di Nello Trocchia
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Alla guida del Dap c’è Giovanni Russo, un magistrato di lungo corso che finora non ha inciso sul sistema. Per i sindacati racconta una realtà che non esiste. Il direttore di un istituto spiega l’abbandono nel quale operano i dirigenti: “Non ci ha mai ascoltati, la distanza è ormai incolmabile”. “Un numero due passato presto all’irrilevanza”. La frase, pronunciata da un funzionario che conosce bene il carcere, descrive vita, opere e fallimenti di Giovanni Russo, magistrato e dal dicembre 2022 capo dell’amministrazione penitenziaria. Il Dap è il dipartimento del ministero della Giustizia che dovrebbe occuparsi dell’universo carcere. Il condizionale è d’obbligo, visto che il sistema è ormai collassato. Uno stallo che è dovuto anche al conflitto tra le anime che convivono nel palazzo di via Arenula e che hanno trovato, quasi due anni fa, una complicata mediazione puntando proprio su Russo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 21 agosto 2024
Nominato dalla maggioranza senza audizioni, l’Ufficio del Garante non ha di fatto rilasciato dichiarazioni sull’emergenza carcere, ma solo report numerici. A sopperire sono intervenuti i Garanti territoriali. Che fine ha fatto il Garante nazionale delle persone private della libertà? Nella drammatica crisi del nostro sistema di detenzione, con un sovraffollamento medio del 130 per cento e un numero record di suicidi sia di detenuti che di poliziotti penitenziari, la voce del soggetto indipendente deputato a intervenire non si sente. Dall’Ufficio del Garante - composto dal presidente ed ex deputato di Fratelli d’Italia Felice d’Ettore, da Irma Conti e Mario Serio - non è arriva alcuna dichiarazione per chiedere un impegno maggiore del governo o interventi anche di tipo emergenziale per fare fronte a un agosto dalle temperature torride in strutture detentive ormai ben oltre i limiti della capienza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Il presidente del sindacato delle toghe prova a rompere il muro insieme a Md e AreaDg. Ma al momento prevale la magistratura più “conservatrice”. Due giorni fa l’Associazione Nazionale Magistrati si è affrettata a diramare una breve nota per ribattere in merito alla querelle sollevata dal Giornale su un presunto complotto tra magistratura, stampa, politica contro la sorella della premier Giorgia Meloni. Un ritrovato protagonismo che arriva dopo un silenzio “ostinato” perché nessun comunicato in queste ultime settimane sulla questione carceraria?
di Luca Casarini
L’Unità, 21 agosto 2024
Un provvedimento immediato, utile a fare uscire una quota di esseri umani, e i 28 bambini per primi che sono un abominio, in modo da rispondere subito al grido di sofferenza e di morte che da anni giunge dal carcere, dovrebbe essere un atto “ovvio” per chiunque si dica umano. Si può discutere di tutto. Del sistema penale, della sua deriva dallo stato di diritto allo stato di polizia. Della giustizia, che è subordinata alla diseguaglianza materiale nella quale la legge non è uguale per tutti. Dall’altro canto i governanti potrebbero invece opporre l’idea che questo è il modo migliore possibile di gestire una dinamica sociale, per impedire la guerra civile e il disastro totale. Potrebbero dire, e lo dicono, che l’alternativa può essere anche peggio, sventolando le foto con gli impiccati di Teheran.
di Elisa Calessi
Libero, 21 agosto 2024
Il segretario Magi: “Liberazione anticipata dei detenuti e capienza fissata per legge in ogni istituto penitenziario”. Il Verde Bonelli: “Bloccare subito il decreto Nordio”. Prevedere il “numero chiuso” per l’ingresso nelle carceri. Un po’ come si fa per alcune università. La proposta è di Riccardo Magi, segretario di +Europa, e si aggiunge à dibattito innescato, come ogni estate, ma forse quest’anno di più, dall’inaccettabile sovraffollamento delle carceri e dai troppi casi di suicidi. “Il governo”, ha spiegato il segretario di +Europa, “ha una responsabilità politica diretta della situazione drammatica delle carceri”.
di Andrea Delmastro*
Libero, 21 agosto 2024
C’è da chiedersi perché gli esecutivi precedenti non siano intervenuti: la sinistra si ricorda delle condizioni di vita dentro le celle solo quando è all’opposizione. I numeri dimostrano che le misure alternative funzionano. Caro direttore, ho letto la riflessione che lei ha aperto sul sovraffollamento e sulla necessità di un imponente piano di edilizia carceraria, Condivido integralmente il suo pensiero e il governo sta agendo coerentemente: da quando sono nato esiste il sovraffollamento, da quando sono nato ciclicamente arrivano svuota-carceri, variamente definiti, che altro non rappresentano che colpi di spugna che erodono la certezza della pena e aggravati dal fatto che non hanno funzionato se siamo in queste condizioni.
