di Andrea Magagnoli
Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2024
Nel caso di nomina di due difensori il decreto di fissazione dell’udienza camerale deve essere notificato ad entrambi. Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza 32599 depositata il giorno 14 agosto 2024. Il caso di specie trae origine dall’emissione di un’ordinanza da parte del Tribunale del riesame di Sondrio tramite la quale veniva confermato il decreto di sequestro preventivo diretto e per equivalente di alcuni beni in disponibilità dell’indagata. Si trattava di un provvedimento ablatorio emesso nel corso di un procedimento diretto alla contestazione di numerosi reati tributari. Ricorreva il difensore dell’imputato deducendo in apposito motivo di ricorso la violazione della legge processuale e del diritto di difesa conseguenti alla mancata comunicazione del decreto di fissazione dell’udienza camerale ad uno dei difensori nominati dall’indagata. Il procedimento dopo avere compiuto il proprio corso veniva deciso con il provvedimento qui in commento.
di Gabriele Gallo
Il Resto del Carlino, 2 settembre 2024
Dopo la tragedia del cuoco 54enne, padre di due figli, che si è ucciso alla Pulce “Liberazione anticipata e incentivo delle misure alternative alla detenzione”. “Non conosco il detenuto che si è tolto la vita, i particolari della vicenda, per la quale è stato peraltro aperto un fascicolo di indagine, ma mi è sufficiente quello che è noto per affermare senza esitazioni che è in atto una strage di Stato”. Così l’avvocato Luigi Scarcella, presidente della Camera penale di Reggio Emilia, dopo che un uomo di 54 anni di origine marocchina, detenuto alla Pulce per un cumulo di pena per furti, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, si è tolto la vita nella serata nella sua cella, giovedì scorso. Gli restava all’incirca un solo altro anno di reclusione da scontare. È il settimo caso di suicidio carcerario in Emilia Romagna e il 67esimo in Italia dall’inizio dell’anno. Il 54enne, padre di due figli, era molto conosciuto tra carcerati e secondini, anche perché faceva il cuoco nelle cucine del penitenziario e gli rimaneva più o meno un altro anno di reclusione da scontare.
di Matteo Castagnoli
Corriere della Sera, 2 settembre 2024
Materassi a fuoco e lenzuola annodate, 8 feriti. In quattro tentano di scavalcare il muro di cinta ma non ci riescono: trovati dalla polizia ancora all’interno. I sindacati: ora interventi urgenti. Un lungo lenzuolo bianco annodato e steso all’ingresso del carcere minorile Beccaria. Mancano un paio di minuti all’una di notte tra sabato e domenica quando gli agenti srotolano quello “strumento artigianale” costruito dai detenuti per evadere. Un tentativo, però, fallito. La polizia penitenziaria interviene subito, quando scatta l’allarme per un principio d’incendio in alcune celle, poco prima delle 21 di sabato. All’appello, dei 58 ragazzi detenuti ne mancano quattro. Uno viene rintracciato poco dopo l’inizio della protesta, gli altri vengono trovati alla fine di ricerche durate tutta la notte fino a domenica mattina quando “tutto era rientrato”.
di Nicola Palma
Il Giorno, 2 settembre 2024
Quattro detenuti hanno tentato di allontanarsi: uno è stato riacciuffato subito, altri tre sono stati trovati sui tetti dell’istituto. È iniziata col fuoco - un piccolo incendio in cella, materassi o quel che si trova - anche la rivolta di sabato sera all’Ipm (Istituto penale minorile) Beccaria di Milano. L’ultima di una serie che s’è intensificata in questa calda estate, nonostante l’immissione progressiva di almeno una cinquantina di agenti (seguita alla sospensione, a primavera, di 21 poliziotti penitenziari accusati di torture e violenze ai baby detenuti) e la riduzione dei reclusi da 92 ai 58 che avrebbero partecipato “tutti” a “gravissimi disordini” e una “tentata evasione di massa”, denunciava Gennarino De Fazio, segretario generale del sindacato UilPa Polizia penitenziaria, mentre l’istituto veniva cinturato in forze dalla polizia di Stato e dai carabinieri.
di Giulia Bonezzi
Il Giorno, 2 settembre 2024
Gli agenti arrestati. Poi 5 rivolte e 4 evasi in appena quattro mesi. L’ira dei sindacati della Penitenziaria per l’inchiesta sui presunti abusi. Nonostante l’arrivo di 50 nuovi poliziotti e la riduzione dei reclusi. secondo i rappresentanti dei lavoratori l’Ipm va commissariato. Quattro rivolte e quattro evasioni-lampo in quattro mesi. Senza contare i disordini di sabato notte e i quattro baby detenuti che avrebbero tentato la fuga, tre rimasti irreperibili per ore con tanto di foto segnaletiche diramate a tutte le auto finché non sono stati trovati, forse sui tetti, comunque all’”interno del perimetro murato del carcere”, rimarca il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità smentendo che vi sia stato sabato “alcun tentativo di evasione” dall’Istituto penale per minori Beccaria di Milano. Unica nota ufficiale in una ricostruzione per il resto affidata, come sempre, ai sindacati della Polizia penitenziaria, che denunciano una situazione “letteralmente allo sbando” nelle parole di Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Pp, che al Beccaria era emersa con clamore a seguito della maxi-evasione del giorno di Natale del 2022 (sette detenuti tra i 17 e i 19 anni scappati dal cantiere e rientrati nel giro di qualche giorno).
