di Antonio Palma
fanpage.it, 24 agosto 2024
La rivolta dei prigionieri sarebbe avvenuta durante una riunione della commissione disciplinare della colonia penale di Surovikino, nella regione di Volgograd. I servizi di sicurezza russi hanno riferito che almeno quattro agenti sono stati catturati e alcune guardie sarebbero state uccise. I rivoltosi avrebbero chiesto 2 milioni di dollari e un elicottero. Una violenta rivolta di detenuti è in corso in queste ore in una colonia penale di massima sicurezza in Russia. Lo ha riferito il servizio stampa del Servizio penitenziario federale russo. Come riportano le agenzie di stampa locali, la rivolta è scoppiata questa mattina, venerdì 23 agosto, in una colonia correzionale di massima sicurezza nella città di Surovikino, identificata col codice IK-19, nella regione di Volgograd.
agenzianova.com, 24 agosto 2024
Abrehe era stato arrestato dopo la pubblicazione di un libro critico nei confronti del presidente eritreo, Isaias Afwerki, intitolato “Hagerey Eritrea” (Il mio Paese, l’Eritrea). L’ex ministro delle Finanze eritreo Berhane Abrehe, 79 anni, è morto in carcere lunedì 19 agosto, dopo una detenzione in isolamento che durava dal 2018. Lo scrive in un comunicato l’organizzazione per la difesa dei diritti umani eritrea Hunan Right Council (Hrc), che ha sede nel Regno Unito. Abrehe era stato arrestato il 17 settembre di sei anni fa dopo la pubblicazione di un libro critico nei confronti del presidente eritreo, Isaias Afwerki, intitolato “Hagerey Eritrea” (Il mio Paese, l’Eritrea). Da allora era detenuto nel carcere di Carshelli, una grande prigione situata nel cuore della capitale Asmara.
di Donatella Stasio
La Stampa, 23 agosto 2024
Il giustizialismo con chi è stato condannato sta violando i diritti civili. Non si risolve il sovraffollamento delle celle pensando di costruire nuovi istituti. Con una lettera pubblicata su questo giornale, le detenute del carcere di Torino hanno scritto al presidente della Repubblica di aiutarle a rompere il muro di indifferenza sull’emergenza carcere alzato dal governo Meloni, sordo a qualunque grido di dolore, cieco di fronte all’inciviltà delle nostre prigioni, inflessibile verso chi marcisce in galera perché la pena deve essere “certa”, feroce verso chi protesta, e pazienza se i diritti fondamentali vengono calpestati, se si muore di carcere “naturalmente” o inalando gas oppure appesi a una corda.
di Franco Corleone
L’Espresso, 23 agosto 2024
Il decreto Nordio è un pasticcio che sulla liberazione anticipata sta facendo impazzire i magistrati. Bruno Visentini, una grande personalità legata a Treviso e a Venezia, metteva in guardia dal “filar caigo”, cioè filare nebbia. Il ministro Carlo Nordio invece si sta caratterizzando nel realizzare il nulla. Anzi sul carcere adotta misure inutili e dannose come ha fatto con il decreto numero 92, approvato con la solita doppia fiducia, senza discussione e confronto reale. Il risultato è un pasticcio che sta facendo impazzire i magistrati che dovranno decidere sulla liberazione anticipata. Per non parlare dell’albo di comunità chiuse per consumatori di droghe, con meno diritti del carcere, gestite da associazioni amiche e proibizioniste.
di Paola Binetti
ilsussidiario.net, 23 agosto 2024
Solo nel 2024 tra reclusi e agenti si sono suicidate 71 persone: il sistema penitenziario, però, deve dare al detenuto una nuova possibilità di vita. Nonostante il mondo scientifico abbia svolto molte ricerche per cercare di capire le ragioni per cui ad un certo punto una persona desideri togliersi la vita, il mistero resta comunque affidato alla libertà individuale e custodito nell’intimità personale. A volte è la letteratura, che nei suoi racconti o, meglio ancora, nei suoi romanzi, dischiude nuovi orizzonti in cui è possibile introdursi per cogliere, almeno ex post, il senso e il significato di determinati gesti. Ma prevederlo realmente, calcolare il famoso fattore di rischio, resta una delle imprese più difficili, soprattutto quando lo scenario è quello di un carcere.
