sulpanaro.net, 28 agosto 2024
“Secondo gli ultimi dati, ben il 45% della popolazione carceraria al Sant’Anna risulta essere tossicodipendente. Questo ben fa capire come possa essere difficile e delicata la gestione da parte degli operatori che sono chiamati a gestire 554 detenuti su una capienza di 372. Solo pochi giorni fa un detenuto ha aggredito cinque agenti penitenziari, tra cui il comandante di reparto. Un altro detenuto extracomunitario, dopo aver inveito contro l’infermiera, si è scagliato contro un poliziotto in servizio colpendolo al volto e facendolo finire in ospedale. I sindacati da mesi, se non da anni, denunciano la situazione esplosiva all’interno del carcere Sant’Anna, facendo presente come siano arrivati negli ultimi due mesi oltre venticinque detenuti provenienti da altre strutture per motivi di ordine e sicurezza e come il sovraffollamento da una parte e la carenza di organico dall’altra stiano causando situazioni ad alta tensione e quindi ad alto rischio. È ora di dire basta: occorre un tavolo di confronto concreto che metta a sedere tutte le parti coinvolte per trovare soluzioni concrete che FI propone da tempo. Faremo un sit in davanti al carcere affinché le risposte non tardino ad arrivare”.
agenparl.eu, 28 agosto 2024
“La casa di reclusione di Turi, in cui sono ospitati solo detenuti con pena definitiva, rispetta a pieno il concetto di dignità nell’espiazione della pena. La pena deve essere afflittiva, certo, ma il detenuto deve essere in condizioni di non deprimersi, con il conseguente rischio di atti autolesionistici, e di non provare sdegno per la condizione in cui versa, a pena di propensione all’aggressività. Serve un contesto dignitoso e in questo senso l’iniziativa “Estate in carcere”, promossa da Forza Italia e voluta dal segretario nazionale Tajani, sta dando frutti importanti, con una mappatura che ha un valore non solo ricognitivo ma anche operativo, grazie alla segnalazione di piccoli ma importanti interventi che possono dare un grande sollievo ai detenuti”. Così il vice ministro alla Giustizia e senatore azzurro Francesco Paolo Sisto al termine della visita al carcere di Turi. “A Turi c’è un ottimo rapporto tra detenuti e polizia penitenziaria e non si registrano carenze significative né igieniche né relative all’organico, se non sul fronte sanitario, dove c’è un solo medico che, incredibilmente, fa turni incerti. C’è poi bisogno di incrementare i percorsi rieducativi. Ne ho già parlato con il sindaco Giuseppe De Tommaso che si è impegnato a portare il tema al mondo dell’imprenditoria locale per implementare laboratori che possano consentire l’avvio dei detenuti all’attività lavorativa”, ha concluso.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 28 agosto 2024
Niente carcere. I servizi sociali del Comune di Milano lo hanno avviato all’unità di etnopsichiatria del Centro Sammartini, e il giovane ha un temporaneo permesso di soggiorno per motivi di cura in un centro di accoglienza. Di cosa sia fatta larga parte dell’umanità che popola le carceri è difficile avere idea dentro le asettiche statistiche, che pur segnalano sempre aritmeticamente maggiore la presenza di detenuti con tre caratteristiche quali l’essere straniero, avere a che fare con la droga, e accusare seri problemi di salute. Poi una mattina, in quella specie di incrocio tra un girone infernale e un avamposto di pronto soccorso sociale che sono diventate le udienze dei processi “per direttissima” in Tribunale, nelle quali davanti ai giudici vengono portate le persone arrestate per strada nelle 24 ore precedenti, ecco il passaggio dallo schema teorico all’individuo in carne e ossa: quello che martedì alla giudice giura di essere finito a fare lo spacciatore perché “senza braccio non mi assume nessuno”.
