di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 10 maggio 2024
Presunte torture in carcere, Monica Gallo sentita per oltre tre ore: “A un certo punto, segnalai le cose a provveditore e sindaca”. Tutto inizia così: “La prima segnalazione di violenza arriva nel settembre 2018: durante un colloquio, un detenuto mi disse che era stato preso a calci da alcuni agenti, durante un trasferimento tra padiglioni”, racconta Monica Cristina Gallo, dal 2015 Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà. Sulle domande del pubblico ministero Francesco Pelosi, parla per oltre tre ore, come testimone al processo sulle presunte torture nel carcere “Lorusso e Cutugno”, che vede imputati - a vario titolo - 21 agenti della polizia penitenziaria. Ne esce uno scenario - preoccupante, ma complesso - fatto dalle confidenze dei carcerati o da parole a loro volta sentite da altri e poi riferite. Per un’escalation di relazioni e allarmi, fatti da Gallo: “A un certo punto segnalai le cose anche alla sindaca, oltre che al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria”.
di Andrea Siravo
La Stampa, 10 maggio 2024
Dalle indagini della Guardia di Finanza sono emerse irregolarità delle società Engels e Martinina nelle gare d’appalto per gestioni altri centri in Italia. Non sarebbe stata ingannata solo la Prefettura di Milano. Le società salentina Engel Italia e Martinina avrebbero presentato documentazione contraffatta anche alle prefetture di Salerno, Avelino, Lecco, Brindisi e Taranto, alterando così le gare d’appalto per la gestione dei centri migranti. È quanto emerge dalle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Milano e dei pm Paolo Storari e Giovanna Cavalleri che lo scorso dicembre avevano portato a commissariare la Martinina, che dalla Engel aveva acquistato il ramo d’azienda che gestiva il Cpr di Milano. La struttura di via Corelli, alla periferia Est della città, in cui i migranti in detenzione amministrativa sarebbero stati trattenuti in condizioni “disumane” e “infernali”, tra “cibo pieno di vermi”, assenza di mediatori culturali e linguistici, l’uso costante di “psicofarmaci”, letti e bagni fatiscenti, solo per citare alcuni fatti riscontrati dalle testimonianze e dall’ispezione del 13 dicembre 2023.
di Claudia Radente
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2024
Maltrattamenti in danno di minori, aggravati dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di tortura, anche mediante omissione; concorso nel reato di lesioni in danno di minori, anche mediante omissione, aggravate dai motivi abietti e futili, dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di falso ideologico e infine una tentata violenza sessuale a opera di un agente nei confronti di un detenuto. Questi alcuni dei reati contestati a 13 agenti della polizia penitenziaria dell’Istituto penale minorile Cesare Beccaria.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 10 maggio 2024
Il 9 maggio 1974 tre detenuti armati del carcere Don Soria prendono in ostaggio sei insegnanti, un medico, sei agenti e sei detenuti. La trattativa viene interrotta e le autorità decidono l’irruzione e la prova di forza. Moriranno in sette tra sequestratori, ostaggi e agenti. Nel febbraio 1974, durante una rivolta al carcere fiorentino delle Murate, gli agenti sparano sui detenuti, uccidendo il ventenne Giancarlo Del Padrone. Con il movimento del Sessantotto lo stato fatiscente delle carceri italiane era diventato argomento di dibattito e di lotta. La pressione politica per una riforma carceraria aumentava, ma ai proclami dello Stato non seguivano i fatti. Si preferiva usare ancora il bastone. Il 9 maggio successivo, durante una rivolta al carcere di Alessandria, va ancora peggio. Muoiono in sette tra detenuti, agenti, assistenti sociali e medici. Sono passati cinquant’anni da quell’episodio e lo Stato italiano non ha mai voluto fare realmente i conti con la strage e con le proprie responsabilità. Non si è mai interrogato sui propri errori, per non ricommetterli. E quando succede così la storia, spesso, si ripete.
di Youssef Hassan Holgado e Tommaso Panza
Il Domani, 10 maggio 2024
Dopo la confisca un magazzino utilizzato per lo spaccio è stato affidato nel 2010 alla cooperativa “Pietra di scarto” che attraverso un’agricoltura sostenibile, praticata anche da ragazzi inseriti in percorsi di lavoro durante la loro detenzione in carcere, genera prodotti alimentari di alta qualità. In mezzo alla campagna sulla strada statale tra Foggia e Cerignola fino a qualche anno fa lo sguardo dei passanti veniva attirato da un piccolo ecomostro di cemento grigio. Veniva usato da alcune famiglie legate alla criminalità organizzata locale come magazzino per lo smercio delle sostanze stupefacenti.
