di Nicola Bianchi
Il Resto del Carlino, 27 agosto 2024
Il Garante: “Buona notizia. Ma non risolve i problemi”. Arrivato l’ok del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria al nuovo polo. Il referente regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri: “Proposta di altissimo livello. Ma il limite è fornire un certificato di qualità a pochi. Troppo analfabetismo”. Molto bene l’ok al futuro polo penitenziario di via Arginone, ma non sarà questo a risolvere i problemi con i quali lo stesso istituto combatte ogni singolo giorno. E il garante regionale dei detenuti dell’Emilia Romagna, Roberto Cavalieri, lo sa molto bene e non si nasconde. “I poli universitari penitenziari - dice subito - in Italia sono tantissimi e sono di altissimo livello le loro proposte trattamentali. Ma hanno un limite molto grosso”.
di Gabriele Farina
quotidianopiemontese.it, 27 agosto 2024
In carcere, il mese di agosto è un lasso di [non]tempo ancora più difficile da far passare, durante il quale l’ordinaria routine delle attività (scuola, corsi, laboratori, etc.) si sospende. La situazione nelle carceri italiane è drammatica e ve ne diamo conto ormai quasi quotidianamente, anche solo limitatamente a quanto accade nelle carceri del Piemonte. Sovraffollamento e personale insufficiente hanno portato ad una situazione estrema diffusa, che ha bisogno di urgente soluzione. Solo qualche giorno fa vi abbiamo proposto un’intervista con la garante dei detenuti Monica Gallo.
vitatrentina.it, 27 agosto 2024
Anche quest’anno, per la settima edizione, anche Fondazione Caritro ha aderito a “Per Aspera ad Astra: riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, il progetto di Acri che dal 2018 ha portato percorsi di formazione professionale nei mestieri del teatro in più di venti carceri italiane, coinvolgendo oltre mille detenuti. Tra le 16 compagnie che partecipano c’è anche la trentina Finisterrae Teatri, con Camilla da Vico e Giacomo Anderle, che a Trento nel carcere di Spini di Gardolo è riuscita a coinvolgere in un unico progetto teatrale detenuti comuni, detenuti in regime protetto e femminile.
di Anna Foti
ilreggino.it, 27 agosto 2024
Paola Schipani e Romina Arena raccontano l’esperienza del loro servizio che non si è fermato: “Quando fuori si va in ferie, come quando ricorrono le festività, la nostra attività è ancora più di sostegno perché chi vive ristretto fa molta più fatica”. “Quando una persona ritrova una parola che ad un certo punto della vita aveva smesso di pronunciare o conosce una parola nuova, ecco per noi quello è un traguardo pieno di nuove opportunità come quella di ritrovare un sentimento o intravedere una possibilità di immaginare, di liberare la propria fantasia. Il testo che leggiamo in carcere è un pretesto per far accadere la cosa per noi più importante: fare precipitare nel centro del cerchio il vissuto delle persone che lo compongono, ossia i detenuti.
di Flavia Amabile
La Stampa, 27 agosto 2024
Mentre centinaia di migliaia di ragazzi cresciuti in Italia attendono di essere riconosciuti. Ogni anno circa 85mila residenti all’estero ottengono il documento. Molti non conoscono nemmeno la lingua. Italiani per discendenza, senza aver seguito particolari percorsi per dimostrare il loro amore per il Bel Paese come vorrebbe il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, né glielo ha ordinato il medico come sottolinea con fastidio Roberto Vannacci, parlamentare europeo della Lega. Sono italiani per diritto di sangue, perché hanno un antenato che arrivava dal Piemonte, dal Veneto, dalla Sicilia o da una delle altre terre di grande emigrazione, e hanno deciso di far valere le loro origini. L’unica condizione è che l’antenato italiano sia morto dopo il 17 marzo 1861 (data della proclamazione del Regno D’Italia) e che la catena di trasmissione della cittadinanza non si sia mai interrotta per naturalizzazione o per rinuncia di uno degli ascendenti prima della nascita dei figli.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 27 agosto 2024
L’ex parlamentare Pd preoccupato dalla lista del Nuovo Pci e dalle iniziative antiebraiche “Le guerre in Medio Oriente sono solo alibi, assurdo che Liliana Segre viva sotto scorta”. Emanuele Fiano, per quattro legislature in parlamento con il Pd, di cui è stato anche portavoce nazionale, dedica il suo impegno alla memoria. Nel gennaio 2021 ha pubblicato il libro “Il profumo di mio padre. Nel 2022 Ebreo”, che racconta del rapporto con il padre, Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Una storia personale dentro una storia senza fine, su cosa vuol dire essere ebrei oggi in Italia.
