di Riccardo Carlino
L’Espresso, 3 maggio 2024
Ai fatti di cronaca il governo risponde con decreti che aumentano i delitti o le pene. Ma la deriva securitaria complica il nostro sistema giuridico. E disperde ogni effetto deterrente. C’è un rave party in un casale abbandonato? Il governo risponde con il decreto anti-rave, che innalza le pene detentive fino a sei anni e le multe da 1.000 a 10 mila euro. Un barcone pieno di persone affonda tragicamente a pochi metri dalla costa in Calabria? L’esecutivo risponde con il decreto Cutro, inasprendo le pene per il reato di immigrazione clandestina e aggiungendo quello di “morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, punito con la reclusione da venti a trent’anni.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 3 maggio 2024
Due emendamenti al ddl cybersecurity prevedono il carcere per i giornalisti quando pubblicano notizie di provenienza illecita. Gli emendamenti limitano l’attività di quei giudici che hanno tutelato il diritto di cronaca. Quando il potere cerca di intaccare la libertà di stampa non è mai un buon segno, specie se lo fa mettendo mano al codice penale. Il segno è ancora peggiore quando l’interferenza con l’attività dei giornalisti è realizzata intervenendo anche su quella dei giudici, per impedire che con le proprie pronunce questi ultimi tutelino in modo troppo ampio l’esercizio del diritto di cronaca.
di Ugo Mattei
L’Espresso, 3 maggio 2024
L’idea dei test si inserisce nella tendenza di voler normalizzare e prevedere tutti i comportamenti, dai consumatori fino ai giudici. Un altro modo per rafforzare il potere. M i sono interrogato in queste settimane circa la posizione che ritengo corretta sulla questione dei test psicologici per entrare in magistratura. Ovviamente, il dibattito in Italia è caratterizzato dalle opposte tifoserie. Una curva Nord, garantista, si contrappone ad una Sud, giustizialista.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 maggio 2024
Il responsabile Giustizia di Azione lancia un decalogo affinché gli eletti a Strasburgo si impegnino per la presunzione d’innocenza e il rispetto dello Stato di diritto in Ue. “Se siete davvero garantisti dovete aderire, anche firmando, questo Manifesto”: è questo l’appello trasversale lanciato ieri dal deputato e responsabile giustizia di Azione, Enrico Costa, a tutti i candidati delle forze politiche in vista delle prossime elezioni Europee dell’8 e 9 giugno. Non poteva essere che lui a lanciare questa iniziativa, considerate le battaglie che sta portando avanti da anni in Commissione Giustizia e in Parlamento sul filone garantista della giustizia, molto spesso isolato e con la magistratura a criticarlo aspramente.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 3 maggio 2024
È possibile avviare un dibattito pubblico sullo stato della giustizia penale in vista delle elezioni del Parlamento europeo? Se volessimo dare credito agli autori della peggior riforma dell’intera storia repubblicana, i quali per mesi ci hanno spiegato che il processo penale efficientista e il diritto penale etico sono stati imposti dall’Europa e dal Pnrr, il tema dovrebbe essere assolutamente centrale nella discussione politica. Ma se anche, con maggior realismo, ritenessimo che il rapporto con l’Europa è stato solo l’astuto pretesto nostrano per portare a termine il disegno risalente di controriforma del processo accusatorio entrato in vigore nel 1989, il risultato non cambierebbe.
redattoresociale.it, 3 maggio 2024
Dopo le sentenze del Tribunale di Milano del novembre 2021 e di dicembre 2023 e quella di Busto Arsizio del luglio 2023, due nuovi recenti pronunciamenti del Tribunale di Milano hanno accolto i ricorsi di due lavoratori detenuti assistiti dalla Cgil Milano, riconoscendo che l’indennità Naspi spetta anche ai detenuti che hanno prestato attività lavorativa per l’amministrazione penitenziaria. In una nota la Camera del Lavoro di Milano e il patronato Inca sottolineano: “Senza entrare nel dettaglio delle posizioni individuali, è interessante evidenziare come le motivazioni delle due sentenze vadano, da un lato, a smontare sotto l’aspetto normativo, punto per punto, le obiezioni avanzate dall’Inps per respingere le domande, mentre da un altro, confermino una linea di giudizio in materia che ormai possiamo definire solida e costantemente favorevole ai richiedenti”.
