di Giulia Merlo
Il Domani, 27 agosto 2024
Forza Italia ha scelto l’inedito ruolo di pungolo del governo. Dopo un agosto di attivismo inaspettato da parte di Forza Italia, l’interrogativo è che cosa, delle questioni sollevate, sopravvivrà alla riapertura del parlamento a settembre. L’ultima in ordine di tempo è lo ius scholae - ovvero una modifica alla legge sulla cittadinanza per prevedere che i minori possano acquisirla dopo la conclusione di un ciclo di studi - proposta da Antonio Tajani nell’ottica di riposizionare il partito su una linea liberale. Osteggiata dalla Lega, che per ribadire il suo no ha addirittura scomodato la memoria di Silvio Berlusconi rilanciando un video in cui il fondatore degli azzurri si diceva contrario all’idea, e accolta freddamente anche da Fratelli d’Italia, il vicepremier ha scelto una linea ondivaga. Pur ribadendo che la questione non fa parte del programma del governo, ha comunque sostenuto il diritto di FI di aprire una discussione. Anche se “non è una priorità di questi giorni” e sono esclusi “accordi con la sinistra”. E, nonostante il molto parlare, lo ius scholae non sarà al centro del prossimo vertice di maggioranza del 30 agosto.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2024
Si prospettano uno sciopero e una manifestazione davanti al ministero della Giustizia il 10 settembre. A scendere in piazza non saranno i magistrati, ma i “Direttori della Giustizia”, figure professionali amministrative costituite nel 2017 che non vogliono essere declassate. Fonti interne dicono che, soprattutto il viceministro Francesco Paolo Sisto, nelle trattative con i sindacati di categoria, sta spingendo per chiudere un contratto entro fine settembre che cancellerà il titolo di questi funzionari, 1670, che - attualmente - per esempio, dirigono le cancellerie dei tribunali e si rapportano direttamente con i magistrati.
di Gianfranco Amendola
Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2024
Ieri ho chiesto alla app della Intelligenza artificiale (Ia) di scrivere una sentenza a carico di una discoteca che fino alle 3 di notte diffondeva musica e urli ad altissimo volume, impedendo il riposo dei vicini. L’esito è stato impressionante perché dopo due minuti l’Ia mi ha sfornato due sentenze di condanna, una civile e l’altra penale, con Fatto e Diritto, panoramica della normativa applicabile, capo di imputazione e giurisprudenza, nonché dispositivo con sanzioni, lasciando in bianco solo i particolari relativi alle parti e quelli su accertamenti tecnici specifici: in due minuti ha fatto quello che a me richiederebbe almeno due o tre ore di studio (se il caso è semplice). Vale la pena meditarci sopra perché esiste il rischio che la giustizia possa essere affidata alla Ia o, quantomeno, che il giudice venga influenzato da una sentenza che gli arriva dopo due minuti. Intendiamoci: la stessa Ia precisa che le sentenze deve farle il giudice ma ovviamente, non basta dirlo.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 27 agosto 2024
Falcone diceva che i “pentiti” ci sono soltanto quando lo Stato dimostra di voler fare sul serio la lotta alla mafia. È evidente, infatti, che non si affida la propria vita, collaborando, a chi non merita fiducia. E quando si tratta di pentiti di mafia va sempre tenuto presente il fatto incontestabile che parlare significa, senza retorica, condannarsi a morte. Lo prova la storia stessa della mafia, segnata da una miriade di omicidi, diretti o trasversali, tutti con l’obiettivo di recuperare l’omertà, di bloccare le collaborazioni. Senza mai sconti di ferocia.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 27 agosto 2024
Ottaviano Del Turco è stato mio presidente alla Commissione Bicamerale Antimafia, ma soprattutto è stato un amico, un compagno, con cui parlare e parlare, in quegli anni, i primi novanta, in cui dirsi socialista, come lui orgogliosamente era, pareva una bestemmia. Ladri, corrotti, imbroglioni, così dicevano, e si sprecavano le fiaccolate in favore di Di Pietro, che doveva far sognare, e Craxi a testa in giù o con gli stivaloni. Ottaviano era diventato segretario del Psi, e intanto Bettino era latitante, o esiliato politico, se si preferisce. Il suo cursus honorum era lungo e prestigioso, parlamentare e membro di un governo e presidente dell’antimafia.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 27 agosto 2024
