di Marika Ikonomu
Il Domani, 26 agosto 2024
Il dibattito sulla legge del 1992 torna ciclicamente. Forza Italia ha aperto sullo ius scholae, ma per gli alleati le norme sono sufficienti. L’Italia è 14esima in Ue sulla facilità della concessione, requisiti stringenti e ostacoli. Primo il Portogallo. Le norme a confronto. Servono le Olimpiadi a ricordare all’Italia delle atlete e degli atleti con background migratorio. Dopo i giochi di Parigi è tornato al centro del dibattito pubblico il tema della cittadinanza, che nel nostro paese per molti non è un diritto ma una concessione dello stato. La legge che la regola ha 32 anni ed è nata già vecchia, senza accogliere le trasformazioni della società italiana. Se negli anni 1992/1993 gli studenti con cittadinanza non italiana erano circa 30.500, nell’anno scolastico 2022/2023 erano 914.860, in base ai dati del ministero dell’Istruzione del 2023. Decine di migliaia di studenti e studentesse in più, ma la legge 91 del 1992 non è cambiata e continua a regolare le modalità e i requisiti per ottenerla.
di Vittorio Alessandro*
L’Unità, 26 agosto 2024
Il carcere che esiste e nessuno sa ufficialmente dove si trovi, serve ispezione immediata all’hotspot siciliano. È ufficiale, anche se nessuno lo ha formalmente ammesso: a Porto Empedocle è stato istituito un Centro di trattenimento per il rimpatrio. La conferma arriva da un decreto del Tribunale di Palermo, di cui dà notizia Giansandro Merli su il Manifesto, riguardante un giovane tunisino accusato di essersi sottratto ai controlli al suo arrivo a Lampedusa. Poiché il giudice ne ha appunto disposto la reclusione presso il “Centro trattenimenti per richiedenti protezione internazionale di Porto Empedocle”, ora sappiamo che tale Centro esiste ma, come l’araba fenice, non sappiamo dove si trovi.
di Don Mattia Ferrari
La Stampa, 26 agosto 2024
Volge verso la conclusione questa missione della nostra nave Mare Jonio e della barca a vela di appoggio allestita da Migrantes, che ci ha affiancati per monitorare e informare. Appena la nostra nave ha superato l’isola di Lampedusa, è stata raggiunta da numerose segnalazioni di imbarcazioni in pericolo in fuga dalla Libia e dalla Tunisia. In particolare, grazie all’aereo civile di osservazione Colibrì di Pilotes Volontaires, siamo riusciti a intercettare una barca in legno che stava per affondare con 67 persone a bordo, tra cui 16 donne e una quindicina di bambini piccoli. Il nostro Team ha distribuito i giubbotti di salvataggio, stabilizzando il natante e mettendo in sicurezza la barca. Pochi minuti dopo una motovedetta della Guardia Costiera ha recuperato le persone in difficoltà e le ha sbarcate a Lampedusa. Abbiamo così potuto proseguire la navigazione verso Sud pattugliando e verificando le numerose segnalazioni di Alarm Phone e degli aerei civili, così come le posizioni di natanti in difficoltà indicate via radio da pescatori tunisini e siciliani.
di Grazia Longo
La Stampa, 26 agosto 2024
Il 31enne Giacomo Passeri era stato arrestato un anno fa in vacanza e dovrà scontare 25 anni per traffico di droga: “La polizia locale lo ha incastrato, poi lui ha confessato per paura”. “Finora dopo l’interesse dei giornali alla condanna di mio fratello, l’unico risultato che abbiamo ottenuto dallo Stato è una vaga telefonata da parte dell’ambasciata italiana al Cairo. Nulla di più. Speriamo che si muova qualcosa al più presto”. Antonio Marco Passeri, fratello di Luigi Giacomo Passeri, pescarese di 31 anni, arrestato un anno fa al Cairo dov’era in vacanza e condannato a 25 anni il 19 agosto scorso per traffico di droga, non nasconde la sua amarezza per quella che lui definisce “la latitanza delle istituzioni”.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 26 agosto 2024
Il 25 agosto 2017 le forze di sicurezza di Myanmar lanciarono un attacco su vasta scala e sistematico contro i villaggi rohingya, dopo che un gruppo armato chiamato Esercito di salvezza dell’Arakan aveva portato a termine attacchi mortali contro posti di polizia. Arakan è un altro nome utilizzato per lo stato di Rakhine. La risposta delle forze armate di Myanmar si basò su esecuzioni extragiudiziali, distruzione di proprietà, incendi e saccheggi e aggressioni sessuali. A seguito delle cosiddette “operazioni di pulizia” militari, più di 740.000 donne, uomini, bambine e bambini rohingya fuggirono dal nord dello stato di Rakhine verso il vicino Bangladesh.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 25 agosto 2024
“In 35 anni di servizio non ho mai visto nulla di simile”, mi dice un agente penitenziario che lavora nel carcere di Poggioreale. “Bisogna entrare nei reparti per rendersene conto - continua scuotendo il capo il brigadiere - non è possibile lavorare in queste condizioni: due soli agenti che devono badare a quattro piani! Anche i carcerati stanno male, il sovraffollamento rende invivibile la permanenza nelle celle”.
