di Venanzio Postiglione*
Corriere della Sera, 29 aprile 2024
Avvocata, prefetta, primaria (e femminicidio). Servono parole nuove, per battere antichi stereotipi: e la pedagogia del linguaggio passa da varietà e condivisione. Uomini e donne. Parole nuove contro stereotipi, ripartire da varietà e condivisione. “Lo so. Il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, figlio per dire figlio e figlia... La prima creatura non è una donna, è Adamo. Eva arriva dopo per divertirlo e combinare guai”. È scritto bene, vero? Infatti è una frase di Oriana Fallaci nel libro Lettera a un bambino mai nato. Sono passati 50 anni, ma forse non sono passati.
di Toni Nocchetti
La Stampa, 29 aprile 2024
Negli scorsi giorni è stata annunciata dal ministro della Lega Locatelli con toni entusiastici la approvazione della legge delega sulla disabilità. Più precisamente la ministra ha parlato di una rivoluzione culturale e civile per il nostro Paese e per le persone con disabilità. Se ci addentriamo nel merito del dispositivo governativo scopriamo che si dovrebbe definire per ciascuna persona con disabilità il progetto di vita individuale a fianco ai Lep (livelli essenziali di prestazioni ). Tutto perfetto. Sulla carta però. Solo sulla carta.
di Paolo Brera
La Repubblica, 29 aprile 2024
La domanda potrebbe essere formalizzata la prossima settimana. L’accusa è di crimini umanitari condotti sia a Gaza che in Cisgiordania. C’è un nuovo grosso guaio sulle spalle del governo israeliano. Mentre naviga a vista tra la pressione internazionale per le vittime civili della guerra scatenata dopo il 7 ottobre e le proteste interne sul fallimento degli obiettivi dichiarati - cioè liberare gli ostaggi e sconfiggere definitivamente Hamas - deve affrontare l’imminente decisione della Corte penale internazionale che, secondo indiscrezioni, nel corso della prossima settimana sarebbe pronta a chiedere l’arresto del premier Benjamin Netanyahu, del ministro della Difesa Yoav Gallant e del capo di Stato maggiore delle forze armate Herzi Halevi. L’accusa nei loro confronti è infamante: a tutti e tre vengono contestati crimini contro l’umanità commessi ai danni dei palestinesi.
di Michael Pauron*
Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2024
Come Londra si disfa del “problema” facendo felice il presidente Kagame che incassa centinaia di milioni di sterline. Ma a luglio si voterà e lo sfidante Habineza è contrario all’accordo. A un’ora di auto a sud di Kigali, la capitale del Ruanda, si trova il campo profughi di Gashora dove, dal 2019, in piccoli edifici bianchi e blu, sono accolti i richiedenti asilo provenienti da tutta l’Africa. Tutti sono stati evacuati attraverso la Libia, come previsto dal “Meccanismo per il transito di emergenza” gestito dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in accordo con il governo del Ruanda e l’Unione africana. Il programma è finanziato dall’Unione europea, con un budget di 25 milioni di euro per il periodo 2022-2026, in crescita rispetto ai 21,8 milioni per il 2019-2022. Questo accordo assomiglia molto al nuovo partenariato per la migrazione e lo sviluppo economico stretto tra Regno Unito e Ruanda, anche se certi aspetti sono leggermente diversi.
di Federico Rampini
La Repubblica, 29 aprile 2024
Classe 2024 o Generazione Gaza? La protesta dei campus universitari americani si allarga. Era cominciata negli atenei di élite frequentati soprattutto da privilegiati: Columbia, Harvard, Yale. Poi la bandiera palestinese è stata issata all’ingresso del New York City College, frequentato dai figli di operai e immigrati. Alle occupazioni di università sulle due coste, negli Stati Usa che votano democratico, si sono aggiunti atenei del Sud repubblicano. L’America fa il tifo per i giovani o è spaventata dalla loro violenza (verbale e non solo), si appassiona, si schiera e si divide sulla nuova emergenza.
