lanovitaonline.it, 30 agosto 2024
Una giornata di riflessione e confronto sulle condizioni delle carceri italiane, con esperti e istituzioni riuniti per promuovere un approccio più umano e rieducativo nella gestione dei detenuti. Il 4 settembre 2024, Palmi sarà teatro di un’iniziativa di grande rilevanza, organizzata nell’ambito del “Grande Satyagraha 2024” sotto il titolo “Forza della verità sulla condizione delle carceri”. Questo evento, promosso da “Nessuno tocchi Caino” e dalla Camera Penale di Palmi, si pone l’obiettivo di accendere un riflettore sulle condizioni delle carceri italiane, promuovendo un dibattito aperto e costruttivo su un tema di primaria importanza sociale. La giornata si articolerà in due momenti principali. Alle ore 10:00, è prevista una visita al carcere di Palmi, un’occasione unica per osservare da vicino la realtà penitenziaria e per ascoltare le testimonianze di chi quotidianamente vive e lavora in queste strutture. Questa visita rappresenta un momento di riflessione sulla vita carceraria, mirato a sensibilizzare l’opinione pubblica e a promuovere una maggiore consapevolezza riguardo ai diritti dei detenuti.
di Maria Paola Scaramuzza
Corriere della Sera, 30 agosto 2024
La testimonianza del profugo-scrittore che ispirò il film “Io capitano”. Attraversò il Mediterraneo nel 2017: il viaggio dal Senegal all’Italia a 15 anni. Ora è scrittore “afro-veneziano”. Si è imbarcato sulla nave umanitaria Mare Jonio con l’uomo che lo ha recuperato tra le onde. L’acqua del Mediterraneo sette anni dopo è ancora la stessa. Uguali le onde che sferzano la plastica dei gommoni, uguali la paura, le braccia che annaspano, le lacrime nascoste dei soccorritori. A Ibrahima Lo è bastato superare di poche miglia Lampedusa a bordo della nave umanitaria “Mare Jonio” per essere investito dai ricordi. Oggi è uno scrittore e lavora al Parlamento europeo ma nel 2017, a malapena sedicenne, a rischiare di annegare in quelle stesse acque c’era anche lui: “All’improvviso mi è tornato tutto in mente, i volti dei miei amici, la nave, i miei fratelli rimasti insieme ai pesci sul fondo del mare, l’urlo delle donne africane alla vista dei soccorsi, uguale a quello che avevo imparato da mia mamma quando ero piccolo in Senegal. È stato molto difficile per me tornare, ma anche una gioia. Abbiamo salvato 182 persone”.
di Hakim Zejjari
Il Domani, 30 agosto 2024
Criticato da entrambe le parti, per aver condannato l’attacco di Hamas e i bombardamenti della popolazione palestinese, lo scrittore ha presentato a Venezia un pamphlet contro l’odio scatenato dai terroristi e la riposta del governo israeliano. “L’accusa di antisemitismo appena si critica Israele è diventata una regola”, ha detto, “è una guerra difficile da spiegare, non è comprensibile né agli adulti né ai bambini”. Tra il Marocco e la Francia, Tahar Ben Jelloun ha vissuto mille e una vita. Filosofo, scrittore, poeta, pittore, giornalista... oggi di fronte agli orrori del conflitto israelo-palestinese non riesce a trattenere “L’urlo”: un pamphlet contro l’odio scatenato dai terroristi e la vendetta del governo israeliano che l’autore, presidente onorario del concorso cine letterario Bookciak azione!, ha presentato alle Giornate degli autori a Venezia 81.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 30 agosto 2024
“Lotto per il mio diritto di morire con dignità. Atto dovuto per tutti”. Martina Oppelli, 49 anni, affetta da sclerosi multipla, ha presentato un esposto per tortura contro l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Filomena Gallo dell’Associazione Luca Coscioni: “Le nega l’accesso alla morte volontaria e ignora la sentenza 135 della Corte Costituzionale”. “La tortura è un furto di umanità”, scrive l’Associazione Coscioni in un comunicato che annuncia: Martina Oppelli presenta in procura a Trieste un esposto per tortura e per rifiuto d’atti d’ufficio contro l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi). Martina Oppelli è un’architetta triestina, 49 anni. La sclerosi multipla progressiva si è presa quasi tutto di lei, tranne il pensiero e la parola. È “totalmente dipendente da macchinari, farmaci e assistenza continua per le sue funzioni vitali”, ma malgrado questo - dice l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni - l’Azienda sanitaria per la seconda volta le “nega l’accesso alla morte volontaria e ignora la recente sentenza 135 della Corte Costituzionale”, condannando Martina “a proseguire in una sofferenza senza fine”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 agosto 2024
È una storia sbagliata quella di Oussama Darkaoui, morto a 22 anni e mezzo nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza. Un luogo “disumano”, secondo quanto si legge nella relazione stilata a seguito di un’ispezione condotta dal Tavolo Asilo, l’insieme di associazioni impegnate nel garantire la protezione internazionale e il diritto all’immigrazione. Alla missione avevano partecipato anche tre parlamentari, quattro consiglieri regionali, oltre a medici, infermieri, avvocati e mediatori culturali, tutti intenzionati a capire cosa sia successo a Oussama. L’ultimo capitolo della sua breve vita si è svolto in questo luogo, dove il 5 agosto, pochi giorni prima dell’udienza che “con molta probabilità avrebbe decretato la sua libertà”, ci spiega l’avvocato Arturo Raffaele Covella, è morto in circostanze misteriose.
