di Costanza Oliva
Avvenire, 8 maggio 2024
Il “metodo Bukele” ha portato a detenzioni arbitrarie, soprattutto tra le comunità più povere, per un totale di 78mila arresti. Il rapporto: “In gran parte giovani tra i 18 e 30 anni”. Sono 327 i casi di sparizioni forzate, oltre 78mila detenzioni arbitrarie e almeno 244 morti sotto la “custodia” dello Stato. È il risultato di due anni di stato di emergenza in El Salvador, il più piccolo Paese dell’America Latina. Sistematiche violazioni dei diritti umani documentate da sei organizzazioni non governative in un rapporto che il 9 maggio verrà presentato al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 maggio 2024
“Più telefonate a casa per i detenuti”, aveva promesso il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nell’agosto del 2023 per far fronte all’emergenza suicidi. A gennaio del 2024, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, aveva ribadito l’impegno del governo in questa direzione durante una visita al carcere di Montorio, tristemente noto per l’alto numero di suicidi avvenuti al suo interno. Tuttavia, a un anno di distanza dalle promesse, nulla è stato fatto. I detenuti italiani continuano ad avere diritto a una sola telefonata a settimana della durata massima di 10 minuti, come stabilito dall’articolo 38 del regolamento penitenziario.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 maggio 2024
Emergenza carcere. Il direttivo chiede l’approvazione del ddl Giachetti. E pure Magistratura democratica. Notte di tensione al Beccaria. È “doveroso procedere celermente alla discussione e all’approvazione parlamentare di misure immediatamente deflattive del sovraffollamento, e facilmente applicabili, partendo dall’unica posposta al vaglio della Commissione Giustizia della Camera presentata dall’On. Giacchetti con cui si intende modificare l’istituto della liberazione anticipata nei termini grossomodo già sperimentati nel 2013, in conseguenza della condanna da parte della Cedu nel caso Torreggiani contro Italia”. Contrariamente a quanto sostenuto solo pochi giorni fa dal Garante nazionale dei detenuti, Felice Maurizio D’Ettore, il Portavoce e il Direttivo della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali dei detenuti hanno pubblicato ieri, in un documento ufficiale, il loro endorsement alla pdl sulla liberazione anticipata speciale che porta la prima firma del radicale Roberto Giachetti (Iv).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Tra le proposte contenute nel documento a firma di Samuele Ciambriello, Luca Muglia, Bruno Mellano, Veronica Valenti, Valentina Farina, Francesco Maisto e Valentina Calderone, ci sono provvedimenti urgenti da prendere in merito al sovraffollamento carcerario. Il Portavoce e il Direttivo della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, “ancora una volta, manifestano grande preoccupazione per la totale indifferenza della politica rispetto all’acuirsi dello stato di sofferenza dei detenuti e al peggioramento delle condizioni di vivibilità nelle carceri italiane.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 maggio 2024
La corrente progressista dell’Anm pone l’attenzione su una tematica già al centro del dibattito politico e invoca la rapida approvazione di un provvedimento legislativo sulla cosiddetta liberazione anticipata speciale. “Il tasso di sovraffollamento, il numero di suicidi, le criticità nell’assistenza sanitaria espongono le persone detenute e quelle che in carcere lavorano a una quotidianità che rischia di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene”. Lo scrive Magistratura democratica in un documento, ricordando che “lo stesso presidente della Repubblica ha sottolineato quanto sia indispensabile affrontare immediatamente la situazione, con l’adozione di interventi urgenti. È necessario riformare il sistema dell’esecuzione penale, in modo da poter riaffermare il volto costituzionale della pena e assicurare la dignità di ogni persona che si trova a vivere e lavorare in carcere”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Oggi il guardasigilli incontrerà a via Arenula il “sindacato” dei giudici, sabato interverrà al loro congresso: sono i due segnali che descrivono la strategia “pacificatoria” messa a punto da Meloni e dal suo ministro per evitare di fare la fine del Cavaliere. Tutto in poche ore. I comunicati di fuoco delle correnti contro la riforma. Il cambio di strategia di Carlo Nordio. La sua presenza al congresso Anm, prima esclusa e ora prevista. Fino all’appuntamento clou con il “sindacato” dei giudici, fissato per oggi alle 16. Ordine del giorno: la grande riforma costituzionale della giustizia, appunto. Una sfida delicatissima.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 maggio 2024
