di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 maggio 2024
Christian Serpelloni e Ilaria Summa sono i responsabili del settore penale dell’Unione nazionale camere minorili. Con la vicenda del Beccaria sullo sfondo, con loro continua il viaggio di Vita.it nella giustizia minorile italiana, vero fiore all’occhiello del nostro Paese, che vive tante criticità ma che va difeso. Continua ad essere alta la tensione nell’Istituto penitenziario minorile-Ipm “Cesare Beccaria” di Milano, al centro di un’indagine della procura su presunte torture e aggressioni ad alcuni giovani detenuti che ha portato in cella e alla sospensione dal servizio, in totale, 21 agenti. Entro la prossima settimana qui arriveranno 47 nuovi agenti di polizia penitenziaria. Intanto, nella notte fra domenica e lunedì, alcuni giovani detenuti hanno appiccato un incendio, domato in tre ore, in una cella. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Cosa sta succedendo al Beccaria? Ma soprattutto, qual è lo stato di salute della giustizia minorile italiana? Lo abbiamo chiesto agli avvocati Christian Serpelloni e Ilaria Summa, responsabili del settore penale dell’Unione nazionale camere minorili.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
Lunedì Carlo Nordio e l’Anm avevano duellato a distanza. Si erano dati appuntamento per il giorno dopo. Si sono visti ieri pomeriggio a via Arenula: da una parte il guardasigilli e la prima linea della Giustizia di governo, dall’altra la delegazione dei magistrati, guidata da Giuseppe Santalucia. Si è parlato di riforma. Di separazione delle carriere innanzitutto. E Nordio è stato rassicurante ma chiaro: “Mai e poi mai ci sarà un pm assoggettato all’Esecutivo. È un principio assoluto. Abbiamo assunto con gli elettori l’impegno a separare le carriere, ma abbiamo anche un impegno nei confronti dei padri costituenti, che hanno voluto l’autonomia del magistrato. Non la si toccherà, né per la magistratura requirente né per i giudicanti”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 8 maggio 2024
Resa dei conti rinviata ma distanze incolmabili. Santalucia (Anm): “Problema culturale”. Verso il congresso di Palermo con la paura del “sindacato giallo” come in Rai. Una formalità, più che una questione di qualità. L’incontro tra il ministro Carlo Nordio e l’Anm sulla riforma della giustizia prossima ventura non ha spostato di un millimetro l’asse del discorso, e ogni questione di merito verrà comunque affrontata quando il testo uscirà dal consiglio dei ministri (“A brevissimo”, promette il ministro). Le toghe dunque mantengono tutte le loro perplessità verso un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, separerà le carriere, porterà a un doppio Csm, istituirà un’alta corte e, forse, eliminerà pure l’obbligatorietà dell’azione penale. Così il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia all’uscita dal ministero ieri pomeriggio: “Nordio ha tenuto a precisare a noi che la riforma costituzionale terrà ferma l’indipendenza della magistratura nella sua interezza”. E poi: “Noi abbiamo detto che tutta la magistratura associata in tutte le sue componenti è contraria alla riforma. Non si tratta di fare una trattativa di tipo sindacale. Le nostre sono contrarietà culturali e costituzionali”.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 8 maggio 2024
Intervista a Francesco Petrelli, presidente dell’Unione camere penali, partiamo dall’attualità. L’esecutivo sostiene che la separazione delle carriere arriverà in consiglio dei ministri entro maggio - prima delle Europee per intenderci - con un ddl costituzionale.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
“Pg libero di oscurare le indagini, difensori delle toghe pagati dallo Stato: sistema folle”. “Guardi, come prima cosa bisognerebbe evitare che i magistrati sottoposti a procedimento disciplinare siano difesi a spese dello Stato e quindi di tutti noi cittadini”, dice l’avvocato genovese Stefano Cavanna, componente della sezione disciplinare del Csm nella scorsa consiliatura.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 8 maggio 2024
La Corte di cassazione, sentenza n. 17965 depositata oggi, ha accolto, con rinvio, il ricorso del Presidente di Exit Italia condannato in appello a tre anni e quattro mesi di reclusione. Non vi è alcuna prova che il Presidente della associazione Exit Italia, Emilio Coveri, abbia in qualche modo rafforzato il proposito suicidario di Barbara Giordano - una insegnante quarantenne affetta dalla sindrome di Eagle - nel corso della conversazione telefonica del 2019 in cui ella chiedeva informazioni sul suicidio assistito in Svizzera. La Corte di cassazione, sentenza n. 17965 depositata oggi, ha così accolto, con rinvio, il ricorso dell’imputato contro la condanna comminatagli dalla Corte di appello di Catania a tre anni e quattro mesi di reclusione per l’istigazione al suicidio. In primo grado il Gup lo aveva assolto perché il fatto non sussiste.
