ilvibonese.it, 26 maggio 2024
Gli allievi dell’istituto “Gagliardi” racconteranno l’esperienza vissuta a contatto con i minorenni dell’Istituto penale “Paternostro” di Catanzaro. Saranno presenti alla conferenza finale le massime autorità del territorio. Gli studenti dell’Ipseoa “Gagliardi”, nell’ambito di una conferenza conclusiva (lunedì 27 maggio, ore 11, Aula Magna) racconteranno l’esperienza vissuta grazie al progetto “Scuola dentro”. Ad essere protagonisti in 45 che hanno dato vita ad attività laboratoriali nei diversi indirizzi con i minori detenuti nell’Istituto penale dei minorenni “Paternostro” di Catanzaro. Cinque uscite in cui gli studenti hanno svolto attività laboratoriali di cucina, pasticceria, agraria e scienze motorie e, come momento conclusivo, lo Sport con una partita di calcetto (con i docenti Santina La Gamba, Antonio Ramondino, Costantino Loiacono, Lina Platì, Raffaele Cuppari, Vincenzo Pesce, Francesco Marasco e Paola Cosmano, accompagnati da Pasquale La Serra).
a cura di Stefano Liburdi
Il Tempo, 26 maggio 2024
I detenuti del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso raccontano i principali fatti di attualità. Lo sguardo sul mondo di chi da quel mondo è escluso. Un progetto che mette in primo piano formazione e reinserimento. La redazione de Il Tempo e i “futuri giornalisti” con la pagina “Visto da dentro”, festeggiano il primo compleanno. Era maggio del 2023 quando la “squadra” del reparto di alta sicurezza e quella di media sicurezza di Rebibbia si incamminavano in questa esclusiva e unica iniziativa. Lo sguardo sul mondo di chi da quel mondo è escluso ha sensibilizzato il lettore, come dimostrano le tante critiche positive avute.
letture.org, 26 maggio 2024
È stato pubblicato dal Gruppo Editoriale Albatros il libro “Tra le mura del carcere. Torpore e passione”, a cura di Giovanna Testa. Il libro si distingue per il suo approccio innovativo e coinvolgente rispetto ad altre pubblicazioni sul tema della vita carceraria. Ciò che rende questo testo particolarmente interessante è il fatto che non si basa solo sulle conoscenze accademiche e sulla vasta letteratura in materia, ma trae spunto soprattutto dalle esperienze dirette e critiche degli autori, alcuni dei quali hanno lavorato o ancora operano all’interno del sistema penitenziario. Il libro, pertanto, non costituisce solo un arricchimento bibliografico, ma rappresenta una finestra aperta su un mondo spesso invisibile, offrendo ai lettori uno spaccato autentico e profondo della vita carceraria.
di Paola Militano
Corriere della Calabria, 26 maggio 2024
Il direttore del carcere di Cosenza ucciso dalla ‘ndrangheta. Domani sera (lunedì 27 maggio) alle 23.50 il programma “Cose Nostre” (condotto da Emilia Brandi) che racconta storie di mafia, si occuperà della vicenda di Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza assassinato dalla ‘ndrangheta nel 1985. “Trentasei anni, sposato, padre di una bambina di tre anni e di un figlio che nascerà poche settimane dopo la sua morte, Cosmai è un dirigente capace e integerrimo. A Cosenza - viene evidenziato nel lancio della puntata dal titolo “Per un’ora d’aria” - arriva nell’estate dell’82 e impone, da subito, il rispetto delle regole in uno dei penitenziari più turbolenti d’Italia.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 26 maggio 2024
La Commissione Ue ha competenze limitate sul sociale ma ha adottato direttive e regolamenti vincolanti per attuare il “Pilastro europeo dei diritti sociali”. Maurizio Ferrera del Laboratorio Secondo welfare: “L’indicazione politica è chiara”. Giuseppe Guerini: “Passi avanti in questi 5 anni”. Gli obiettivi sono grandi, i passi avanti degli Stati membri ancora piccoli e lenti. Il Pilastro dei diritti sociali proclamato dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione ha segnato nel 2017 un punto di svolta nelle politiche dell’Unione europea. Afferma i diritti nel campo del welfare e vuole ridurre le diseguaglianze con nuovi provvedimenti Ue, anche legislativi. La Conferenza di Porto del 2021 ha definito l’Agenda per dare consistenza al Pilastro e stabilito alcuni macro obiettivi per il 2030. Ora il tema si è affacciato anche nel dibattito sulle elezioni europee dell’8 e 9 giugno. Il lavoro spetta agli Stati: sono loro a dover trasporre le direttive per realizzare le raccomandazioni.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 26 maggio 2024
Le leggi e il loro rispetto, in generale la giustizia, hanno due funzioni legate a favorire la convivenza. La prima e più evidente è quella di stabilire un sistema di regole uguali per tutti: a volte pesanti, a volte farraginose, a volte passibili di errore nell’interpretazione e nell’applicazione, persino nel giudizio delle corti ma tuttavia indispensabili a fare in modo che decine di milioni di persone non facciano un po’ come gli pare. Se ciascuno difatti facesse quel che vuole, quello che gli conviene e pazienza per gli altri, sarebbe impossibile - un inferno - la vita in comune. Le regole, in definitiva, servono a costruire comunità. La seconda funzione, meno percettibile, è quella di indicare un’idea di mondo entro la quale convivere. Stabilire cosa si può e cosa non si può fare - uccidere, allestire un laboratorio chimico in garage, altro - serve non solo punire chi lo fa ma anche a confermare nel suo comportamento chi non lo fa.
