Il Foglio, 23 settembre 2024
La nomina, voluta dal ministro Nordio, è arrivata in mattinata. In poco più di un anno il commissario dovrà guidare le nuove opere necessarie a mitigare il sovraffollamento nelle carceri italiane- Marco Doglio è il nuovo commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Il decreto d’incarico è stato firmato questa mattina dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, su proposta del Ministro della giustizia Carlo Nordio, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. L’incarico, previsto dal decreto sulle carceri approvato lo scorso agosto, scadrà ufficialmente il 31 dicembre 2025. Termine entro cui, si legge nella nota, “dovrà provvedere alla realizzazione delle opere necessarie per far fronte alla grave situazione di sovraffollamento degli istituti penitenziari”, con la facoltà di avvalersi di una struttura di supporto di massimo cinque esperti. Doglio, 62 anni, vanta un passato di oltre 30 anni nel settore delle infrastrutture, avendo ricoperto diversi ruoli in materia di trasporto ferroviario, stradale, autostradale, aeroportuale e delle telecomunicazioni. Da dicembre 2019 è chief Real Estate di Cassa Depositi e Prestiti, oltre ad occupare il ruolo di Amministratore Delegato CDP Investimenti SGR, Vice Presidente di CDP Immobiliare Srl e Consigliere di Amministrazione Redo SGR.
siciliaunonews.com, 23 settembre 2024
“Ho ascoltato il messaggio del Papa all’Angelus sul rispetto per i detenuti e mi sono soffermato a leggere il report del garante nazionale dei detenuti circa la condizione carceraria in Italia. Sono sconvolto dai dati emersi che non sono solo numeri ma anime: 72 suicidi dall’inizio dell’anno ad oggi”. Lo dichiara Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC. “L’articolo riporta che, tra questi 72, solo 29 erano stati giudicati e condannati in via definitiva, gli altri erano in attesa di giudizio ricorrenti, appellanti e uno addirittura internato provvisoriamente. Ma quello che più di tutto mi inquieta è la fascia di età di chi sceglie di togliersi la vita. Scelta che per la maggior parte viene compiuta dai giovani tra i 26 e i 39 anni, i nostri ragazzi, persi nell’oblio della pena, giovani senza speranza”, prosegue Cuffaro.
di Antonio Aparo*
L’Unità, 23 settembre 2024
Ci sono storie che testimoniano che il cambiamento è possibile anche tra i condannati al “fine pena” mai, gli immutabili del sistema carcerario. I laboratori Spes contra Spem di Nessuno tocchi Caino sono una miniera di valori preziosi. In otto anni di “lavoro” collettivo e cooperativo tra detenuti e detenenti, tra liberi e semiliberi, tra persone al di qua e al di là delle sbarre, il “fatturato” in termini di umanità nuova, cambiamento interiore ed elevazione della coscienza, è inestimabile, e incomparabile rispetto a ogni altra impresa umana. Soprattutto il Laboratorio di Opera, il primo a essere istituito, ogni mese regala storie come quelle di Antonio e Gioacchino che qui proponiamo. Storie che testimoniano che il cambiamento è possibile anche tra i condannati che per la legge del “fine pena mai” sono gli immutabili dell’universo carcerario, gli irredimibili per sempre.
di Donatella Stasio
La Stampa, 23 settembre 2024
In principio erano 349. Dopo due anni, sono diventati 363 i voti su cui può contare la maggioranza in Parlamento: esattamente i tre quinti dei componenti delle Camere riunite in seduta comune, vale a dire il quorum richiesto, dopo il terzo scrutinio, per eleggere i giudici costituzionali. Bingo!