di Alberto Ceresoli
L’Eco di Bergamo, 25 agosto 2024
Don Gino Rigoldi, “storico” cappellano del “Beccaria”: “La detenzione offra opportunità, altrimenti fa morire la speranza. Lavoro e relazioni per evitare le recidive”. Una vita dentro il “Beccaria” di Milano per essere al fianco dei giovani detenuti che per le tristi vicende della vita finiscono in carcere. Lì è stato nominato cappellano nel 1972 e lì c’è ancora, anche se da qualche mese don Gino Rigoldi - classe 1939 - ha rassegnato le dimissioni per lasciare il posto a don Claudio Burgio, un amico più che un collega, con cui da diciotto anni si occupa dei problemi delle carceri e si interroga su cosa fare per dare agli istituti di pena un minimo di umanità. Promotore di moltissime iniziative e altrettanti progetti, don Rigoldi è considerato da sempre un “faro” quando si parla di carceri, di detenuti e dei problemi in cui il sistema penitenziario del nostro Paese annaspa ormai da anni. Dopo l’approvazione del decreto carceri da parte del governo, è a lui che abbiamo chiesto di tracciare “lo stato dell’arte” del sistema carcerario italiano.
di Ambra Nardi
luce.lanazione.it, 25 agosto 2024
Marco Perduca, dell’associazione Luca Coscioni, ci spiega le ragioni che hanno spinto alla diffida di 102 Direzioni Generali delle ASL delle città che ospitano i 189 istituti penitenziari italiani. Sovraffollamento e mentalità penalistica aggravano la situazione già critica. L’Associazione Luca Coscioni, impegnata nella difesa dei diritti civili e del diritto alla salute, ha lanciato nei giorni scorsi una serie di 102 diffide alle Direzioni Generali delle ASL delle città che ospitano i 189 istituti penitenziari italiani, denunciando gravi carenze nelle condizioni igienico-sanitarie delle carceri. In Italia i detenuti sono 61.133, oltre un terzo è in carcere per reati di droga: 12.946 detenuti, pari al 34,1% del totale. Una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea del 18%. 17.405 detenuti sono registrati come tossicodipendenti, il 28,9% del totale.
di Chiara Spagnolo
La Repubblica, 25 agosto 2024
La risposta indiretta al meloniano Delmastro che “non si inchinava alla Mecca dei detenuti”. Il viceministro di FI parte dal penitenziario della sua città, in cui una settimana fa si sono verificati disordini con il sequestro di un infermiere e il ferimento di un poliziotto, le visite nelle carceri italiane. E attacca la Regione Puglia: “Mancano medici e operatori sanitari”. Una risposta indiretta al collega meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, che pochi giorni fa aveva visitato un carcere dichiarando di non volersi inchinare “alla mecca dei detenuti” e scegliendo di non incontrarli, e un attacco frontale al modo in cui la Regione Puglia a guida centrosinistra gestisce la sanità negli istituti penitenziari.
baritoday.it, 25 agosto 2024
L’idea avanzata dagli esponenti locali del partito che ieri mattina hanno visitato il carcere di Bari: “La presenteremo nel primo Consiglio comunale utile”. “Come partito cittadino insieme alla Convenzione Bari 2024 abbiamo deciso di presentare al Sindaco Leccese e al consiglio comunale, la proposta di istituire anche a Bari la figura del Garante Comunale delle persone sottoposte a Misure restrittive della libertà. Lo faremo nel primo consiglio comunale utile”: ad annunciare l’idea sono i rappresentanti baresi di Più Europa, che questa mattina, nell’ambito delle iniziative volte a monitorare le condizioni delle strutture detentive e a promuovere il rispetto dei diritti umani all’interno delle carceri italiane, hanno visitato il penitenziario di Bari.
- Bergamo. Emergenza carcere, sale l’attenzione: “Numeri al collasso e il disagio cresce”
- Ivrea. Carceri, visita dei Radicali: “Denunceremo Nordio per tortura”
- Reggio Emilia. Suicidi in carcere, oggi l’ispezione di +Europa
- Aosta. Zero educatori effettivi nel carcere di Brissogne
- Reggio Calabria. “Necessarie maggiori risorse per le carceri e prospettive di lavoro per i detenuti”









