di Lillo Montalto Monella
rainews.it, 1 maggio 2024
Il sovraffollamento in carcere resta il problema principale insieme al lavoro e alla salute. Seduti l’uno accanto all’altro, due Garanti dei detenuti di Udine. Ultimo giorno dopo il triennio di attività in carcere, in questo ruolo, per Franco Corleone che passa il testimone all’avvocato penalista, ex consigliere comunale, Andrea Sandra, nominato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Udine. Andrea Sandra: “ci sono problemi legati al sovraffollamento, la cosa principale, ma ci sono anche e soprattutto problemi legati alla salute dei reclusi, ma anche di coloro che in carcere ci lavorano, e sarà uno dei temi di massima attenzione”.
di Maria Vittoria Gaviano
La Nazione, 1 maggio 2024
Cna porta la formazione all’interno della Casa circondariale di Grosseto con due percorsi di qualifica per diventare curatore di interventi ortoflorovivaistici e operatore di lavorazione di prodotti panari, dolciari e da forno. Il progetto “Com.pa.i.o” finanziato dalla Regione Toscana, sostenuto dal Comune di Grosseto, promosso da Cna Servizi con Heimat, Cpia, il “Melograno” in collaborazione con l’azienda Favilli.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 1 maggio 2024
Il progetto di formazione e reinserimento al lavoro per le recluse coinvolte in laboratori di edilizia, idraulica, artigianato d’alta moda. “Qui c’è la centralina, qua il campanello, l’interruttore l’ho collegato alla lampadina… funziona!”. Non è semplice montare un generale su una barra Din, installare i differenziali magnetotermici con differenti amperaggi, mettere i salvavita, un ponte, scegliere i cavi, del colore giusto, da inserire nei morsetti, le entrate, le uscite. E non è facile nemmeno confezionare una rosa di petali di raso bianco da cucire su un abito da sposa per un atelier d’alta moda. Se dalla finestra, prima del verde fuori, si vedono le sbarre, forse è ancora più difficile. “Ma dicono che pagano bene, allora è il lavoro mio!”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 1 maggio 2024
Visitabile dai primi di maggio la parte del carcere dove sono stati reclusi i terroristi negli anni 70 e poi i mafiosi dopo le stragi di Falcone Borsellino. Un recupero realizzato dal Parco Arcipelago Toscano. Ma il resto dell’isola è in rovina. Le sbarre e le porte blindate sono azzurre come il mare che è lì fuori a pochi metri. Ma è un mare inaccessibile a chi finiva in queste celle minuscole. Siamo sull’isola di Pianosa, dentro un corridoio della “diramazione Agrippa”, che, dal 1977 per volontà del generale Dalla Chiesa, divenne carcere di massima sicurezza per i terroristi e, poi, per i mafiosi condannati al 41Bis, dopo le stragi Falcone e Borsellino. A partire dai primi giorni di maggio questi ambienti saranno visitabili dai turisti che arrivano sull’isola accompagnati dalle guide del parco dell’Arcipelago Toscano.
di Luca Mazza
Avvenire, 1 maggio 2024
Indagine delle Acli: il 20,9% delle occupate stabili ha un reddito sotto i 15mila euro annui (il 6% per gli uomini). Chi vive nelle aree interne in media guadagna oltre 3mila euro in meno. Il lavoro povero in Italia tende a essere una condizione “persistente”. Un tunnel in cui, una volta che ci si è scivolati dentro, diventa un’impresa ardua uscirne fuori e tornare a rivedere la luce. Un’emergenza che colpisce in particolare le donne e, a livello geografico, alcune aree del Centro e, soprattutto, le Regioni del Mezzogiorno. A scattare una fotografia nitida su quanto siano diffusi i cosiddetti working poor, i lavoratori poveri appunto, è una ricerca a cura dell’Iref (Istituto di ricerche educative e formative), grazie ai dati forniti dai Caf Acli. L’indagine è stata presentata in vista della festa del 1° maggio in un webinar organizzato da Avvenire e dalle Associazioni cristiane lavoratori italiani: “Povero lavoro, povero Paese: invertire la rotta è possibile”.