di Antonio Nicita*
L’Unità, 27 agosto 2024
Il governo lo chiama “Centro trattenimenti” ma quello di Agrigento è un carcere di afa e lamiera, che calpesta i diritti umani e di difesa. Il nuovo Centro Trattenimenti dei migranti che il Governo ha realizzato in tutta fretta a Porto Empedocle nella settimana di Ferragosto è un pezzo di asfalto a forma di triangolo isoscele subito fuori il porto e subito prima di una spiaggia piena di bagnanti. Il Centro è di fatto adiacente all’enorme e vuoto hot spot, ma separato da una doppia fila di alte recinsioni di acciaio. vuoto al momento del mio arrivo, nel pomeriggio di un sabato agostano. Ci sono diversi container contenenti 6 posti ciascuno con letti a castello, una portafinestra, un container esterno per docce e toilette. Lo spazio di asfalto che circonda i container è veramente ristretto ed è inimmaginabile che possano starci, a regime, 70 persone.
di Carlo Vulpio
Corriere della Sera, 27 agosto 2024
Il 22enne morto nel Cpr di Potenza. La madre in Marocco, i parenti a Sondrio e a Cuneo: “Mi hanno detto che è stato picchiato selvaggiamente, e che per farlo rinvenire gli è stata fatta un’iniezione. Lo hanno visto scuotersi e morire lì, a terra”. Non si può morire così. Non puoi abbandonare il Marocco che non hai nemmeno 18 anni, come hai fatto tu, Oussama Darkaoui, per inseguire il sogno di diventare un calciatore perché eri molto bravo con il pallone, tanto che ti chiamavano Messi, poi sopravvivere attraversando l’Europa per quattro anni e infine arrivare in Italia e morire proprio all’ultimo miglio, il 4 agosto 2024, a 22 anni e mezzo, a Palazzo San Gervasio, Potenza. In un Cpr, ossia un Centro per i rimpatri, che altro non è che un campo di detenzione. Partisti senza soldi in tasca e con solo un fagotto da Mouhammadia, 25 chilometri da Casablanca, nel 2019, all’inizio dell’era Covid. Raggiungesti Tangeri, scavalcasti la recinzione metallica del grande e moderno porto Tangeri Med e ti attaccasti sotto alla pancia di un camion che salì a bordo di una nave diretta a Tarifa o ad Algeciras, in Spagna. Qui, prima a Lugo, nell’estremo nord, e poi a Madrid, tenesti duro in due centri per immigrati - che tuttavia non sono come i nostri Cpr, sottratti persino alle norme dell’ordinamento penitenziario -, perché la tua meta finale era l’Italia, Sondrio, dove vive tua zia Massira, la sorella di tua madre Leila Harmouch, che ora non finisce mai di piangerti.
di Gabriele Lodetti
La Stampa, 27 agosto 2024
La mattina del 23 agosto ho ricevuto la proposta di partecipare alla diciottesima missione della Mare Jonio. Non ho esitato, d’altronde supporto Mediterranea fin dagli esordi e questa mi è sembrata un’ottima occasione per sostenere la lotta che portano avanti con il mio corpo oltre che con le mie idee. Quando il sole si è ritirato mi trovavo già su un aereo diretto a Trapani. I primi contatti con Mediterranea li ho avuti all’interno di Spin Time Labs, un’occupazione abitativa romana, che ormai da 4 anni sostengo come suo attivista. Uno degli aspetti che più apprezzo di Spin Time è la sua capacità di accogliere le differenze e di raccogliere in un unico cerchio le diverse parti che compongono la nostra società civile, dagli attivisti dei movimenti ai sindacati, dalla chiesa alle associazioni come Mediterranea, dai migranti agli italiani in cerca di una casa; come piace dire a noi del palazzo “Spin Time raccoglie tutte le persone disposte a sognare insieme per raggiungere orizzonti comuni”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 agosto 2024
Sulla Gazzetta ufficiale n. 198 del 24 agosto scorso, è stato pubblicato il Dm Giustizia del 5 luglio che regola la misura e le condizioni del rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno dell’avvocato e dell’interprete del migrante ammesso al gratuito patrocinio. È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 198 del 24 agosto scorso, il Dm Giustizia del 5 luglio 2024 che regola, a valle del Protocollo tra il Governo italiano e la Repubblica di Albania (siglato a Roma il 6 novembre 2023), la misura e le condizioni del rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno all’avvocato e all’interprete del migrante. La legge di ratifica, la n. 14 del 21 febbraio 2024, è stata invece pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2024.
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