di Ilaria Dioguardi
vita.it, 24 agosto 2024
Il Guardasigilli, con le dichiarazioni degli ultimi giorni e con il decreto diventato legge lo scorso 7 agosto, ha manifestato la necessità di coinvolgere il mondo delle comunità per ridurre il sovraffollamento degli istituti penitenziari, per quanto riguarda i detenuti che devono scontare gli arresti domiciliari ma non hanno un proprio domicilio e quelli tossicodipendenti. Caterina Pozzi (Cnca): “La nostra paura più grande è che si vogliano creare piccoli penitenziari a gestione privata. Se è così ci opporremo”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 24 agosto 2024
“Ci sono disordini nel carcere di Reggio Calabria, dobbiamo risentirci”. Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa penitenziaria, come tutti i giorni è impegnato a monitorare la situazione, spesso esplosiva, nelle carceri italiane. Dopo qualche ora ci risentiamo e la situazione nel penitenziario calabrese, per fortuna, è rientrata, non si sono registrati feriti né tra i detenuti né tra gli agenti, mentre ci sarebbero danni alla struttura.
di Vanessa Ricciardi
Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2024
Altro che Silvio Pellico. Mentre è nell’aria una nuova riforma delle carceri, i celebri condannati intervengono a giorni alterni per contribuire al dibattito con i racconti delle loro prigioni: Marcello Dell’Utri, Salvatore Buzzi, Roberto Formigoni. Rispettivamente il fondatore di Forza Italia che ha scontato la pena per concorso esterno in associazione mafiosa; uno dei protagonisti dell’inchiesta romana “Mondo di mezzo”; e infine “il Celeste” ex presidente della Lombardia condannato per corruzione, riabilitato e in visita al Meeting di Comunione e Liberazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 agosto 2024
La prematura e drammatica scomparsa del garante D’Ettore può aprire un’altra battaglia nel centrodestra. La repentina e prematura scomparsa del presidente del collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Felice Maurizio D’Ettore, riapre a meno di un anno dalla sua nomina, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica il 23 dicembre 2023, un’importante partita politica. La scelta della terna voluta dal Governo Meloni aveva suscitato diverse polemiche. Il compianto D’Ettore, Irma Conti e Mario Serio - rispettivamente espressione di Fratelli d’Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle - avevano avuto nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato il voto a favore della maggioranza e del partito guidato da Giuseppe Conte. Ma tutto il resto dell’opposizione aveva sottolineato una mancanza di trasparenza nella selezione, non avendo neanche potuto audire i candidati.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 24 agosto 2024
La premier vuole spezzare l’intesa di Forza Italia con il Pd: l’obiettivo di Fratelli d’Italia è il rinvio del dibattito al 2025. Già a settembre la contromozione della coalizione in accordo con Palazzo Chigi per blindare le posizioni degli alleati. I parlamentari di Forza Italia dicono di non averlo visto mai elettrizzato come in questo periodo. Antonio Tajani, non solo non ha mollato la battaglia sulla cittadinanza ai figli di immigrati che hanno compiuto più di un ciclo scolastico, ma rilancia quotidianamente. Fosse anche solo per il calcolo cinico di aver compreso che lo ius scholae ha un mercato elettorale che dilata il potenziale bacino di consenso e dà una rinfrescata al partito, sta di fatto che per Tajani e per gli azzurri è una fonte di energia nuova che ha la capacità immediata di rimettere al centro della scena pubblica il partito fondato da Silvio Berlusconi.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 24 agosto 2024
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole. Che non ha niente di antico. Nel centrodestra si è aperta una furiosa battaglia politica non sulla presidenza della Rai, non sull’amministratore delegato di Leonardo e neppure sul prefetto di Bologna o sul nuovo sovrintendente di Roma o di Firenze. È una battaglia delle idee. Forza Italia si è impuntata su due questioni che sono legate ad una concezione generale di società, che è molto lontana dall’idea sovranista, leghista e con sfumature razziste, che domina nella componente più reazionaria dell’alleanza. Ha messo sul tappeto lo Ius Scholae e anche il problema delle carceri. L’approvazione di una misura come lo Ius Scholae permetterebbe a circa mezzo milione di ragazzi di acquistare la cittadinanza straniera.
di Carlo Morace*
Il Dubbio, 24 agosto 2024
Dopo la vicenda Toti il governo vuole ridurre l’uso o l’abuso della custodia cautelare. Nobile intento, peraltro in linea con quanto richiede da anni l’avvocatura, ma non può non rilevarsi l’anomalia di una proposta che proviene da chi ha dimostrato, con l’ultimo decreto carceri, che è del tutto disinteressato a risolvere il problema delle condizioni disumane, e dei correlati suicidi, nelle quali si trova chi vive in carcere, comprese le guardie penitenziarie. A fronte di ciò, viene da chiedersi a quale visione della giustizia penale risponde un approccio così diverso rispetto a principi gemelli quali il rispetto della dignità umana e della libertà personale. L’anomalia in realtà sta nel metodo, in quanto non è la singola modifica o innovazione che può lasciare il segno, al contrario la giustizia penale ormai da anni ha disperato bisogno di un intervento complessivo di riforma che la renda sostenibile. E infatti, se è vero che ridurre il numero dei processi, la durata degli stessi, eliminare la disumanità della detenzione in carcere, sono le priorità che ci segnala con insistenza l’Europa da circa 15 anni, si deve prendere atto che i risultati prodotti da interventi normativi isolati sono incredibilmente opposti a quelli auspicati.
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 agosto 2024
L’azzurro Zanettin: “Il divieto di ascoltare i colloqui dell’avvocato è già legge, e al Senato abbiamo già dato il primo ok su smartphone e limite dei 45 giorni”. A volte il problema del centrodestra, rispetto alle riforme della giustizia, è nell’ampiezza dei dossier e anche nella loro natura “multipolare”. La materia delle intercettazioni può essere considerata emblematica, di questo discorso. In teoria, il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe dovuto riservare a una revisione organica degli “ascolti” il secondo dei suoi “maxi- ddl” (la legge sulla separazione delle carriere fa “conto a parte”, visto che si tratta di una riforma costituzionale).
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 agosto 2024
Rispetto alla vecchia legge Pecorella il divieto riguarda solo alcuni casi Torna l’inappellabilità del pubblico ministero, seppure in versione ridotta rispetto all’assai contestata legge Pecorella del 2006. Da domani, la pubblica accusa non potrà più presentare appello contro tutte le pronunce di assoluzione emesse nei procedimenti per reati a citazione diretta. Il riferimento è ai casi di contravvenzioni o di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla detenzione. Per questi reati l’azione penale si esercita concitazione diretta davanti al giudice monocratico.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2024
L’istituzione dell’Ufficio del Processo rappresenta una delle riforme più significative nel panorama della giustizia italiana degli ultimi anni. Introdotto con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema giudiziario, questo organo ha il compito di supportare l’attività dei magistrati, contribuendo in modo determinante alla riduzione dei tempi processuali. Esso ha avuto un impatto significativo sulla riduzione dei tempi di giustizia, specialmente nei tribunali più affollati. Secondo i dati più recenti, l’introduzione di questo ufficio ha contribuito a smaltire un numero maggiore di fascicoli e a ridurre i tempi di attesa per i procedimenti civili e penali. Tuttavia, l’impatto varia notevolmente a seconda della corte e delle risorse disponibili.
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- Bari. Il viceministro Sisto in visita al carcere: “Spazi angusti e sovraffollamento”
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