di Lirio Abbate
La Repubblica, 28 agosto 2024
L’Agenzia delle Entrate blocca i soldi assegnati dal Viminale a chi ha concluso il programma di protezione. “Ma così nessuno collaborerà più con la giustizia”. C’è una linea di condotta disincentivante, che frena ogni collaborazione con la giustizia dei mafiosi che con le loro rivelazioni - verificate e riscontrate - finiscono nel programma di protezione. E l’attacco a questo strumento indispensabile per la lotta alle mafie non arriva dai favoreggiatori o dalle menti occulte pagate dalle organizzazioni mafiose, ma da un ramo della pubblica amministrazione. È in corso uno scontro - si presume involontario - fra apparati dello Stato. Da una parte c’è il ministero dell’Interno, da cui dipende la Commissione centrale per le speciali misure di protezione, che si occupa dei collaboratori di giustizia, e provvede a capitalizzare economicamente l’uscita dal programma per chi ne fa richiesta o per coloro cu non viene rinnovato il contratto, liquidandoli con una somma che non va oltre i 50mila euro. Dall’altra l’Agenzia delle Entrate, pronta a confiscare la somma di denaro che si è deciso di versare al collaboratore, perché quest’ultimo è debitore verso lo Stato delle spese processuali o delle pene pecuniarie che gli sono state inflitte. Va tenuto conto che i collaboratori di giustizia che hanno partecipato a processi lunghi e importanti, come quello per la strage di Capaci, hanno avuto inflitte spese processuali che sfiorano il milione di euro.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2024
La Corte di cassazione esclude l’autonoma ricorribilità dell’ordinanza. L’ordinanza di rigetto della richiesta di accesso ai programmi di giustizia riparativa è giuridicamente ininfluente sugli esisti del processo. Per questo può essere impugnata insieme conia sentenza solo nel caso di reati perseguibili a querela soggetta a remissione o se la richiesta è stata presentata dall’imputato. La Cassazione con la sentenza 33152, depositata ieri, chiarisce che solo in queste ipotesi, il giudice può disporre la sospensione del processo “al fine di consentire lo svolgimento di programmi di giustizia riparativa”.
di Frank Cimini
L’Unità, 28 agosto 2024
Al 41bis ci sono i sepolti vivi della Repubblica: una, democratica, nata dalla Resistenza antifascista. “La farina dispersa nell’aria a seguito di innesco può dare vita a una nube incendiaria o esplosiva”. Lo affermano i giudici della prima sezione penale della corte di Cassazione annullando senza rinvio l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva accolto il reclamo di un detenuto in regime di 41bis disponendo che l’istituto penitenziario gli consentisse l’acquisto di farina e lievito. I tribunali di sorveglianza soprattutto in materia dei diritti dei detenuti in regime di carcere duro che in Italia attualmente sono 721 (altri 9400 in alta sorveglianza) decidono sempre meno. Lo conferma adesso la Cassazione che non lascia spazio di sorta.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 agosto 2024
Il procuratore generale Sottani ha visitato le Case circondariali di Orvieto, Spoleto e Terni, dove ha trovato le condizioni peggiori. Forza Italia continua a visitare gli istituti di pena nell’ambito dell’iniziativa “Estate in carcere” promossa insieme al Partito Radicale: ci sono 10mila detenuti in più di quelli che potrebbero essere presenti. Lo ha detto ieri il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Radio anch’io su RadioRai Uno. “Cerchiamo di trovare soluzioni concrete e sosteniamo il lavoro del ministro Nordio”, ha aggiunto il leader di FI. “Bisogna ridurre la presenza di tossicodipendenti” e “farli andare in comunità di recupero”, e poi “c’è il problema della carcerazione preventiva”. “È emerso un grave tasso di sovraffollamento.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 28 agosto 2024
I suicidi in carcere, il sovraffollamento e le tante speranze deluse degli oltre 61mila detenuti nelle carceri italiani attendono risposte dal governo che tardano ad arrivare. La situazione continua a essere drammatica, come testimoniano le proteste nei penitenziari. Nel pomeriggio di lunedì tre detenuti sono saliti sul tetto del Pagliarelli di Palermo e, dopo aver trascorso anche la notte sono scesi. Stessa cosa è accaduta a un detenuto a Porto Azzurro. La situazione difficile viene testimoniata dalle lettere che riceviamo. Dopo quella dei detenuti di Novara, pubblicata ieri, un recluso a Bollate, Lucio, ha scritto a Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, con il quale ha una fitta corrispondenza dall’inizio dell’anno, innanzitutto per ringraziarlo della sua sensibilità e attenzione nei confronti delle persone private della libertà.
di Valerio Tripi
La Repubblica, 28 agosto 2024
Chiedevano di essere trasferiti i tre detenuti che per una ventina di ore sono rimasti sul tetto del carcere di Pagliarelli a Palermo. I tre avevano iniziato la loro protesta intorno alle 13,30 di lunedì perché volevano cambiare reparto. La loro posizione adesso è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Il reparto dal quale i tre chiedono di essere trasferiti è lo stesso che in questi giorni è al centro di perquisizioni da parte degli agenti della polizia penitenziaria che sono alla ricerca di telefoni cellulari. La loro protesta iniziata ieri (lunedì) è finita questa mattina (martedì) dopo una notte intera passata sul tetto. A diffondere la notizia i sindacati di polizia penitenziaria.
