L’Osservatore Romano, 2 giugno 2024
Dal XX rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, elaborato dall’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, “Antigone”, emerge un quadro piuttosto preoccupante riguardo al numero di suicidi all’interno delle carceri, sia a livello locale che nazionale. In particolare, a Roma, va all’istituto “Regina Coeli” il triste primato del numero maggiore di casi, cinque in tutto, nel 2023. L’ultimo si è verificato il 22 aprile di quest’anno quando un uomo di 36 anni si è tolto la vita impiccandosi, proprio mentre il Garante dei detenuti era a colloquio con le vicedirettrici, nel corso di una visita con il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio. “Ero all’interno dell’istituto, in direzione, quando è arrivata la notizia: un uomo di trentasei anni, cinese, in carcere da poco più di un mese, si è impiccato alla terza branda del letto a castello nella solita vil sezione, quel porto di mare di arrestati, isolati, puniti, separati, dove l’anno scorso se ne sono ammazzati quattro “, ha scritto sul suo profilo facebook scriveva Stefano Anastasìa, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio.
altarimini.it, 2 giugno 2024
Anche quest’anno l’Unione delle Camere Penali Italiane ha scelto Rimini per ospitare il proprio VIII Open Day, nel corso del quale si discuterà di carcere, del principio di umanità della pena, di opportunità, usi e distorsioni dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sul giusto processo (tematica che è germogliata proprio a Rimini in occasione di un convegno organizzato dalla locale Camera Penale), delle idee dei penalisti italiani per la riforma del processo penale e del sistema sanzionatorio, con un confronto sull’attualissimo tema della separazione delle carriere dei magistrati tra il Presidente dell’Unione, Francesco Petrelli, e il Presidente dell’ANM, Giuseppe Santalucia, moderato dal giornalista Goffredo Buccini.
Avvenire, 2 giugno 2024
Preparato dalle detenute che stanno frequentando i laboratori di cucina, promossi e organizzati dalla scuola alberghiera “A. Vespucci” della Capitale e da Coop-Unicoop Tirreno. Il carcere di Rebibbia a Roma si apre alla scuola e alla società. È bastato un pranzo preparato dalle detenute che stanno frequentando i laboratori di cucina, promossi e organizzati dalla scuola alberghiera “A. Vespucci” della Capitale e da Coop-Unicoop Tirreno. L’iniziativa, pensata per favorire l’apprendimento di un mestiere, il reinserimento e riscatto sociale delle detenute, prevede lezioni teoriche e pratiche e un esame finale, al termine del percorso, per il conseguimento di un vero e proprio diploma alberghiero.
Orvieto (Pg). “Volti fuori. I ritratti dei detenuti”, fino al 9 giugno la mostra a Palazzo dei Sette
tuttoggi.info, 2 giugno 2024
La mostra inaugurata venerdì è il risultato del laboratorio di fotografia che ha coinvolto i detenuti del carcere di Orvieto. Rimarrà aperta fino al 9 giugno, al Palazzo dei Sette di Orvieto, la mostra fotografica “Volti fuori. I ritratti dei detenuti”. Il taglio del nastro è avvenuto il 31 maggio, come da resoconto della Diocesi di Orvieto - Todi. Ad aprire l’incontro è stata la fotografa Manuela Cannone, che ha gestito il laboratorio su ritratto ed autoritratto che si è svolto all’interno del carcere di Orvieto, da cui è nata la mostra di foto. Tra i saluti, quelli della direttrice della casa di reclusione orvietana, Annunziata Passannante, che ha evidenziato l’importante del progetto che - dopo aver coinvolto i detenuti all’interno del penitenziario - si è aperto alla città attraverso questa esposizione.
