di Giulia Merlo
Il Domani, 18 settembre 2024
Il Parlamento in seduta comune non è riuscito nemmeno alla sesta votazione convocata ad eleggere il giudice costituzionale mancante, nonostante le ripetute sollecitazioni del Colle per colmare il posto vacante lasciato dall’ex presidente Silvana Sciarra. Nuova fumata nera: il parlamento in seduta comune non ha eletto il giudice costituzionale mancante ormai da parecchi mesi. Si tratta della sesta votazione andata a vuoto, per cui serviva la maggioranza qualificata dei tre quinti dei componenti del parlamento. Nessuno, però, ha raggiunto il quorum. Il risultato è l’ennesimo rinvio di una votazione a cui però sembrano mancare le basi per sbloccarsi: non esiste un confronto serio tra maggioranza e opposizione per individuare un nome comune. Nella votazione odierna sono risultati 7 voti dispersi, 343 schede bianche e 24 schede nulle.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 settembre 2024
L’esemplare riserbo del procuratore di Parma sul caso dei due neonati uccisi è contraddetto da chi dileggia le norme a tutela degli indagati. Le ispezioni di Nordio? Nessuna notizia di “processi” disciplinari. Il comunicato stampa del procuratore di Parma Alfonso D’Avino in merito alla vicenda dei due neonati trovati morti nel giardino di una casa a Traversetolo, rappresenta, se non un unicum, una rara eccezione tra le Procure d’Italia. E l’occasione non poteva non essere colta al balzo dal deputato Enrico Costa, da due giorni tornato in Forza Italia, che sul social “X” ha commentato: “Le parole con cui il procuratore di Parma spiega le ragioni del riserbo tenuto in una delicata indagine andrebbero studiate a memoria alla Scuola superiore della magistratura”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 settembre 2024
Dell’esemplare comunicato stampa del procuratore di Parma Alfonso D’Avino sul caso dei neonati trovati uccisi a Traversetolo, parliamo con il professore, e avvocato, Vittorio Manes. ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna, il cui libro Giustizia Mediatica. Gli effetti perversi sui diritti fondamentali e sul giusto processo (Il Mulino, 2022) è stato definito, dallo stesso D’Avino, illuminante a proposito dei devastanti effetti causati dal processo mediatico “parallelo a quello giudiziario”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 settembre 2024
Sulla vertenza con gli amministrativi interviene il vertice del Dipartimento organizzazione giudiziaria del dicastero di Nordio. In teoria, fra i “direttori di Giustizia” e via Arenula sarebbe tuttora aperto un confronto sindacale, riconducibile alla più generale concertazione sul contratto integrativo e per la definizione delle “nuove famiglie professionali”. In pratica, i dipendenti amministrativi hanno preferito non attendere gli esiti del “tavolo” e manifestare, lo scorso 10 settembre, davanti alla sede della Cassazione, dove hanno anche proclamato una vera e propria giornata di sciopero per dopodomani. Ne parliamo con Gaetano Campo, che nel dicastero guidato da Carlo Nordio è a capo del Dog, il dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi.
di Paolo Russo
La Stampa, 18 settembre 2024
Nel 2023, secondo un Report del ministero della Salute, le aggressioni fisiche e verbali verso i sanitari sono state 16mila, una media di 40 al giorno. Così, la decisione di anticipare la stretta, dopo un vertice a Palazzo Chigi. Le aggressioni a medici e infermieri si moltiplicano di giorno in giorno e così il Governo ha deciso si stringere i tempi varando la stretta verso chi alza le mani contro il personale sanitario con il veicolo più veloce a disposizione: il decreto omnibus varato ad agosto che dovrà essere convertito in legge entro l’8 ottobre prossimo. La decisione di velocizzare l’arresto in “flagranza differita” è stata presa nel corso del vertice di stamattina a Palazzo Chigi tra il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e i ministri per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Interno, Matteo Piantedosi.