legacoop.veneto.it, 10 maggio 2024
Nei giorni scorsi l’incontro col Papa. Promuovere la dignità delle detenute, fornendo loro strumenti e spazi di crescita umana e professionale. È l’obiettivo del laboratorio di sartoria gestito dalla cooperativa sociale “Il Cerchio”, associata a Legacoop Veneto, all’interno della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca (Venezia). A breve, ovvero nel mese di giugno, la coop inaugurerà nel proprio sito web la sezione e-commerce per la vendita online di abiti e accessori, così da ampliare il pubblico di clienti potenziali e consolidare ulteriormente l’attività. La sartoria nasce trent’anni fa e offre formazione e lavoro a donne recluse. Attualmente il laboratorio artigiano impiega, oltre a due commesse, anche otto donne detenute ed ex detenute.
askanews.com, 10 maggio 2024
Quanto è difficile per un giovane musulmano cambiare vita dopo un’esperienza in carcere? Marco Santarelli nel suo “Samad”, nei cinema dal 13 maggio, racconta la storia di uno di loro, Samad, appunto, interpretato da Mehdi Meskar. Il ragazzo ha pagato il suo conto con la giustizia e ora ha un lavoro, una nuova vita. Quando rientra in carcere insieme a Padre Agostino interpretato da Roberto Citran, per essere d’ispirazione per i suoi compagni, come esempio di reinserimento, succede qualcosa di imprevisto. Il regista prima di questo film aveva girato due documentari ambientati nelle carceri, osservando le difficoltà di integrazione dei detenuti stranieri. “Le carceri hanno un problema di sovraffollamento, mancanza di educatori, ed è un sistema di potere che non fa altro che alimentare la rabbia”. Il carcere per gli amici di Samad, per i suoi ex compagni rimasti in carcere, diventa così il luogo della radicalizzazione.
di Luca Castelli
Corriere della Sera, 10 maggio 2024
Salvini, Salis, la guerra e i “disegnetti”: il fumettista Zerocalcare al Salone del Libro di Torino con “Quando muori resta a me”, Bao Publishing. Galeotto fu Aftersun. È dopo aver visto al cinema il film di Charlotte Wells su un’estate trascorsa da una ragazza con suo padre che l’ispirazione ha bussato alla porta di Zerocalcare. “Mi ha smosso cose di cui non avevo mai parlato, su di me, mio padre e più in generale quelli che oggi sono i rapporti tra i maschi”, dice il quarantenne fumettista di Rebibbia, che al Salone ne presenterà il risultato (Quando muori resta a me, Bao Publishing) con un incontro domani alle 15.30 all’Auditorium e tre sessioni di “disegnini”, oggi alle 14, domani e domenica mattina dalle 10.30.
Papa Francesco indice il Giubileo della Speranza: amnistia ai detenuti, sia abolita la pena di morte
di Carlo Marroni
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2024
Pace, migranti, ambiente, povertà, emarginazione, detenuti (ci sarà una celebrazione dentro un carcere), spesa militare, natalità, cura degli anziani. Ma anche un profondo richiamo alle ragioni della fede e del cammino cristiano. Nella Bolla di indizione dell’anno Santo per il 2025 c’è tutta la profondità della pastorale di Francesco, una vera “Agenda-Giubileo” che farà da guida alle celebrazioni che dureranno tutto l’anno e vedranno a Roma l’afflusso stimato di 35 milioni di pellegrini, più di quello straordinario della Misericordia del 2015, che furono un po’ di venti milioni. Il Papa come previsto ha stabilito che la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sia aperta il 24 dicembre, la domenica successiva, 29 dicembre a San Giovanni in Laterano, a seguire il 1° gennaio a Santa Maria Maggiore e il 5 gennaio a San Paolo fuori le Mura.
di Luciano Casolari*
Il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2024
Come è difficile essere pacifisti! Il ricatto psicologico è in agguato sotto forma di questa domanda: “Ma se qualcuno ti attacca il tuo pacifismo significa che cederai sempre al prepotente e ti arrenderai?”. Chiaramente questo ragionamento è frutto di una esasperazione del concetto pacifista portando il tutto alle estreme conseguenze per cui pare che chi è pacifista debba per forza essere un imbelle imbecille che accetta ogni angheria. Occorre ribellarsi a questa domanda che è un tranello psicologico. Resistere alle aggressioni e contrastare chi ci minaccia non significa rispondere occhio per occhio e dente per dente.
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