di Cecilia Ferrara
Il Domani, 29 agosto 2024
L’8 maggio scorso è entrata in vigore la legge 55/2024 che istituisce l’albo degli educatori professionali socio-pedagogici e l’albo dei pedagogisti. Secondo il testo l’iscrizione è subordinata a “essere cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione europea o di uno stato rispetto al quale vige in materia la condizione di reciprocità”. Una discriminazione anticostituzionale e illogica. La storia dell’iraniano Mehdi Hosseini: è arrivato dall’Iran 11 anni fa dalla città di Estefhan. “Avevamo un sito internet di informazione, eravamo convinti che il giornalismo dovesse essere libero, ma non era così - racconta. Ho fatto un po’ di prigione e poi ho deciso di andarmene, in ogni caso non avrei più potuto lavorare”. In Italia utilizza in parte i suoi studi di teatro nella nuova professione che ha intrapreso: l’educatore. “Utilizzo il teatro sociale sia con i bambini, ma anche nei centri di accoglienza per rifugiati o nelle comunità terapeutiche: è utile per la rappresentazione delle emozioni e delle varie dinamiche sociali”.
di Nello Del Gatto
La Stampa, 29 agosto 2024
Da Jenin a Tulkarem maxi-blitz di Israele a caccia di terroristi. 10 morti, ospedali bloccati: “Il più grande attacco degli ultimi decenni”. Da ieri una possente operazione dell’esercito, una delle più grandi degli ultimi anni, è in corso nel nord della Cisgiordania, nel triangolo formato da Jenin, Tulkarem e Tubas, anche se si registrano alcuni raid a Nablus e a Gerusalemme est. Se dal 7 ottobre l’attenzione del mondo è rivolta alla Striscia, con il suo enorme bilancio di vittime e di dolore, ci si è dimenticati che da sempre la Cisgiordania ribolle e che le operazioni dell’esercito nei Territori Occupati, soprattutto a nord, sono quasi quotidiani. Tanto da contare, dal 7 ottobre fino a martedì, 652 morti. L’operazione antiterrorismo, come l’ha definita Israele, parte dal fallito attentato di dieci giorni fa a Tel Aviv sud, quando un ordigno è esploso a Lehi Road. La bomba, nello zaino di un palestinese di Nablus, è esplosa prima che l’uomo la posizionasse in un’area affollata. Hamas ha subito rivendicato l’attentato.
di Marta Bicego
veronafedele.it, 29 agosto 2024
Suor Anna Brunelli da Lugo e il suo servizio tra gli ultimi dell’Africa. “Là mi sento libera”. Suor Anna Brunelli associa la parola libertà alla sua presenza, da dodici anni, nel carcere di Makala, il più grande della Repubblica democratica del Congo, nella capitale Kinshasa. Un luogo in cui manca l’aria. Scarseggiano il cibo e l’acqua da bere o per lavarsi. Manca lo spazio. Le malattie si “condividono” e mietono vittime. Eppure in quei padiglioni nei quali i detenuti sono costretti a sopravvivere, e talvolta finiscono per morire stipati l’uno accanto all’altro, non si suicida nessuno: lottare per la sopravvivenza fa parte della quotidianità, uscire vivi è davvero una grazia. Perché non manca la speranza di tornare liberi: a mantenerla viva contribuisce in parte la fede che la comunità cristiana cattolica coltiva nella preghiera, nell’Eucarestia, nella Parola di Dio, in gesti di vicinanza. Anche adesso che la missionaria comboniana è per un breve periodo a casa della sorella, a Lugo di Grezzana, mantiene un legame con l’Africa: risponde a messaggi sullo smartphone, legge notizie, scrive e-mail. Non vede l’ora di rientrare.
di Luigi Patronaggio*
Avvenire, 28 agosto 2024
Uno dei principali temi sulla giustizia che ha tenuto alto il dibattito politico in questa torrida estate è stato quello del sovraffollamento carcerario, della vivibilità dei nostri penitenziari e del tristissimo, drammatico, crescente fenomeno dei suicidi in cella. Ancora una volta, quasi una costante di questa legislatura, all’interno della maggioranza politica si sono confrontate le due diverse anime del centro destra, quella liberale-garantista e quella più “muscolosa” dei sostenitori della tutela dell’ordine pubblico e dell’effettività della pena. L’opposizione, da parte sua, ha avuto buon gioco ad evidenziare le contraddizioni della maggioranza e a rilanciare un garantismo, tuttavia, a tratti oscillante e contraddittorio.
di Raffaele Nevi*
thewatcherpost.it, 28 agosto 2024
La situazione carceraria in Italia è una questione di grande rilievo. La recente visita alle case circondariali di Perugia e Terni ha rafforzato in me la convinzione che è urgente affrontare i problemi strutturali del nostro sistema penitenziario, che rischiano di compromettere non solo la dignità dei detenuti, ma anche la qualità del lavoro del personale. Il sovraffollamento è una delle criticità principali. Questa piaga storica non solo rende difficoltosa la gestione delle strutture, ma rischia di vanificare uno degli obiettivi sanciti dalla nostra Costituzione: il recupero dei detenuti e il loro reinserimento nella società. Il carcere dovrebbe rappresentare una parentesi volta alla rieducazione, ma l’eccessivo numero di detenuti ostacola questo scopo. Inoltre, influisce negativamente anche sulle condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria e del personale amministrativo, costretti a operare in ambienti caratterizzati da grande stress e carenze logistiche.
