di Mario Barresi
La Sicilia, 22 settembre 2024
Tour siciliano delle maggiori strutture carcerarie da parte della senatrice Ilaria Cucchi del gruppo parlamentare Alleanza Verdi-Sinistra (Avs), accompagnata dall’avvocato penalista Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana (SI). Un tour de force per la senatrice, che giovedì è stata al carcere San Cristoforo a Catania e venerdì alla Casa Circondariale Malaspina di Caltanissetta prima e all’Ucciardone di Palermo di pomeriggio.
di Sara Panarelli
castedduonline.it, 22 settembre 2024
La visita è successivamente proseguita all’ospedale Santissima Trinità dove da anni esiste un reparto nato proprio per andare incontro alle esigenze di Uta, ma mai entrato in funzione. Una struttura dotata di tutte le misure di sicurezza detentiva che non si è resa mai operativa. Sopralluogo della garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, e dell’assessore regionale della Sanità Armando Bartolazzi nel carcere di Uta. “Ci siamo recati a Uta per visitare il centro clinico - afferma Testa - accompagnati dal direttore del carcere Marco Porcu e dal comandante. Credo sia un fatto straordinario che, forse per la prima volta, un assessore regionale della Sanità si sia recato a verificare di persona un presidio sanitario intramurario”. “La visita è successivamente proseguita all’ospedale Santissima Trinità dove da anni esiste un reparto nato proprio per andare incontro alle esigenze di Uta, ma mai entrato in funzione. Una struttura dotata di tutte le misure di sicurezza detentiva che non si è resa mai operativa. L’impegno preso dall’assessore è quello di adoperarsi affinché quel reparto, così come la legge prevede, possa essere messo a disposizione anche per i ricoveri delle persone private della libertà personale. Faccio fiducia all’assessore Bartolazzi sperando che i tempi possano essere rapidi - prosegue la garante - Uta ha registrato oggi la presenza di 715 detenuti, la maggior parte dei quali affette da patologie gravi. La salute è un diritto che va garantito a tutti”, conclude Irene Testa.
di Lorena Crisafulli
L’Osservatore Romano, 22 settembre 2024
Il protocollo d’intesa “Fratelli tutti” fra Roma Capitale, Ama e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Favorire la formazione professionale all’interno degli istituti penitenziari di Roma e provincia e valorizzare le competenze delle persone private della libertà personale, agevolando il loro inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro. Sono gli obiettivi che si prefigge il Protocollo di intesa “Fratelli tutti”, firmato in Campidoglio da Città Metropolitana di Roma Capitale, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap).
di Tommaso Vezzani
Il Resto del Carlino, 22 settembre 2024
“Oggi le carceri producono malattia e morte”. Focus drammatico sulla situazione dei detenuti: “Basta guardare il dato di recidività, pari al 70 per cento”. Scarcella (Camera Penale): “Viene il mal di testa solo a sentire i rumori lì dentro, deve cambiare la cultura”. “Un cimitero per i vivi. Quello sono, le carceri”. È con l’agghiacciante definizione coniata nel 1904 da Filippo Turati che Sergio D’Elia, ex segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha chiuso il suo intervento durante la conferenza “Servire l’uomo. Spes contra spem” in via Codro, al Centro di Solidarietà di Reggio Emilia.
di Carmine Quaglia
ottopagine.it, 22 settembre 2024
Il racconto del progetto di liberazione realizzato in Irpinia in regime di esecuzione penale esterna. Al complesso polifunzionale del Comune di Tufo è stato presentato il libro di Beppe Battaglia dal titolo “La libertà è un organismo vivente”. Nell’opera l’autore presenta in prima persona la storia di un gruppo di detenuti politici, provenienti dall’esperienza della lotta armata in Italia, a metà degli anni 80 del secolo scorso. Un progetto di liberazione, realizzato sull’agro di Tufo in regime di esecuzione penale esterna, “partito dal carcere di Bellizzi Irpino, mediante il lavoro autogestito collettivamente, col supporto di un gruppo di volontari e volontarie che insieme costituirono l’Associazione CSSD (Comunità di Servizio Sociale dei Detenuti), alla quale aderì anche il Comune di Tufo conferendo in comodato d’uso gratuito un terreno e un fabbricato rurale per realizzare una serie di attività lavorative che videro protagonisti il gruppo di persone detenute, numerose espressioni del mondo del volontariato e dell’associazionismo locale e nazionale, nonché la stessa popolazione irpina a partire dai cittadini tufesi e avellinesi”.
di Maurizio Mervar
rainews.it, 22 settembre 2024
Il carcere di Gorizia ha aperto i suoi spazi al pubblico per il Festival “Se io fossi Caino”. Un gruppo di detenuti ha sviluppato un percorso di crescita personale attraverso il teatro. Foglie d’albero per ascoltare la voce della natura e ritrovare in essa l’energia che illumina l’animo umano, il proprio animo scosso dalle tempeste della vita. E così la casa circondariale Angiolo Bigazzi di Gorizia è diventata palcoscenico di speranza per coloro che dopo aver sbagliato vogliono guardare avanti con l’aiuto della compagnia teatrale Fierascena ed il sostegno della Caritas di Gorizia.
