di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 6 maggio 2024
Daniela Giraudo è capodelegazione presso il Ccbe. La consigliera del Cnf ricorda la funzione sociale del difensore, quale “presidio indefettibile dello stato di diritto”. La recente iniziativa del CCBE ha un obiettivo molto preciso: porre all’attenzione dell’opinione pubblica dunque, non solo degli addetti ai lavori, ai giuristi - un tema fondamentale: il lavoro degli avvocati ha una rilevanza sociale. La difesa dei diritti si pone, soprattutto in questo periodo storico, come un baluardo della democrazia.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 maggio 2024
Il giovane era in Florida come studente. È stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. La madre: “Gli hanno tolto il sorriso e distrutto i sogni portandolo addirittura a tentare di togliersi la vita. È stato torturato”. Prima sbattuto con la faccia sull’asfalto e arrestato, poi portato in caserma e ammanettato a mani e piedi mentre viene tenuto schiacciato a terra per 13 minuti da quattro poliziotti. Il video dell’arresto a Miami dello studente italiano Matteo Falcinelli, 25 anni di Spoleto, è diventato un caso diplomatico. I fatti, resi noti solo in questi giorni con la pubblicazione del filmato ripreso con la bodycam da uno degli agenti, risalgono alla notte tra il 24 e il 25 febbraio scorso. Si vede il ragazzo fuori da una discoteca di Miami Beach che parla in modo concitato con gli agenti.
di Ines Tabusso
Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2024
Nel novembre 2023 una sentenza della Corte Suprema del Regno Unito aveva ritenuto illegale il piano del governo di deportare in Ruanda i richiedenti asilo, di qualsiasi nazionalità, arrivati illegalmente in Gran Bretagna. La sentenza si concentrava sul principio giuridico di non respingimento, conosciuto a livello internazionale come non-refoulement: si tratta di un principio fondamentale del diritto internazionale che vieta al paese che riceve richiedenti asilo di rimandarli in un paese in cui sarebbero in probabile pericolo di essere perseguitati per “razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2024
Quando vengono sottoscritti accordi con governi autoritari, c’è sempre qualcuno che sostiene che saranno un’importante occasione per favorire sviluppi, riforme e cambiamenti nel campo dei diritti umani. Implacabilmente, le autorità dell’Arabia Saudita continuano a smentire questa tesi. Così, pochi giorni dopo aver concluso il negoziato per la sponsorizzazione, da parte della Aramco (l’ente nazionale per gli idrocarburi), dei mondiali di calcio maschili del 2026 e di quelli femminili del 2027, da Riad è arrivata una terribile notizia.
di Mauro Del Corno
Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2024
Haiti, 11 milioni di abitanti, occupa circa la metà di Hispaniola, isola che divide con Santo Domingo. Oggi è un paese in preda ad una rovinosa crisi ma è anche qualcosa di più. Incarna la storia paradigmatica di un piccolo stato che ha pagato a carissimo prezzo il tentativo di emanciparsi dalle grandi potenze. Prima nazione al mondo ad essere sorta dalla rivolta degli schiavi contro gli sfruttatori francesi, nel 1804. La Francia “punirà” l’affronto per decenni, poi subentreranno gli Usa. Dall’estero sono stati finanziati e sostenuti spregiudicati dittatori, in cambio di una sottomissione di Haiti agli interessi delle aziende occidentale. L’amministrazione Nixon appoggiò il dittatore Baby Doc (fuggì dal paese su un aereo Usa nel 1986 con un bottino di 500 milioni di dollari), in cambio dell’apertura del paese agli investimenti americani, il mantenimento dei salari su livelli tra i più bassi al mondo e la violenta repressione di qualsiasi attività sindacale. L’amministrazione Clinton pretese l’eliminazione delle tariffe sull’import di riso, aprendo il mercato ai produttori statunitensi. Giusto per citare due casi. Ora, anche per i postumi del terribile terremoto del 2010, il paese è nel baratro. A questa storia e a rendere giustizia al popolo di Haiti è dedicato il libro “Aid State”, scritto dal ricercatore del Center for Economic and Policy Research, Jake Johnson, che abbiamo intervistato.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 5 maggio 2024
A Bettino Craxi piaceva, eccome. I Radicali l’hanno sottoposta agli italiani con un referendum. Per Silvio Berlusconi era l’eredità che avrebbe voluto lasciare al Paese. E pure la Bicamerale di Massimo D’Alema l’aveva tra i suoi punti qualificanti. Quella della riforma della giustizia, e in particolare della separazione delle carriere dei pm, è una storia lunga più di trent’anni. Una strada lastricata dalle promesse dei governi che - dal riordino del processo penale in Italia del 1989 - si è interrotta ben prima di riuscire a dividere per sempre il magistrato che accusa da quello che giudica.
