di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 25 settembre 2024
I braccianti pagano 10-20mila euro per ricevere il nullaosta lavorativo. In Italia lavorano in condizioni disumane. Oltre 15 gli esposti della Flai-Cgil da luglio a oggi. Lavoratori ricattati e minacciati anche con l’utilizzo di armi. Il sindacato di strada per mappare e contrastare il fenomeno. Brama accosta il suo monopattino vicino al furgone. Allunga le mani per prendere un gilet catarifrangente di colore rosso con il logo della Cgil disegnato sul retro, un cappello, un brick d’acqua e un opuscolo in lingua inglese dove sono elencati i suoi diritti di lavoratore agricolo. Su queste pagine sono segnati i numeri di telefono e l’indirizzo della sede della Flai-Cgil di Verona. Numeri da contattare per trovare una via di uscita dalle tenaglie dello sfruttamento.
di Gianluca Cicinelli
Quotidiano del Sud, 24 settembre 2024
Preoccupano i numeri dei suicidi e delle violenze nelle carceri, principale causa il sovraffollamento; predisposti i fondi per l’edilizia ma accesso negato alle misure alternative. I numeri hanno bisogno di pochi commenti: oltre 70 suicidi in cella dei detenuti e 6 suicidi tra gli agenti di polizia penitenziaria nel 2024. Tra coloro che si sono tolti la vita, 35 lo hanno fatto nei primi sei mesi di detenzione e 24 erano in attesa di primo giudizio. Principale, ma non unico, accusato è il sistema edilizio carcerario, con un sovraffollamento del 131,77%. La prigione è segnata da condizioni disumane e il sovraffollamento non è un dato statistico, ma una realtà che compromette la dignità dei detenuti e la sicurezza di chi lavora nelle carceri.
di Lorenzo Attianese
ansa.it, 24 settembre 2024
Nominato Commissario per l’edilizia penitenziaria, gestirà 250 milioni. Nordio lo aveva definito un “programma imponente”, che sarà “realizzato speditamente” per far fronte all’emergenza del sovraffollamento delle carceri, popolate da oltre 61mila detenuti e con numeri in netto aumento anche per il preoccupante fenomeno dei suicidi. È un obiettivo complesso e ambizioso quello affidato al super manager romano Marco Doglio, nominato dal governo commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Nel piano nazionale a medio e lungo termine - poco più di un anno - che il nuovo incaricato dovrà portare avanti, Doglio avrà a disposizione i 250 milioni di investimenti già stanziati dall’Esecutivo per la creazione di settemila nuovi posti detentivi sui diecimila totali che servirebbero a pareggiare i numeri attuali.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 24 settembre 2024
“Il lavoro che attende Marco Doglio, il neo Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, è un lavoro da far tremare i polsi. Ma si tratta di un professionista molto preparato, con una solida esperienza universitaria in pianificazione territoriale e trasportistica, e una esperienza manageriale nel settore immobiliare di tutto rispetto anche per quanto riguarda gli aspetti contrattuali”. L’architetto Domenico Alessandro de Rossi, architetto e presidente del Cesp (Centro Europeo Studi Penitenziari), ne parla con cognizione di causa interessandosi di carceri e di edilizia penitenziaria da sempre. La prossima settimana uscirà il suo ultimo libro “Quando la pietra scolpisce la mente. Neuroscienze e Semiotica dell’architettura delle comunità confinate”, scritto insieme allo psicoterapeuta Alfredo De Risio.
di Rosaria Migliore
Il Riformista, 24 settembre 2024
Il 21 settembre ad Arezzo la commemorazione dell’accademico e politico, un innovatore che ha riconosciuto da subito nella reiterazione dei reati il problema principale del sistema carcerario italiano. Ora bisogna raccogliere la sua eredità. Era gremita la Sala dei Grandi del palazzo della Provincia di Arezzo, lo scorso 21 settembre. Familiari, amici, amministratori locali, ma soprattutto politici di ogni estrazione si sono stretti nel ricordo di Felice Maurizio D’Ettore, Garante nazionale dei detenuti mancato improvvisamente il 22 agosto di quest’anno. Del resto, si dev’essere stati davvero dei “grandi” in vita se in un paese così diviso il ricordo positivo è praticamente unanime, con caratteristiche comuni indipendentemente dall’appartenenza partitica.