Ivrea. Protesta dei detenuti del Reparto Isolamento, chiedono il trasferimento in un’altra struttura
Corriere della Sera, 2 settembre 2024
Tensione nel carcere di Ivrea dove sabato i detenuti del reparto isolamento, per chiedere il trasferimento in un’altra struttura, hanno sbattuto le ante degli armadietti dando vita ad una rumorosa protesta. “Nel carcere di Ivrea - commenta Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp - la situazione è identica a quella di altre strutture penitenziarie italiane; non riusciamo però a comprendere come mai dal carcere di Ivrea i detenuti responsabili di violenze ed aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria non vengono trasferiti e al contrario sono gli agenti aggrediti ad essere spostati d’incarico o sede, quasi a giustificare i comportamenti di maggiore pericolosità da parte dei ristretti”. L’Osapp ribadisce che ancora oggi l’amministrazione penitenziaria non ha designato un comandante di reparto titolare ad Ivrea, privando così gli agenti di un “irrinunciabile punto di riferimento”.
di Onide Donati
strisciarossa.it, 2 settembre 2024
Tre carceri nello stesso carcere, tre condizioni di vita che partono dalla sezione-modello “Andromeda” e scendono fino alla pessima e degradante sezione 1 passando per la sezione 2 dove la situazione è su standard accettabili se confrontata con la media delle condizioni nelle carceri italiane. Dalle stelle alle stalle in poche centinaia di metri e una decina di porte a sbarre. La Casa circondariale di Rimini è, tutto sommato, un carcere moderno: ha “solo” cinquant’anni ed è nata per la specifica funzione di custodire detenuti maschi, non come adattamento a prigione di rocche e castelli che la storia ha consegnato al demanio statale.
Il Mattino, 2 settembre 2024
Si parte con “La Domanda di Matrimonio e altre storie” di Cechov. Grande attesa per la messa in scena de “La Domanda di Matrimonio e altre storie” di Cechov nell’ambito de “La Tempesta del Teatro”, il nuovo progetto ideato ed attivato dalla Loups Garoux srl di Marta Bifano e Francesca Pedrazza Gorlero, sostenuto dal Comune di Napoli nell’ambito della terza edizione di “Affabulazione”. Il progetto si ispira alla proposta di Legge - “Disposizioni per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari” che mira a sostenere l’attività artistica con i detenuti per i suoi effetti tangibili sull’individuo, sulla comunità che abita, e sulla società tutta a cui lo stesso, una volta scontata la pena, verrà restituito con una nuova luce.
ilmetauro.it, 2 settembre 2024
Incontro nel chiostro francescano organizzato da Fuoritempo. Intervengono Monia Caroti e Giorgio Magnanelli. Giovedì 5 settembre alle ore 21 il Gruppo Fuoritempo organizza l’incontro “Il mondo del carcere” presso il Chiostro francescano. Interverranno Monia Caroti, dell’associazione “Antigone Marche” e Giorgio Magnanelli, dell’associazione “Un Mondo a Quadretti”. I suicidi in carcere hanno toccato un picco (60 già quest’anno), il sovraffollamento pure (130 per cento, con punte del 177 per cento nelle prigioni minorili), mentre crescono gli atti di autolesionismo (184 in più rispetto al 2023), le risse, le rivolte. Una condizione che il presidente Mattarella ha definito “straziante”, otre che indegna d’un popolo civile. Del resto lo diceva già Voltaire: “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”.
di Gilberto Bazoli
La Provincia di Cremona, 2 settembre 2024
Il 76enne Bertoletti, ex litografo e calciatore, da 21 anni è il mister a Ca’ del Ferro.Il suo predecessore ha resistito per pochi giorni. Lui, dopo una vita, è ancora al suo posto, con la stessa passione degli inizi. “È il mio modo di fare del bene”, si schermisce Pierluigi Bertoletti, per tutti Gigi, 76 anni: da 21 è il mister dei detenuti di Ca’ del Ferro. Li allena e allo stesso tempo dirige le loro partite. Li aiuta a crescere come atleti e anche come uomini. Bertoletti faceva il litografo e il calcio è sempre stato il suo secondo mestiere. Un po’ tutti nel settore lo conoscono. “Militavo in Prima Categoria nel ruolo di attaccante. Ho smesso, a parte i tornei notturni e qualche partita, a 23 anni quando mi sono sposato”.
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