palermotoday.it, 3 maggio 2024
Si rafforza l’impegno istituzionale per garantire e promuovere la formazione universitaria dei detenuti in Sicilia. È stato firmato, infatti, stamattina, a Palazzo d’Orleans, il rinnovo dell’accordo quadro per la realizzazione dei poli universitari penitenziari nell’Isola per il triennio 2024-2027. Istituiti negli atenei regionali già nel 2021, questi centri hanno l’obiettivo di garantire un percorso di istruzione e formazione ai detenuti e agli internati che vogliono conseguire un titolo universitario, favorendone la riabilitazione psico-sociale, con ricadute positive nell’affrontare il percorso di recupero.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 3 maggio 2024
La proposta dell’ex cappellano del carcere minorile Beccaria: “I ragazzi sono arabi e spesso analfabeti, far entrare gli imam nei corsi di formazione per poliziotti”. Da lunedì 6 maggio gli inquirenti ascolteranno altri ragazzi del carcere minorile Beccaria, oltre a medici ed educatori, per capire se vi sono altri episodi oltre a quelli già venuti alla luce, che hanno portato all’arresto di 13 agenti di polizia penitenziaria e alla sospensione dal servizio per altri 8, per le violenze e le torture ai detenuti all’interno delle mura di via Calchi Taeggi.
rainews.it, 3 maggio 2024
L’udienza preliminare sulle accuse di tortura che 11 detenuti denunciano di aver subito durante la sommossa in carcere nel marzo 2020. I difensori degli agenti: “Giusto archiviare”. Arriverà probabilmente in estate la decisione del tribunale di Modena sulle torture denunciate da 11 detenuti nel corso della rivolta carceraria del marzo 2020. Dopo due udienze con le parti, ora sarà la Giudice per le indagini preliminari Carolina Clò a stabilire se archiviare il fascicolo, come chiesto dalla procura, che non ha ritenuto attendibili i racconti dei detenuti. Oppure invece disporre un supplemento di indagini, come vorrebbero avvocati di chi che ha denunciato le percosse, in alcuni casi documentandole con referti medici. Su una vicenda di questa gravità - spiegano - è indispensabile arrivare a un processo.
di Giacomo Cocchi
tvprato.it, 3 maggio 2024
Margherita Michelini, in carica da circa due anni, descrive i problemi della casa circondariale: sovraffollamento (587 detenuti su una capienza massima di 400) e mancanza di figure apicali nel personale. “Non era nemmeno previsto un menù diversificato per i diabetici”. Sovraffollamento, carenza di funzionari con conseguente mancanza di coordinamento del personale, poche opportunità di reinserimento attraverso progetti formativi e lavorativi, cattiva organizzazione degli spazi. Il carcere della Dogaia appare come un malato molto grave e bisognoso di interventi urgenti da parte del Ministero di Giustizia, altrimenti “si rischia il collasso”, come hanno denunciato più volte i sindacati di polizia penitenziaria negli ultimi mesi. La conferma che la situazione sia critica arriva anche da Margherita Michelini, da circa due anni garante per i detenuti della casa circondariale di Prato, intervistata sulle pagine pratesi del settimanale Toscana Oggi. “All’interno c’è una disorganizzazione totale”, dice senza mezzi termini.
- Torino. “All’Ipm Ferranti Aporti degrado e fatiscenza, i privati aiutino”
- Bolzano. Scabbia nel carcere, la Camera penale: “Condizioni vergognose e non più tollerabili”
- Bologna. Il Pd denuncia le condizioni dei giovani detenuti al Pratello
- Sondrio. Garante dei detenuti, avviato l’iter per la nomina
- Latina. “Scritti Dentro”, poesie e racconti dal carcere











