ansa.it, 14 settembre 2024
La musica dal vivo entra nel carcere di Barcaglione ad Ancona. Un evento unico tenuto nel pomeriggio per i detenuti nella struttura, grazie a un concerto degli otto finalisti di Musicultura, il festival della canzone popolare e d’autore che si tiene d’estate a Macerata, arrivato alla 35/a edizione. All’esibizione ha assistito una cinquantina di detenuti, sui cento presenti nell’istituto, in veste di pubblico per i cantautori che hanno potuto conoscere dal vivo: una dozzina di detenuti avevano già ascoltato le canzoni e le avevano votate da remoto, come giuria speciale, grazie ad un progetto voluto dal Garante Marche dei diritti per la persona Giancarlo Giulianelli, con l’istituzione di laboratori musicali.
di Federico Oselini
ildolomiti.it, 14 settembre 2024
“Il carcere oggi è un luogo di dolore e sofferenza dal quale, nella maggioranza dei casi, si esce peggiori”. “Tutti i libri che ho scritto hanno un loro momento: sono loro che chiamano”. E così è stato anche per “Ogni prigione è un’isola”, ultima “fatica” della giornalista, conduttrice e scrittrice Daria Bignardi che sarà protagonista dell’appuntamento conclusivo dell’Agosto Degasperiano 2024, organizzato dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e in programma sabato 14 settembre (ore 18) all’anfiteatro del parco delle terme di Levico.
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 14 settembre 2024
Di fronte alle tendenze autoritarie nella cultura della destra di governo, quelle iniziative capaci di costruire e valorizzare la pluralità di interessi sono da salutare come manifestazioni di passione democratica resistente e vitale. Ma rappresentano pure un campanello di allarme. Alla riapertura dei giochi parlamentari, le chiacchiere estive sul diritto di cittadinanza ai figli di stranieri nati e cresciuti in Italia si sono rivelate per quello che erano: chiacchiere. Il no di Forza Italia alle proposte delle opposizioni sullo Ius Scholae, che Antonio Tajani fino a pochi giorni fa definiva un “diritto sacrosanto”, ha palesato la menzogna dietro l’apparente incrinatura nel fronte reazionario. Ragioni di alleanze, convenienze, strategie. Che marcano ancora una volta la distanza tra una politica che arranca, cammina sul posto o procede all’indietro sul terreno dei diritti, e le grandi questioni di giustizia a cui parti del paese chiedono risposte.
di Angelo Picariello
Avvenire, 14 settembre 2024
Parla il professor Pizzolato, dell’università di Padova, relatore alla Settimana di Trieste: contro il verticismo ripartire dal radicamento territoriale. Il premierato? Apre la strada agli avventurieri. “La scrittura della Costituzione è avvenuta in un contesto di grandi divisioni ideologiche che avevano però un forte e comune radicamento popolare che diventava, spesso, stimolo di dialogo e addirittura anticipazione di mediazioni. I partiti esprimevano differenze che non albergavano solo nelle sedi del potere, ma che avevano profonde radici sociali e popolari. Ora, con la fine delle ideologie, i partiti non cercano neppure più un’intesa, ma galleggiano sulla società e l’interazione degrada a battaglia (o spartizione) di rendite”. Nel confronto tra la stagione costituente e il presente della politica ci sono tutte le preoccupazioni di Filippo Pizzolato, professore di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università di Padova e di Dottrina dello Stato alla Cattolica di Milano, apprezzato relatore alla recente Settimana Sociale di Trieste.
di Paolo Borgna
Avvenire, 14 settembre 2024
Le schermaglie parlamentari che sono iniziate sullo ius scholae possono lasciare perplessi. Ma non stupiscono perché appartengono al clima politico di questi anni. Un partito di minoranza (Azione) propone, con un emendamento al decreto sicurezza, di introdurre lo ius scholae negli esatti termini annunciati da Forza Italia in agosto: cittadinanza a chi è nato in Italia e ha 16 anni avendo compiuto la scuola obbligatoria. Ma Forza Italia vota contro, per sottrarsi al “giochino provocatorio” di spaccare la maggioranza, proponendo invece di affrontare il tema, a breve, in una legge organica che rivisiti tutta la normativa risalente al 1992.