di Diego Battistessa*
Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2024
La violenza in America Latina e nei Caraibi continua ad essere protagonista. È quanto è emerso da un incontro internazionale che si è celebrato per tutta la giornata del 23 aprile a Casa d’America nel cuore di Madrid, dal titolo appunto “Territorio di violenza. Il crimine in America”. In un intenso dibattito, con testimonianze e analisi di alto livello, si è discusso dei vari aspetti che alimentano questa spirale nella regione latinoamericana, utilizzando una prospettiva ampia che ingloba la geopolitica, le migrazioni, i femminicidi e la protezione dell’ambiente. Il punto di partenza lo offre InSight Crime, che nel suo report regionale riferito all’anno scorso spiega che “nel 2023 in America Latina e nei Caraibi sono state uccise almeno 117.492 persone, con un tasso di omicidi di 20 ogni 100.000 abitanti. Tuttavia, i dati sugli omicidi in molti paesi sono inesistenti o inaffidabili, quindi il numero reale è probabilmente più elevato”. Per riuscire a fare un confronto dobbiamo pensare che in Europa troviamo l’Italia con un numero di omicidi ogni 100mila abitanti pari a 0,6, in Germania 0,9, Regno Unito 1,2 e Francia 1,4.
di Franco Corleone*
lavitacattolica.it, 28 aprile 2024
L’anniversario della Liberazione - soprattutto in tempi torbidi - è una data che obbliga ad essere all’altezza di chi ha resistito alla dittatura e ha conquistato la democrazia. Il frutto straordinario fu la scrittura della Costituzione che rappresenta il patto della convivenza civile e alcuni articoli fondamentali sono destinati alle persone private della libertà. L’articolo 13 con il comma contro la tortura “È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”, l’articolo 27 con il principio intoccabile per cui “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” e infine l’articolo 32 che prevede che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”, senza discriminazioni ed esclusioni.
di David Allegranti
La Nazione, 28 aprile 2024
Le cronache sui presunti pestaggi all’Istituto Penale Minorile Beccaria - assolutamente da leggere quelle, dolorose ma necessarie, di Quotidiano Nazionale degli ultimi giorni - descrivono un quadro desolante. Che accada in un carcere che porta il nome di Cesare Beccaria contribuisce ad aumentare lo sconcerto: “Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa”, ha scritto l’autore del trattato “Dei delitti e delle pene”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 28 aprile 2024
Il ministro della Giustizia oggi accoglierà il Papa nel carcere femminile della Giudecca a Venezia: provo gratitudine. “Una sconfitta i suicidi in cella, al Beccaria violenze inaccettabili”. Il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia, che papa Francesco visita domenica, si trova nel carcere femminile della Giudecca. Una collocazione fortemente simbolica, a sottolineare la necessità di una vera, concreta e prodiga attenzione per un universo, quello carcerario, spesso ignorato - dalla politica, dai media e di conseguenza da milioni di cittadini - nonostante versi da anni in una condizione di profonda sofferenza. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato nel padiglione nei giorni scorsi. E vi torna in occasione dell’arrivo del Pontefice.
di Liana Milella
La Repubblica, 28 aprile 2024
Il meloniano affonda la proposta Giachetti che potrebbe dare respiro alle prigioni. D’Ettore garante dei detenuti? Lui è il Garante del governo. Anzi, di Fratelli d’Italia. L’hanno scelto loro. Anche se di carceri non s’è mai occupato. Carlo Nordio, un altro venuto fuori dal cappello dei meloniani, lo ha solo nominato. E dunque, se al governo non piace la “liberazione anticipata speciale” i due, il Guardasigilli Carlo Nordio e il Garante Felice Maurizio D’Ettore, si adeguano. Nordio l’ha liquidata perché “può suonare come una resa dello Stato”. D’Ettore ha diffuso presunti numeri per impallinarla. Cento suicidi in due anni come documenta Antigone? Un po’ di suicidi “sono inevitabili”, ha osato dire il Guardasigilli in Parlamento.
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