di Giacomo Urbano*
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2024
Ora che nel tirocinio formativo dei magistrati si vuole prevedere per legge (proposta presentata alla Camera l’1.08) la lettura obbligatoria di Sciascia e Manzoni e uno stage in carcere di 15 giorni, pernottamento incluso. Ora che la fiducia nella giustizia è al minimo storico e gli aspiranti giudici studiano sul libro del prof. Gazzoni in cui si legge che “i magistrati uomini sono psicolabili e le donne instabili sulle vicende familiari”. Ora che l’emergenza principale del Paese è la separazione delle carriere. Ora che con l’ennesimo intervento sul codice di procedura penale si è accentuata la sfiducia nel pm. Ora, dunque, portiamoci avanti e immaginiamo a quale delle categorie di don Arena del Giorno della civetta appartiene l’umanità del giudice Bellodi, quella umanità “bella parola piena di vento” del romanzo. E così se si vuole imporre Sciascia per essere un buon magistrato, si può pensare di ragionare con il linguaggio degli scrittori e con il metro della poesia piuttosto che con quello delle pandette.
di Simone Durante
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2024
L’intelligenza artificiale (AI) è spesso presentata come la prossima grande rivoluzione tecnologica, capace di trasformare radicalmente ogni aspetto delle nostre vite. Eppure, in Italia, c’è un aspetto critico che tende ad essere trascurato: la capacità dei cittadini di comprendere e utilizzare queste tecnologie avanzate. Secondo i dati più attendibili forniti dall’indagine Piaac-Ocse del 2019, in Italia il 28% della popolazione tra i 16 e i 65 anni è analfabeta funzionale. Questo significa che quasi un terzo della popolazione non è in grado di utilizzare efficacemente le abilità di lettura, scrittura e calcolo necessarie per affrontare le sfide quotidiane, figuriamoci per comprendere il funzionamento dell’intelligenza artificiale.
di Grazia Longo
La Stampa, 21 agosto 2024
Il presidente emerito della Corte costituzionale: “Le Regioni non possono andare in ordine sparso. L’Italia laica e pluralista segua la sentenza della Consulta. Le linee guida del Vaticano sono un aiuto”. “Serve una legge sul fine vita, nel solco di quanto stabilito e confermato dalla Consulta per cui è incostituzionale la punizione di una persona che aiuta a morire un malato che si trovi in quattro precise condizioni”. Lo ribadisce Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale ed ex ministro della Giustizia.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 21 agosto 2024
La tragedia di Palermo, con la mobilitazione per salvare i sopravvissuti e trovare i dispersi, ci spinge a una riflessione ulteriore: perché coi migranti non accade? Ci sono naufraghi e naufraghi. Non sorprende l’emozione suscitata e la grande mobilitazione per trarre in salvo le persone (occidentali e benestanti) coinvolte nel naufragio del mega-yacht Bayesian, nave a vela di 56 metri di lunghezza, al largo di Porticello, 20 chilometri da Palermo. C’è trepidazione per i sei dispersi, tra cui il tycoon tecnologico Mike Lynch, il Bill Gates britannico, mentre i quindici salvati sono stati immediatamente condotti al pronto soccorso di Termini Imerese. Sempre in mare si dovrebbe agire così, sempre si dovrebbe palpitare per la sorte dei naufraghi, sempre bisognerebbe ricoverare a terra gli scampati il più presto possibile.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 21 agosto 2024
Il coraggio di denunciare caporali e sfruttatori. Trovando per fortuna chi ascolta, aiuta, protegge. Accade al Nord come al Sud, con numeri importanti: 46 braccianti pachistani e afghani a Pordenone, 40 nordafricani a Paternò e Scordia, nel Catanese. Con processi che hanno portato alla condanna di caporali e sfruttatori e a una nuova vita degli immigrati, con permesso di soggiorno e un vero lavoro. “Dopo che abbiamo appreso come stavano le cose per noi, ho deciso che ne avevo abbastanza di essere sfruttato e trattato come uno schiavo”.
di Lorenzo Nicolao
Corriere della Sera, 21 agosto 2024
La maggioranza vive al Nord e ha origini romene e albanesi. Il 25% degli aventi diritto studia in Lombardia. Tra le altre nazionalità interessate anche quelle cinesi e marocchine. L’acquisizione della cittadinanza italiana è nuovamente al centro del dibattito politico, dopo l’apertura di Forza Italia all’introduzione dello Ius scholae. Un cambiamento, che legherebbe l’acquisizione della cittadinanza al compimento di un intero ciclo di studi (secondo precedenti formulazioni discusse in Parlamento chi ha frequentato regolarmente per almeno 5 anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione) riguarderebbe oltre 300mila dei 914.860 alunni che studiano in Italia e non hanno ancora compiuto 17 anni.