di Elisabetta Brusa*
Avvenire, 24 settembre 2024
Tra questioni più urgenti da affrontare ci sono il sovraffollamento e le madri detenute con i figli. L’Organismo Congressuale Forense: “Servono azioni concrete”. Il sistema carcerario italiano versa in uno stato di profonda crisi, una situazione che l’Organismo Congressuale Forense (Ocf) ha ripetutamente denunciato con forza, sottolineando come non sia più possibile rimandare interventi strutturali. Le criticità sono molteplici e richiedono un approccio urgente per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana all’interno delle strutture detentive, così come previsto dalla nostra Costituzione.
nurse24.it, 24 settembre 2024
L’assistenza sanitaria dietro le sbarre è in difficoltà. La popolazione carceraria è in continua crescita, i penitenziari sono sovraffollati e le risorse sono limitate per fronteggiare i bisogni di salute dei detenuti e garantire loro cure adeguate. Medici, infermieri ed operatori sociosanitari che lavorano in un ambiente già carico di tensioni si trovano a lavorare affrontando quotidianamente sfide non solo professionali ed emotive, ma anche logistiche. Nelle duecento carceri italiane, come negli ospedali su tutto il territorio nazionale, il personale sanitario risulta carente nell’organico.
di Mario Chiavario
Avvenire, 24 settembre 2024
“La Repubblica tutela le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”. È opportuno inserire una frase del genere nel testo della Costituzione e precisamente in quell’articolo 111 che dà ampio spazio alle garanzie del “giusto processo”? Sembrava che al riguardo vi fossero le premesse per una risposta positiva largamente condivisa. A dimostrazione, la concordata unificazione in tali termini di quattro distinte proposte di legge costituzionale presentate un anno fa al Senato in sintonia “trasversale” stanti le rispettive appartenenze partitiche e a riflesso di una sensibilità diffusa nell’opinione pubblica, con molteplici segni d’insofferenza per quelle che vengono sovente percepite come insufficienze della tutela attuale.
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 settembre 2024
Briefing promosso dal capogruppo al Senato Gasparri con Sisto e i parlamentari azzurri: obiettivo, portare presto in Aula la legge Zanettin. C’è un tema che incrocia in modo trasversale casi di cronaca nera, giustizia spettacolo e politica giudiziaria: le intercettazioni. L’uso che ne fanno le Procure e il corrispondente riverbero mediatico. Ultimo esempio (solo in ordine di tempo): il processo per l’assassinio di Giulia Cecchettin, con il video dell’interrogatorio messo in onda dalla trasmissione di Rete4 “Quarto grado”: un documento non più sottoposto a segreto (siamo orma al dibattimento) ma che, dato in “prime time” contribuisce a rendere quella vicenda giudiziaria un evento virale. In realtà sul limite alla pubblicazione del materiale intercettato, che si tratti di brani audio o appunto di filmati, la riforma penale di Nordio da poco entrata in vigore ha già realizzato passi avanti, con la norma che impone di tutelare i terzi estranei al procedimento.
di Enrica Riera
Il Domani, 24 settembre 2024
Dopo i pm di Reggio Emilia altri magistrati chiedono un pronunciamento sull’abrogazione del reato. Il 24 settembre i giudici decideranno se accogliere la richiesta di parte civile. Sull’abolizione dell’abuso d’ufficio la partita non è finita. La battaglia prosegue nelle aule di tribunale. E così dopo la Procura di Reggio Emilia, che nel processo Bibbiano, ha chiesto di sollevare un’apposita questione di legittimità costituzionale, oggi, 24 settembre, anche il Tribunale di Firenze, si pronuncerà sul punto. La decisione sull’ammissibilità, se avrà esito positivo, farà sì che l’ultima parola passi ai giudici costituzionali. Passaggio che il ministro della Giustizia Carlo Nordio vorrebbe evitare.
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