Ristretti Orizzonti, 22 settembre 2024
Si parte dalle lettere di Guido Calogero, rinchiuso dal fascismo. Nel progetto della Fondazione Scabia “Sentiero del Teatro. Accanto alla follia” - realizzato in collaborazione con il M.A.D. all’interno delle iniziative di Estate fiorentina 2024 - giovedì 26 settembre alle ore 20.30 Claudio Ascoli dei Chille de la balanza presenta Lettere del filosofo Guido Calogero dal carcere duro delle Murate (febbraio - giugno 1942). L’evento è al M.A.D. (Murate Art District Piazza delle Murate), con ingresso libero e prenotazione vivamente consigliata, telefonando allo 055/2476873.
di Gianluigi Colin
Corriere della Sera - La Lettura, 22 settembre 2024
Tommaso Spazzini Villa, lauree in Economia e in Storia dell’arte, ha portato Omero nelle prigioni e chiesto ai carcerati di sottolineare le parole per comporre una propria, piccola autobiografia. Un risultato struggente che ora è anche un libro. Dal 2018 Tommaso Spazzini Villa ha dato vita a un progetto che ha coinvolto molti detenuti delle carceri italiane. A ognuno di loro ha lasciato una pagina dell’Odissea dell’edizione Einaudi (quella tradotta magnificamente da Rosa Calzecchi Onesti), chiedendo di sottolineare alcune parole all’interno del testo per creare brevi frasi di senso compiuto: parole che si manifestassero come uno specchio della loro esistenza o semplicemente evocassero un sentimento o, ancora, potessero scavare qualcosa nell’inconscio. Le scelte hanno messo in luce brevi, spesso dolorose frasi che hanno dato sostanza al vissuto dei protagonisti di questa geniale azione artistica. Sottolineando le parole con matite, biro, pennarelli colorati, ogni detenuto aveva la possibilità di creare una storia, una storia in cui mostrare la propria vita, un autoritratto, appunto. Ma poteva anche far parlare il proprio silenzio. Poteva tacere.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 22 settembre 2024
Passare tempo con i figli e i ragazzi in genere. Fare domande. Tutto questo aiuta, ma non garantisce nulla a nessuno. Resta, tuttavia, l’unica possibilità di cogliere i segnali di allarme. Una ragazza di ventidue anni uccide il figlio appena nato, poi parte in vacanza a New York. Un ragazzo di diciassettenne anni stermina la famiglia con sessantotto coltellate: mamma, papà, fratello. Non ci sono parole, e forse è meglio così. Di parole ne abbiamo ascoltate tante, in questi giorni, e non tutte utili. L’orrore di Paderno Dugnano e quello di Vignale di Traversetolo hanno una cosa in comune: ci sembrano incomprensibili. Quei due ragazzi erano amati e apprezzati da tutti, raccontano. Possibile che i famigliari, gli amici e gli insegnanti non avessero colto alcun segnale d’allarme? L’orrore e lo stupore, davanti a tutto questo, sono giustificati. Un po’ meno i giudizi frettolosi, le grandi teorie sull’educazione, le considerazioni apocalittiche sulla famiglia, la società e la scuola.
di Marika Giovannini
Corriere del Trentino, 22 settembre 2024
L’annuncio della prossima apertura a Trento di un Centro di permanenza per i rimpatri divide il mondo politico provinciale e cittadino. La Lega sostiene la linea del governatore Maurizio Fugatti, mentre nel centrosinistra Pd e Alleanza verdi e sinistra non ci stanno: “Si tratta di buchi neri, non rappresentano una soluzione”. Critici anche Cgil e Arci, che ricordano le parole del vescovo Lauro Tisi sull’accoglienza. E riserve sulla soluzione anche da Stefano Graiff del Centro Astalli. A ventiquattro ore dall’annuncio del presidente Maurizio Fugatti sulla localizzazione a Trento di un Centro di permanenza per i rimpatri da 20-25 posti (l’area al vaglio sembra essere quella della Destra Adige), lo scontro politico è già bollente. Animando il dibattito sia a livello comunale che provinciale.
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