garantedetenutilazio.it, 30 aprile 2024
“L’uso sistematico della violenza: questo è preoccupante, il fatto che fosse un regime”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personale della Regione del Lazio, Stefano Anastasìa, a proposito del caso Beccaria durante la trasmissione “Periferie-il sabato di RaiNews24” del 27 aprile. Un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 agenti della Polizia penitenziaria, 12 dei quali in servizio presso l’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici nei confronti di ulteriori otto, anch’essi tutti in servizio all’epoca dei fatti, sono state eseguite lo scorso 22 aprile. I reati a vario titolo contestati dalla Procura sono maltrattamenti, concorso in tortura, e una tentata violenza sessuale nei confronti di un detenuto.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 30 aprile 2024
Viaggio nel penitenziario toscano dove l’80 per cento dei detenuti è occupato e retribuito. “Abbiamo all’interno veri e propri stabilimenti industriali: così garantiamo dignità e armonia”. La possibilità di guadagnare denaro per le famiglie e cli imparare un mestiere per il futuro. Non succede praticamente da nessuna parte. Per questo fa notizia il carcere di Massa, dove sono circa 180 (su 220 presenti) i detenuti impegnati quotidianamente con un lavoro. La media dei reclusi che hanno una occupazione, in Italia, è di circa il 29 per cento.
di Stefano Anastasìa*
garantedetenutilazio.it, 30 aprile 2024
Qualche settimana fa, una civile protesta dei detenuti della Casa di reclusione di Rebibbia, una di quelle legittime proteste che incomprensibilmente un disegno di legge del Governo vorrebbe rendere sanzionabili penalmente, ha richiamato la nostra attenzione sulla morte di un loro compagno, avanti negli anni, diabetico e cardiopatico, che lamentava dolori e sofferenze, apparentemente di natura odontoiatriche.
di Gennaro Scala
Corriere della Sera, 30 aprile 2024
Al prete anticamorra hanno prima danneggiato e poi rubato l’auto. Rafforzata la vigilanza sia diurna che notturna. “Lo Stato non ci abbandoni”.
di Antonio Averaimo
La Repubblica, 30 aprile 2024
“Revocare l’ormeggio alla nostra barca a vela significa affondarla dopo 15 anni di vita. E questo, per noi, non è pensabile”. Silvia Ricciardi, responsabile dell’associazione “Jonathan”, che lavora a Napoli nel recupero di minori e giovani autori di reati, difende il progetto “Jonathan Vela” e ribadisce quanto già detto di persona al presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata in un incontro chiesto in seguito alla revoca dell’ormeggio nella darsena Acton alla barca a vela Blue Marlin II appartenente all’associazione.
di Paolo Bustaffa
difesapopolo.it, 30 aprile 2024
Una decina di studenti bocconiani si sono incontrati nelle scorse settimane in un’aula studio del carcere San Vittore di Milano con una trentina di carcerati. Il progetto è dell’ex ministro della giustizia Marta Cartabia: una decina di studenti bocconiani tra i 19 e i 20 anni si sono incontrati nelle scorse settimane in un’aula studio del carcere San Vittore di Milano con una trentina di carcerati tra i 28 e i 60 anni. È stato un inconsueto percorso fatto di ascolto, di confronto, di contatto con la realtà: il carcere si è fatto scuola.
di Marco Magi
La Nazione, 30 aprile 2024
La sesta edizione di “Per Aspera ad Astra” a La Spezia si conclude con lo spettacolo ‘Dirimpetto. La rete nell’abisso’ al Teatro Civico, frutto dell’incontro tra detenuti e studenti delle scuole superiori. Un progetto promosso da Acri e sostenuto da Fondazioni bancarie, incluso il patrocinio del Comune. Un’opportunità di crescita e riflessione attraverso la cultura e la bellezza.
di Francesco Ramella
Il Domani, 30 aprile 2024
L’idea che le università italiane siano in mano a studenti estremisti e rettori-don Abbondio è distorta. Tutti i dati sulla fiducia nelle istituzioni lo testimoniano. L’accampamento pro Palestina alla Columbia University ha finalmente messo nella giusta prospettiva, internazionale e generazionale, anche le analoghe proteste degli studenti italiani. Forse i fatti di New York consentiranno di sprovincializzare un po’ il dibattito di casa nostra, che fatica a cogliere gli elementi di novità di questa ondata di manifestazioni contro la guerra a Gaza. Queste dimostrazioni, seppure riguardando una minoranza di studenti, le cosiddette “minoranze attive”, esprimono sensibilità ampiamente diffuse tra i giovani italiani. Negli ultimi mesi le nostre università hanno conosciuto una mobilitazione senza precedenti da diversi anni a questa parte. Le manifestazioni pro Palestina, però, sono solo gli episodi più recenti.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 aprile 2024
Traduttori che capiscono fischi per fiaschi, testimoni che incolpano qualcuno di essere dell’equipaggio dei trafficanti e spariscono puntualmente senza che nessuno si preoccupi di averli per l’incidente probatorio. Ma come le fanno le inchieste a Locri? Deve esserci una ragione nell’ostinazione con cui i giudici si accaniscono su Marjan Jamali, una donna di 29 anni, di Teheran, in attesa di giudizio in carcere dalla fine di ottobre perché indicata come scafista durante gli interrogatori in banchina, subito dopo lo sbarco, da tre uomini irakeni che durante la traversata verso la Calabria hanno tentato di stuprarla. Dopo che questo giornale ha riportato la denuncia sporta da Marjan nei confronti dei suoi violentatori presi per oracolo dagli inquirenti nonostante si siano dileguati e resi irreperibili appena firmata la dichiarazione d’accusa, alla ragazza è successo di tutto.
di Angela Nocioni
L’Unità, 30 aprile 2024
I due iraniani che accusano Maysoon Majidi sono in Germania, se li è dovuti andare a cercare il difensore perché la procura di Crotone ha preso per buona la traduzione e l’ha sbattuta in carcere. S’è dovuta occupare dell’Italia l’altro giorno la Hana Human Rights organization, di solito impegnata a denunciare le violazioni dei diritti delle persone compite dal regime degli ayatollah di Teheran. Increduli di fronte all’incubo giudiziario in cui è rinchiusa una nota regista e attivista curda per i diritti umani, Maysoon Majidi, 27 anni, arrestata a Capodanno a Crotone con l’accusa di essere una scafista e da allora in cella a Castrovillari senza possibilità di spiegare il (chiamiamolo) equivoco, hanno dovuto metter da parte per qualche ora gli ayatollah e occuparsi della repubblica italiana, la nostra.
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