di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 maggio 2024
“L’auspicio è che, passata la tornata elettorale, la politica torni ad ascoltare i nostri argomenti e riveda questo duro colpo all’assetto della magistratura. sarei favorevole a una norma che richiami l’avvocato in costituzione”. Approvazione del ddl costituzionale su separazione delle carriere e Alta Corte. Ne parliamo con Stefano Musolino, segretario di Magistratura democratica.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 31 maggio 2024
L’ex pm: critiche ipocrite. Anche la Carta prevede un giudice terzo. Non è la riforma della giustizia per la quale basterebbero più uomini, più mezzi e più strutture. Non c’azzecca niente. È la riforma della magistratura. Ciò detto, vedo tanta ipocrisia in chi la critica.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 31 maggio 2024
A sopravvivere, secondo l’autore de “Il Sistema”, saranno “i gruppi associativi più ideologizzati, ma i cartelli nati solo per distribuire nomine finiranno nel nulla”. Invece di riforma “Nordio”, quella sulla separazione delle carriere avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente riforma “Palamara”. Senza il procedimento giudiziario che nella tarda primavera del 2019 travolse l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, disvelando il sistema delle nomine al Csm, molto difficilmente questa settimana il ddl che separa le carriere di pm e giudici e introduce il sorteggio per i togati di Palazzo Bachelet sarebbe stato varato dal governo.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 31 maggio 2024
Sala chiede l’intervento del governo, i sindacati insistono sulle croniche carenze di personale. Una quindicina di detenuti del carcere Beccaria di Milano saranno trasferiti dopo le proteste scoppiate mercoledì pomeriggio e andate avanti fino all’una di notte. Un provvedimento simile a quello deciso a inizio maggio dopo un incendio all’interno dell’istituto, che difficilmente - a giudicare dalle voci che emergono dall’interno del minorile - servirà a rendere il clima più sereno. I sindacati di polizia denunciano la carenza cronica di personale. E la politica litiga, con il sindaco Beppe Sala che chiama in causa il governo mentre l’esecutivo rivendica le azioni già messe in atto per migliorare la situazione.
di Antonio Borrelli
Giornale di Brescia, 31 maggio 2024
I detenuti hanno parlato di celle più chiuse e meno telefonate davanti a una commissione comunale. “Tutti i detenuti vengono formati per le mansioni più richieste dal mercato del lavoro”, “qui ci sentiamo sicuri e condividiamo con tutti le risorse che abbiamo a disposizione”, “sto facendo un percorso in un ambiente che mi rende fiducioso e disponibile”. Le voci dei detenuti di Canton Mombello - che disegnano uno scenario distopico e ideale, il carcere desiderato da chi tra quelle mura e quelle sbarre ci trascorre pezzi di esistenza - sono rotte ma dignitose. Fatte di sofferenza e di solitudine ma anche di consapevolezza che i propri diritti contano, che contano essi stessi, che la pena deve essere scontata ma in un’ottica riabilitativa.
di Claudio Masseglia
La Nazione, 31 maggio 2024
Ufficialmente i posti sono 152, in realtà 90 ospitano gli attuali 155 detenuti. “Il problema c’è, ma meno grave che in altri istituti”. La sinergia fra varie realtà istituzionali e professionali per migliorare la situazione. “Più attività ricreative e di reinserimento”. È una piccola città nella città, dove troppo spesso la vita è tutt’altro che facile, sia per chi ci finisce dentro causa errori commessi lungo il suo percorso di vita, sia per chi ci lavora. L’allarme sulla situazione delle carceri italiane è stato lanciato nel marzo scorso dal presidente della Repubblica Mattarella, a fronte del numero di suicidi nelle case penitenziarie di un po’ tutta Italia. Persone di tutte le età e nazionalità, uomini e donne, che non hanno retto all’urto della detenzione. A questi si aggiungono anche i quattro agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Da qui il richiamo al rispetto della Costituzione “e di chi negli istituti carcerari è detenuto o vi lavora” le parole del Capo dello Stato. Allarme recepito in tutta Italia con un fermo richiamo a muoversi per contrastare il problema: nelle scorse settimane l’amministrazione spezzina ha nominato il garante comunale delle persone private della libertà affidando l’incarico a Agostino Codisposti, per 40 anni operatore all’interno del carcere. Un primo passo insieme alla richiesta di interventi urgenti per migliorare le condizioni detentive, istanze avanzate insieme alla Conferenza dei garanti, magistrati di sorveglianza, camera penale e Associazione italiana giovani avvocati, unite sotto l’egida del motto ‘Indignarsi non basta più’. Punto primo, mettere fine al dramma dei suicidi in carcere: sono già 36 dai primi mesi dell’anno (nessuno a Spezia), quasi tutti da parte di chi era ormai vicino alla fine pena. Questo perché “non si sentivano pronti - spiega il presidente della Camera penale di Spezia Fabio Sommovigo - ad affrontare cosa li avrebbe attesi fuori dalle mura”.