di Carlo Crosato
L’Espresso, 26 maggio 2024
La comunicazione tecnologica ha ridisegnato il modo in cuisi raccontano i fatti. Ma, anziché contribuire a una società più giusta, amplifica cospirazioni e populismi. Con due parole d’ordine: traffico e viralità. Parla Ben Smith, il fondatore di BuzzFeed News. Nessuna realtà è cambiata così profondamente negli ultimi decenni come il mondo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un mondo capace di maturare e prendere forme sempre nuove, mutando l’habitat umano e trasformandolo in un ambiente vitale fatto di connessioni e comunicazione. Tutto è iniziato, certamente, con la creazione di internet; ma cruciale è stata la nascita del cosiddetto web 2.0, in cui siamo diventati assieme fruitori e produttori di messaggi potenzialmente diretti a tutto il mondo. Un processo avviato con la comparsa dei primi blog e dei primi siti d’informazione online, che hanno letteralmente cambiato il modo di costruire le notizie, raccontare la storia del mondo, filtrare le informazioni e costruire conoscenza. Oggi il dibattito pubblico e politico si è trasferito in massa nei social network, obbedendo alle leggi di quell’ambiente algoritmico, fatto di consenso polarizzato, coinvolgimento emotivo, influencer e follower, fra cui non si comprende più se a dettare la linea siano i primi o i seguaci con i loro gusti da assecondare.
di Vincenzo Bisbiglia
Il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2024
Stop alla lavorazione e cessione della cannabis light, emendamento del Governo nel Dl sicurezza. La violazione della prescrizione viene punita con le sanzioni previste dal Testo unico sugli stupefacenti. Con un emendamento al ddl sicurezza in esame in commissione alla Camera, il governo propone di intervenire sulla legge a sostegno della filiera della canapa ad uso industriale, con quantità di Thc inferiore allo 0,2%, la cosiddetta cannabis light. L’emendamento vieta la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc, per usi diversi da quelli espressamente indicati nella legge stessa, e quindi quelli industriali consentiti. Il commercio o la cessione di infiorescenze viene punito con le norme del Testo Unico sulle Sostanze Stupefacenti, parificando la cannabis light a quella non light.
di Emilio Pucci
Il Messaggero, 26 maggio 2024
A rischio le 3mila imprese create con la legge approvata otto anni fa. “È vietata l’importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa (cannabis sativa L.) coltivata, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli olii da esse derivati”, a chi viola le disposizioni “si applicano le sanzioni previste” dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti.
di Dania Ceragioli
lavocedinewyork.com, 26 maggio 2024
Fra i titoli messi al bando, ci sono il “New York Magazine”, il “New York Times” e “Newsweek”. “Non ricordo quante volte, nei 17 anni in cui sono stato rinchiuso, ho sentito le guardie dire ai prigionieri che non avevamo diritti”, ha raccontato in un’intervista alla stampa Paul Wright, ex co-fondatore e caporedattore di Prison Legal News, una rivista mensile nata per informare la popolazione carceraria. “All’inizio, ci avevo creduto”. I diritti passano anche dall’informazione che nelle carceri spesso è censurata, se non addirittura negata. In una recente revisione delle pubblicazioni che l’agenzia penitenziaria ha vietato, c’è un elenco infinito di riviste, libri e giornali, fra cui l’Albany Times Union, il New York Magazine, il New York Times, Newsweek e Prison Legal News.
- Tunisia. Tra i manifestanti che si oppongono alla deriva autoritaria di Saied
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- La smania dei legislatori: punire, punire, punire
- Il carcere è un fallimento, urge una riforma