“Chi non ha memoria, non ha futuro”. Lo slogan, passivamente ribadito a sinistra in ogni occasione utile, va ricordato oggi, con Ottaviano Del Turco che si spegne senza che la segreteria del “suo” Pd sembri essersene accorta. I funerali, a Collelongo, sono stati sobri. E dire che il leader sindacale della Cgil, per un tratto segretario del PSI, poi governatore dell’Abruzzo, vittima di mala giustizia e dello scarso garantismo dei suoi, non era stato un semplice iscritto come un altro: avendo preconizzato sin dagli anni Ottanta, nel sindacato, l’unità riformista, figurava nel 2007 tra i fondatori del Pd. Il suo nome era tra quelli delle cinquanta personalità che sottoscrissero lo storico impegno a unire storie e traiettorie diverse in un grande soggetto unitario.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 agosto 2024
La Cassazione, sentenza n. 33122 depositata ieri, chiarisce un passaggio della riforma Cartabia fornendo una interpretazione che non carica di nuovi oneri l’imputato. Nel caso di condanna in assenza, lo “specifico mandato ad impugnare” richiesto dalla riforma Cartabia per legittimare il difensore non richiede particolari “formule sacramentali”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 33122 depositata oggi, accogliendo il ricorso di un uomo condannato per false fatturazioni contro l’ordinanza della Corte di appello di Bologna che ne aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione “stante l’assenza di specifico mandato ad impugnare rilasciato dall’imputato nei confronti del quale si era proceduto in assenza”.
quotidianomolise.com, 27 agosto 2024
In Molise la visita di “Nessuno tocchi Caino”. La presidente Rita Bernardini: situazione grave. La situazione delle carceri in Italia continua a essere un argomento di grande rilevanza e preoccupazione. Le visite e le indagini condotte da associazioni come Nessuno Tocchi Caino evidenziano le numerose sfide che il sistema penitenziario italiano deve affrontare. Tra queste, il sovraffollamento rimane una delle più gravi, con istituti che superano di gran lunga la loro capacità regolamentare. Questo problema non solo compromette la dignità e i diritti dei detenuti, ma pone anche significativi ostacoli alla loro riabilitazione e reinserimento nella società. Le condizioni di vita all’interno delle strutture sono spesso indecorose, con carenze strutturali e mancanza di risorse umane, come evidenziato dalla carenza di personale della Polizia Penitenziaria.
venetonews.it, 27 agosto 2024
Non hanno alcuna colpa. Eppure molto spesso su di loro ricadono le responsabilità dei genitori. I minori figli di detenuti, e in generale i nuclei familiari che di riflesso vivono l’esperienza di detenzione di un parente stretto, si trovano a fare i conti con gli effetti negativi di una relazione parentale che diventa difficile e di un contesto sociale che tende a escludere. Un tema estremamente attuale e da affrontare con urgenza considerato che la popolazione carceraria, in Italia, è di 56.196, di cui 2365 donne e 53831 uomini, e tra loro sono stimati circa 25mila genitori. In Veneto, i detenuti sono 2.487, di cui 123 donne, e si possono stimare oltre mille genitori.
di Paolo Varetto
La Stampa, 27 agosto 2024
La proposta approvata dal Consiglio comunale. Nordio: “Al lavoro per ridurre sovraffollamento e rischio di suicidi”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto alla seconda lettera, datata 26 luglio, nella quale il sindaco Stefano Lo Russo denunciava le condizioni del carcere Lo Russo e Cutugno, ex “Vallette”, devastato dai detenuti in rivolta. “Posso assicurare - è la premessa - che il mio dicastero sta profondendo il massimo sforzo per alleviare, almeno in parte, le condizioni di grave disagio, se non di dolore, che affliggono anche la Casa circondariale di Torino”. Quindi le progettualità da mettere in campo: “L’azione del governo si è ulteriormente intensificata nell’adozione di interventi volti a mitigare i problemi del sovraffollamento e del rischio suicidiario e nel rispetto della dignità della persona, con l’auspicio di vedere presto un miglioramento generale delle condizioni dei detenuti, degli operatori e degli agenti di polizia penitenziaria”.
- Monza. “La nomina del Garante comunale dei detenuti non è più rinviabile”
- Siena. Torture a Ranza, appello per 15. La Corte unisce i procedimenti
- Napoli. Silvestro e Maresca a Secondigliano: “Penitenziario modello, ma pochi medici”
- Napoli. “Carceri, diritto alla salute calpestato”
- Ferrara. Politica chiamata ad agire per risolvere la crisi umanitaria delle carceri









