di Ottavia Firmani
Il Resto del Carlino, 29 agosto 2024
La delegazione degli azzurri arriva alla Casa circondariale. Il commento: “Alcune criticità ma non c’è sovraffollamento”. Ma il sindacato della polizia: “Siamo 136 e dovremmo essere in 153”. “Le criticità riscontrate riguardano il completamento della pianta organica della polizia penitenziaria e l’ampliamento dell’area sanitaria e delle relative risorse umane”. Questo il commento a caldo del responsabile nazionale dell’organizzazione di Forza Italia e coordinatore regionale delle Marche, Francesco Battistoni al termine della visita alla Casa circondariale di Ascoli al Marino del Tronto.
quotidianodigela.it, 29 agosto 2024
Una visita all’interno del carcere di Balate, per prendere contezza, concretamente, delle condizioni dei detenuti, specialmente in un periodo torrido come quello estivo. Questa mattina, su iniziativa dei legali della Camera penale “Eschilo”, una delegazione ha avuto modo di effettuare un accesso nella struttura detentiva. C’erano pure i senatori Pietro Lorefice e Ketty Damante e il deputato regionale Salvatore Scuvera. Quella di Balate è una condizione, in generale, che non desta troppi problemi rispetto invece a quanto si registra in altre strutture siciliane e del resto d’Italia.
avveniredicalabria.it, 29 agosto 2024
È stato firmato nei giorni scorsi a Potenza un protocollo d’intesa tra la casa circondariale di Potenza “Antonio Santoro”, rappresentata dal direttore Paolo Pastena, e la Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, rappresentata dal direttore Marina Buoncristiano, avente ad oggetto un sano e proficuo reinserimento sociale dei condannati e degli internati favorendo lo svolgimento di lavori socialmente utili o di pubblica utilità volontaria e gratuita durante l’espiazione della pena o della misura di sicurezza, anche al fine di garantire l’acquisizione di competenze e conoscenze professionali utilmente spendibili nella delicata e fondamentale fase post-detentiva.
Il Dubbio, 29 agosto 2024
Sbarre di Zucchero organizza una marcia, per domenica 22 settembre dalle 10.30, da Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro, per combattere, come si legge nel loro comunicato, “un carcere che uccide, rendendolo un percorso per una nuova vita e un futuro di dignità”. “La situazione penitenziaria - si legge nel comunicato della manifestazione - è davanti agli occhi di tutti, tra suicidi riusciti (già 67) e sventati, atti di autolesionismo, proteste o vere e proprie rivolte.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 29 agosto 2024
Un nuovo Polo universitario penitenziario si aggiunge ai tanti già esistenti in Italia, con la designazione ufficiale - da parte del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Emilia Romagna e Marche (Prap) - della sede attiva presso la casa circondariale di Ferrara “Costantino Satta”. Nell’istituto estense in realtà iniziative per l’attuazione del diritto allo studio sono presenti, in via sperimentale, già dal 2015, anno delle prime iscrizioni. Oggi sono 12 i detenuti che frequentano 8 corsi universitari in base a convenzioni con l’Ateneo ferrarese.
di Carlo Vulpio
Corriere della Sera, 29 agosto 2024
“Prima della sua morte mai ricoverato in ospedale”. Il documento in esclusiva che smentisce autorità, medici e la direttrice del Centro: “Non risulta alcun ricovero e/o accesso in pronto soccorso e/o ambulatoriale inerente a Darkaoui Oussama”. La morte di Oussama Darkaoui, il ventiduenne marocchino deceduto il 4 agosto scorso nel Cpr (Centro per i rimpatri) di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, appare sempre meno un “giallo” e sempre più un castello di bugie. L’ultima in ordine di tempo, ma fondamentale per comprendere i fatti, riguarda il “profilo” che, subito dopo la morte di Oussama, si è voluto costruire di lui. Non potendolo descrivere come un criminale - il ragazzo non aveva alcun precedente penale ed è finito nel Cpr solo perché non aveva il permesso di soggiorno, per il quale sua zia Massira Harmouch, a Sondrio, stava cercando di mettere insieme la documentazione necessaria - lo si è dipinto come una persona instabile, psicolabile, autore di atti di autolesionismo che ne hanno reso necessario il ricovero.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 agosto 2024
Contrasti giudiziari a Palermo su sei migranti: cinque le persone rimesse in libertà, una quella trattenuta. “Piccole Apostolico crescono - Tornano i giudici salva-clandestini - Giudici ancora contro il decreto Cutro - Magistrati scarcerano 5 irregolari in un giorno - Giudici liberano clandestini”: questi sono i titoli che abbiamo letto ieri nella rassegna stampa dei giornali vicini alla destra di governo che hanno puntato il dito contro quanto in parte accaduto al Tribunale civile di Palermo. I fatti. Stesso provvedimento del Questore che decide il trattenimento per sei migranti sbarcati illegalmente a Lampedusa, stesso tribunale, stessa sezione specializzata in materia di immigrazione, ma decisioni diverse. Anzi diametralmente opposte.
di Fabio Amendolara
La Verità, 29 agosto 2024
Il giudice Apostolico ha fatto scuola. Da quando è in vigore il decreto Cutro che accelera i rimpatri, sono state respinte 26 richieste su 28. E i ricorsi contro la mancata protezione ora sono quasi sempre accolti. Con gli ultimi provvedimenti giudiziari della Sezione immigrazione del Tribunale di Palermo salgono a 26 le richieste di trattenimento per immigrati (quasi tutti inizialmente diventati irreperibili, poi rintracciati, hanno presentato richiesta di protezione che è stata respinta, tranne uno che è stato arrestato) annullate da quando è in vigore il Decreto Cutro. Due soli gli accoglimenti, uno dei quali, peraltro, da un altro giudice della stessa Sezione palermitana e con le stesse caratteristiche di quelli rigettati. Un cortocircuito giudiziario. Che appare particolarmente orientato ideologicamente.
di Marina Corradi
Avvenire, 29 agosto 2024
“Quello che uccide i migranti è la nostra indifferenza” ha detto Francesco. È tempo di decidere: siamo quelli di “aiutiamoli a casa loro”? O quelli della paura, quelli che “diverso non lo vogliamo”? Era previsto che parlasse d’altro. Ma si è affacciato su piazza San Pietro, sulla folla dell’Udienza, avendo addosso qualcosa di urgente da dire. Da dire ancora. L’ha già detto molte volte, e in molti modi. Ma ieri, si direbbe, era un dolore opprimente. “Oggi voglio soffermarmi su questo dolore”, ha esordito. “Desidero fermarmi con voi a pensare alle persone che - anche in questo momento - stanno attraversando mari e deserti per raggiungere una terra dove vivere in pace”.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 29 agosto 2024
Farebbe molto male Meloni, alla vigilia del vertice di maggioranza di domani, a trascurare il monito del Papa sui migranti e sui “respingimenti”, parola che Francesco ha messo all’indice e che invece è nel linguaggio corrente del governo, tal che uno dei progetti che l’esecutivo persegue, sia pure con tempi rallentati, è quello dell’invio dei clandestini in Albania in edifici costruiti apposta con la collaborazione del primo ministro albanese Rama. Sarebbe sbagliato far finta di non aver ascoltato il Pontefice, non tanto per l’argomento che, si sa, gli sta a cuore, tanto da aver cominciato il suo pontificato con un viaggio a Lampedusa, ma perché rappresenta un chiaro avviso rivolto al governo dopo la disponibilità manifestata a luglio con la partecipazione al primo G7 presieduto da Meloni in Puglia.