di Daniela Fassini
Avvenire, 14 settembre 2024
Intanto va avanti la stretta del governo sui migranti irregolari: l’ultimo anello di una lunga catena riguarda il cellulare vietato (in realtà la Sim card) per chi non è regolare in Italia. Si tratta di un articolo del provvedimento inserito durante la discussione in commissione, che va a modificare il codice delle comunicazioni elettriche del 2003. “Se il cliente è cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, deve essere acquisita copia del titolo di soggiorno di cui è in possesso”. Recita così la norma inserita nel ddl sicurezza, all’esame dell’Aula della Camera. L’articolo 32 in questione nega la possibilità ai cittadini extra Ue di acquistare una scheda Sim per la telefonia mobile in assenza di regolare permesso di soggiorno.
di Marco Pasi
Il Manifesto, 14 settembre 2024
La stretta contenuta nel ddl sicurezza: “Senza permesso di soggiorno niente scheda Sim”. Niente più Sim telefonica per chi non è in possesso di un permesso di soggiorno. Tra gli articoli del decreto sicurezza in discussione alla Camera in questi giorni, il governo guidato da Giorgia Meloni ne presenta uno che si prospetta “una vera e propria mostruosità” per chi arriva in Italia. Approderà in aula martedì e prevede una modifica al codice delle telecomunicazioni per cui, per le persone extracomunitarie, non sarà più sufficiente il solo documento di identità per acquistare una Sim telefonica: servirà presentare anche il permesso di soggiorno.
di Angela Nocioni
L’Unità, 14 settembre 2024
Ci sono prove chiarissime della sua innocenza e anche prove lampanti che chi doveva indagare per dimostrare la sua colpevolezza non l’ha fatto. Ma Maysoon Majidi, 27 anni, curdo-iraniana, è ancora in cella a Reggio Calabria con l’accusa di essere una scafista. Mercoledì a Crotone è fissata l’udienza per il suo processo che continua ad ignorare una informazione fondamentale: sono i suoi stessi accusatori a scagionarla dicendo di non aver mai detto quello che viene loro attribuito. Maysoon, con seri problemi di salute, magrissima e depressa, su pressioni della famiglia e del suo avvocato Giancarlo Liberati ha desistito ieri dal continuare il suo secondo sciopero della fame per chiedere di essere scarcerata. Il Tribunale della libertà dovrà pronunciarsi il 17 ottobre, tre richieste di scarcerazione sono state già respinte.
di Marco Perduca
L’Unità, 14 settembre 2024
Per la seconda volta il Tribunale amministrativo ha sospeso il decreto Schillaci che voleva inserire i prodotti con Cbd tra gli stupefacenti. L’Ass. Coscioni ha potuto leggere le ragioni del ministero. Eccole. Più che l’effetto drogante della cannabis c’è il modo drogato con cui se ne parla e legifera. Da anni si leggono studi, pareri, leggi e politiche basate su disinformazione voluta mista a ignoranza cronica. Questo inquadramento del problema, propinato con bollini istituzionali, complica cose di per sé semplici e su cui da anni la comunità internazionale e scientifica agiscono in modo diametralmente opposto.
di Carlo Bonini, Leonardo Martinelli e Matteo Garavoglia*
La Repubblica, 14 settembre 2024
Detenuti morti in carcere, ragazzi picchiati senza motivo dalla polizia, dissidenti e attivisti repressi. Sotto Kais Saied il Paese maghrebino ha detto definitivamente addio ai tempi della rivoluzione dei gelsomini. Ed è diventato uno Stato di polizia. Anche con i soldi dell’Ue. Era una sera di primavera: mite, all’apparenza. Aziz Ben Khmis, 26 anni, filava via col suo motorino su una traversa di Avenue Bourguiba, l’arteria principale di Tunisi. Era l’anno scorso, lui lavorava come corriere per le farmacie della capitale: un impiego stressante e pagato una miseria, ma pur sempre un lavoro, in Tunisia se ne trova sempre meno. Con il suo pacco di farmaci, procedeva a rilento su quel reticolo di strade della “città europea”. I bianchi palazzi coloniali di epoca francese soffrono l’inesorabile declino del tempo, mentre le strade si riempiono di passanti affannati, incuria e auto impazienti. “Andavo di fretta e non si avanzava: ho preso una via contromano. All’improvviso due poliziotti in civile hanno fatto cenno di fermarmi.
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