di Michele Serra
La Repubblica, 24 aprile 2024
Nella brutalità delle vicende del Beccaria si legge un doppio abbandono, quello dei ragazzi detenuti e quello dei loro carcerieri. Lo spiega bene don Gino Rigoldi, che in quel carcere è una presenza abituale. E lamenta gli anni di sgoverno e di trascuratezza. Una galera può essere un buco nero dove ficcare i dannosi e gli inutili; oppure può essere un luogo di soccorso e di rieducazione, o almeno cercare di esserlo: e se si tratta di minori, solo un sadico o un imbecille può avere dubbi tra la prima e la seconda soluzione. L’agente penitenziario è un lavoro duro e importante. Dovrebbe essere supportato da cultura specifica, corsi di aggiornamento, dignità salariale, rispetto sociale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Il sovraffollamento è arrivato anche negli istituti minorili, e il decreto Caivano ha complicato le cose. La presa in carico dei ragazzi è sempre più disciplinare, con un utilizzo smodato di psicofarmaci. È la prima volta che emergono casi di abusi e torture in un carcere minorile. Mentre siamo abituati, ed è terribile, che violenze da parte di taluni agenti penitenziari avvengano nei penitenziari per adulti, sconvolge che le vittime questa volta siano dei minorenni. In realtà i fatti avvenuti al Beccaria rappresentano lo sfacelo di ciò che per trent’anni è stato un fiore all’occhiello. Un decadimento che mette in crisi ciò che era considerato un modello educativo e socializzante all’avanguardia. Come ha denunciato Antigone, il colpo finale è stato messo in atto dagli ultimi provvedimenti governativi come il decreto Caivano.
di Elena Cimmino*
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Al Beccaria i detenuti sono poco più che ragazzini a cui lo Stato deve garantire percorsi di risocializzazione e reinserimento ancor più efficaci. Periodicamente la cronaca riporta l’esistenza di indagini o l’esecuzione di arresti nei confronti di appartenenti alla polizia penitenziaria accusati di maltrattamenti, lesioni e finanche torture nei confronti dei detenuti. Anche ieri ci siamo svegliati con questa notizia che non desta più neanche tanto stupore, è diventato il segreto di Pulcinella che nelle carceri italiane la situazione è diventata insostenibile. La notizia di ieri però riguarda un istituto minorile, il Beccaria di Milano, e indubbiamente desta maggior allarme: al Beccaria i detenuti sono poco più che ragazzini a cui lo Stato deve garantire percorsi di risocializzazione e reinserimento ancor più efficaci. L’opera di reinserimento dei minori detenuti deve essere più incisiva, sono i più bisognosi tra i detenuti, sono quelli che dobbiamo assolutamente cercare di recuperare. Poi si scopre che l’orrore del carcere riguarda anche loro, senza eccezioni, ed in alcuni casi in maniera ancor più preoccupante rispetto al circuito penitenziario ordinario.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 24 aprile 2024
La Garante Garlatti: “Purtroppo i ragazzi vengono indicati spesso come violenti e rissosi e questo favorisce le tensioni nelle strutture detentive, ma non sono dei mostri” Mancano educatori e personale di sorveglianza, non si applicano, come necessario, le misure alternative alla detenzione e scarseggiano i progetti di formazione e reinserimento nella società. Così si brucia la vita dei ragazzi che sono finiti “dentro” perché hanno sbagliato. E rischiano di essere perduti per sempre. Ora, dopo l’arresto dei 13 agenti accusati di torture, abusi e violenze nei confronti di giovanissimi detenuti del “Cesare Beccaria”, è allarme anche negli istituti penali minorili, che sembrano afflitti dagli stessi mali delle carceri dove sono rinchiusi gli adulti: sovraffollamento, strutture fatiscenti e agenti di polizia penitenziaria sotto organico. Ma, se possibile, le “ferite” inferte - in vario modo - ai 532 reclusi (la cifra si riferisce al febbraio 2024) nelle 17 strutture che costituiscono il sistema penitenziario riservato ai minori, sono molto più dolorose.
di Susanna Marietti
Il Fatto Quotidiano, 24 aprile 2024
I racconti che si leggono nell’ordinanza che ha disposto 13 custodie cautelari in carcere e 8 sospensioni dall’esercizio del pubblico ufficio per presunti abusi e violenze nel carcere minorile Beccaria di Milano sono agghiaccianti, ancor più se si pensa che si riferiscono a ragazzini adolescenti o poco più. Il procedimento penale riguarda ben 25 agenti di polizia penitenziaria, più o meno la metà di quelli presenti nell’istituto. Non un episodio isolato. L’atto parla infatti di un “sistema” Beccaria che andava avanti da anni.
