di Romano Francardelli
La Nazione, 24 settembre 2024
Sotto il muro di cinta del penitenziario di San Gimignano si è disputato un quadrangolare con tanto di tifosi spettatori ai lati del campo e alle finestre.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Il testo del provvedimento da oggi al Senato, dove mercoledì manifesteranno sindacati, associazioni e movimenti sociali. Diversi appuntamenti davanti alle prefetture: a Genova, in Puglia e a Milano. Il Ddl 1660 sulla sicurezza è arrivato al Senato, dove comincerà il suo cammino in commissione. Oggi gli uffici di presidenza stabiliranno il calendario, con la destra che continua a ribadire di voler approvare il provvedimento con la massima rapidità. A costo di fare la gimkana tra le date. Questa settimana, ad esempio, i parlamentari saranno sicuramente impegnati, tra le altre cose, nella seduta comune che serve a completare il plenum della corte costituzionale. Nel frattempo, le mobilitazioni si allargano e crescono di numero in tutto il paese.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Nel Ddl in approvazione, l’art. 32 proibisce di stipulare contratti di telefonia mobile con cittadini di Paesi extra-Ue se non esibiscono il regolare soggiorno in Italia. Siamo alla costrizione alla solitudine e all’attacco diretto a un diritto intimo, profondo di ogni persona. Negarlo per legge ad alcune persone, vuol dire porle fuori dall’umanità. Ci sono oggetti - il termine va inteso nella ricchezza semantica che gli attribuiscono le scienze sociali e il sapere psicoanalitico - che si fa fatica a separare dalla pensabilità della donna e dell’uomo contemporaneo. Il telefono ne è il simbolo per eccellenza. Uno slogan pubblicitario della Sip, negli anni Settanta, recitava più o meno così: “Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono”. Il senso di quella frase oggi vale ancora di più, perché gli smartphone non sono soltanto vicini a noi, ma fanno quasi parte di noi. L’accesso immediato ai social e l’affaccio sempre a portata di mano sulla rete definiscono e ri-definiscono in maniera incessante le relazioni con gli altri e il rapporto con il mondo. Se prima, senza il telefono, potevamo essere più soli, oggi, senza lo smartphone, possiamo addirittura sentirci abbandonati (con tutto quanto c’è di patologico in questa sorta di dipendenza).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Lavoratori stranieri: ieri incontro Mantovano-sindacati. Per il governo i problemi sono solo procedurali. La Cgil: “Occorre un cambio complessivo delle politiche migratorie”. Su una cosa sono tutti d’accordo: il decreto flussi non funziona. Lo dice il governo, lo dicono le parti datoriali e i sindacati. Altrettanto potrebbero testimoniare migliaia di lavoratori migranti. Ieri presso la presidenza del Consiglio dei ministri il sottosegretario Alfredo Mantovano ha incontrato le organizzazioni dei lavoratori per discutere delle possibili modifiche. Lo scorso anno, per la prima volta, lo strumento che disciplina l’ingresso regolare della forza lavoro straniera è stato programmato su base triennale, fino al 2025, con la cifra record di 450mila posti. Nei mesi seguenti sono state segnalate irregolarità nel meccanismo, che secondo esponenti governativi sarebbe utilizzato dalla criminalità organizzata in un sistema di compravendita degli accessi al territorio. A tale proposito a giugno la premier Giorgia Meloni ha depositato un esposto alla procura nazionale antimafia.
di Lea Ypi*
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Quando l’argomento del “dobbiamo essere pragmatici” è il primo a essere messo sul tavolo, i principi - memoria, responsabilità - sono già stati sospesi. Una fredda sera d’inverno del 1999, aspettavo un treno alla stazione Termini di Roma quando notai un’anziana signora in affanno con le sue valigie e mi offrii di aiutarla. “Signorina - la sua voce tremava leggermente - Per fortuna ci sono ancora giovani come lei. Ero molto preoccupata. Questa stazione è piena di scippatori albanesi. È un’invasione”. All’epoca non ebbi il coraggio di dirle che ero albanese. Una di quelle fortunate, una studentessa con una borsa di studio, a differenza dei miei concittadini che lavoravano come addetti alle pulizie, muratori, badanti e lavoratrici del sesso. In quei giorni facevamo notizia in Italia. A volte come una nazione di contrabbandieri, sfruttatori e ladri; altre volte come individui falliti, socializzati sotto un sistema diverso, che faticavano a integrarsi; e altre volte ancora come persone corrotte e pigre, incapaci di applicare nel proprio paese la formula del successo che avevano visto trasmessa oltre l’Adriatico sui canali televisivi di Silvio Berlusconi.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 24 settembre 2024
La deputata dem: “Nella sua storia giudiziaria ci sono troppi equivoci, a partire dalla traduzione delle testimonianze”. Provata, dimagrita, ma determinata. Con la voglia di combattere per i propri diritti, come ha fatto per tutta la vita. “Non sono venuta in Italia a cercare fortuna, ma per chiedere asilo, sono un’attivista per i diritti delle donne, per questo sono dovuta scappare dal mio paese. Rischiavo il carcere”. Lo dice tra le lacrime Maysoon Majidi, lei che in carcere ci è finita ma in Italia, con un’accusa infamante, quella di essere una “scafista”. La ragazza, curdo iraniana, è accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dopo lo sbarco, nel dicembre del 2023 di un’imbarcazione sulle coste calabresi. Da nove mesi è dietro le sbarre e continua a dirsi innocente, portando prove sulla sua estraneità ai fatti.