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 settembre 2024
Secondo alcuni studiosi è possibile identificare elementi nel cervello e nel profilo genetico che possono dar vita a un comportamento criminale. La responsabilità penale andrebbe comunque ripensata, così come la pena da infliggere. Ma la discussione sull’incapacità di intendere e di volere è troppo spesso banalizzata. La cronaca nera in questo ultimo periodo ci tiene occupati con molti fatti delittuosi e processi giudiziari: da Chiara Petrolini arrestata venerdì per l’omicidio dei due neonati all’imminente inizio del processo a carico di Filippo Turetta accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, passando per la morte di Giulia Tramontano per mano di Alessandro Impagnatiello. Dai salotti televisivi, dalle pagine Facebook, dalle colonne di giornali e dai tavoli dei bar si emettono sentenze - prima dei tribunali - interrogandosi su moventi e dinamiche dei gesti criminali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 settembre 2024
Neuroscienze e diritto: come cambia il concetto di imputabilità e di conseguenza come dovrebbe essere diversamente espiata una pena. “La psichiatria forense non può abdicare a quello che è il suo scopo, semplicemente per motivi di ordine pubblico. Così come la magistratura non dovrebbe mai dimenticare cosa prevede l’articolo 27 della Costituzione”, sottolinea Pietro Pietrini, psichiatra e Ordinario della Scuola IMT Alti Studi di Lucca.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 23 settembre 2024
Luigi Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta, fondatore e presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale, una delle più importanti scuole di psicoterapia in Italia, ha una grandissima esperienza e un osservatorio privilegiato sull’evoluzione della malattia mentale in Italia. “Bisognerebbe offrire assistenza psicoterapeutica alle famiglie in difficoltà, fin dal primo manifestarsi dei problemi dei ragazzi. Questa sarebbe la prevenzione per gli adolescenti la risposta farmacologica con antidepressivi non serve a nulla. Spesso i giovani lanciano dei segnali di aiuto evidenti sui quali bisogna intervenire”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 settembre 2024
Le parole coraggiose del capo della procura veneziana, Bruno Cherchi: “Questo non è il processo contro i femminicidi, ma un processo contro il singolo che si chiama Turetta. No alla pressione mediatica”. Il precedente del procuratore di Parma. “Questo non è il processo contro i femminicidi, ma un processo contro il singolo che si chiama Turetta e che risponderà dei reati che gli sono stati contestati. Se si sposta questo quadro a obiettivi più ampi si snatura totalmente il processo. Il processo non è uno studio sociologico, che si fa in altre sedi, il processo è l’accertamento di responsabilità dei singoli”. A dirlo è stato Bruno Cherchi, procuratore capo di Venezia, a margine dell’udienza di apertura del processo nei confronti di Filippo Turetta, reo confesso per l’omicidio di Giulia Cecchettin.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 23 settembre 2024
Il processo al ministro Salvini, cominciato nell’aula bunker del carcere Pagliarelli, dovrebbe essere un processo come gli altri, dal cui esito finale scaturiranno assoluzioni, condanne, avanzamenti o interruzioni di carriera. Passa tutto in fretta, come se mai niente fosse. Anche la frase con cui Matteo Salvini ha accolto la richiesta del Tribunale di Palermo di una condanna a 6 anni per sequestro di persone, in relazione alla vicenda Open Arms, è già scivolata via tra le onde artificiali sollevate dalla politica. Il principale capo d’accusa è noto: impedire per molti giorni l’accesso al porto di Lampedusa a una nave di soccorso con naufraghi a bordo, mettendo così a rischio le vite di migranti appena salvate.
di Serena Sileoni
La Stampa, 23 settembre 2024
Cosa vuol dire che Open Arms è un processo politico? Ci sono due livelli di risposta, uno tecnico e uno concettuale. Tecnicamente, il ministro Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, è stato accusato dei delitti di sequestro di persona aggravato e di rifiuto di atti d’ufficio per non aver dato seguito, dal 14 al 20 agosto 2019, alle richieste di sbarco in porto sicuro provenienti da una nave ONG che aveva soccorso 147 migranti in mare. L’accusa è per reati commessi in forza e in occasione del suo ruolo politico, tanto che la magistratura, per poter procedere, ha dovuto attendere l’autorizzazione del Senato, concessa nonostante il parere contrario della giunta per le autorizzazione a procedere della medesima camera e in maniera diversa da quanto deciso mesi prima, in un clima più conciliante di governo, nell’analogo caso della nave Diciotti, che coinvolgeva lo stesso ministro. Per forza di cose, quindi, è un processo politico: politico ne è l’imputato, ai tempi dei fatti e ancora oggi; politica la fattispecie. Ma politico lo è anche concettualmente.
- Quella di Salvini è una difesa che va oltre i confini dei fatti e della legge
- Parma. Si rafforza il Polo Universitario Penitenziario
- Milano. “Liberi sospesi”: un tema da studiare e un problema da risolvere. Workshop alla Statale
- Piacenza. “Il carcere è ingiusto come la società, per i detenuti i diritti diventano concessioni”
- Personale a zero e uno Stato distratto. “Fallire è doloroso”









