di Ilaria Dioguardi
vita.it, 22 agosto 2024
In queste settimane il Lorusso e Cotugno di Torino è l’epicentro delle proteste per le condizioni di vita nei penitenziari italiani. Cosa sta succedendo? Parla il Garante Bruno Mellano: “Non semplifichiamo tutto sotto il termine “rivolta”. Distinguiamo gli episodi violenti da proteste e manifestazioni necessarie a richiamare l’attenzione su luoghi di grande sofferenza”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 22 agosto 2024
Il Garante dei detenuti di Milano, Franco Maisto: “Fase delicata per il nuovo direttore”. “L’istituto vuole mettersi alle spalle la vergogna degli agenti arrestati per tortura”. Ancora una notte di tensioni e violenze, nel carcere minorile Beccaria di Milano. E ancora una volta le dinamiche non sono affatto chiare e divergono su punti sostanziali, a seconda se a riferire i fatti sono certi sindacati di polizia penitenziaria oppure altri osservatori dell’Istituto penale per minori (Ipm) milanese. L’unica cosa inequivocabile è il numero di persone finite al pronto soccorso intossicate dal fumo che si è sprigionato da un rogo in una cella: tre detenuti e sei poliziotti, di cui uno anche con trauma cranico. Nessuno è stato ricoverato.
di Massimo Lensi
Corriere Fiorentino, 22 agosto 2024
Ho perso il conto di quante delegazioni sono andate in visita al carcere di Sollicciano negli ultimi due mesi. Un via vai continuo. Qualche giorno fa anche Matteo Renzi ha visitato il nostro istituto di pena, carcere ributtante della capitale della “bellezza” (ironico). Quando ero consigliere provinciale, l’allora giovane presidente della Provincia Renzi rispose al mio appello aderendo alla “doverosa e bella” richiesta di Marco Pannella. Renzi dichiarò che la battaglia per l’amnistia era “impegno morale, civile e sociale della comunità italiana”. Poi, da presidente del Consiglio, cambiò idea. Niente di male, si cambia idea nella vita. Figuriamoci, non sono certo un moralista o un censore delle idee altrui. Il senatore all’uscita del carcere ha, poi, così commentato: “Noi siamo qui per dire che è giusto che chi ha sbagliato paghi ma è anche allo stesso tempo giusto che lo Stato non sia fuori legge”. Dichiarazione irreprensibile.
napolitoday.it, 22 agosto 2024
La denuncia della deputata di Forza Italia, Annarita Patriarca. “La situazione nel carcere di Poggioreale è particolarmente critica: su una capienza teorica di 1.600 posti (ridotti però a 1.300 per la chiusura per lavori di un padiglione che riaprirà non prima di tre anni) ci sono 2.056 detenuti di cui circa 800 in custodia cautelare. Molte celle hanno fino a nove letti. Di fatto, a Poggioreale ci sono oltre 700 detenuti in più del consentito”. Lo ha detto la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca, componente dell’ufficio di presidenza di Montecitorio e membro della commissione Giustizia, a conclusione della visita tenutasi questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale, a Napoli, nell’ambito del progetto “Estate in carcere”, promosso dal segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Alla visita hanno preso parte, tra gli altri, anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e il presidente della Camera penale di Torre Annunziata Renato D’Antuono.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 22 agosto 2024
La protesta dei detenuti del reparto “Avellino”. L’allarme dei sindacati: aggressioni agli agenti, risse e atti autolesionistici sono all’ordine del giorno. Nel carcere di Poggioreale, il più affollato d’Europa, nel pomeriggio, un detenuto ha incendiato un materasso e nell’istituto di pena si è scatenato il caos. La vicenda è stata raccontata da Tiziana Guacci, segretario per la Campania del Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “Un detenuto italiano, recluso al 416 bis, del primo piano del Reparto Avellino (in cui sono presenti 151 detenuti) aveva una visita programmata di mattina: in prima battuta - spiega Guacci - ha rifiutato la visita, poi ci voleva andare, ma purtroppo per lui, la visita era già stata annullata. Poi, verso le 15, ha chiamato dicendo che si sentiva male. “Mentre il collega apriva per farlo scendere al pronto soccorso per le cure del caso - aggiunge Guacci - i detenuti hanno prima dato vita alla battitura e poi incendiato un materasso nella sezione”.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 22 agosto 2024
Spazi minuscoli e detenuti malati che chiedono aiuto “Ma i medici non vogliono più lavorare in questo posto”. Sono le 6 di un martedì pomeriggio. È il 20 agosto. Sono appena uscita dalle Vallette, dopo 6 ore. Mezza giornata in carcere non basta per comprenderlo ma sicuramente è abbastanza per cogliere aspetti che nel “mondo dei liberi” faticano a saltare agli occhi. I padiglioni di cui quotidianamente si sente parlare non si vedono da fuori. Edifici bassi, vecchi e mai ristrutturati che lasciano intuire siano abitati solo da dettagli come le scarpe annodate alle sbarre delle finestre.