di Luciano Giacobbe*
La Nuova Calabria, 23 agosto 2024
Sono trascorsi ormai quattro mesi dall’appello “Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti” con cui il Presidente della Repubblica invitava la classe politica del nostro Paese ad adottare, con urgenza, misure immediate per allentare il clima di tensione che si respira nelle carceri italiane, causato principalmente dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dall’inefficienza dell’assistenza sanitaria intramuraria e dalle Circolari del DAP sul trattamento penitenziario. Messaggio ribadito anche recentemente, quando il Presidente della Repubblica, condividendo con l’opinione pubblica la lettera dei detenuti del carcere Canton Mombello di Brescia (il secondo carcere più sovraffollato d’Italia), ha affermato: “la descrizione è straziante. Condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza. Indecorose per un Paese civile, qual è - e deve essere - l’Italia. Il carcere non può essere il luogo in cui si perde ogni speranza, non va trasformato in palestra criminale”.
di Sergio D’Elia*
Il Dubbio, 23 agosto 2024
D’Elia difende l’iniziativa giudiziaria contro via Arenula e dice: la legge di Giachetti e Nessuno tocchi Caino è alla Camera dal 2022, l’abbiamo sollecitata in tutti i modi. “Contro la criminalità politica e comune”, Pannella aveva promosso azioni politiche e giudiziarie e addirittura una lista elettorale, quella antiproibizionista sulla droga. Per perseguire i crimini contro l’umanità ha promosso l’istruzione di processi penali e l’istituzione di tribunali penali internazionali. Davanti al tribunale e nel carcere dell’Aja sono finiti e anche morti capi di stato come Milosevic.
di Liana Milella
La Repubblica, 23 agosto 2024
Un malore improvviso, il ricovero inutile in ospedale. Si apre adesso il problema della sua successione. Il co-garante Serio: “Era molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”. Un malore improvviso, forse un infarto, è costato la vita a Felice Maurizio D’Ettore, il Garante dei detenuti scelto dal Guardasigilli Carlo Nordio e al vertice della struttura da gennaio di quest’anno. Aveva solo 64 anni. Era in Calabria con la famiglia per qualche giorno di vacanza. Un malore improvviso, l’immediato ricovero in ospedale, dove poi è morto nel giro di una dozzina di minuti. A darne l’immediata notizia il giurista Mario Serio, civilista palermitano, che fa parte del collegio del Garante, e che descrive il suo presidente come “molto stressato nell’ultimo periodo e anche amareggiato per le polemiche sui suicidi”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 23 agosto 2024
Cordoglio unanime per la scomparsa del Garante dei detenuti. Il governo dovrà individuare un’altra personalità che continui il suo lavoro per affrontare l’emergenza carceri. Umanità, professionalità, generosità, disponibilità, ironia, giurista raffinato, con un grande senso delle Istituzioni. E si potrebbe continuare per molto a elencare le doti che tutti riconoscono a Felice Maurizio D’Ettore, presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, scomparso improvvisamente oggi a 64 anni all’ospedale di Locri, colpito da un infarto mentre era in vacanza con la sua famiglia.
di Gaetano Mineo
Il Tempo, 23 agosto 2024
Tornato libero lo scorso settembre, Salvatore Buzzi. Il cosiddetto ras delle cooperative romane è stato coinvolto nella maxi-indagine denominata Mondo di Mezzo. Dopo la condanna della Corte di Cassazione a 12 anni e 10 mesi di reclusione, Buzzi ha già espiato 6 anni e 7 mesi. Poi ha avuto la liberazione anticipata per circa un anno e due mesi. “Mi rimango 4 anni e 4 mesi che sto scontando in affidamento”, ci dice. E dopo la sua esperienza carceraria, è convinto che due sono le direttrici su cui agire: interventi immediati e ridurre drasticamente le pene detentive compensandole con quelle alternative.
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