di Lorenzo Mineo
Il Domani, 20 agosto 2024
Questo nuovo strumento a favore della partecipazione diretta è frutto dell’attivazione di tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione e dalle giurisdizioni internazionali per garantire alle persone un ruolo nella vita civile e politica del proprio paese. Dal 25 luglio la piattaforma per firmare online referendum e leggi d’iniziativa popolare è attiva. L’epilogo di una serie di iniziative giudiziarie, politiche e parlamentari avviate nel 2015 e che nel 2019 hanno visto il punto di non ritorno nel caso Staderini-De Lucia v. Italy, quando l’Onu condannò il nostro Paese per violazioni del Patto Internazionale sui diritti civili e politici a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 20 agosto 2024
Siamo ancora in grado di educare i nostri figli? Che cosa ci aspettiamo da loro? Quali responsabilità abbiamo nei loro confronti? Per provare a rispondere metto assieme due cose apparentemente incongrue e sideralmente distanti. Primo: a Sori, nella città metropolitana di Genova, un ragazzino di tredici anni accoltella un quattordicenne per un like postato sul profilo Instagram di una coetanea, ultima follia estiva di una serie di aggressioni da parte di minori, tutte regolarmente filmate, postate e condivise. Secondo: l’Intelligenza Artificiale produce una fotografia in cui Donald Trump bacia ardentemente Kamala Harris, in un’immagine inverosimile, fasulla, eppure credibilissima, che fa il giro del pianeta. Se volete il dettaglio, basta un click in rete. Nel nuovo brodo primordiale degli algoritmi padroni delle nostre esistenze, tutto si trova e tutto si confonde, con il risultato di condizionare non solo il nostro quotidiano, ma la nostra sensibilità in generale.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 20 agosto 2024
Il ministro che nel 2012 lanciò lo ius culturae: un tempo anche la sinistra non spinse perché “faceva perdere voti”. Il dibattito che si è riacceso sulla cittadinanza ai figli degli immigrati non è una fiammata estiva. Né l’iniziativa di Forza Italia di Antonio Tajani è un espediente per differenziarsi dagli alleati di governo. Il problema è più profondo: la società italiana è cambiata e sente gli immigrati in modo diverso da dieci anni fa. È un’Italia che vede competere con passione alle Olimpiadi o nello sport nazionale immigrati o figli d’immigrati. È abituata, se non affezionata, ai bambini o ragazzi che frequentano la nostra scuola che, in breve, arriveranno a un milione. Ha imparato a incontrare uomini e donne, giovani, con le loro storie e abilità, e a non sentirsi minacciata da una massa “scura” che ci invade. Ha incontrato personalmente le badanti nelle case, spesso notando grande sensibilità nella cura degli anziani, dei malati o dei disabili. Queste persone, nelle famiglie, hanno realizzato un’integrazione positiva e di grande utilità, tanto che oggi c’è carenza di questo personale di fronte di una domanda in crescita.
di Roberta D’Angelo
Avvenire, 20 agosto 2024
Foti (FdI) avvisa Forza Italia: “La maggioranza eviti di dividersi. Non farsi tirare per la giacca”. I forzisti e Lupi insistono, nella Lega apre anche Zaia. Cosa sta succedendo. Pallottoliere alla mano, fermando sulla carta le dichiarazioni d’intento agostane, i numeri per approvare lo ius scholae ci sono. È il portavoce di Europa verde Angelo Bonelli a tirare le somme sull’ipotetica maggioranza trasversale che sosterrebbe la riforma. Al di là delle dichiarazioni, oltre ai distinguo che vedono da sempre Pd e partiti di sinistra orientati per il più corposo diritto di cittadinanza che sarebbe concesso con lo ius soli, o Iv e Azione favorevoli allo ius culturae, una legge che potrebbe concedere lo status di italiani a coloro che abbiano completato il ciclo scolastico sembrerebbe addirittura a portata di mano. Persino nella Lega le sensibilità sono diverse. A fronte del netto no arrivato dalla segreteria, Luca Zaia parla dei “diritti” in senso lato, su cui, dice il governatore veneto, “serve una no fly zone” senza “scontri ideologici”.