avellinotoday.it, 21 agosto 2024
Il sindacato vorrebbe che si istituisse tale giornata il 3 settembre, giorno dell’anniversario dell’assassinio del Generale Dalla Chiesa. “Lo Stato dev’essere presente e visibile.” Le parole di Carlo Alberto Dalla Chiesa riecheggiano come un’accusa in un sistema carcerario che di visibile ha solo le mura di cinta. L’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) propone di istituire il prossimo 3 settembre, anniversario dell’assassinio del Generale Dalla Chiesa, una giornata di verità sulle nostre carceri.
di Liana Milella
La Repubblica, 21 agosto 2024
Dalla legge-bavaglio alla separazione delle carriere alle modifiche sulla Severino, il centrodestra accelera. Nel mirino di Nordio la custodia cautelare. Potrebbe passare alla storia come “l’autunno caldo” della giustizia. Per via della forza dei numeri di una maggioranza di governo che, proprio se si parla di arresti e inchieste, vede in piena sintonia le idee e soprattutto le proposte di Enrico Costa di Azione. Non fosse bastato il bavaglio ai giornalisti - segreta l’ordinanza di custodia cautelare, tranne il solo capo d’imputazione, cioè poche righe, “grazie” al sottosegretario Andrea Delmastro che sta per arrivare in consiglio dei ministri - ecco l’ultimissima idea di Costa, l’intervento del giudice disciplinare sui magistrati nei casi di un’accertata ingiusta detenzione.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Nei giorni dello scontro più duro con la magistratura, la premier Meloni fa sapere che non ha alcuna intenzione di trattare sulle riforme in agenda. E così, nei giorni del presunto complotto contro la sorella, il governo tira dritto sulla separazione delle carriere. Per Santalucia le polemiche servono ad accelerare la riforma. Pagano (Fi): “Avanti come previsto”. “Vengono costruite ad arte insidie del tutto inconsistenti per poi poter dire che la magistratura va riformata e dare così sostegno a riforme improvvide come quelle in cantiere”. Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, nell’intervista concessa ieri a Repubblica per rintuzzare la tesi della maggioranza secondo cui vi sia una trama occulta delle toghe per indagare la sorella maggiore della premier e azzoppare così il governo, con un volo semi- pindarico ha finito per svelare ancora una volta cosa preme maggiormente ai magistrati in questa fase. Rifiutando sdegnosamente la teoria del complotto delle toghe, infatti, Santalucia ha montato quella del complotto contro le toghe, il cui fine primario del governo e dei media fiancheggiatori sarebbe quello portare a casa la contestata riforma dell’ordinamento giudiziario, licenziata dal Consiglio dei ministri prima delle elezioni europee, contente la separazione delle carriere e attualmente in esame alla commissione Affari costituzionali di Montecitorio, dove prima di entrare nel merito del provvedimento dovrà essere svolto un ciclo di audizioni. Il polverone sollevato dalle presunte indiscrezioni circa l’inchiesta a carico di Arianna Meloni per traffico d’influenze, dunque, stando alle tesi del numero uno dell’Anm, servirebbe non tanto per stoppare eventuali azioni della magistratura politicizzata, quanto per facilitare il percorso del ddl Nordio. Nello scontro ormai trentennale tra poteri che accompagna vita politica italiana vi sono fasi acute come la presente, e Santalucia continua a lavorare per sbarrare il passo alla riforma più invisa. Tanto che, alla domanda se la polemica di questi giorni fosse il pretesto per fare la riforma più in fretta, ha risposto “è assolutamente probabile”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 agosto 2024
Il deputato di Azione annuncia un emendamento al ddl Sicurezza. Dal 2018 al 2023 abbiamo speso più di 190 milioni, sanzioni solo nello 0,2% degli errori. “A settembre presenterò un emendamento al ddl sicurezza per fare in modo che ogni fascicolo di ingiusta detenzione pagata dallo Stato venga automaticamente trasmesso al titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, e anche alla Corte dei Conti. Oggi a pagare è solo lo Stato, non chi sbaglia”. Questo l’annuncio lanciato dal deputato e responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa dalla piattaforma X.
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