di Gaia Martignetti
fanpage.it, 31 maggio 2024
Dopo le scosse ai Campi Flegrei, il carcere di Pozzuoli è stato evacuato. Alcune delle detenute sono state trasferite fuori regione. Una delle famiglie a Fanpage.it: “Vogliamo torni a Napoli. “Del terremoto ho saputo dalla televisione. Ho pensato che mia figlia poteva pure morire”. A parlare è la madre di una delle detenute che il 20 maggio 2024 erano recluse nel carcere di Pozzuoli, mentre si registrava la scossa più forte degli ultimi 40 anni. Tutta la popolazione puteolana quella sera fuggiva in strada, queste donne altro non hanno potuto fare che attendere, fuori dalle celle, in uno spazio comune, che tutto finisse.
di Andrea Bimbi
toscanaoggi.it, 31 maggio 2024
La convenzione stipulata tra la Casa Circondariale di Massa Marittima, nella persona del direttore Maria Cristina Morrone, e il seminario vescovile - Casa per ferie “Mater Ecclesiae”, firmata lo scorso 15 maggio, “è frutto di un lavoro di tanti anni, nei quali, insieme al vescovo della diocesi mons. Ciattini, abbiamo incessantemente intessuto relazioni sia con l’amministrazione del carcere che con gli stessi detenuti”. È don Filippo Balducci, legale rappresentante del seminario vescovile, a raccontare il percorso che ha portato a formalizzare la collaborazione e la condivisione di comuni intenti in ordine a percorsi di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. L’accordo prevede percorsi di volontariato e lavoro in favore dei detenuti, sia presso la casa per ferie di via San Francesco a Massa Marittima, sia nelle altre strutture della Curia vescovile.
di Giorgia Decupertinis
Il Resto del Carlino, 31 maggio 2024
“A cena dentro”, buona la prima nella casa di reclusione di Castelfranco. Menù dai tortellini al galletto. E le richieste superano i posti disponibili. “È l’alba di un nuovo giorno”. Mercoledì sera, nella casa di reclusione di Castelfranco (in provincia di Modena), i raggi del sole stavano in realtà tramontando, cullati dal suono dell’arpa, quando i calici si sono riempiti e la tavola è stata minuziosamente allestita, dalle tovaglie bianche fino ai più piccoli dettagli.
di Elena Dal Forno
Corriere del Veneto, 31 maggio 2024
Costruiscono chitarre elettriche, danno nuova vita alle vecchie biciclette e rimettono sul mercato mobili vecchi che qualcuno ha buttato via. Ma questi non sono semplici lavori. Per i detenuti del carce e di Santa Bona che hanno aderito ai progetti di Alternativa Ambiente queste attività rappresentano un nuovo senso del tempo e le basi per il reinserimento sociale e professionale. “I nostri progetti si chiamano “Claustrofobico” e “Officina del Tempo” e richiamano le due dimensioni importanti nella vita dei detenuti - spiega il presidente di Alternativa Ambiente, Marco Toffoli. L’obiettivo è quello di portare ai detenuti la forma mentale dell’artigiano per affrontare le scelte che faranno da uomini liberi”.
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