di Emiliano Moccia
vita.it, 15 settembre 2024
Intesa Sanpaolo e San Patrignano hanno promosso il progetto “WeFree Dentro” nell’istituto penitenziario per minorenni di Bari. Un’iniziativa pilota per avviare percorsi nelle carceri attraverso incontri, testimonianze e condivisioni tra chi è uscito dalla dipendenza ed i giovani reclusi. Raccontano la loro esperienza personale. Le difficoltà, le cadute, la voglia di reagire, la ripresa. Il loro ritorno alla vita normale. La raccontano a ragazzi oggi ristretti nel carcere minorile di Bari. Portano in scena la loro storia attraverso varie forme di linguaggio, come teatro, movimento, workshop, incontri. Perché quel tunnel oscuro delle dipendenze lo hanno conosciuto anche loro quando erano più giovani.
di Fiorangela d’Amora
Il Mattino, 15 settembre 2024
L’incontro a Castellammare organizzato da un pool di avvocati. La situazione delle carceri in Italia, l’analisi fatta da addetti ai lavori. Si è tenuta a Castellammare, presso la sala convegni dell’Hotel Stabia il convegno “Criminalità tra carcere, violenza e giustizia ripetitiva”. Tra i relatori Irma Conti, garante nazionale delle persone private della libertà: “La situazione precaria delle carceri è cronica e non è una emergenza solo di questi ultimi anni - ha detto l’avvocato Conti - vanno implementate le assunzioni nella polizia penitenziaria, anche perché quelle fatte in questi anni servono solo a coprire i pensionamenti. Attualmente in Italia ci sono 61mila detenuti, un numero sproporzionato rispetto agli addetti alla sicurezza.
di Emilia Flocchini
chiesadimilano.it, 15 settembre 2024
Domenica 15 settembre, nella parrocchia di Maria Madre della Chiesa, inaugurazione di un luogo d’incontro tra detenuti in permesso, comunità cristiana e società civile. A rappresentare l’Arcivescovo, monsignor Vegezzi e monsignor Bressan. Dopo quasi un anno dal lancio, La Tenda di Mamre, luogo d’incontro tra il mondo del carcere e le persone esterne, è pronta per l’inaugurazione. Domenica 15 settembre, dalle 16, gli spazi della parrocchia di Maria Madre della Chiesa a Gratosoglio, dove fino al 2022 viveva una comunità di Suore di Maria Bambina, saranno ufficialmente aperti, anche se l’accoglienza dei detenuti in permesso è già iniziata.
di Aldo Losito
Gazzetta del Mezzogiorno, 15 settembre 2024
I taralli realizzati e commercializzati nell’ambito del lavoro “A Mano Libera-Senza Sbarre”. “A mano libera-Senza sbarre” ideato dall’associazione San Vittore della Diocesi di Andria. Cresce e acquista sempre più valore il progetto “A mano libera-Senza sbarre” dell’associazione San Vittore della Diocesi di Andria. Da anni, infatti, la masseria San Vittore è diventata il quartier generale del programma, che offre il carcere alternativo ai detenuti impegnati nel reinserimento sociale. La “Saint Pio Foundation” acquisterà i taralli realizzati e commercializzati nell’ambito del lavoro “A Mano Libera-Senza Sbarre”.
di Emma Bonino
La Repubblica, 15 settembre 2024
La cittadinanza per i maggiorenni cittadini di Stati non appartenenti alla Ue? Non dovrebbe essere il regalo del “Principe”, ma un diritto. Aiuta ordine, sicurezza e legalità. In Italia dal 1992 è in vigore una legge per cui un ragazzo nato in Italia da genitori stranieri può richiedere la cittadinanza quando ha compiuto 18 anni, a condizione di essere stato residente legalmente e senza interruzioni dalla nascita. C’era una proposta di riforma approvata nel 2015 alla Camera e mai arrivata in Senato. Da allora, sono stati fatti pochi altri tentativi, tutti falliti; per mere ragioni elettorali è mancato il coraggio e l’argomento è stato chiuso in un cassetto, ignorando i milioni di stranieri che vivono, studiano e lavorano in Italia, che non vedono riconoscersi la cittadinanza che tanto vorrebbero per poter assolvere anzitutto ai doveri che questa comporta.
di Maurizio Caprara
Corriere della Sera, 15 settembre 2024
Punizioni e violenze nei confronti di terroristi reclusi. L’ex primo ministro Bennett: “Vogliamo uno Stato qui o delle milizie che fanno quello che vogliono?”. La guerra è guerra e malgrado lo si neghi durante un conflitto casi di torture di prigionieri non mancano quasi mai. Non ne mancarono, e non fu un onore, neppure durante la giusta lotta del nostro Paese contro il terrorismo negli anni Settanta. Questo tuttavia conferma e non riduce il valore fondamentale dei progressi che nel mondo le democrazie, gradualmente, hanno compiuto decidendo di non ritenere più legali i mezzi violenti di punizione e di interrogatorio che erano ordinari in secoli precedenti verso reclusi e inquisiti. È dunque motivo di preoccupazione e indignazione quanto accaduto in Israele, a fine luglio, quando gruppi di contestatori di estrema destra hanno fatto irruzione nella base di Sde Teiman chiedendo il rilascio di nove militari arrestati con l’accusa di aver sottoposto a violenza sessuale un ufficiale della polizia di Hamas catturato. Alcuni dei manifestanti sono riusciti a raggiungere il luogo di detenzione dei nove.
