di Daniela De Robert*
Il Domani, 14 settembre 2024
Occorre conoscere norme, regole e prassi dei diversi luoghi di detenzione. Le nostre visite potevano durare anche cinque giorni in uno stesso istituto. I luoghi di privazione della libertà sono dei luoghi intrinsecamente opachi e spesso bui. Contesti in cui difficilmente l’occhio esterno può entrare, osservare, frugare, analizzare. È per questo che il Consiglio d’Europa prima e le Nazioni unite poi hanno previsto degli organismi di vigilanza con il potere di entrare in essi in qualsiasi momento senza autorizzazione e avendo accesso a ogni ambiente, ad avere colloqui riservati - e quindi non ascoltati - con le persone ristrette o trattenute e ad accedere a tutta la documentazione relativa, sia quella scritta sia quella video, come le telecamere di sorveglianza.
garantedetenutilazio.it, 14 settembre 2024
Oltre il 70 per cento è in attesa di giudizio o con condanne inferiori ai cinque anni. Tra le diverse misure che vengono ciclicamente ipotizzate per ridurre la popolazione detenuta del nostro Paese, vi sarebbe anche quella di far scontare la pena detentiva nel Paese d’origine degli stranieri ristretti, ma anche soltanto dall’analisi dei numeri, emergono evidenti problematiche di difficile soluzione. Innanzitutto, il gran numero di persone in attesa di giudizio e, in secondo luogo, la forte presenza di persone condannate per reati che comportano pene brevi sembrerebbero poco compatibili coi tempi delle eventuali procedure necessarie per il loro instradamento: nel complesso, tra imputati in attesa di giudizio e condannati a pene inferiori a cinque anni, si tratta del 75% dei 2.600 circa detenuti stranieri nel Lazio e del 70% degli oltre 19.500 presenti in Italia.
di Massimiliano Iervolino
L’Unità, 14 settembre 2024
Il Dap mi ha negato il permesso di sentire alcuni detenuti di Sulmona. No anche alla richiesta di intervistare dei collaboratori di giustizia. Perché, ministro Nordio? Autorizzazione negata. Questa è la risposta che mi è stata data (per ora solo a voce) dall’ufficio stampa del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) alla richiesta avanzata dal sottoscritto di intervistare una serie di persone detenute all’interno del carcere di Sulmona. Motivazioni del diniego? Zero. Nessun riscontro. È invece il silenzio che si cela attorno alla presentazione di una istanza con la quale ho chiesto l’autorizzazione per incontrare diversi collaboratori di giustizia. Infatti nonostante siano passati molti mesi e diverse sollecitazioni, la Commissione centrale - ex art 10 legge 82/1991, deputata a dare o meno il nulla osta - non ha mai risposto. Ancorché il Servizio Centrale di Protezione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza abbia dato parere favorevole.
di Gioacchino Calabrò*
L’Unità, 14 settembre 2024
Sono nato il 2 giugno 1946, proprio il giorno in cui è nata la Repubblica italiana, in un piccolo paese del profondo sud. Da bambino, quando frequentavo la scuola elementare, avevo un “problema” con un maestro, poiché sbagliavo i verbi e di conseguenza venivo bacchettato. Per ripicca, quando vedevo posteggiata la sua auto, gli bucavo le gomme. Alla fine, l’unica cosa che ho imparato sono state le ritorsioni nei suoi confronti. Allora, in Sicilia c’era una grande ignoranza e tanta miseria. Chi conosce Danilo Dolci sa di cosa parlo. Lo scrittore si è fermato a Trappeto, un luogo situato sulla costa nel golfo di Castellammare.