di Carlo Rovelli
Corriere della Sera, 1 maggio 2024
Greenpeace, la rete internazionale con tre milioni di sostenitori e uffici in 55 paesi, e Sbilanciamoci!, campagna che raccoglie 50 associazioni, entrambe impegnate su ambiente, solidarietà e pace, hanno realizzato un volume dedicato all’economia delle armi, che raccoglie la traduzione italiana del rapporto di Greenpeace “Arming Europe” sugli effetti della spesa militare in Italia e in Europa, e contributi di numerosi esperti sull’argomento. L’ebook è scaricabile gratuitamente dal 2 maggio 2024 sul sito Sbilanciamoci.info. Questa è la prefazione di Carlo Rovelli al libro.
di Francesca Mambro
L’Unità, 1 maggio 2024
Una svolta frutto di un’ampia mobilitazione e, fatto raro, di un accordo tra accusa e difesa. Melissa Lucio era stata accusata di aver causato nel 2007 la morte della figlioletta di due anni. Nel 2008 la condanna. Ma per i legali la bimba sarebbe morta a seguito di una caduta dalle scale. Il 12 aprile il giudice che in primo grado aveva condannato a morte Melissa Lucio, ha chiesto alla Corte d’Appello di annullare il verdetto di colpevolezza. L’atto formale del giudice Arturo Cisneros Nelson è considerato “un evento molto raro” nella prassi giudiziaria del Texas, ma non è una iniziativa spontanea del giudice. Melissa Lucio, oggi 55 anni, nata in Texas da genitori messicani, è stata condannata a morte nel 2008 con l’accusa di aver maltrattato la più piccola delle sue figlie, Mariah Alvarez, di due anni, causandone la morte, avvenuta il 17 febbraio 2007. In sede di autopsia sul corpo della bambina furono trovati diversi lividi, e i segni di una precedente frattura ad un braccio.
di Massimo De Carolis
Il Manifesto, 1 maggio 2024
Oggi che la democrazia israeliana è in agonia sotto i colpi del governo più autoritario e illiberale della sua storia, è diventato un comodo luogo comune ricordare che le istituzioni democratiche in Israele hanno convissuto per decenni con una politica di discriminazione feroce e di apartheid. Raramente ci si chiede invece per quale ragione non solo i coloni o i fanatici nazionalisti, ma anche una quantità di cittadini ragionevoli e sinceramente liberali si siano adattati, un passo alla volta, a tollerare ingiustizie clamorose, rimuovendole dalla conversazione pubblica come un tema scomodo e imbarazzante.
di Paola Caridi
L’Espresso, 1 maggio 2024
Ebreo statunitense, Nathan Thrall vive a Gerusalemme. Dove la strage su uno scuolabus pieno di bimbi palestinesi è stata accolta con un’esultanza da giovani israeliani di destra. Lo ha raccontato in un libro. Perché anche se non vede futuro, è convinto che raccontare le storie delle persone scuota le coscienze dalla crudeltà. Il livello è stato superato. “Stiamo assistendo a una deumanizzazione di una scala e di una profondità mai viste prima, ed è questo che mi fa disperare per il futuro di Israele e Palestina. E il peggio deve ancora venire”. Nathan Thrall non mostra alcuna speranza, mentre la guerra su Gaza supera i sei mesi e i 34 mila palestinesi uccisi, dopo che il 7 ottobre 2023 quasi 1.200 israeliani sono stati vittime dell’attacco terroristico di Hamas e del jihad islamico.
di Sara Volandri
Il Dubbio, 1 maggio 2024
I fatti avvenuti prima del 7 ottobre. Un’inchiesta che senz’altro raffredderà ancora di più i rapporti tra Washington e Tel Aviv, anche se per il momento il governo Netnyahu non ha commentato. Gli Stati Uniti hanno infatti giudicato colpevoli di “palesi violazioni di diritti umani” cinque battaglioni delle forze armate israeliane (Idf). A renderlo noto il Dipartimento di Stato americano, il quale ha specificato che i fatti sono avvenuti prima 7 ottobre, data dell’attacco terrorista da parte di Hamas contro Israele, in Cisgiordania e non nella Striscia di Gaza. In base a quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, si tratterebbe di quattro unità dell’esercito e una della polizia militare.