di Giacomo Galanti
La Repubblica, 20 agosto 2024
Intervista al segretario di +Europa sull’ipotesi di riforma della legge sulla cittadinanza: “Il dibattito tra i partiti di questi giorni mi pare inconcludente”. “La prossima settimana vogliamo depositare il quesito del referendum sulla cittadinanza”. Parola di Riccardo Magi, segretario di +Europa, che non crede molto al dibattito degli ultimi giorni tra le forze politiche: “Mi pare una recita delle solite parti”, spiega.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 20 agosto 2024
Dal ricordo dell’estate del 2016 (quando si decise di dare riconoscimento ai mille morti del naufragio più tragico del Mediterraneo) alle sfide della medicina legale. Parla la direttrice del Labanof. Guardando nelle tasche dei migranti annegati non solo si ricostruiscono le loro storie e le identità perdute. Si restituisce loro anche la dignità di persone e si difendono i diritti dei vivi. La conoscenza resta una delle poche vie per rompere l’indifferenza che avvolge le tragedie dell’immigrazione e la scelta di Cristina Cattaneo da molti anni è quella di unire impegno scientifico e civile. Scelta che ha avuto una svolta decisiva nell’estate del 2016.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 20 agosto 2024
Secondo l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri), nel 2023 le spese militari complessive sono aumentate per il nono anno consecutivo e hanno raggiunto il totale mai registrato di 2,4 triliardi di dollari. Alcuni dei più grandi esportatori di armi (gli Usa, da soli, costituiscono il 42 per cento del totale) stanno continuando a effettuare trasferimenti illegali che causano una devastante perdita di vite umane nelle zone di conflitto. “Illegali” perché un accordo internazionale lo vieta: il Trattato sul commercio di armi, entrato ufficialmente in vigore nel dicembre 2014. Il Trattato è stato il primo del genere a istituire standard globali per regolamentare il commercio internazionale di armi e munizioni, legando espressamente i trasferimenti al diritto internazionale dei diritti umani e al diritto internazionale umanitario.
di Antonio Bincoletto*
Ristretti Orizzonti, 19 agosto 2024
Mentre comincio a scrivere queste righe 61 persone detenute si sono suicidate nelle carceri italiane dall’inizio del 2024. Non escludo che, quando avrò terminato di scrivere, la quota di tale tragico computo sarà salita ulteriormente. Rischia di diventare un fenomeno “normale” agli occhi dell’opinione pubblica, sempre più indifferente a quanto accade dietro le sbarre. E chi governa il sistema dell’esecuzione penale pare non sentirsi toccato da questa somma abnorme di drammi personali che si consumano negli istituti di pena, quasi si trattasse di un problema che non li riguarda, come se i detenuti costituissero una sottoumanità immeritevole di uno sguardo attento e empatico. “Hanno sbagliato, dunque è giusto che paghino”: questo è pensiero comune. D’accordo. Ma a quale prezzo? La pena nel nostro ordinamento consiste nella privazione della libertà, non nella sottrazione di dignità umana, né in sofferenze corporali o psicologiche inflitte dal sistema in aggiunta allo stato detentivo.
di Donatella Stasio
La Stampa, 19 agosto 2024
Ma davvero c’è un’emergenza custodia cautelare in carcere alla base del sovraffollamento delle patrie galere? La risposta è no. I dati dimostrano che i giudici “rispettano il principio di proporzionalità” nel decidere quale misura cautelare adottare e che ricorrono alla custodia detentiva “solo come extrema ratio”. Il che “sta provocando una progressiva riduzione del numero di persone ristrette in carcere in esecuzione di misure cautelari”. Parola di Margherita Cassano, prima presidente della Cassazione.
di Liana Milella
La Repubblica, 19 agosto 2024
Contro l’emergenza il ministro ipotizza la scarcerazione per chi è in custodia cautelare o deve scontare 12 o 18 mesi di pena residua. Santalucia (Anm): “Tempi lunghissimi, il sovraffollamento non si risolve così”. L’ex direttore di Rebibbia: “Iniziativa senza senso”. Scetticismo, timori concreti per possibili conseguenze deleterie. Diffusi tra toghe, agenti penitenziari, direttori di carceri, politici di sinistra. L’ipotesi del ministro Carlo Nordio per affrontare suicidi e sovraffollamento delle carceri è di mandare chi si trova in custodia cautelare, 16mila persone, o deve scontare ancora 18 mesi o un anno, nelle dimore sociali o nelle cooperative autorizzate da via Arenula - che però è ancora ai bandi di gara - ad ospitare detenuti senza domicilio. La certezza degli addetti ai lavori è che una idea del genere non risolva comunque “adesso” l’emergenza che squassa l’Italia dei detenuti, da Torino a Bari. Con proteste ancora ieri a Regina Coeli dopo quelle di Rebibbia. E i 66 suicidi.