di Elena Cattaneo*
La Stampa, 18 settembre 2024
Domani riprenderà a Roma il processo per l’omicidio di Giulio Regeni. Un processo eccezionale già dalle motivazioni della sentenza con cui la Corte costituzionale ne ha permesso lo svolgimento nonostante l’impossibilità di notificare il procedimento agli imputati, i quattro agenti della sicurezza nazionale egiziana rinviati a giudizio per avere, a vario titolo, sequestrato, torturato e poi brutalmente ucciso Giulio. Ed è stato proprio per accertare il reato universale di tortura che il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, ha dato impulso alla questione di legittimità costituzionale dell’articolo 420bis del codice penale che impediva lo svolgimento del processo in assenza dell’imputato.
ravennawebtv.it, 18 settembre 2024
Al 30 giugno scorso nelle strutture emiliano-romagnole erano rinchiuse oltre 3.700 persone, 750 in più rispetto alla capienza massima. Il sovraffollamento si associa a problemi di patologie psichiche, tubercolosi, violenza e suicidi: sono 5 i detenuti che si sono tolti la vita nel 2023 e quest’anno sono già sei i morti, fra cui due giovanissimi. In un’intervista a On ER, il giornale dell’Emilia-Romagna, il settimanale televisivo dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha parlato del problema del sovraffollamento, che ormai interessa tutte le carceri della regione, delle proteste dei detenuti per le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere, dell’aumento dei suicidi, delle difficoltà per un vero reinserimento lavorativo dopo la detenzione. E ha parlato anche del “Codice ristretto”, un vademecum che spiega a chi vive in carcere quali sono i propri diritti. Informazioni di cui quasi nessun detenuto è in possesso.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 18 settembre 2024
È stato trovato impiccato nella cella di isolamento dove era stato trasferito. Si chiamava John Ogais, il detenuto nigeriano di 32 anni che l’altra sera si è tolto la vita nel carcere di Ariano Irpino dopo aver appiccato il fuoco nella cella e aggredito quattro agenti. È stato trovato impiccato nella cella di isolamento dove era stato trasferito in seguito ai disordini causati il giorno prima. Inutili i tentativi di soccorso dei poliziotti. La salma si trova presso l’obitorio dell’ospedale di Ariano Irpino, in attesa di disposizioni da parte della Procura della Repubblica di Benevento che ha aperto un’inchiesta sul decesso.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 18 settembre 2024
Il suicidio del detenuto 50enne ha fatto riemergere la necessità della chiusura della VII sezione di Regina Coeli. Un carcere nato come convento e inadatto, per architettura e sovraffollamento, ad una vita decorosa al suo interno. Il suicidio a Regina Coeli di uomo di 50 anni, trovato impiccato nella sua cella, è stato il secondo in 12 ore, il 72esimo dall’inizio dell’anno in Italia, il terzo dall’inizio 2024 nel carcere romano. Un tragico episodio che ha scatenato le dure reazioni nel mondo della politica e dell’associazionismo. Tutti concordi con la necessità della chiusura della settima sezione di Regina Coeli.
di Elisa Sola
La Stampa, 18 settembre 2024
I verbali dei detenuti nell’inchiesta che già conta 33 indagati. Gli agenti intercettati: “Quella notte li hanno portati tutti giù e bum bum bum”. “Era il mese del Ramadan. Io stavo facendo digiuno, gli altri no. Ho chiesto di essere trasferito in un’altra cella. Nel casellario mi hanno fatto spogliare. Quando ero nudo mi hanno colpito con un oggetto di metallo che mi hanno passato per tutto il corpo. Uno mi insultava in dialetto napoletano. Minacciava di morte mia madre. Diceva che mi avrebbe ucciso, se fosse successo un’altra volta. Ma io avevo solo chiesto di potere andare in una cella diversa per fare il Ramadan”.
- Torino. Torture in carcere, parlano le vittime: “Clima ostile e violento, gli insulti erano routine”
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