di Maurizio Caprara
Corriere della Sera, 5 giugno 2024
L’Italia finora se la è risparmiata grazie all’integrazione europea che verso ex nemici ha sostituito il metodo del negoziato alle cannonate. Non la si disprezzi, l’Unione Europea. La guerra, a differenza di quanto proclamava il futurista Tommaso Marinetti, non è la “sola igiene del mondo”. È il concentrato della sua sporcizia. Saggio sarebbe, come sosteneva Alberto Moravia, altro scrittore, renderla un “tabù” favorendo una evoluzione dell’umanità analoga a quella avvenuta con il rifiuto dell’incesto. Fantastico sarebbe realizzare in un giorno un progresso del genere, invece l’impresa richiederà sforzi a lungo. Nel frattempo purtroppo di conflitti armati ne esistono. Per evitarli o circoscriverli occorre razionalità, non usarli esclusivamente come occasioni per creare reazioni emotive a fini di propaganda.
di Alessandro De Pascale
L’Espresso, 5 giugno 2024
In questa città dei Paesi bassi hanno sede la Corte penale che processa dittatori e autocrati e la Corte di giustizia davanti alla quale compaiono gli Stati, Italia compresa. E una delle carceri delle Nazioni unite. È la città olandese nella quale sono stati richiesti i mandati di cattura internazionali per il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per il ministro della Difesa Yoav Gallant e per i capi di Hamas Ismail Haniyeh, Mohammed Diab Ibrahim al-Masri e Yahya Sinwar, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. “Stiamo indagando con la massima urgenza”, aveva del resto assicurato il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan, durante la sua visita a fine ottobre al valico di Rafah.
Corriere della Sera, 5 giugno 2024
L’Onu: “Preoccupazione per l’inasprimento delle politiche Usa sui migranti”. I comitati per i diritti umani annunciano ricorsi in tribunale. Gli Stati Uniti chiuderanno temporaneamente il confine con il Messico ai richiedenti asilo. Il presidente Joe Biden ieri ha firmato un ordine esecutivo per “prendere il controllo” della frontiera meridionale con il Messico, dopo che il fenomeno legato al record di attraversamenti illegali della frontiera ha dominato il recente dibattito politico. La stretta punta a rendere meno “vulnerabili” le politiche sull’immigrazione in vista della battaglia elettorale di novembre con Donald Trump per le presidenziali americane (entrambi, nella notte italiana, hanno vinto le primarie in New Jersey e New Mexico. Biden ha vinto anche in South Dakota, Montana e a Washington D.C. mentre Trump in Montana).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 giugno 2024
A togliersi la vita due detenuti a Cagliari e a Venezia: sale a 38 il numero dei reclusi che si sono tolti la vita da gennaio. Ma gli appelli dei Garanti e la proposta di legge Giachetti restano lettera morta. La situazione nelle carceri italiane si aggrava ulteriormente con due nuovi suicidi nel giro di pochi minuti, portando a 38 il numero di detenuti che hanno scelto di togliersi la vita dall’inizio dell’anno. Il primo caso riguarda un giovane detenuto extracomunitario, A.M., di 23 anni, che ha tentato il suicidio per impiccagione nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta tra giovedì e venerdì scorso. Dopo due giorni di agonia nel reparto di Rianimazione, è deceduto domenica mattina. Questa tragedia si è verificata proprio nel giorno del 78º anniversario della Repubblica Italiana, aggiungendo ulteriore di sconforto.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 4 giugno 2024
I penalisti: “Vergognosa tragedia”. I Garanti: “Negli istituti mancano le minime condizioni di sicurezza”. Gli ultimi due detenuti sono stati trovati senza vita nella loro cella a distanza di poche ore, domenica scorsa, festa della Repubblica e della Costituzione, nelle Case circondariali di Venezia e Cagliari. E così, dall’inizio dell’anno, sono saliti a 38 i suicidi dietro le sbarre. Un’emergenza intollerabile, un esito del sovraffollamento e di condizioni spesso invivibili per chi è costretto a scontare la pena in galera, dove gli addetti alla sorveglianza scarseggiano e le possibilità di occupare le proprie giornate in modo utile sono quasi sempre inesistenti. Nonostante l’art. 27 della nostra Carta.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 4 giugno 2024
Il governo ha istituito i “Gio”, Gruppi specializzati nella repressione delle rivolte. Il sindacato degli agenti penitenziari: “Il governo sul tema è in stato confusionale”. Come garantire più sicurezza all’interno degli istituti di pena? E quali provvedimenti prendere per reprimere le rivolte e gli atti di violenza dietro le sbarre (eventi per fortuna abbastanza rari)? Il governo, tramite il sottosegretario alla Giustizia con delega alla Polizia penitenziaria, Andrea Delmastro delle Vedove, ha pensato di istituire il “Gio”, gruppo anti-sommossa di pronto intervento. Un “pugno fermo”, dunque, contro le intemperanze manifestate “in massa” dai detenuti.