di Salvatore Fachile*
Il Manifesto, 21 agosto 2024
Il coinvolgimento dell’Unhcr nel protocollo Roma Tirana non rischia solo di legittimare un progetto che ha l’obiettivo di cancellare il diritto d’asilo, ma innesca una dinamica mistificatoria nei confronti dell’opinione pubblica e della società civile che contro un simile proposito dovrebbero battersi. L’Unhcr era stata inizialmente esclusa dal governo dall’operazione Albania, dall’apertura di un centro fuori dal territorio italiano per portare a termine concettualmente l’operazione di esternalizzazione del diritto di asilo.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 agosto 2024
Dopo un Decreto che è sembrato fatto apposta per ostruire la legge di Giachetti, l’attenzione mostrata dai grandi media sul dramma penitenziario può spingere l’esecutivo a un vero cambio di passo. a partire da una “alleanza” a portata di mano. Prima le proposte deflattive indicate alla Camera, poi la crescente enfasi dei report sul sovraffollamento: così l’Autorità nazionale apre la strada ai rimedi di Nordio. Ferragosto in carcere: è ormai un tòpos della politica. Un rituale. Forse una banalizzazione, almeno rispetto al puntuale e, fino a qualche anno fa solitario, gesto di Marco Pannella, dei “suoi” radicali e degli avvocati, naturalmente. Ma anche i gesti più ritualistici che animati da volontà di cambiamento possono produrre, in modo involontario, effetti utili.
di Guido Boffo
Il Messaggero, 20 agosto 2024
Uno dei temi drammatici dell’estate, ma siamo sicuri che lo resterà anche nelle prossime stagioni, e nei prossimi anni, è il sovraffollamento carcerario. Tanto per rendere l’idea: al 29 luglio le carceri italiane ospitavano 61.134 detenuti, rispetto a 47.004 posti disponibili: dunque ci sono 14.130 persone che vivono in condizioni estreme, e hanno già varcato la linea sottile tra pena e penosità. È evidente che l’opinione pubblica, al di fuori dalle associazioni che se ne occupano per missione, sia emotivamente soltanto sfiorata da questa emergenza, che riguarda i paria della nostra società, i delinquenti al netto di errori giudiziari, quelli che se lo sono meritato. Ma in proposito la Costituzione italiana parla chiaro: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27). Nelle carceri italiane la rieducazione è un lusso e la sopravvivenza una scommessa quotidiana, anche per chi sta dall’altra parte delle inferriate, le guardie carcerarie e il personale civile degli istituti, sottoposti a un livello di stress insopportabile. Non si contano ormai le rivolte e le aggressioni. Quanto al senso di umanità, il livello di osservanza è ben illustrato dal dato drammatico dei suicidi nelle nostre strutture penitenziarie: solo quest’anno 63, il 43% in più del 2023.
di Alessandro Stomeo*
lecceprima.it, 20 agosto 2024
“Frottole sovraffollate” è il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio che si legge sul Fatto Quotidiano dello scorso 26 luglio; il sarcasmo, o il cinismo, dell’autore lo porta a “scherzare” con il fenomeno del sovraffollamento carcerario e, ancora peggio, con la tragedia umanitaria dei suicidi all’interno delle strutture penitenziarie, 62 detenuti e 7 agenti di Polizia penitenziaria nel 2024, in soli 8 mesi, hanno deciso di togliersi la vita. Travaglio sostiene che il problema del sovraffollamento non sia reale ma frutto di un equivoco nei calcoli visto che la legge sull’Ordinamento Penitenziario del 1975 prevedrebbe 9 metri quadrati per ogni detenuto mentre altre fonti, come la Corte di Strasburgo, ne prevedono 3. Così, secondo Travaglio, le carceri italiane risulterebbero sovraffollate solo perché il parametro di riferimento normativo italiano, i 9 metri quadrati per ogni detenuto, è più ampio di quello europeo che ritiene bastevoli 3 metri quadrati per ogni detenuto per essere in regola con le capienze.
- Caro Giachetti, sono d’accordo con la tua proposta, anzi servirebbe amnistia e indulto, non con la denuncia a Nordio
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