di Carmelo Palma
linkiesta.it, 14 settembre 2024
Il partito di Tajani ha anticipato per tutta l’estate una svolta liberale e poi è capitolato, cedendo a un provvedimento manettaro. Nel teatrino dell’assurdo della politica italiana, la riscossa dei diritti annunciata da Forza Italia ha coinciso con la più completa capitolazione degli azzurri proprio sui temi per cui Tajani pareva aver lanciato il cuore oltre l’ostacolo della rendita securitaria: la galera, con l’approvazione muta di un decreto carceri senza verità e senza dignità, scritto sotto dettatura del generalissimo dei penitenziari italiani, il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e lo ius scholae, con l’immediata rottamazione della proposta raccontata in lungo e in largo per tutta l’estate - cittadinanza dopo dieci anni di studio, con l’assolvimento dell’obbligo scolastico - appena si è trattato di votarla e non solo di chiacchierarne per rinfrescare il blasone liberale.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 14 settembre 2024
Melillo: “L’impresa criminale si sviluppa secondo gli stessi parametri di quella legale”. Il provvedimento era stato annunciato dopo la morte di Satnam Singh, il bracciante dell’Agro Pontino abbandonato con il braccio amputato e lasciato morire lì. Dopo tre mesi, il governo si prepara a presentare un nuovo pacchetto di interventi. Norme in via di perfezionamento, da portare in Consiglio dei Ministri forse già la settimana prossima. La prospettiva, soprattutto, il rafforzamento dell’opera di prevenzione. Parola d’ordine, sempre più, anche delle misure dell’autorità giudiziaria nel contrasto allo sfruttamento del lavoro.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 14 settembre 2024
Il bandito degli anni 70-80 sarà trasferito in Veneto, in una Rsa dedicata a pazienti con demenze. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dato il via libera definitivo: “La sua pericolosità è attenuata”. “Il peggioramento della malattia neurovegetativa” di Renato Vallanzasca ormai “implica la sua mancanza di autonomia”, mentre la “pericolosità sociale risulta sostanzialmente attenuata in considerazione tanto delle attuali condizioni di salute debilitanti, quanto della risalenza nel tempo dei fatti e della regolare condotta tenuta nel corso dei permessi premio ultimamente usufruiti”. Per questo il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto il differimento della pena, in regime di detenzione domiciliare una “Rsa-struttura residenziale per persone affette da Alzheimer/demenza”, per il bandito degli anni 70-80 in carcere da 52 dei suoi 74 anni per scontare quattro ergastoli per omicidi, rapimenti, rapine e evasioni.
di Davide Steccanella*
Il Dubbio, 14 settembre 2024
La difesa di Vallanzasca, durata per quasi tre anni, è stata la più cocente e avvilente delusione professionale della mia “modesta” carriera, al punto che ancora oggi, quando ci penso, mi provoca una grande tristezza e cerco vilmente di rimuoverla dal mio passato e mi fa fatica anche solo parlarne, ma credo che vada fatto, visto che tutti i media stanno seguendo l’ultima notizia, che ci dice che ormai, dopo più di mezzo secolo in gabbia, è un detenuto affetto da demenza senile tale da richiederne il ricovero in una struttura in grado di affrontare la conclamata patologia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 settembre 2024
I difensori parlano dopo l’ergastolo per il ragazzo che ha ucciso i genitori. L’ergastolo per Benno Neumair è ora definitivo: la Cassazione ha infatti confermato due giorni fa la condanna alla massima pena per il 33enne bolzanino per il duplice omicidio e l’occultamento dei cadaveri dei genitori Laura Perselli e Peter Neumair. Il delitto avvenne il 4 gennaio del 2021, quando il giovane uccise i genitori per poi gettarli nel fiume Isarco. Neumair era stato condannato con lo stesso verdetto sia in primo grado, nel novembre 2022, che in appello nell’ottobre 2023. Le sentenze di merito avevano escluso il riconoscimento della seminfermità previa esclusione dell’aggravante della premeditazione per l’omicidio della madre.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 14 settembre 2024
L’orientamento delle sezioni Unite ha affermato che il pericolo della circolazione verso terzi se è insussistente non scrimina la condotta di chi riprende le parti intime di minori anche inconsapevoli. La ripresa video di un minore nudo inconsapevole comporta che egli sia stato utilizzato nel realizzare quello che è materiale pedopornografico facendo scattare l’imputazione per il reato previsto dall’articolo 600 ter, comma 1, n. 1, del Codice penale. L’inconsapevolezza del minore di venir ripreso non esclude quindi che egli sia stato “usato” dall’adulto che lo riprende al fine di soddisfare un bisogno sessuale o stimolarlo. Infatti, il reato di pornografia minorile commesso da chi produce materiale pedopornografico - non destinato alla diffusione a terzi - non si concretizza solo nel caso in cui il minore non sia rappresentato nelle immagini realizzate o quando vi sia coinvolto un soggetto consenziente che abbia già raggiunto l’età per esprimere il consenso sessuale.
- Toscana. “Carceri, manca un percorso di reinserimento”
- Torino. “Amnistia e indulto, la scelta lungimirante per il caso carceri”
- Torino. Detenute in sciopero della fame a staffetta contro il sovraffollamento
- Palermo. Digiuno a staffetta per chiedere l’amnistia: “Lottiamo per la dignità dei detenuti”
- Torino. Ferrante Aporti: il ritratto drammatico del carcere minorile torinese









