di Giulia Merlo
Il Domani, 24 settembre 2024
Il segretario dell’Anf Giampaolo di Marco sulla separazione delle carriere: “Non si riforma la Carta per un caffè tra pm e giudici”. Sull’avvocatura: “Categoria dimenticata”. “Nel sistema giustizia, il principio dell’efficienza di cui oggi si parla molto rischia di cancellare quello della necessità: ma la vita di un cittadino e le esigenze per cui entra in un tribunale non si esprimono con un bilancio in cui il segno più è sinonimo di successo”, è la sintesi di Giampaolo di Marco, segretario generale dell’Associazione nazionale forense che è appena uscita dal congresso di Parma, con al centro i temi della sostenibilità della professione e della giustizia nel tempo dell’intelligenza artificiale.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 24 settembre 2024
Il caso di Firenze e non solo. La sezione disciplinare del Csm si accinge a valutare l’addebito mosso nei confronti dei magistrati fiorentini che avevano predisposto un dispositivo di condanna a cinque anni e mezzo di reclusione, pur senza sottoscriverlo, ancor prima che la difesa provvedesse alla discussione finale del processo. L’atto trovato dal difensore all’interno del fascicolo del dibattimento destò un notevole clamore risultando piuttosto grave l’offesa arrecata alla funzione difensiva. Ora il procedimento disciplinare giunge davanti al suo giudice naturale con una richiesta di archiviazione stante la natura sostanzialmente innocua della condotta e la “occasionalità” del caso.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 24 settembre 2024
Stupisce che la diffusione di un atto così delicato del processo, come il video di Turetta, possa essere inteso come contributo al diritto di cronaca. C’è un frainteso impulso alla manomissione di ogni frontiera. “In esclusiva il video dell’interrogatorio di Filippo Turetta: il documento mostra, per la prima volta, le dichiarazioni rese dall’imputato il primo dicembre 2023 nel carcere di Verona”. Dopo l’ostensione pubblica dei colloqui in carcere con i propri genitori, con la normalità che oramai caratterizza simili pubblicazioni, la notizia viene diffusa con un malcelato orgoglio. Stupisce che il fatto di diffondere la registrazione dell’interrogatorio di un giovane indagato in vincoli con l’accusa di essersi reso responsabile di un grave fatto di sangue possa sembrare a qualcuno un gesto di civiltà. O che il dare pubblicità a un atto così delicato del processo possa essere inteso come un sano contributo al diritto di cronaca. Così, crudamente, senza porsi il problema di un qualche bilanciamento e - al di là di ciò che la legge penale dice in proposito - senza porsi alcuna domanda sui limiti stessi del diritto all’informazione. Ci governa, invece, in proposito un frainteso impulso alla manomissione di ogni frontiera, una equivocata idea di trasparenza democratica che vorrebbe il popolo immediato (non mediato) fruitore del senso di giustizia e della sua amministrazione.
di Alberto Zorzi
Corriere del Veneto, 24 settembre 2024
“Qui non si processano tutti i femminicidi”. La coda all’ingresso per entrare, la folla di microfoni e telecamere messi sotto la bocca di chiunque, la lista di nomi delle persone ammissibili (un solo giornalista per testata) e le proteste di chi è rimasto fuori e invocava il diritto di cronaca. Tutto questo “all’esterno” del processo che si è aperto ieri in Corte d’assise. “Dentro”, cinque associazioni a tutela delle donne che hanno cercato di costituirsi parte civile, ma sono state bocciate così come i due Comuni teatro del massacro di Giulia Cecchettin: Vigonovo, dove la giovane vittima abitava, e Fossò.
di Riccardo Bottazzo
Il Manifesto, 24 settembre 2024
Arrestato un senza fissa dimora, accusato dell’omicidio. “Con Brugnaro solo repressione e niente servizi sociali per cercare di prevenire”. Il marciapiede dove Jack ha versato il suo sangue ieri era coperto di fiori. Qualcuno ha appeso alla rete una sciarpa della palestra popolare del Rivolta. Dei bambini hanno lasciato dei disegni con grossi cuori rossi. Altri hanno scritto dei pensierini. Il parroco della chiesa vicina, nel pomeriggio, ha radunato i fedeli per una veglia di preghiera. Non è ancora stato stabilito il giorno del funerale perché il corpo del giovane rimane ancora a disposizione degli inquirenti. Identificato invece il presunto omicida fermato dopo il fatto: Serghiei Merjievschii, un 38enne moldavo senza fissa dimora e dipendente da sostanze. Sarebbe stato lui a uccidere Jack e a ferire Sebastiano, intervenuti per difendere una donna da una aggressione in pieno centro di Mestre. Sono proprio i residenti di Mestre a voler ricordare in queste ore il sacrificio del giovane attivista del centro sociale Rivolta. Persone che subiscono tutti i giorni, sulla loro pelle, il degrado in cui la città è stata fatta precipitare. Ho incrociato una anziana signora di Marghera che ha deposto un mazzo di girasoli: “Tutti scrivono male dei ragazzi dei centri sociali ma io che vivo vicino a piazzale Concordia so che sono gli unici, con i dottori dell’ambulatorio che Emergency ha aperto proprio vicino al Rivolta, che mi hanno aiutata quando ho avuto bisogno”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 settembre 2024
Un uomo di 45 anni di un paese del Cosentino è stato assolto dopo dieci anni di calvario giudiziario. Un caso che ci ricorda che la malagiustizia può colpire chiunque, e non solo i cosiddetti “colletti bianchi” come qualcuno sostiene. Assolto dopo dieci anni dai reati di maltrattamenti in famiglia e stalking, accuse che gli sono costate dieci mesi di arresti domiciliari, oltre all’impossibilità di incontrare per anni il proprio figlio. È quanto accaduto a un 45enne del Cosentino, assolto giovedì scorso dal tribunale di Paola (Cosenza). L’ennesimo caso incredibile di malagiustizia italiana, reso ancor più grave dalla lentezza intollerabile del nostro sistema processuale, in grado di tenere alla sbarra persone innocenti per anni, con tutti gli stravolgimenti che questo comporta sulla loro vita personale, professionale e sociale.
