bellunopress.it, 31 agosto 2024
L’interrogazione “Emergenza carceri, quali iniziative ha assunto il Comune?”, presentata dai consiglieri del gruppo di opposizione Insieme per Belluno Bene Comune Marco Perale, Francesco Rasera Berna, Ilenia Bavasso e Lucia Olivotto per chiedere chiarimenti in merito alle iniziative messe in atto dall’Amministrazione rispetto ai detenuti di Baldenich e all’attività del Garante dei diritti all’interno della casa circondariale. “Il Garante volge lo sguardo e le sue attenzioni alle condizioni detentive perché non vengano mai meno la dignità della persona né il rispetto del dettato costituzionale e funge da ponte di dialogo e collaborazione con le autorità locali.
Corriere della Sera, 31 agosto 2024
Il progetto dell’Associazione dei familiari delle vittime della strada si chiama “Ruote ferme, pedoni salvi” e dopo Torino, Chieti, Udine e Milano arriva nella Capitale. Da condannati per reati stradali a guardiani degli incroci pericolosi. È quanto prevede un progetto dall’Associazione familiari vittime delle strade realizzato in collaborazione con le istituzioni e che a breve prenderà vita anche a Roma.
di Massimo Sideri
Corriere della Sera, 31 agosto 2024
Al di là della vicenda giudiziaria che coinvolge in Francia il fondatore Pavel Durov, sotto la superficie del caso Telegram si nasconde qualcosa di più granulare e allo stesso tempo melmoso che ci riguarda tutti, forse la vera contraddizione del nostro tempo. Al di là della vicenda giudiziaria che coinvolge in Francia il fondatore Pavel Durov, sotto la superficie del caso Telegram si nasconde qualcosa di più granulare e allo stesso tempo melmoso che ci riguarda tutti, forse la vera contraddizione del nostro tempo: più libertà o più sicurezza? Vorremmo tutte e due. Come se non fossero i due poli opposti su cui si fondano la democrazia e la nostra società. Si tratta di una pretesa culturalmente deformata dall’apparente intangibilità della Rete. E non è certamente nuova.
di Gaetano De Monte
L’Espresso, 31 agosto 2024
Il paradosso giudiziario di Enzo Pilò, imprenditore sociale pugliese. Ha puntato l’indice sulle anomalie di alcuni gestione di alcuni centri ed è finito indagato per due disservizi. Negli ultimi anni del sistema di accoglienza straordinario per richiedenti asilo di Taranto si è interessata più volte la Guardia di finanza e, in un caso, anche la Procura distrettuale antimafia di Lecce. I magistrati hanno evidenziato che una cooperativa che gestiva gli appalti per conto della Prefettura era in affari con esponenti storici del clan De Vitis-D’Oronzo. Quelle inchieste si sono concluse poi con un nulla di fatto. Tuttora, tra le cooperative che si sono aggiudicate l’ultima “procedura negoziata di gara per l’affidamento del servizio di accoglienza a favore dei richiedenti asilo”, compare una società riconducibile, di fatto, a un uomo arrestato in passato per usura ed estorsione, come rivela una fonte interna alla Prefettura di Taranto. La fonte si riferisce a Daniele Sessa, figlio dell’ex prefetto di Avellino e Taranto, Carlo Sessa, condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per usura (assolto dall’estorsione) e che oggi con la cooperativa sociale Ripro gestisce un centro di accoglienza straordinario a Massafra, Comune del Tarantino. Un particolare, questo, che forse conferma il dato riportato per la provincia pugliese dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia: “Nel contesto territoriale si riscontra la cristallizzata presenza di alcuni elementi criminali che dimostrano in modo particolare aspirazioni imprenditoriali finalizzate all’infiltrazione nel tessuto economico e sociale”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 31 agosto 2024
Meloni al Cdm: “Attivi nelle prossime settimane”. L’ultimo rinvio parlava di inizio settembre. A Palermo nuove udienze di convalida. “Nelle prossime settimane saranno pienamente operativi i Centri previsti dal protocollo con l’Albania per processare in territorio albanese, ma sotto giurisdizione italiana ed europea, le richieste di asilo”. È il quarto rinvio quello annunciato ieri dalla premier Giorgia Meloni nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva. Le strutture detentive d’oltre Adriatico sarebbero dovute entrare in funzione prima a giugno, poi ad agosto e infine a inizio settembre, ma evidentemente non hanno ancora una data. “Abbiamo incontrato diverse difficoltà operative, ma le stiamo superando una ad una perché crediamo molto in questo progetto innovativo. Siamo consapevoli di avere gli occhi puntati addosso e per questo siamo intenzionati a fare tutto a regola d’arte”, ha aggiunto Meloni.