di Nello Trocchia
Il Domani, 4 giugno 2024
L’idea di un gruppo d’intervento operativo che dovrebbe sedare e contenere le rivolte in carcere. L’acronimo è Gio. E indica il gruppo d’intervento operativo che dovrebbe sedare e contenere le rivolte in carcere. È stato presentato nei giorni scorsi, con toni trionfalistici, dal sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, che ha indicato in quello francese il modello seguito, dimenticando le criticità emerse negli anni, la carenza di personale e anche i fallimenti che da sempre hanno segnato gli interventi di gruppi esterni negli istituti del nostro paese. Andiamo con ordine e ripartiamo dalle ragioni che hanno spinto il governo a creare questo nuovo gruppo.
di Antonio Mastrapasqua*
Il Riformista, 4 giugno 2024
Da Salis a Forti, politici e magistrati si somigliano più di quanto si possa credere. Intenti a cercare simboli, distratti di fronte alla realtà dei cittadini in carne e ossa. Uno su mille ce la fa. Non è confortante per gli altri 999. La proporzione è più o meno quella delle vittime della malagiustizia. Circa mille all’anno i cittadini italiani che subiscono ingiusta detenzione. Ilaria Salis non è tecnicamente in questa contabilità, poiché la sua detenzione si è consumata in Ungheria. E prima di ogni sentenza è impossibile definire una detenzione “ingiusta”, se non per le disumane condizioni in cui la giovane maestra milanese è stata esposta e sottoposta prima e durante l’avvio del processo a suo carico.
di Alessandro Rigamonti
Corriere della Sera, 4 giugno 2024
L’Unione delle camere penali critica sull’intervista: “Offerta una visione delle condizioni detentive che non aiuta a migliorare la vita dei detenuti”. Vespa: “Non intendevo fare pubblicità alle carceri italiane. “Una differenza notte-giorno”. Così Chico Forti, detenuto nel carcere di Verona dopo 24 anni di reclusione in Florida, ha descritto il suo cambio di prigionia nel programma di Rai 1 “Cinque minuti” condotto dal giornalista Bruno Vespa. L’intervista non è piaciuta ai penalisti: “Quando attraverso la televisione pubblica si offre una distorta e irreale visione sulle condizioni detentive si rende un pessimo contributo al miglioramento delle condizioni dei detenuti”.
di Giunta e Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 4 giugno 2024
Basta disinformazione sulle carceri. Diamo voce a chi non ha più voce. Quando attraverso la televisione pubblica nazionale si offre alla pubblica opinione una distorta ed irreale visione sulle condizioni detentive italiane, oltre che rendere un cattivo servizio di pubblica informazione, si rende un pessimo contributo al miglioramento delle condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti nelle carceri italiane. Quello che è avvenuto nei “cinque minuti” di Bruno Vespa dedicati, in prima serata sulla prima rete televisiva, alla condizione da “detenuto italiano” di Chico Forti, è emblematico sulla disinformazione sulle condizioni dei detenuti nelle carceri italiane.
- A Riccardo Polidoro la prima edizione del premio “In difesa della dignità e della speranza dei detenuti”
- La separazione delle carriere non cura i mali dei magistrati
- La verità è che la magistratura adesso teme di perdere potere
- Lo scontro politica-giustizia. Ma il potere del popolo risiede anche nei tribunali
- Tra giudici e Pm la sorte a metà