di Chiara Martinoli
tg24.sky.it, 28 agosto 2024
C’è una strage silenziosa che si consuma quasi quotidianamente nel nostro paese. Se ne parla poco e il più delle volte non se ne conoscono i dettagli. È quella che riguarda le persone detenute nelle carceri italiane. Si calcola che in media, in Italia, ogni anno muoiono più di cento persone dietro le sbarre. Secondo i dati del dossier “Morire di carcere” redatto da Ristretti Orizzonti, i decessi sono stati 167 quest’anno (e siamo solo ad agosto), 157 nel 2023, 171 nel 2022. I suicidi nelle carceri rappresentano una fetta abbondante dei decessi che avvengono nei luoghi dove si sconta la pena. Nel 2023 sono stati 70, l’anno prima 85: un triste record, un numero che non si era mai visto, almeno negli ultimi trent’anni. Quest’anno però le cose potrebbero andare ancora peggio: sono infatti già più di sessanta i casi di suicidio registrati nei primi otto mesi del 2024. Il tasso di suicidio nelle carceri italiane è elevatissimo: si verificano 16 casi di suicidio ogni diecimila donne e 11 ogni diecimila uomini.
fpcgil.it, 28 agosto 2024
La recente decisione del Capo Dipartimento del DGMC (giustizia minorile e di comunità) di sospendere temporaneamente il servizio presso il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Roma ha sollevato un’ondata di polemiche e preoccupazioni tra gli addetti ai lavori e le organizzazioni sindacali. Senza consultare preventivamente i rappresentanti dei lavoratori, i minori arrestati sono stati dirottati al CPA della Campania, trasferendo il personale maschile della Polizia penitenziaria del CPA romano in supporto all’Istituto Penale per Minorenni (IPM) di Roma, lasciando solo il personale femminile a presidiare la portineria del CPA. Questa scelta sta peggiorando una situazione già critica in uno dei Centri che registra a livello nazionale il maggior numero di ingressi di minori in stato di arresto o fermo. La denuncia viene da Donato Nolè, Coordinatore nazionale Fp Cgil per la Polizia penitenziaria e da Paola Fuselli, Coordinatrice nazionale Fp Cgil per il DGMC.
di Errico Novi
Il Dubbio, 28 agosto 2024
Il piano dei berlusconiani: sottoporre presto, agli alleati, gli esiti del monitoraggio realizzato con le visite agostane negli istituti di pena, e chiedere di intervenire per correggere le situazioni più gravi. Ma non ci sarà “trattativa” sul nuovo Garante dei detenuti, la cui nomina resta in capo a FdI. Tutto inizia addirittura a febbraio, quando Pietro Pittalis si associa, unico deputato della maggioranza, alla richiesta di non lasciare la legge Giachetti-Bernardini su un binario morto. Il resto è storia, più o meno recente: prima il tentativo, seppur discreto, degli esponenti azzurri, a cominciare dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, di dirigere il decreto carceri verso soluzioni non distanti dalla liberazione anticipata prevista dal parlamentare di Italia viva. Quindi il netto no sia di Andrea Delmastro, per FdI, sia di Andrea Ostellari, per la Lega, a una pur minima apertura delle maglie che potesse arginare il sovraffollamento, con la scelta di lasciare, nel provvedimento “urgente” solo modifiche procedurali di incidenza modestissima.
di Luigi Corbani
Il Riformista, 28 agosto 2024
Se si inneggia alle manette si è già perso il senso della battaglia. All’iniziativa politica si sostituisce l’indagine giudiziaria, che non ha il compito di purificare l’arte del governo, ma di colpire i reati, e che comunque deve essere sottoposta a controprova di un dibattimento nei vari gradi di giudizio. Da alcuni anni a questa parte, insistentemente, si è introdotta una nuova categoria politica: il giustizialismo, che, a noi “adulatori della costituzione, come riflesso condizionato della sinistra”, di origine togliattiana, non è mai piaciuto. A questo atteggiamento, o per meglio dire, a questa concezione dello Stato si sono rifatti tutti coloro che pensano che le Procure, i pubblici ministeri abbiano una funzione “purificatrice” della politica, siano i detentori della “moralità”, della “purezza” della politica. Da tempo il pensiero moderno ha distinto il diritto dalla morale e ha discusso sul significato di “giustizia”.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 28 agosto 2024
Il ministero della Giustizia prova a gettare acqua sul fuoco del malcontento tra i direttori che il 10 settembre si ritroveranno sotto al palazzo di via Arenula se non ci saranno novità sostanziali sul loro contratto. Chiedono la retromarcia del governo che vorrebbe cancellare il titolo di queste figure istituite nel 2017 e quindi dequalificarle. Dopo che il Fatto ha raccontato la posizione del ministero, rappresentato dal viceministro Francesco Paolo Sisto al tavolo delle trattative con i sindacati di categoria, ieri è stato stilato un comunicato per stemperare gli animi: “Il ministero della Giustizia non ha adottato alcuna decisione in merito all’inquadramento professionale dei direttori di Giustizia. Nessun demansionamento o cancellazione di titoli, quindi, poiché la materia è devoluta al confronto con le organizzazioni sindacali”.
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