di Viola Giacalone
controradio.it, 24 agosto 2024
Aveva patologie complesse ed era finito più volte all’ospedale i suoi avvocati avevano chiesto un differimento della pena, ma non è stato possibile proprio a causa della sua indigenza. ll Comune nei prossimi giorni firmerà un protocollo con il carcere e la Asl per offrire continuità assistenziale ai numerosi detenuti la cui condizione di salute è incompatibile con la reclusione. Non aveva soldi per essere trasferito in una struttura sanitaria ad hoc e quindi è rimasto a scontare la pena dentro il carcere di Sollicciano, nonostante fosse malato e nonostante rifiutasse da giorni il cibo. Così è morto nei giorni scorsi nel penitenziario fiorentino un detenuto italiano di 63 anni. Aveva patologie molto complesse ed era finito più volte all’ospedale i suoi avvocati avevano chiesto un differimento della pena, ma non è stato possibile proprio a causa della sua indigenza. Un fatto che, ancora una volta, accende i riflettori su Sollicciano e sulla necessità di adeguarsi di strutture sanitarie diverse dagli ospedali per persone che non sono in grado di pagarsi le cure.
di Marta Borghese
La Repubblica, 24 agosto 2024
Scarafaggi nelle celle, radiografie mancate, richieste di trasferimento. Il soffocante agosto delle carceri piemontesi non si placa, con un’altra giornata di tensioni nei penitenziari di Ivrea e di Torino. Ieri a Ivrea, i poliziotti penitenziari in servizio hanno potuto smontare il turno soltanto dopo 16 ore a causa dei disordini. Due detenuti si sono arrampicati sul muro del cortile del passeggio, chiedendo di parlare con l’educatrice di riferimento e di essere trasferiti in un altro carcere. Al terzo piano, intanto, un altro gruppo di ristretti ha pestato a sangue un compagno, secondo il sindacato di polizia penitenziaria Osapp per ragioni di potere interne alla struttura. Al secondo piano, intanto, altri due ristretti si sono azzuffati duramente, mentre nel reparto isolamento due detenuti si rifiutavano di rientrare in cella.
di Nico Andrisani
baritoday.it, 24 agosto 2024
L’aspetto più negativo è rappresentato, invece, dalla situazione legata alla sanità: “Bisogna intervenire immediatamente. Mancano 10 infermieri”. Il carcere di Bari soffre di un “tasso di sovraffollamento significativo” e di una gestione “inefficiente della sanità”, ma ben presto potrebbe beneficiare di 50 nuovi agenti attraverso un piano nazionale di rafforzamento della Polizia Penitenziaria: sono i punti salienti emersi dalla visita di questa mattina, nella casa circondariale cittadina, del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Un appuntamento nell’ambito di una serie di verifiche, nei mesi estivi, alle carceri del Paese promosse da Forza Italia. Un appuntamento giunto a pochi giorni da alcuni disordini, avvenuti il 17 agosto, con un infermiere preso in ostaggio e un poliziotto aggredito. Per la vicenda sono indagati tre detenuti.
di Othmar Seehauser
salto.bz, 24 agosto 2024
L’Azienda sanitaria replica all’associazione Luca Coscioni. “Condizioni igienico-sanitarie influenzate dalla struttura, ma il nostro personale è presente”. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige replica all’Associazione Luca Coscioni che l’aveva diffidata - insieme ad un centinaio di altre Aziende - a procedere a sopralluoghi in carcere per verificare la situazione a livello igienico sanitario e se siano rispettate tutte le profilassi e la dotazione di servizi socio-sanitari previsti dalla normativa. “Gli aspetti igienico-sanitari nel carcere di Bolzano - si legge in una presa di posizione inviata a SALTO - sono influenzati dalle caratteristiche strutturali dell’edificio e le misure igienico-sanitarie che si rendono necessarie vengono attuate in stretta collaborazione con il servizio di igiene e sanità pubblica e la direzione del carcere”.
parmatoday.it, 24 agosto 2024
L’allarme di Europa Verde: “Sono 655 i posti a disposizione, con 68 detenuti al 41 bis, un centinaio in attesa di giudizio, oltre 400 con pena inferiore ai cinque anni, oltre 200 stranieri”. Anche il gruppo consiliare Europa Verde-Verdi-Possibile ha partecipato questa mattina all’iniziativa “Ristretti in agosto”, organizzata dall’Unione delle Camere Penali Italiane. È stata un’occasione importante per entrare direttamente a contatto con i detenuti e raccogliere le loro rimostranze, lo sconforto, ma anche le speranze, i progetti e le testimonianze di percorsi virtuosi in linea con quanto previsto dalla nostra Costituzione.