immediato.net, 24 settembre 2024
Notificato l’avviso a poliziotti penitenziari e camici bianchi. Tutto partì dalla lettera di un detenuto con il racconto delle violenze. Chiuse le indagini sul caso delle presunte torture nel carcere di Foggia. Il provvedimento, solitamente, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Sotto indagine 10 agenti della polizia penitenziaria, tre medici, una psicologa. Il blitz di carabinieri e polizia penitenziaria risale al marzo scorso: gli agenti finirono ai domiciliari (poi sono tornati liberi), alcuni sospesi dal servizio. Le accuse vanno dalla tortura all’abuso di autorità fino a concussione, tentata concussione, falsità ideologiche, omissioni d’atto d’ufficio, soppressione atti, calunnia, favoreggiamento, danneggiamento e omissione di referto.
garantedetenutilazio.it, 24 settembre 2024
Incontro dibattito a Formello con il viceministro Sisto, il Garante Anastasìa, la deputata Matone, il presidente dell’associazione Iismas, Morrone. Tutti d’accordo su un punto: per le carceri si può fare di più, nel corso dell’incontro - dibattito sul tema delle carceri, al quale è intervenuto il Garante Anastasìa, che si è tenuto a Formello domenica 22 settembre 2024, nel corso di Itaca 2024, la manifestazione, promossa dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Emanuele Cangemi. A evocare la nota canzone di Morandi, Tozzi, Ruggeri “Si può dare di più” è stato il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, per sottolineare che “il tanto criticato decreto carceri non è un decreto conclusivo, bensì è un decreto che apre il problema”.
ilcittadinomb.it, 24 settembre 2024
La casa circondariale di Monza apre i cancelli (per la prima volta) ai cittadini con la mostra mercato MonzaIn, promossa dall’organizzazione sociale Catena in Movimento in collaborazione con la direzione della casa circondariale di via Sanquirico e con il patrocinio del ministero della Giustizia, la Provincia e il Comune di Monza. L’appuntamento è per sabato 28 settembre, a partire dalle 10. L’accesso è libero ma è a numero chiuso per motivi organizzativi e la registrazione è obbligatoria. Sono previsti tre ingressi: dalle 10 alle 12.30, dalle 13 alle 15.30 e dalle 16 alle 18.30. Per partecipare all’iniziativa occorre iscriversi entro mercoledì 25 settembre tramite il sito catenainmovimento.com. “L’evento ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa dei detenuti, avvicinando la cittadinanza alla realtà carceraria attraverso il lavoro artigianale”, spiegano i promotori di Catena in Movimento.
comune.lecce.it, 24 settembre 2024
Martedì 24 settembre, alle ore 15.00, nel Teatro della Casa Circondariale di Borgo San Nicola di Lecce, l’attrice brindisina Sara Bevilacqua, darà corpo, anima e voce alla protagonista del lavoro teatrale “Stoc ddò”, scritto da Osvaldo Capraro, che racconta la storia tragicamente vera della madre di Michele Fazio, vittima innocente di mafia. Sarà presente Giuseppe Fazio padre di Michele. La rappresentazione sarà seguita da un gruppo di detenuti e detenute per i quali è stata pensata, alla presenza di un ristretto pubblico esterno. Lo spettacolo, fortemente voluto dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Lecce, Prof.ssa Maria Mancarella, si realizza grazie al generoso contributo dei Club Lions Copertino Salento, Lupiae Mediterraneum, Specialty Salento Zero barriere, Lecce Rudiae, Soroptmist International Club Lecce e alla collaborazione della Direttrice del carcere dott.ssa Maria Teresa Susca, della responsabile dell’area trattamentale, dott.ssa Cinzia Conte e alla disponibilità della Polizia penitenziaria.
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