie nel sistema penale”.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 19 settembre 2024
Un grido di dolore, una richiesta d’aiuto lacerante, arriva da P.M., detenuto nel braccio C del carcere di Torino Lo Russo e Cutugno. La lettera è stata recapitata al tesoriere di Radicali Italiani, Filippo Blengino, dopo la visita dei Radicali Italiani al carcere di Torino del 18 agosto. Una lettera dolorosa, che parla di dignità e denuncia condizioni disumane.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 19 settembre 2024
Il malessere, il vuoto, il senso di estraneità, la mancanza di fiducia nei confronti degli adulti. Sono i sentimenti che oggi accomunano tanti giovani, in una società che li vuole sempre più performanti e in cui fanno fatica a riconoscersi e trovare un senso. Un disagio che può trasformarsi in comportamenti aggressivi e distruttivi, verso gli altri o verso se stessi. A ribadirlo è don Claudio Burgio, cappellano dell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano e fondatore della comunità Kayròs, a Vimodrone: “Si tratta di un disagio che appartiene a tutti i ragazzi, al di là del ceto sociale. I giovani si sentono soli, persi, senza un futuro, cercano di riempire un vuoto”.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 19 settembre 2024
Arrivano il nuovo delitto di rivolta in carcere, integrato anche solo da atti di resistenza passiva (“Un attacco allo stato di diritto”, tuona il Pd) e valido pure per i centri per i migranti, e l’aggravante del reato di istigazione a disobbedire alle leggi se commesso all’interno di un istituto di pena. Arrivano il nuovo delitto di rivolta in carcere, integrato anche solo da atti di resistenza passiva (“Un attacco allo stato di diritto”, tuona il Pd) e valido pure per i centri per i migranti, e l’aggravante del reato di istigazione a disobbedire alle leggi se commesso all’interno di un istituto di pena. L’Aula della Camera ha ripreso ieri tra le polemiche le votazioni del disegno di legge Sicurezza, approvando alcune tra le strette più contestate. Come quella sull’acquisto delle Sim da parte dei cittadini extra Ue: tra i documenti che un operatore dovrà acquisire per venderle, oltre a quelli di identità, sarà necessaria “copia del titolo di soggiorno”. “Una bestialità che favorirà lo sviluppo del mercato illegale”, attacca Riccardo Magi di +Europa.
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