di Angela Stella
L’Unità, 5 maggio 2024
Alla conferenza stampa in vista del congresso della prossima settimana, la magistratura abbassa i toni: “Speriamo di collaborare con Nordio”. Per adesso sarà tregua con il Governo. Poi si vedrà, qualora l’esecutivo e il Ministero della giustizia decidessero di andare dritti per la loro strada, senza sentire ragioni altrui, su separazione delle carriere, riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, Alta Corte per il disciplinare. È quanto emerso ieri nella conferenza stampa tenuta dall’Associazione Nazionale Magistrati per presentare il loro congresso che si terrà la prossima settimana a Palermo dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 maggio 2024
Il ministro non sarà all’assemblea dei magistrati a Palermo. Centristi favorevoli alla separazione delle carriere. Conte: “Ignobile scambio contro l’autonomia delle toghe”. Il Guardasigilli pm nella vita - “mi sento la toga addosso portata per 40 anni” - snobba le toghe. O forse ha paura dei fischi che potrebbero investirlo a Palermo. All’assemblea dell’Anm con un migliaio di giudici e pm che si sfogheranno contro un governo che li svilisce e li pesta. Ma Carlo Nordio - il “collega” - non ci va. Perché veste i panni del “carnefice” che firma la riforma più aborrita, la separazione delle carriere. Lui resta nella “sua” Venezia, dopo aver chiuso il G7 sulla giustizia. Un aereo di Stato potrebbe portarlo in Sicilia. “Farebbe in tempo”, dicono all’Anm con sorpresa. Lui è stato giù per il congresso di Area finito nel mirino di Crosetto perché “di sinistra”. Stavolta no. Non vuole sentire i “buuuhhh…” che il garbato presidente Giuseppe Santalucia di certo non solleciterebbe. Ci sarà Sergio Mattarella.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 5 maggio 2024
Santalucia (Anm): a rischio l’indipendenza. Il viceministro Sisto: balle, è garantita dalla Carta. “Sono molto contento che si sia deciso di presentare la separazione delle carriere che è una battaglia storica di Forza Italia che continuiamo a combattere e vogliamo portare a casa”. All’indomani del l’accordo sulla riforma costituzionale della giustizia, che prevede anche due Csm con i togati eletti per sorteggio e un’Alta corte per giudicare i magistrati, il vicepremier Antonio Tajani rimarca il risultato raggiunto. Dal quale, sembra dire agli alleati, indietro non si torna. La riforma “è una delle tre punte del cambiamento che vogliamo realizzare”, conclude il segretario azzurro.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 5 maggio 2024
La legge di rango costituzionale avrà un iter lungo circa un anno. Ma l’Anm è già pronta a scendere in campo, Santalucia: “Affonda il sistema che ha combattuto mafia e terrorismo”. É la mossa del cavallo, la trovata che scavalca gli ostacoli che finora avevano impedito un intervento in profondità sul “sistema Giustizia”. Ogni volta che si era ipotizzata una separazione per legge delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la istituzione di due Consigli superiori della magistratura, la reazione delle toghe era stata perentoria: non si può, non lo consente la Costituzione. La decisione del governo Meloni, assunta nel vertice di venerdì, di intervenire con una legge di riforma costituzionale azzera il problema. Se ci sono articoli della Costituzione che impediscono la separazione delle carriere, basta cambiare questi articoli: è questo, nella sostanza, l’uovo di Colombo partorito dal ministro Carlo Nordio e dal suo viceministro Francesco Paolo Sisto.
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