di Uski Audino e Grazia Longo
La Stampa, 30 agosto 2024
Scholz in pressing su Bruxelles per ripristinare il Trattato di Dublino. Il no del Viminale: “Non se ne parla prima del 2026”. Il governo di Berlino vuole tornare ad applicare integralmente il regolamento di Dublino e per farlo sta cercando la sponda della nuova Commissione europea. Sarà anche uno spot elettorale a uso interno a due giorni da determinanti elezioni in Sassonia e Turingia, e a una settimana dall’attentato di Solingen per mano di un rifugiato che sarebbe dovuto essere espulso. Ma tant’è. La pressione dell’opinione pubblica tedesca sul tema della sicurezza è enorme, soprattutto nell’ultima settimana, e non finirà d’improvviso all’indomani delle elezioni. Qualunque siano gli esiti. E questo potrebbe avere un’eco significativa nei rapporti tra Roma e Berlino. L’applicazione del regolamento sui migranti in vigore da oltre dieci anni - che prevede la presa in carico del procedimento d’asilo da parte del Paese di primo approdo - era stato sospeso in via unilaterale dall’Italia nei confronti della Germania a dicembre 2022 per la parte che riguarda il trasferimento in Italia di chi, registrato nel nostro Paese, fugge all’estero.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 agosto 2024
Ordinato il terzo fermo per la Geo Barents dopo cinque salvataggi. Ong costrette a scegliere tra soccorrere in tempo e rischiare la confisca. La connivenza delle autorità italiane con i miliziani libici è tale che Roma, per poter tener lontane dal Mediterraneo centrale le navi di soccorso e lasciare senza testimoni le scorribande libiche sulle motovedette fornite dall’Italia, ha bloccato per l’ennesima volta in porto una nave di soccorso accusandola di non aver rispettato durante un salvataggio le norme - contrarie al diritto internazionale - del decreto Piantedosi. E’ successo alla Geo Barents, di Medici senza frontiere. Accusata di non aver informato tempestivamente il Centro di comando delle capitanerie di porto di Roma durante la terza delle cinque operazioni di salvataggio fatte il 23 agosto.
agenzianova.com, 30 agosto 2024
Il sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt) ha chiesto al ministero della Giustizia della Tunisia di aprire un’indagine urgente e pubblica su presunti abusi perpetrati in carcere ai danni dei colleghi detenuti. Secondo il Snjt, il dicastero è “responsabile della protezione dei giornalisti incarcerati da tutte le pratiche che potrebbero incidere sulla loro integrità fisica e dignità umana”. Il sindacato denuncia, in un comunicato, presunti “abusi” e “violazioni” avvenuti presso il carcere femminile di Manouba, a Tunisi, nei confronti dell’avvocata e opinionista Sonia Dahmani. Secondo il sindacato, i fatti si sarebbero verificati mentre Dahmani si preparava a partecipare alla sua udienza in tribunale il 20 agosto 2024.
Avvenire, 30 agosto 2024
Seyyed Mohammad Mirmousavi era stato arrestato in un villaggio nella provincia di Gilan sul Mar Caspio. Una Ong ha svelato l’omicidio. Fermati 5 agenti. Il presidente Pezeshkian vuole chiarezza. Picchiato e torturato fino alla morte da agenti delle forze speciali in un centro di detenzione nel nord dell’Iran. Restano ancora poco chiari i motivi che hanno portato all’arresto di Seyyed Mohammad Mirmousavi ma sono invece esplicite le immagini del suo corpo tumefatto e sanguinante, dopo gli abusi da parte degli agenti mentre era in custodia.
La Repubblica, 30 agosto 2024
Dal Paese africano arrivano immagini e notizie che fanno letteralmente orrore e mostrano un conflitto che ha superato ogni limite immaginabile di violenza. Dalla guerra in Sudan non fanno che arrivare immagini e notizie che fanno orrore e mostrano un conflitto che ha già superato ogni limite immaginabile di violenza. Le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF) e i combattenti affiliati hanno giustiziato sommariamente, torturato e maltrattato le persone sotto la loro custodia e mutilato cadaveri: lo rende noto oggi Human Rights Watch (Hrw). I leader di entrambe le forze dovrebbero ordinare privatamente e pubblicamente la cessazione immediata di questi abusi e svolgere indagini efficaci e cooperare con gli investigatori internazionali, in particolare con la Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite per il Sudan.
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