Rimini. La visita di +Europa al carcere: “Spazi non che rientrano nelle condizioni sanitarie minime”
riminitoday.it, 28 agosto 2024
Come riferisce il portavoce Yuri Maccario Napolitano, i detenuti chiedono “maggiori opportunità formative e lavorative”, mentre il personale penitenziario lamenta “criticità legate alla carenza di organico”. Oggi si è svolta la visita alla Casa Circondariale di Rimini, tappa dell’iniziativa di +Europa per constatare lo stato delle carceri su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di valutare le condizioni della struttura, il benessere dei detenuti e il lavoro del personale penitenziario. La visita ha fornito l’opportunità di esaminare da vicino le dinamiche operative all’interno dell’istituto e di dialogare con i principali attori coinvolti. “Durante il sopralluogo - spiega Yuri Maccario Napolitano, portavoce di +Europa Rimini - è emerso che la struttura, sebbene funzionante, necessita di interventi manutentivi per garantire standard adeguati. Si è rilevata l’urgenza di aggiornare gli impianti tecnici e di migliorare gli spazi comuni, come le aree ricreative e i laboratori destinati alle attività dei detenuti”.
di Luca Ciciriello
L’Edicola del Sud, 28 agosto 2024
Entrare in un carcere oscura lo stato d’animo. La luce artificiale dei neon sostituisce i raggi del sole che si muovono liberi, un passaggio sancito dal rumore delle porte che si chiudono alle spalle. E chi scrive ci ha trascorso solo tre ore. Si pensi a chi, invece, vive per anni in luoghi di questo tipo, isole nella società, pianeti verso cui chi sta fuori, il più delle volte, nutre indifferenza o, peggio, disprezzo. Si dirà: “Se l’è cercata”. Ed è così, perché se non avesse commesso un reato, non sarebbe in carcere. Ma è legittimo che anche un detenuto viva dignitosamente pur dovendo espiare la propria pena? È legittimo che il carcere sia un luogo dove rieducarsi, rinascere? Oppure, vogliamo che rimanga un cimitero dei vivi, della società? In questi spazi si incontra la parte fragile delle nostre comunità e che, per questo, va assistita. Proprio per mostrare vicinanza nei confronti dei detenuti e del personale e scattare una fotografia della loro condizione, gli avvocati della Camera Penale di Trani hanno visitato la casa circondariale maschile della città.
ternitoday.it, 28 agosto 2024
La visita del procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani: “I posti letto destinati ai non definitivi sono 422 mentre per quelli con posizione definitiva il numero è pari a zero. Alta la percentuale di soggetti con problemi di tossicodipendenza o affetti da patologie psichiatriche”. “La popolazione detenuta nella casa circondariale di Terni in attesa di una condanna definitiva è del 33 per cento rispetto al totale dei reclusi. L’istituto penitenziario ternano dovrebbe ospitare, come ricordato dal suo direttore, solo detenuti con posizione giuridica definitiva”. Il procuratore della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, in questi giorni sta visitando i quattro penitenziari dell’Umbria “con l’obiettivo di monitorare la situazione all’interno delle carceri a distanza di un anno dal suo ultimo incontro istituzionale”. In particolare oggi, 27 agosto, Sottani ha incontrato i dirigenti, il personale di polizia penitenziaria, e quello delle aree sanitarie e trattamentali, nonché una delegazione di detenuti degli istituti di vocabolo Sabbione, Spoleto e Orvieto. Il 29 agosto sarà la volta della casa circondariale di Perugia.
di Lorenzo Zaccagnini
La Sentinella del Canavese, 28 agosto 2024
La denuncia dei Radicali dopo la visita alla struttura che ospita 265 detenuti: “Carenza di attività educative: costretti a restare tutto il giorno in cella”. Si riaccende l’attenzione sul carcere di Ivrea, grazie a una delegazione dei Radicali italiani che nella mattina di sabato 24 agosto ha visitato la struttura per verificarne le condizioni. Guidata dal tesoriere del partito Filippo Blengino, accompagnato da Alice Depetro della direzione nazionale, dal coordinatore regionale di Più Europa Flavio Martino e da altri soggetti autorizzati dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), la delegazione è giunta sabato scorso nel carcere eporediese, a due giorni di distanza da una giornata molto difficile, quella di giovedì scorso, tra risse e proteste che hanno visto due detenuti arrampicarsi sul muro del cortile, chiedendo di parlare con la propria educatrice.
- Modena. Platis (FI): “Nel carcere situazione esplosiva, stop a nuove assegnazioni”
- Turi (Ba). Il viceministro Sisto in visita al carcere: “Rispettata dignità detenuti, problema è sanità”
- Milano. Il pusher alla giudice: “Spaccio perché nessuno mi assume, mi hanno amputato un braccio”
- Cuneo. Dentro e fuori le carceri: un progetto della cooperativa Panaté-Glievitati
- Storie e parole di libertà che vengono dal carcere