di Paola Ancora
Quotidiano Di Puglia, 2 giugno 2024
Cominciamo dalla fine. Dai ringraziamenti: a Mamadou Kouassi innanzitutto. Per essere sopravvissuto alla malvagità degli uomini, alla nostalgia di casa, al deserto del Sahara e alle torture nelle carceri libiche, alla schiavitù, alla traversata del Mediterraneo, alla povertà di un’Europa ancora alla ricerca di se stessa. E per aver mantenuto, oggi che di anni ne compie 41, lo stesso sguardo pulito che aveva quando appena sedicenne, insieme al cugino, decise di fuggire di casa e cercare fortuna oltremare all’insaputa della sua mamma. “Non l’ho più rivista” ha raccontato agli studenti del liceo “Leonardo da Vinci” di Maglie, riuniti in aula magna per l’incontro organizzato dalla preside Annarita Corrado con le docenti Cecilia Toma, Ada Caracuta e Francesca Carrozzini.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 2 giugno 2024
Preoccupazione nel messaggio del presidente per la festa della Repubblica: “Porre fine ai massacri”. Summit con Meloni e i presidenti delle Camere durante il ricevimento al Quirinale. Tra gli ospiti Renato Zero, Baglioni, Rovazzi e Lino Banfi. Cantanti e attori, da Renato Zero (che quasi lo abbraccia) e Fabio Rovazzi e Lino Banfi, strappano più di un sorriso al presidente Mattarella durante il tradizionale ricevimento del 1 giugno nei giardini del Quirinale. Il presidente si concede qualche momento di serenità anche con Marco Tardelli, ricordando il Mundial 1982. Ma, nei due messaggi che ieri ha rivolto ai prefetti e al corpo diplomatico internazionale arrivato al Quirinale, Mattarella non nasconde la crescente preoccupazione per lo scenario internazionale, dall’Ucraina al Medio Oriente.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 giugno 2024
Ddl sicurezza. Un emendamento della Lega: indagini affidate all’Avvocatura di Stato e non ai pm. Ad indagare sulle violenze eventualmente commesse dalle forze dell’ordine in servizio non sarà più la procura ma l’Avvocatura di Stato. E le spese legali per l’agente o l’ufficiale incriminato le pagherà lo Stato, che si rivarrà sull’imputato solo a condanna definitiva. Lo prevedono due emendamenti della Lega (primi firmatari Igor Iezzi e Laura Ravetto) all’articolo 15 del ddl Sicurezza in discussione alla Camera, nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia.
di Simone Alliva
L’Espresso, 2 giugno 2024
Il ministro respinge le accuse dell’opposizione sulla repressione dei manifestanti pro Palestina da parte della polizia e nega l’uso dei codici identificativi per gli agenti: “Bastano le body cam”. Il portavoce Noury: “Non è un’alternativa e non garantisce i cittadini”. Quindi non è successo nulla. “Respingo qualsiasi suggestione circa il clima vessatorio e anticostituzionale verso coloro che manifestano”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo in question time ad una interrogazione di AVS sull’identificativo per gli agenti impegnati in servizi di ordine pubblico.
di Letizia Pezzali
Il Domani, 2 giugno 2024
Per il bullo, l’atto di bullismo passa attraverso un’analisi costi-benefici. I benefici includono il miglioramento dello status, della reputazione e una maggiore influenza all’interno del gruppo. L’altro giorno su un social un uomo ha scritto un post di pubbliche scuse. Si rivolgeva, senza dirne il nome, a un compagno di classe che bullizzò ai tempi delle medie. “Oggi sono un padre di famiglia, ho capito che il bullismo è una cosa terribile. Mi scuso, provo vergogna”. Il post gli si è rivoltato contro. Molti sono intervenuti: “Ma cosa credi, che basti scrivere due righe per pulirti la coscienza?”. Il bullismo in effetti è un oggetto sociale tremendo. La redenzione è complicata.
di Marika Ikonomu e Giovanni Tizian
Il Domani, 2 giugno 2024
I finanziamenti pubblici a sostegno dell’operazione voluta da Meloni in Albania sono ingenti, ma manca trasparenza sull’intesa, da un lato all’altro dell’Adriatico. I media albanesi non hanno accesso alle informazioni e rimane l’incognita su chi monitorerà una volta entrati in funzione. Nessuno sa. Questo è il tratto principale dell’accordo sui centri per migranti firmato dalla premier Giorgia Meloni e dall’omologo albanese Edi Rama. L’impiego di enormi risorse pubbliche - si stima oltre 800 milioni - non è riuscito a imporre trasparenza all’intesa e dopo quasi 7 mesi le incognite sono ancora moltissime. Difficili da sciogliere, da un lato e dall’altro dell’Adriatico. “I media albanesi hanno diffuso solo le notizie date dal governo. L’unica fonte di informazione ufficiale era il primo ministro, mentre nessun altro ufficio ha dato spiegazioni”, dice a Domani Roden Hoxha, direttore del Centro albanese per il giornalismo di qualità, ong con sede a Tirana.
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