di Lorenzo Bagnoli
L’Espresso, 31 agosto 2024
Tra poco dovrebbe entrare in funzione il Centro di Tripoli che coordinerà i soccorsi in mare. Nonostante i rilievi dell’Unione europea. E le denunce delle organizzazioni umanitarie. Entro la fine di ottobre, la Guardia costiera libica promette di rendere operativo il sistema attraverso cui potrà gestire in autonomia tutti i soccorsi che avvengono nell’area di Mediterraneo di cui è responsabile di fronte all’autorità marittima delle Nazioni Unite, l’Imo.
di Vincenzo Savignano
Avvenire, 31 agosto 2024
Partito un aereo da Lipsia con 28 uomini “pericolosi”. La risposta dello Stato tedesco all’attentato compiuto da un 26enne che ha accoltellato 11 persone uccidendone tre. Scatta il piano delle deportazioni del governo di Berlino che può mettere in difficoltà l’Ue e l’Italia. Per la prima volta da quando i Talebani sono tornati al potere a Kabul, la Germania ha deportato in Afghanistan rifugiati che hanno commesso reati. All’alba di ieri dall’aeroporto di Lipsia è decollato un jet charter della Qatar Airways destinazione Kabul. A bordo c’erano 28 uomini afghani, portati a Lipsia da diversi länder tedeschi. Secondo le autorità giudiziarie che hanno ordinato le espulsioni “sono pericolosi, si tratta di individui in grado di commettere reati gravi a sfondo politico, compresi gli attentati”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 31 agosto 2024
L’Helicoide è il simbolo di un sogno tradito e di un Paese, il Venezuela, caduto in disgrazia. La mega struttura, situata nel centro di Caracas, concepita originariamente come centro commerciale negli anni Cinquanta del secolo scorso, è considerata un vero e proprio inferno sulla Terra. Dal 1984 è la sede dell’agenzia di intelligence venezuelana, il Sebin; il luogo in cui vengono rinchiusi e torturati gli oppositori e i dissidenti politici. Tra gli ospiti dell’Helicoide anche l’avvocato Perkins Rocha, consigliere giuridico della leader dell’opposizione, Maria Corina Machado. Di Rocha si sono perse le tracce per quattro giorni. Ieri la svolta (negativa). All’avvocato, da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani, sono stati contestati reati molto gravi nel corso di una udienza farsa tenutasi proprio nel famigerato Helicoide. Rocha è stato incriminato per “tradimento della patria”, “terrorismo”, “associazione a delinquere”, “cospirazione” e “incitazione all’odio”.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 31 agosto 2024
La macchina della repressione, della censura e dell’arbitrio giudiziario non si ferma un attimo nella Russia di Vladimir Putin, impantanata nella guerra in Ucraina che è anche un “conflitto interno” contro qualsiasi voce osi criticare la ormai ex “operazione speciale”. A farne le spese è chiaramente la libera informazione come dimostra il caso di Sergei Mikhailov, un giornalista siberiano condannato ieri a otto anni di carcere perché, secondo la classica accusa, “aveva diffuso intenzionalmente false informazioni sull’esercito russo”. I pubblici ministeri di Gorno-Altaysk, una città nella regione meridionale dell’Altaj che si trova ai piedi dell’omonima catena montuosa, hanno sostenuto che il 48enne sarebbe stato spinto a scrivere articoli contro l’invasione dell’Ucraina dal suo da “odio politico”. Il tribunale ha anche imposto un divieto di quattro anni sulle attività giornalistiche ed editoriali di Mikhailov.
santegidio.org, 31 agosto 2024
La situazione carceraria in Mozambico è caratterizzata da numerosi problemi, come il sovraffollamento, l’igiene e la salute, la scarsità di cibo e altre questioni. Tutti elementi che mettono a rischio i diritti umani. La Comunità di Sant’Egidio lavora da decenni nelle carceri, soprattutto nelle principali capitali provinciali, con la sua rete di Comunità, portando il Vangelo, aiuti concreti come cibo, vestiti, materiale igienico, assistenza legale, ecc.
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