di Erika Pontini e Sara Minciaroni
La Nazione, 5 maggio 2024
Il calvario di Matteo Falcinelli, 25 anni, in Florida per frequentare un Master. Le violenze riprese dalle bodycam degli stessi agenti. Prima l’hanno sbattuto a terra premendogli il volto contro l’asfalto con il ginocchio dell’agente premuto contro il collo, la stessa manovra che in Minnesota uccise l’afroamericano George Floyd, e l’hanno arrestato. Poi, una volta in una cella di transito alla stazione di polizia di North Miami Beach, in quattro lo hanno incaprettato sottoponendolo all’Hogtie restraint. Con una cinghia hanno legato i piedi alle manette dietro la schiena e tirato, tirato tra urla strazianti e sovrumane fino a quando Matteo Falcinelli, studente italiano di 25 anni, li ha supplicati di smettere perché si sentiva letteralmente spezzare. “Please, please, please” parole pronunciate con un filo di voce tra lacrime e strazi indicibili. E cosi, con il rischio di morire, lo hanno lasciato per più di tredici minuti, quando qualcuno in quella posizione smette di respirare appena dopo 150 secondi.
di Edmondo Bruti Liberati
Corriere della Sera, 4 maggio 2024
I detenuti sono oltre 61.000, diecimila in più rispetto alla capienza ufficiale. Il tragico bollettino dei suicidi ci riporta 70 morti l’anno scorso e già 30 nel 2024. Le gravissime sistematiche violenze nei confronti dei detenuti minori del Carcere Beccaria di Milano sono l’ultima spia di una situazione di crisi nella gestione degli istituti penitenziari italiani. Il numero dei detenuti ha raggiunto la cifra record di oltre 61.000, diecimila in più rispetto alla capienza ufficiale. Il tragico bollettino dei suicidi ci riporta 70 morti lo scorso anno e 30 nei primi mesi di questo anno. La situazione ha raggiunto un livello non più tollerabile anche a fronte delle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Le pene (e tanto più le detenzioni cautelari) ammonisce la Costituzione “non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”. Il ricorso al carcere è purtroppo una necessità, ma ogni sforzo deve essere fatto per limitarlo.
di Glauco Giostra
Avvenire, 4 maggio 2024
Se affidassimo all’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, il compito di redigere un rapporto sullo stato delle nostre carceri ci consegnerebbe un referto di severissima censura (salvo che per rare e lodevoli eccezioni): in questa sorta di stabulario di Stato sono ristretti, in condizioni spesso inaccettabili anche per animali in cattività, detenuti frequentemente imbottiti di psicofarmaci, che ricorrono sovente all’autolesionismo per richiamare l’attenzione sull’insostenibilità della loro condizione, rassegnandosi non di rado al suicidio quando non riescono ad accettarla. Una situazione che il Capo dello Stato definiva, già all’inizio di questo suo ultimo mandato, lesiva della dignità del Paese e che da allora si è ulteriormente aggravata.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 4 maggio 2024
Con la sentenza Torreggiani del 8 gennaio 2013 la Corte europea per i diritti dell’uomo condannava l’Italia per le condizioni inumane e degradanti delle carceri. Non era difficile immaginarlo, mi dicevo mentre stavo appollaiato al terzo piano del letto a castello in una cella del carcere di Busto Arsizio. Per starsene in piedi, o seduti, era necessario organizzare i turni: lo spazio non consentiva ai tre “concellini” di poterlo fare contemporaneamente. La ministra della Giustizia dell’epoca, Paola Severino, si disse “profondamente avvilita, ma non stupita” per la condanna di Strasburgo. Cosa è cambiato da allora?
di Francesco Lo Piccolo*
L’Unità, 4 maggio 2024
Il 23 aprile ho partecipato alle visite di Nessuno tocchi Caino e delle Camere Penali alle Case circondariali di Chieti e Pescara. Conosco bene i due istituti perché è dal 2008 che vi entro come volontario di “Voci di dentro”. Ma questa volta è stato diverso perché non ho incontrato le persone detenute nelle stanze allestite per i laboratori di scrittura o teatro. Questa volta li ho incontrati nel loro habitat, nelle celle e nelle sezioni. Ed è stato un pugno allo stomaco. Ho visto il carcere in tutta la sua oscenità, in tutto il suo orrore. Lo dicono i numeri: 130 detenuti a fronte di 70 posti a Chieti e 400 detenuti a fronte di 276 posti a Pescara; ma soprattutto lo svelano le grate alle finestre ai piani terra per evitare che entrino i topi, le muffe al soffitto nei gabinetti e in molte camere, i secchi sotto i lavandini per raccogliere l’acqua che fuoriesce dalle tubature, la mancanza di luce e di areazione.