di Manlio Biancone
Il Messaggero, 24 agosto 2024
L’altra sera, un detenuto del carcere di Avezzano, di origine nordafricana, ha tentato il suicidio in cella ingerendo delle pile. Tempestivo l’intervento di un agente di polizia penitenziaria, che ha salvato la vita al detenuto. L’uomo è stato immediatamente trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, dove i medici gli hanno prestato le prime cure, e ora è sotto stretta sorveglianza. Non è in pericolo di vita, ma il materiale ingerito potrebbe causargli seri problemi allo stomaco. Non è il primo caso: ogni giorno, nelle carceri abruzzesi, un detenuto si autolesiona ingerendo chiodi, pile, lamette o procurandosi tagli sul corpo. Tuttavia, il detenuto marocchino avrebbe tentato di togliersi la vita perché non aveva ottenuto dal giudice la concessione della misura alternativa al carcere. Pare che il suo avvocato abbia richiesto per ben quattro volte al Gip gli arresti domiciliari, ma il giudice ha regolarmente rigettato la richiesta.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 24 agosto 2024
Il blocco femminile ospita 125 detenute. Tutte si sentono dimenticate. Quell’arco bianco decorato e così elegante quasi stona in mezzo a quei caseggiati bassi e fatiscenti. È il padiglione femminile. Già dall’entrata sembra diverso da tutto il resto del carcere. Si entra in biblioteca per incontrare le detenute. Stanno guardando un dvd tutte insieme. La prima immagine è quella di una detenuta transgender che sta accarezzando, con fare materno, un’altra detenuta, minuta, ma indubbiamente più che adulta. È Lisa. Non so cosa abbia fatto Lisa, ma è chiaro, per chiunque la veda, che la donna non ha gli strumenti cognitivi per stare in carcere. Di lei si occupano le sue compagne. Nonostante Lisa ogni tanto non le lasci dormire, quando la notte, in preda alle crisi, tiene tutto il padiglione sull’attenti. Alle Vallette ci sono 125 donne. Tra loro anche due persone molto note, Veronica Panarello, la mamma del piccolo Lorys Stival, condannata a 30 anni per l’omicidio del figlio. Ora studia per diventare un’operatrice sociale. C’è anche “la mantide di Bruino”, Maria Teresa Crivellari.
di Matteo Bondi
Il Resto del Carlino, 24 agosto 2024
La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata in visita ufficiale alla casa circondariale di Forlì “all’interno della campagna ‘Estate nelle Carceri’ promossa dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani”, come ricordato dall’onorevole Rosaria Tassinari che ha accompagnato la ministra, insieme all’assessora comunale al welfare, Angelica Sansavini. Una struttura, quella del carcere della rocca, che la ministra conosceva già, come ha ricordato lei stessa, “avendo lavorato all’Università di Forlì. Ho trovato un carcere molto ben organizzato - ha affermato Bernini in uscita dalla visita -. La direttrice, il personale di polizia penitenziaria, tutti coloro che collaborano ad ogni livello sono dei veri professionisti”. Un incontro che aveva lo scopo di ascoltare, come dichiarato dalla ministra, e “capire quali fossero le esigenze - ha sottolineato -, prima fra tutte quella di nuova edilizia carceraria. Questa è una vecchissima storia, io ancora insegnavo all’Università di Forlì quando nacque il primo progetto del nuovo carcere al Quattro: era il 2007. Mi impegnerò per capire quale sia lo stato dell’arte della nuova struttura, perché questo è molto ben gestito, organizzato sotto tutti i profili, ma è un carcere vecchio”. Una condizione che però non inficia la qualità dei servizi, come ha riconosciuto Bernini.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 24 agosto 2024
Iniziativa lanciata da Alessandro Giungi (Pd): “Apparecchi consegnati nelle carceri di San Vittore e Opera”. La raccolta andrà avanti per tutta l’estate grazie alla mobilitazione di più realtà cittadine tra cui Aiutility. “Abbiamo consegnato 80 ventilatori nelle carceri, tra San Vittore e Opera. E non ci fermiamo”. Un modo per portare conforto a chi si trova in cella e che combatte (anche) contro il caldo in queste giornate roventi d’agosto. Lo fa sapere Alessandro Giungi, consigliere comunale Pd, vicepresidente della sottocommissione Carceri. “I dispositivi anti caldo ci sono, nelle strutture - spiega il consigliere - ma capita che alcuni siano obsoleti o che si rompano per l’utilizzo. Oppure, viste le alte temperature, banalmente ne servono di più.
di Stefano Taglione
Il Tirreno, 24 agosto 2024
Carlo Mazzerbo è stato a lungo a capo del penitenziario dell’isola e di quello di Livorno: “Loro guide perfette per i vacanzieri”. Gorgona è un progetto di reinserimento sociale che funziona, una colonia penale agricola che andrebbe però adeguata ai cambiamenti della società. Oggi c’è la possibilità, per i turisti, di seguire i detenuti nelle loro attività quotidiane. Non solo andando in giro con una guida ambientale, ma anche insieme a un ospite dell’isola. Possono vivere un’esperienza diretta, si chiamano visite sociali e bisognerebbe incentivarle, integrandole col territorio. Per molti, Gorgona, è un mondo sconosciuto: non è solo un paradiso naturalistico”. A parlare è Carlo Mazzerbo, fino a pochi mesi fa direttore delle carceri di Livorno e Gorgona, dove due anni fa ha accolto anche l’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, e in passato anche al timone dei penitenziari di Porto Azzurro, e quindi Pianosa, e Massa Marittima. Oggi, in pensione, è entrato in politica, candidandosi in consiglio comunale a Livorno con la lista “Prospettiva Livorno” a sostegno di Valentina Barale.
- Mistretta (Me). Il sindaco che vuole il super carcere: “Regalo io i terreni allo Stato”
- Roma. Beniamino Zuncheddu dal Papa: “Gli scrivevo dal carcere e lui rispondeva”
- Verona. Il cinema “entra” in carcere e i detenuti diventano giurati
- “Un vuoto dove passa ogni cosa”. Trent’anni senza la fondatrice di Nessuno tocchi Caino
- Basaglia e la liberazione dei “matti”. Un’opera da continuare anche oggi