bolognatoday.it, 22 agosto 2024
In visita alla Dozza, Roberto Cavalieri fa il punto dopo i recenti episodi di violenza. Fp Cgil: “Situazione destinata a peggiorare se non si risolvono i problemi”. “È sempre più chiaro il fatto che il carcere da solo non ce la può fare”. Dopo i recenti episodi di disordine all’interno delle case circondariali bolognesi - tra cui, per ultimi, una rissa tra detenuti nella Dozza e un’aggressione nell’Istituto penale minorile in via del Pratello che hanno causato il ferimento di alcuni agenti penitenziari - sulla questione delle condizioni di vita e di sicurezza negli istituti carcerari interviene anche Roberto Cavalieri, Garante dei detenuti dell’Emilia Romagna al termine della visita all’interno della Dozza insieme al garante comunale, Antonio Iannello: “È sempre più chiaro - ribadisce Cavalieri - come l’opera di trattamento dei detenuti da parte delle carceri sia incapace di fare fronte alle complessità e criticità di cui sono portatori i detenuti”.
di Micaela Romagnoli
Corriere di Bologna, 22 agosto 2024
L’assessore comunale Rizzo Nervo e il Pratello: “Dovrebbe pensarci lo Stato”. “L’allarme dei sindacati lo abbiamo rilanciato diverse volte anche dal consiglio comunale. La situazione nell’istituto penitenziario minorile resta preoccupante e in estate purtroppo lo è ancora di più”. A dirlo è l’assessore comunale al Welfare, salute e nuove cittadinanze Luca Rizzo Nervo, commentando l’ennesimo caso di aggressione al carcere minorile del Pratello, accaduto nei giorni scorsi, ai danni di un agente della polizia penitenziaria e del comandante di reparto: stavano portando a termine il trasferimento di un detenuto che, rifiutando di farsi ammanettare, li ha feriti.
parmatoday.it, 22 agosto 2024
L’appello della Garante dei diritti dei detenuti, Veronica Valenti: “Stiamo raggiungendo dei numeri record di suicidi. Mai così a Parma. Ecco cosa abbiamo chiesto al ministro Nordio nell’incontro del 7 agosto”. La casa circondariale di via Burla vive una situazione drammatica, di piena emergenza. Dopo il terzo suicidio in otto mesi, l’aria nel carcere di Parma si è fatta ancora più pesante. Dal problema del sovraffollamento alla liberazione anticipata (prevede l’innalzamento della detrazione da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata) proposta dall’esponente di Italia Viva, Roberto Giacchetti, fino ai detenuti che devono scontare una pena inferiore a un anno.
di Francesco Ferrari
santalessandro.org, 22 agosto 2024
Riprendere in mano la propria vita, dentro un percorso di cura, fatto di una dimensione familiare, la ripresa dei ritmi di lavoro e la costruzione di legami positivi: Casa Samaria da una ventina d’anni è uno dei tanti servizi offerti dall’Istituto Palazzolo a Bergamo. Una realtà piccola (ospita al massimo sei donne) che offre però un segno di cura prezioso: la costruzione di progetti alternativi alla detenzione in carcere che permettono poi un positivo reinserimento nella società. “Casa Samaria è nata nel 2005, dalla riflessione portata avanti insieme dai cappellani delle carceri, da Caritas e dalle suore delle Poverelle - racconta suor Margherita Gamba, superiora della Casa -. Ci siamo chiesti cosa potevamo offrire alle donne quando uscivano dal carcere o prima di uscire, per evitare che i trovassero da sole fuori dal carcere, senza sapere dove andare”.
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