di Sara Manfuso
La Notizia, 4 maggio 2024
Dinanzi ai soprusi e alla violenza la sete di giustizia diventa così forte da potersi tramutare beffardamente nel suo opposto, diventando così essa stessa ingiustizia. Questa elementare verità dovrebbe orientare i giudizi e le analisi nei giorni in cui - dopo i drammatici fatti consumatisi nelle mura dell’Istituto per minori (Ipm) Beccaria - ritorna prepotente sulla scena nazionale il tema delle carceri minorili e della difficile condizione in cui versano i detenuti ma anche, ed è questo il punto, gli agenti della Polizia penitenziaria che vi operano.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 4 maggio 2024
Obiettivo: licenziare entro le europee la riforma voluta da Forza Italia, aprendo un canale di comunicazione con la magistratura. Un’ora di colloquio con la presidente del Consiglio, a Palazzo Chigi, assieme al suo vice Francesco Paolo Sisto, ai sottosegretari Delmastro e Ostellari e alla presenza dei presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Per Carlo Nordio e per la più volte annunciata riforma della giustizia, nella sua parte più sostanziosa riservata alla separazione delle carriere dei magistrati, sembra avvicinarsi la fatidica “Ora x”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 4 maggio 2024
Vertice Meloni-Nordio: previsti due Csm e un’Alta corte esterna che valuti l’operato dei giudici. Carriere separate per i magistrati, con due concorsi diversi per diventare giudice o pm. Due Csm distinti, per essere valutati, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, ma con i togati scelti per sorteggio. Più un’Alta Corte esterna al Csm per sanzionare chi ha sbagliato. Il via libera politico alla riforma costituzionale della Giustizia ora c’è. Riuniti a palazzo Chigi, in un vertice presieduto dalla premier Giorgia Meloni, il sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto, i sottosegretari Andrea Delmastro e Andrea Ostellari, la presidente della commissione giustizia del Senato, Giulia Bongiorno e l’omologo alla Camera, Ciro Maschio e i responsabili giustizia di tutto il centrodestra, hanno dato l’ok a un disegno di legge costituzionale che cambia volto al nostro sistema giudiziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 maggio 2024
Il sindacato delle toghe cambia postura e apre al dialogo con il guardasigilli in vista del prossimo congresso di Palermo. Dialogare senza contrapposizioni sterili ma tenendo fermo il diritto di esprimere il proprio punto di vista in merito alle riforme: è questa la linea che per adesso l’Anm intende mantenere nei confronti del governo. È quanto emerso ieri durante la conferenza stampa di presentazione da parte del “sindacato” delle toghe del Congresso che si terrà la prossima settimana a Palermo. “Auspichiamo un confronto con il ministro Nordio sulla riforma della Giustizia, almeno prima che diventi legge, per un contributo tecnico. Scelga lui se prima o dopo il Cdm” ha detto infatti il presidente Giuseppe Santalucia in merito al ddl costituzionale che l’Esecutivo sta per licenziare. Sul fatto che molto probabilmente il ministro Nordio non sarà presente all’assemblea, nessuna polemica: “ci dispiace se non sarà presente” visto il suo impegno al G7 della giustizia, tuttavia “saremmo felici se potesse venire in uno dei tre giorni” ha risposto Santalucia alla nostra sollecitazione su questo.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 maggio 2024
Le toghe a Palermo dal 10 al 12 maggio, sarà presente anche Mattarella. Nordio, intanto, va a Palazzo Chigi. “La magistratura non è antagonista del governo”. Così Giuseppe Santalucia presenta il congresso dell’organizzazione che presiede, l’Associazione nazionale magistrati, in programma da venerdì prossimo a Palermo, con Mattarella che sarà presente il giorno dell’inaugurazione, mentre il ministro Nordio potrebbe dare forait, impegnato a Venezia per il G7 della giustizia. Il titolo del 36° congresso dell’Anm è tutto un programma: “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”. Sullo sfondo si sentono gli echi del caso Apostolico e di quello di Artem Uss, con tanto di ispezione ministeriale alla procura di Milano. “Dobbiamo capire come prevenire il pericolo di non apparire imparziali - ha detto ancora Santalucia -. Il mestiere di magistrato è un lavoro complesso e va data fiducia alla magistratura”.
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