Mentre si parla dei massimi sistemi, come la separazione delle carriere e la riforma del Csm, si scopre che il ministro della Giustizia non è stato in grado in due anni di attuare la norma sui criteri generali per la trattazione delle notizie di reato. E’ tutta una grande attesa per la riforma epocale del ministro Nordio, che dovrebbe separare le carriere dei magistrati, ridefinire il ruolo del Csm e persino - si sussurra - toccare il principio di obbligatorietà dell’azione penale. Eppure, è dal giugno 2022 che il ministero della Giustizia è inadempiente rispetto all’attuazione di una delle norme più importanti introdotte dalla riforma Cartabia: quella secondo cui gli uffici di procura stabiliscono i criteri di priorità nella trattazione delle notizie di reato tenendo conto dei “criteri generali indicati dal Parlamento con legge”. A presentare il provvedimento al Parlamento per la sua approvazione dovrebbe essere proprio il ministro della Giustizia, anche in virtù del patrimonio conoscitivo di cui dispone grazie alle sue strutture rispetto al funzionamento dell’organizzazione giudiziaria. Eppure, come detto, è dal giugno 2022 che ciò non avviene. Un ritardo che chiama in causa soprattutto la figura di Carlo Nordio, diventato Guardasigilli nell’ottobre 2022 dopo le dimissioni del governo Draghi, avvenute a luglio. Chiariamo: non si tratta di una materia di interesse tecnico, tutt’altro.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 7 maggio 2024
La lentezza della giustizia ci costa uno o due punti di Pil ogni anno: così qualche giorno addietro il Ministro Nordio. Una quantificazione spesso ripetuta, in realtà priva di ogni riscontro da parte degli analisti economici, ma è certo che la lentezza delle nostre procedure incide sulla competitività del nostro paese. Concentrarsi sul recupero di efficienza del nostro sistema giustizia? Sulle difficoltà incontrate dal processo civile e dal processo penale telematico, sulla drammatica carenza di personale tecnico informatico, anche quello di base, mentre tanto si parla di intelligenza artificiale e di giustizia predittiva? Macché! Grandi riforme costituzionali: Pm separati dai giudici, un Csm diviso in sezioni oppure due Csm, sorteggio, temperato o secco, dei componenti magistrati e così via.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Dichiarazioni di fuoco da parte di Magistratura Indipendente e Unicost sulla linea scelta dal Governo Meloni per dividere i percorsi dei pubblici ministeri e dei giudici. “Apprendiamo da notizie di stampa che il governo avrebbe approvato le linee portanti della riforma costituzionale della Giustizia, con la previsione della separazione delle carriere, della istituzione di un’Alta Corte per il giudizio disciplinare dei magistrati, della elezione del Csm per sorteggio. Esprimiamo, in merito, la nostra forte preoccupazione e la nostra radicale contrarietà”. Lo scrivono in un documento la presidente e il segretario generale di Magistratura Indipendente, Loredana Miccichè e Claudio Galoppi, sottolineando che “separare le carriere significa allontanare definitivamente il pubblico ministero dalla cultura della giurisdizione. Significa creare un corpo autonomo di super poliziotti destinati alla sottoposizione inevitabile all’Esecutivo. Tutto questo - rilevano - si risolverà in un grave danno per i cittadini, per i loro diritti e per le loro libertà”.
di Angela Stella
L’Unità, 7 maggio 2024
Nordio cambia idea e annuncia che sarà al congresso dell’Anm a Palermo. Ma da Mi a Unicost, a Area, correnti compatte sul no alla riforma del ministro. Cambio di programma: il Ministro Nordio sarà sabato prossimo al Congresso dell’Anm a Palermo e oggi incontrerà anche la giunta e il Presidente del ‘sindacato’ delle toghe per parlare del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, riforma del Csm, sorteggio per i suoi membri e Alta Corte per il disciplinare. Dunque il Guardasigilli ha accolto la richiesta di dialogo e chissà se queste due iniziative gli consentiranno di ricevere una accoglienza meno fredda.
- Le carriere separate entrano in agenda. È la riscossa di Forza Italia
- “Sull’Alta Corte noi dem siamo pionieri, ma le idee del governo fanno paura”
- Giovanni Zaccaro (Area): “La separazione delle carriere è solo un vessillo ideologico”
- Claudio Galoppi (Mi): “La magistratura è unita contro la riforma Nordio”
- Sardegna. Più di mille detenuti senza direttore e carceri sovraffollate