di Antonella Mariani
Avvenire, 15 settembre 2024
La giovane era stata picchiata perché non indossava il velo: spirò il 16 settembre 2022. Il padre chiede di poterla commemorare nel cimitero in cui è sepolta. Mentre prosegue la corsa allo spazio, lanciando in orbita il suo secondo satellite di ricerca, domani l’Iran si prepara a vivere una giornata che al contrario dei successi del Chamran-1, preferirebbe passasse sotto silenzio: il secondo anniversario della morte di Mahsa Amini, la giovane curdo-iraniana pestata a morte dopo l’arresto a Teheran perché non indossava in maniera appropriata il velo. Mahsa morì il 16 settembre, dopo tre giorni di agonia e da questo omicidio di Stato nacque il movimento “Donna Vita Libertà”, che portò nelle piazze centinaia di migliaia di persone per sfidare decenni di oppressione e discriminazioni di genere. Ciò che accadrà domani nelle città iraniane sarà un banco di prova per il nuovo presidente “moderato” Masoud Pezeshkian, impegnato in una campagna di ripulitura di immagine di cui ieri si è vista una dimostrazione con l’annuncio della trasformazione del famigerato carcere per detenuti politici di Evin, a Teheran, in un polo universitario “per trasmettere un messaggio positivo e di conciliazione alla comunità internazionale”, secondo le parole del vicepresidente Mohammed-Reza Aref, citato dall’agenzia Isna. A Evin è detenuta anche il premio Nobel per la pace Narges Mohammadi.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 14 settembre 2024
Situazione drammatica nei penitenziari, serve una vera svolta. Come per altri comparti (istruzione, sanità, cura del territorio), anche per le carceri investire risorse nel modo corretto alla fine fa risparmiare soldi e crea consenso. La situazione delle carceri italiane rimane scandalosamente grave: per numero di suicidi (nel 2024 se ne contano già 69, ben oltre la media annuale di 55, già molto alta); casi di violenza (di qualche settimana fa la denuncia di tortura contro dei minorenni al Beccaria); abuso di psicofarmaci (per gestire il diffuso disagio psichico). Le diffuse rivolte degli ultimi mesi (Roma Biella, Velletri, Aosta, oltre che al già citato Beccaria) sono il sintomo di quanto sia esplosiva una situazione ormai invivibile sia per i detenuti che per gli agenti della Polizia carceraria (tra cui ci sono stati 7 suicidi da inizio anno).
di Franco Mirabelli*
Avvenire, 14 settembre 2024
Nella scorsa legislatura presentammo, a prima firma dell’onorevole Siani, un disegno di legge che impediva l’ingresso in carcere di figli minorenni di madri detenute. Quel testo prevedeva in concreto la custodia attenuata in strutture dedicate per le madri conia loro prole ed escludeva un regime detentivo normale. Quel disegno di legge fu approvato alla Camera ma non al Senato dove la Lega ci impedì di inserirlo tra le priorità da votare nell’ultimo scorcio di legislatura. Abbiamo ripresentato all’inizio di questa legislatura quel testo sia alla Camera sia, a mia prima firma, al Senato e, abbiamo, in questi due anni, più volte, proposto emendamenti, ai vari decreti, che introducevano quelle norme. Purtroppo, la destra ha impedito l’approvazione di un intervento di buon senso, una legge rispettosa di un elementare principio di umanità e di civiltà.
ansa.it, 14 settembre 2024
“Il futuro del carcere è un po’ fuori dal carcere: misure alternative e percorso rieducativo per noi di FI sono un punto di arrivo assolutamente ineliminabile e fondamentale”. Lo ha detto il sottosegretario e viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto al termine oggi di una visita nei distretti giudiziari di Pordenone e Trieste. Sisto si è soffermato sul fatto che il “sovraffollamento è il problema di tutte le carceri italiane. Siamo convinti che smaltendo i tossico-dipendenti verso comunità terapeutiche ad hoc sia possibile avere un grande sollievo; snellendo, come il decreto carceri ha fatto, le procedure dei giudici di sorveglianza, anziché collegiali monocratici, bloccando la carcerazione automatica per gli ultrasettantenni e di coloro che sono a casa per motivi di salute, insomma meccanismi variegati, si possa avere un beneficio”.
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