di Francesco Strazzari
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Davanti all’allargarsi della guerra d’Israele in Libano è necessario domandarsi quanto un mondo retto da un doppio standard possa essere diverso da un mondo senza regola. La guerra si allarga di fronte in fronte: decine di migliaia i palestinesi uccisi, decine i morti di Israele, e ora centinaia in Libano. Nessuno sa dove si fermerà: diversamente da Gaza, i confini libanesi sono aperti, e per Israele non c’è linea rossa. Un paese cronicamente e profondamente diviso come il Libano si è trovato unito nella stessa paura: il timore che esploda il telefono o il televisore, il ronzio onnipresente dei droni, i boati dei jet israeliani. Diventa destinatario della medesima retorica e dello stesso trattamento che Netanyahu ha riservato ai civili di Gaza in spregio al diritto umanitario bellico: evacuazione immediata verso condizioni di impossibilità, pena diventare bersagli. Alcuni analisti, quelli che sottolineano quanto siano mirati gli attacchi, hanno insistito su come finora Hezbollah fosse stato sì colpito nell’immagine, ma non accecato.
di Domenico Quirico
La Stampa, 24 settembre 2024
Non badate alle voci, non tenete conto neppure delle prove inconfutabili che prima o poi arriveranno. Sinwar, l’implacabile califfo di Hamas, non può esser morto, di più: Sinwar non può morire. Sinwar è tragicamente eterno, è purtroppo immortale. Perché in realtà non esiste, intendo fisicamente, non è carne e sangue che si può spegnere, come si dice oggi non si può “eliminare”. Esiste in quanto simbolo che ricapitola e rappresenta, vendicativo carnefice di uomini in nome di una fede totalitaria e senza misericordia, la possibilità demiurgica e indimenticabile della vendetta, dell’odio, del riscatto, del rovesciamento di una Storia vissuta come ingiusta e crudele. Ha scelto il Nulla e la sua dialettica non soffre timidezze, cammina su binari inflessibili la cui stazione finale è il santo delitto. Il martirio del jihadista è altra cosa, la morte lo sceglie perché lui l’ha scelta. Sinwar impone invece la non morte, impone il soggettivismo assoluto della memoria di sé, come penitente, guerriero, boia degli israeliani, vincitore e vittima. A Gaza e non solo per molti Sinwar è il presente e sarà il futuro.
di Ugo Barbara
agi.it, 24 settembre 2024
Hakamada è il detenuto più longevo nel braccio della morte, non solo in Giappone, ma in tutto il mondo e giovedì un tribunale deciderà se dovrà essere giustiziato o essere assolto. Oggi 88enne è finito sotto processo 58 anni fa. Da 46 anni un uomo attende di essere giustiziato. Da dieci aspetta di sapere se qualcuno gli crederà e commuterà la pena di morte in assoluzione. È l’incredibile storia di Iwao Hakamada, ex pugile oggi 88enne, finito sotto processo 58 anni fa per aver sterminato una famiglia, ma rimesso in libertà nel 2014 in attesa di un nuovo processo, dopo i dubbi sollevati da più parti sulla legittimità della sua condanna. Hakamada è il detenuto più longevo nel braccio della morte, non solo in Giappone, ma in tutto il mondo e giovedì un tribunale deciderà se dovrà essere giustiziato o essere assolto. È stato condannato per la prima volta nel 1968 per l’omicidio del suo capo, della moglie dell’uomo e dei loro due figli adolescenti. Ma nel corso degli anni sono emersi dubbi su prove fasulle e confessioni estorte che hanno messo sotto esame il sistema giudiziario giapponese accusato di tenere “in ostaggio” i sospettati.
redattoresociale.it, 23 settembre 2024
Il nuovo organismo ha il fine di promuovere la cooperazione interistituzionale e concorrere alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi. Brunetta: “Una tappa importante del percorso volto ad abbattere la recidiva e costruire un ponte tra carcere e società”. Si è insediato oggi al Cnel il ‘“Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale”. Presieduto dal consigliere Emilio Minunzio, il nuovo organismo ha il fine di promuovere la cooperazione interistituzionale e concorrere, attraverso il coinvolgimento sistematico delle parti sociali, delle forze economiche e delle organizzazioni del terzo settore, alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo e l’inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale. “Si compie così un rilevante passo in avanti nel percorso intrapreso dal Cnel, insieme al Ministero della Giustizia, volto a favorire studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere, nel cui ambito si è svolta lo scorso 16 aprile la giornata di lavoro Recidiva zero”, spiega una nota del Cnel.
- Marco Doglio è il nuovo Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria
- Cuffaro: “Troppi suicidi in cella, inquieta come la maggior parte riguardi giovani”
- I laboratori Spes contra Spem e l’Associazione Nessuno Tocchi Caino
- L’indipendenza della Consulta colpita al cuore dalla melina
- Da Franzoni a Benno, fino ad Alessia Pifferi. Così la giustizia ha “rifiutato” il disagio psichiatrico