Il Resto del Carlino, 8 maggio 2024
Il tasso di occupazione delle celle è del 134%, con punte del 160% a Verona e Treviso. Sovraffollato anche l’istituto minorile di Treviso. Ecco cosa emerge dalla relazione del Garante. Quasi triplicati i suicidi nelle carceri del Veneto. A dirlo sono i gli ultimi dati resi noti in Consiglio regionale: nel 2023, i detenuti che si sono tolti la vita sono passati da 3 a 8 in un anno, l’11.6% sul totale della popolazione carceraria. Tutti uomini dai 26 ai 50 anni, che si sono uccisi impiccandosi, mentre tra i tre dell’anno precedente c’era anche una giovane donna di 28 anni. È una fotografia allarmante quella emersa dalla relazione del Garante regionale dei diritti della persona, presentata e approvata nell’ultima seduta del consiglio regionale. Tra le ragioni dei suicidi, incide anche un sovraffollamento da record. Ma non solo. In tutto il Veneto sono aumentati i reati (+8%), con una impennata di omicidi del 23%.
di Sandro De Riccardis e Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 8 maggio 2024
Nei verbali dell’inchiesta di Milano la testimonianza di una madre: “Picchiato ammanettato da tre agenti, denunciai alla direttrice questi fatti gravissimi”. Reclusi e personale raccontano di celle sporche e di un clima di violenza, compresi i riti di iniziazione tra i ragazzi. Era il 22 dicembre del 2022. Quel giorno Paola (nome di fantasia) andò a trovare il figlio al Beccaria ma il ragazzo non si presentò al colloquio: “Ho la febbre”. La mamma gli lasciò il regalo di Natale. Pochi giorni dopo, in videochiamata, scoprì la verità: “Aveva segni di percosse sul viso, un segno nero sotto l’occhio, la guancia arrossata. Mi disse che era stato picchiato da tre agenti”.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 8 maggio 2024
Le drammatiche testimonianze agli atti delle inchieste: sono stato picchiato dagli agenti almeno dieci volte, era la normalità. La denuncia di una madre sul figlio “ammanettato e picchiato”, rimasto “solo e impotente” per “attimi terribili”. La risposta di poche righe dell’allora direttrice del carcere minorile Beccaria di Milano, Maria Vittoria Menenti, arrivata il 10 gennaio 2023, per informare la donna che erano “state poste in essere le attività previste nel caso specifico”.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 8 maggio 2024
Partiti i ricorsi contro le ordinanze di custodia cautelare. Nessuna tortura, ma semplici interventi difensivi di contenimento. Questa è la linea difensiva presentata al tribunale del Riesame di Milano dai legali dei 13 agenti della Polizia penitenziaria arrestati nell’inchiesta su un presunto “sistema” di violenze nei confronti di minori detenuti nel carcere Beccaria. Gli avvocati hanno presentato ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare.
- Avellino. Nelle carceri irpine niente Sert e pochi psichiatri
- Milano. “Gusto 17” e “Seconda Chance” insieme per la reintegrazione dei detenuti
- Fossombrone (Pu). Carcerati e studenti: buona pratica di cittadinanza ed educazione civica
- Milano. I “fiori avvinghiati a una sbarra” delle detenute di San Vittore
- Napoli. I detenuti-pizzaioli cucinano per i propri cari











