vita.it, 24 aprile 2024
Il bando promosso dall’impresa sociale “Con i Bambini” ha l’obiettivo di contrastare i fattori di marginalità sociale che derivano dalla reclusione di uno o entrambi i genitori. Sono 18 i progetti selezionati con il bando “Liberi di crescere”, promosso dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con un contributo complessivo di dieci milioni di euro, volti a sostenere l’integrazione sociale di bambini e ragazzi figli di persone detenute, favorendone la continuità affettiva nei confronti del genitore ristretto. Un programma di interventi principalmente a carattere socio-educativo, con l’obiettivo di contrastare i fattori di marginalità sociale che derivano dalla reclusione di uno o entrambi i genitori e che impattano negativamente sul processo di crescita dei bambini e ragazzi figli di persone detenute e sul benessere dei relativi nuclei familiari, spesso sfociando in situazioni di povertà educativa.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 24 aprile 2024
I disegni di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati e sulla riforma del Csm sono ancora in fase di elaborazione. Ma Meloni vuole dare un segnale di svolta sulla giustizia prima delle elezioni. C’è da aspettare ancora alcuni giorni per la messa a punto da parte del ministero della Giustizia dei disegni di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati e sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura (oppure dei Consigli superiori, visto che la separazione delle carriere potrebbe portare alla creazione di due Csm separati). Il pacchetto di riforme non è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri, in quanto i provvedimenti sono ancora in fase di elaborazione. C’è chi non esclude che i testi possano essere presentati alla prossima riunione del 30 aprile, ma lo scenario più probabile è che ciò avvenga verso metà maggio. La premier Meloni, come riferiscono fonti vicine a Palazzo Chigi al Foglio, ha tutta l’intenzione di dare un segnale di svolta sulla giustizia prima delle elezioni europee.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 24 aprile 2024
I nuovi strumenti verranno usati anche nei Tribunali, ma mai per prendere decisioni. Il governo italiano è stato il primo esecutivo europeo a legiferare in materia di Intelligenza artificiale, dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo dell’AI Act. L’apprendimento profondo e l’elaborazione del linguaggio naturale da parte del computer sono destinati nel giro di poco tempo ad entrare anche nel lavoro dei professionisti. Questo tema è stato affrontato dal Consiglio nazionale forense nel corso del G7 delle avvocature, svoltosi una settimana fa. L’intervento di ieri del governo chiarisce che nell’ambito delle professioni intellettuali l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale “è consentito esclusivamente per esercitare attività strumentali e di supporto all’attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera”. Vengono, inoltre, evidenziati alcuni obblighi di chiarezza e trasparenza da parte del professionista. Pertanto, “per assicurare il rapporto fiduciario” con il cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista “sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo”.
di Giampaolo Chavan
Corriere del Veneto, 24 aprile 2024
La Corte Costituzionale riconosce a un migrante il diritto a restare in Italia: lavora, ha famiglia e nessun altro guaio con la legge. Si può ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro anche se si è stati condannati per spaccio, ma solo nella forma della più lieve entità. Sta tutto in questo principio il lieto fine della storia di un magrebino di 37 anni, ora regolare in Italia. I giudici amministrativi di secondo grado hanno ordinato alla questura di Padova di rilasciare il lasciapassare dopo averglielo negato nel 2020 in quanto il migrante era stato condannato ad un anno di carcere con pena sospesa due anni prima.