di Alessia Candito
La Repubblica, 24 aprile 2024
Il rapper, che con i suoi laboratori musicali dà ai giovani strumenti e occasioni di esplorare altre strade, lancia l’allarme: “Nell’ultimo anno la situazione è peggiorata. Lavoro da quindici anni nei minorili, adesso i ragazzi hanno paura, rabbia come mai prima d’ora”. Rapper noto, scrittore, “Kento”, al secolo Francesco Carlo, ormai da tempo usa il rap per parlare con i ragazzi degli Istituti penali minorili di tutta Italia. Originario di Reggio Calabria, ne ha visti tanti di amici e conoscenti inciampare, deragliare, perdersi, ma anche trovare la via per ricostruire la propria vita. “Basta un foglio di carta e una penna bic per far parlare questi ragazzi che spesso non hanno alcun tipo di interlocutore”.
di Maria Carla Sicilia
Il Foglio, 24 aprile 2024
La premier twitta la sua solidarietà agli agenti coinvolti negli scontri di Torino e non dice una parola sui detenuti del carcere minorile di Milano, Nordio conferma che il governo non ha parlato dei fatti su cui indaga la procura. Il deputato di Italia Viva: “Il ministro riferisca in Parlamento”. Abusi sessuali, torture, violenze fisiche e psicologiche ai danni di minori. Le testimonianze e i video che la procura di Milano sta analizzando per capire cos’è successo negli ultimi anni nel carcere minorile Cesare Beccaria restituiscono un’immagine degradante di un istituto dello stato. Nonostante questo, a due giorni dall’arresto di 13 agenti della polizia penitenziaria e dalla sospensione dal servizio di altri otto, Giorgia Meloni e i suoi ministri non hanno speso una sola parola per esprimere attenzione nei confronti della vicenda. “Il silenzio del governo è gravissimo”, dice al Foglio il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, interpellato ieri in conferenza stampa, ha confermato che il tema “non è stato sfiorato in Cdm” e senza commentare la vicenda ha detto che risponderà in occasione di eventuali question time.
di Michele Brambilla
huffingtonpost.it, 24 aprile 2024
Le torture ai ragazzi del carcere minorile non sono un’eccezione: sono lo sbocco di un sistema sbagliato che è più comodo non guardare, per non vedere anzitutto sé stessi. I “casi isolati”? Sono quelli di chi aiuta i detenuti. Sarebbe un grave errore liquidare come un caso di mele marce quello che è successo al Beccaria di Milano, dove tredici agenti della Polizia penitenziaria sono stati arrestati per violenze e torture ai danni dei minorenni detenuti, mentre altri otto sono stati sospesi. Partiamo proprio da questi ultimi otto. Sospesi e non arrestati. Perché? Sono accusati “solo” di aver coperto le violenze con relazioni false. Ma è proprio questo il centro della questione. L’omertà. O, peggio ancora, l’adeguamento al sistema. I pestaggi in carcere e le relative coperture non sono veleni di mele marce: fanno parte di un sistema.
di Fabrizio Capecelatro
fanpage.it, 24 aprile 2024
Un ragazzo che, sbagliando, decide di prendere con la forza quelle possibilità che il mondo gli mostra ma che non gli concede, una volta finito in carcere, come pensate che ne uscirà se all’interno viene umiliato da chi ha una posizione privilegiata rispetto alla sua? Il 25 dicembre del 2022 sette minori detenuti nel carcere di Beccaria sono evasi. Era chiaro a tutti, a loro per primi, che non fosse un’evasione destinata a durare nel tempo. Quasi tutti loro, infatti, erano tornati a casa, probabilmente per trascorrere il Natale in un contesto più confortevole rispetto a quello di un carcere, seppur minorile. Già questo avrebbe dovuto (ma, ovviamente non l’ha fatto) aprire una riflessione sull’opportunità di recupero che lo Stato offre ai minori colpevoli di un qualche reato: è davvero la punizione più che la rieducazione l’obiettivo?
di Gigliola Alfaro
difesapopolo.it, 24 aprile 2024
L’iniziativa, promossa dall’Ispettorato generale dei cappellani, si terrà dal 24 al 27 aprile e vedrà coinvolti cappellani, diaconi, consacrate, volontari e operatori tutti nel mondo carcerario. Interverranno, tra gli altri, il card. Zuppi, don Pagniello, il procuratore Cantone. È tutto pronto per il quinto convegno nazionale dei cappellani e degli operatori della pastorale penitenziaria che si svolgerà ad Assisi dal 24 al 27 aprile. Il tema prescelto per l’evento promosso dall’Ispettorato generale dei cappellani nelle carceri italiane, che ha una cadenza biennale, è “‘Lo vide e ne ebbe compassione. (Lc 10,33). Dall’indifferenza alla cura” e vedrà coinvolti cappellani, diaconi, consacrate, volontari e operatori tutti nel mondo carcerario. Don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, ci presenta il convegno nazionale.
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