lavocediasti.it, 28 agosto 2024
Il vicepresidente, l’astigiano Alessandro Durando: “Occorre fare rete sul territorio, perché di fronte al problema carcerario serve una risposta corale”. In Italia sono due su tre i detenuti che, una volta in libertà, tornano a commettere reati. Una percentuale altissima, pari a circa il 70%, che contribuisce in modo decisivo all’annoso problema del sovraffollamento nelle carceri del nostro Paese. Eppure uno strumento per arginare questa difficoltà esiste: si tratta del lavoro. I dati Cnel più recenti (2023) mostrano infatti che, laddove i detenuti hanno l’opportunità di lavorare per scontare la pena e, al contempo, tracciare la via per reinserirsi nella società, il tasso di recidiva si abbassa drasticamente al 2%.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 agosto 2024
“L’ascolto smarrito” e “Salvate dai pesci”, entrambi editi da Castelvecchi. “Trovo dentro me come cipolla/ E infatti possiedo tanti strati/ Così tanti che per me è difficile scriverli./ Sono buono ma anche cattivo/ Giusto ma anche sbagliato/ Onesto ma anche bugiardo/ Coraggioso ma fifone/ Determinato ma anche no/ Amo il bene, ma adoro il male/ Sono tutto quello che voglio essere./ Forse un giorno capirò…”. È dall’”Ascolto” di se stessi e degli altri, di chi ha sbagliato e di chi ha subito l’errore, delle vittime e dei carnefici, dell’essere e del voler essere, che nascono testi come questi, scritto da uno dei ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni (Ipm) “Malaspina” di Palermo. Perché a sentire sono bravi tutti ma ascoltare è altra cosa. È cura collettiva. Così, nel 2023, nell’ambito della prima edizione del Curae Festival di Pontremoli, “il primo festival italiano dedicato alla giustizia minorile che propone di intrecciare i temi del teatro, della mediazione e della giustizia riparativa”, sono stati realizzati laboratori di scrittura con i giovani detenuti di dieci Ipm italiani: Acireale, Airola, Bari, Bologna, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Milano, Palermo e Pontremoli.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 28 agosto 2024
Come prevenire la dipendenza dalle droghe nei figli? Come capire se ci sono segnali preoccupanti? Intervista alla psicoanalista Laura Pigozzi autrice del libro “L’età dello sballo”. Il dilagare tra gli adolescenti del consumo di sostanze stupefacenti (dalla cannabis alla cocaina e alle droghe sintetiche, come ecstasy e anfetamine), oltre che di psicofarmaci senza prescrizione medica, e di altri comportamenti problematici, legati a un rapporto alterato con il cibo, all’abuso di alcol, di videogiochi e gioco d’azzardo, costringe a una riflessione profonda sul perché le nuove generazioni, rispetto a quelle precedenti, siano più esposte al rischio di sviluppare condizioni di dipendenza da sostanze o situazioni (e anche persone) dannose per la propria salute fisica e mentale. Nel libro intitolato “L’età dello sballo” (edito da Rizzoli), in uscita il 27 agosto, Laura Pigozzi, psicoanalista specializzata nel trattamento di minori e famiglie, partendo dall’uso diffuso di stupefacenti tra i giovani (come testimoniano i dati contenuti nell’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia) e dai disturbi correlati ad essi, prova a comprendere i motivi che spingono i ragazzi ad aggrapparsi alla droga in cerca di un godimento immediato e assoluto, indicando ai genitori la strada per aiutare i figli a crescere in autonomia senza farsi del male.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 agosto 2024
Intervista all’avvocato e professore Salvatore Sica, ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi di Salerno. Le regole, tanto nella vita reale quanto sulle piattaforme social, sono la base per evitare che si creino zone opache, con la possibilità che alcuni soggetti o gruppi di persone si muovano indisturbati e commettano illeciti. Parte da questa riflessione l’avvocato e professore Salvatore Sica, ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi di Salerno, nel commentare l’arresto in Francia del fondatore di Telegram, Pavel Durov.
di Denise Amerini e Stefano Vecchio
Il Manifesto, 28 agosto 2024
Abbiamo aderito come Cgil e Forum Droghe con convinzione all’Appello “Fermare una tragica nostalgia di manicomio, e reagire” lanciato dalla società civile contro il Disegno di legge numero 1179/2024, presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Zaffini e sottoscritto da altri 24 senatori della Repubblica. Come scritto nell’appello ritornerebbero le “misure di sicurezza” speciali, che riportano ai tempi di una psichiatria manicomiale controllata dal ministero dell’interno e dal potere giudiziario, mentre con lo sdoganamento delle “misure e trattamenti coattivi fisici, farmacologici e ambientali” si evoca in qualche modo il regolamento manicomiale del 1909. Il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) raddoppierebbe la durata a 15 giorni, “prolungabile”. Invece di potenziare i servizi territoriali previsti dalla legge 180, il ddl punta all’aumento del numero dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) ospedalieri.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 agosto 2024
A rischio i Centri in Albania. “Paesi sicuri”. Secondo giro di convalide dei trattenimenti: il tribunale di Palermo ne rifiuta cinque su cinque. Dietro le sbarre resta solo un ragazzo tunisino. Tutti liberi. Il tribunale di Palermo non ha convalidato il trattenimento dei cinque richiedenti asilo tunisini che sabato scorso erano stati rinchiusi nel centro di Porto Empedocle. Quel giorno il questore di Agrigento aveva disposto la misura di privazione della libertà personale nell’ambito delle procedure accelerate di frontiera per la protezione internazionale. Lunedì il provvedimento era stato trasmesso alla corte del capoluogo siciliano dove ieri si sono svolte le udienze. Si tratta di un altro duro colpo all’obiettivo del governo di mettere dietro le sbarre i richiedenti che vengono da paese di origine ritenuti “sicuri”. Come vorrebbe fare anche nei centri in Albania.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 28 agosto 2024
La proposta di Tajani sembra a prima vista migliorativa rispetto alle disposizioni vigenti. Tuttavia, i vantaggi paiono compensati da un elemento di gravosità ulteriore rispetto alla legge attuale. Lo ius scholae avrebbe meritato tutt’altro dibattito rispetto alle schermaglie di questi giorni. Il tema pare volto più a colmare settimane estive di vuoto politico che a giungere a una soluzione condivisa da perseguire in concreto. Lo stesso Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, che ha avanzato la proposta al Meeting di Rimini, ora afferma che lo ius scholae non è una priorità. Ma parlarne è necessario. Significa sentire l’esigenza, da un lato, di valorizzare l’integrazione di minori stranieri cresciuti in Italia e che studino nel territorio nazionale; dall’altro, di evitare fenomeni di marginalità ed esclusione sociale.
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