di Alessia Candito
La Repubblica, 24 aprile 2024
La Conferenza nazionale dei Garanti sottolinea il fabbisogno di psicologi, psichiatri e pedagogisti. L’ispezione al Malaspina del senatore dem Nicita: “Assistenti sociali disponibili solo tre ore al giorno”. Tre morti da gennaio a oggi. Otto in tutto il 2023, fra cui due persone che si sono uccise digiunando per mesi senza che nessuno intervenisse, più tre che da malate si sono spente in cella. La Sicilia non sfugge all’ecatombe registrata dall’associazione Antigone nelle carceri italiane. “Se questo trend dovesse proseguire - lancia l’allarme il Garante cittadino per le persone private della libertà personale, Pino Apprendi - c’è il rischio non solo che si raggiungano i numeri dell’anno scorso, ma che si superino anche quelli del 2022”. Un anno record, con 85 persone che si sono tolte la vita in un istituto di pena. Alla base, le ferite ormai incancrenite del sistema carcere in Italia, che in Sicilia hanno riproduzione fedele.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 24 aprile 2024
Interrogati sei agenti, gli altri saranno ascoltati nel weekend. L’inchiesta dei pm di Milano continua. Torturavano i detenuti perché si sentivano “abbandonati a loro stessi”, “senza controlli gerarchici, senza aiuto da parte della struttura, incapaci di gestire le situazioni”. Questa è la spiegazione che hanno dato cinque dei sei agenti (uno si è avvalso della facoltà di non rispondere) interrogati ieri dal gip di Milano Stefania Donadeo, dopo l’operazione che ha portato alla scoperta del “sistema Beccaria”, un grande insieme di violenze e vessazioni portate avanti per molto tempo dai poliziotti penitenziari ai danni dei reclusi del carcere minorile milanese. In tredici sono stati arrestati, altri otto invece sono stati sospesi dal servizio. Pesantissimi i reati contestati: maltrattamenti a danno di minori, anche mediante omissione, aggravati dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di tortura; concorso nel reato di lesioni in danno di minori, aggravate dai motivi abietti e futili e concorso nel reato di falso ideologico. È la prima volta che una cosa del genere accade in un istituto penale per minorenni.
di Monica Serra
La Stampa, 24 aprile 2024
“Oggi tutti i colleghi hanno mandato malattia nel pomeriggio, vogliono mandarla a oltranza. È una protesta verso il comandante nuovo e il direttore”. Una protesta a suon di certificati medici che, da quel che emerge, non era stata concordata col sindacato. A raccontarlo al segretario nazionale del Sappe Francesco Pennisi (non indagato) al telefono è uno degli agenti della Penitenziaria. Intercettato, gli spiega che “in passato quando accadevano episodi “spiacevoli” col comandante Ferone si lavorava bene”, “lui giustamente ci salvava” mentre “la nuova comandante non guarda in faccia nessuno”. È Pennisi a rispondere: “Ma questa è assegnata provvisoriamente? Adesso chiamo, faccio chiamare, gli dico di cacciarla via subito perché se no qua succede l’inferno”.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 24 aprile 2024
Un anno fa ha dato avvio con la sua denuncia all’inchiesta della procura che ha portato all’arresto di 13 agenti e alla sospensione di altri 8: “Provo dolore per quanto accaduto”. “Un’isola di illegalità”, all’interno della quale si respirava “un clima di terrore”, mentre alcuni agenti pensavano di essere “padroni del carcere”. Francesco Maisto, 78 anni, garante dei detenuti del Comune di Milano, con la sua segnalazione di un anno fa è stato determinante nel far scattare l’inchiesta sul Beccaria.
di Federica Venni
La Repubblica, 24 aprile 2024
La denuncia di una madre sui pestaggi in carcere al Beccaria: “Mio figlio ha preso “solo” qualche schiaffo e qualche pugno, ma non è mai stato preso davvero di mira come invece accadeva agli stranieri”. Elisabetta (il nome è di fantasia), 42 anni, è la mamma di un ragazzo che dal 2021 entra ed esce dal Beccaria per rapina. Da lei è partita una delle segnalazioni che ha poi fatto scattare l’inchiesta della procura. “Lui ancora è fortunato, perché ha una famiglia con cui parlare”.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 24 aprile 2024
Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni: aggiornarsi è fondamentale. “Dietro le sbarre ci son o adolescenti difficili, non tutti sono idonei a gestirli”. “Questi fatti di una gravità inimmaginabile dovrebbero anche indurci a riflettere: chi lavora a contatto con i minori dovrebbe avere una formazione specialistica, che per quanto riguarda gli agenti di polizia penitenziaria nel carcere minorile è venuta meno dal 2018”.
- Milano. Gaia Tortora: “Non mi do pace per quei ragazzi con cui non riuscii a parlare”
- Palermo. Visite specialistiche insufficienti nel carcere Ucciardone: “La salute non è garantita”
- Parma. Un protocollo d’intesa per promuovere il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti
- Fossombrone (Pu). “Ragazzi, vi porto in carcere. Così vedete cosa significa”
- Roma. Il filo de “La parola libera”, intessuto dalle detenute, supera le sbarre di Rebibbia











