di Ilaria Dioguardi
vita.it, 24 aprile 2024
La giornalista lo scorso gennaio andò a fare visita all’Istituto penale per minorenni di Milano, oggi al centro di un’inchiesta per per maltrattamenti e violenze con 13 agenti della Polizia penitenziaria e altri otto sospesi. “Non ci fecero vedere i ragazzi, uscii con una poco piacevole sensazione. È un episodio senza precedenti, nei numeri, in un carcere minorile”. Gaia Tortora, giornalista e vice direttrice del Tg La7, ha scritto un tweet con una foto che la ritrae insieme ad Irene Testa, garante dei detenuti per la Sardegna, che risale allo scorso gennaio. Erano appena state a visitare l’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano, ma non fecero vedere loro i ragazzi. Il tweet è stato scritto dopo la diffusione della notizia dell’arresto di 13 agenti della Polizia penitenziaria e della sospensione di altri otto, con l’accusa di maltrattamenti, concorso in tortura e una tentata violenza sessuale nei confronti di un detenuto.
di Irene Carmina
La Repubblica, 24 aprile 2024
L’accusa del Garante dei detenuti, Pino Apprendi. Mancano oncologi e diabetologi: “Anche un mal di pancia diventa un problema”. Da mesi nel carcere Ucciardone di Palermo non vengono effettuate le visite specialistiche ai detenuti ammalati. Almeno, non tutte. Ci sono un radiologo, un dentista, un infettivologo, un cardiologo, un ortopedico, un otorino, un oculista e un fisiatra. Neanche l’ombra, invece, di diabetologi, pneumologi, oncologi, dermatologi, gastroenterologi, per dirne alcuni. In questi casi, per curarsi, i detenuti devono uscire dal carcere e andare in ospedale, con tutte le complicazioni che ne derivano.
parmatoday.it, 24 aprile 2024
Un protocollo d’intesa per la promozione del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute, ex detenute e persone in esecuzione penale esterna: è quello che viene presentato e firmato oggi, nella casa circondariale di Parma, tra Comune di Parma, Istituti Penitenziari di Parma, l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna Reggio Emilia Parma Piacenza Ministero della Giustizia (Udepe) e l’Unione Parmense degli Industriali. A firmare il Protocollo questa mattina negli Istituti Penitenziari di via Burla, a simboleggiare l’incontro tra cittadinanza attiva, mondo produttivo, istituzioni e persone in esecuzione penale in uno spazio che non deve essere solo di reclusione, ma di ripartenza e rieducazione, erano presenti: il sindaco di Parma Michele Guerra, il vicedirettore degli Istituti Penitenziari di Parma Andrea Romeo, Laura Torre, Direttrice dell’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna Reggio Emilia Parma Piacenza Ministero della Giustizia, e Gabriele Buia, presidente dell’Unione Parmense degli Industriali.
di Marina Verdenelli
Il Resto del Carlino, 24 aprile 2024
L’idea del procuratore generale Roberto Rossi per due classi di una scuola “Devono capire che se si commettono dei reati non si rimane impuniti”. Il carcere apre le porte agli studenti per toccare con mano cosa sia la privazione della libertà se si commettono reati e per vedere come i detenuti possono essere avviati in percorsi di recupero in grado di dare loro un’altra chance nella vita. Due classi dell’istituto tecnico Enrico Mattei di Urbino andranno a visitare il carcere di massima sicurezza di Fossombrone, quello dove sono reclusi detenuti con pene alte da scontare, anche fino all’ergastolo, e per reati molto gravi che vanno dagli omicidi alle rapine fino alle associazioni a delinquere. L’iniziativa, che si terrà il prossimo 3 maggio, nasce su un progetto portato avanti dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Ancona e l’ufficio scolastico regionale. Saranno due quinte, con studenti maggiorenni, ad aprire la prima visita di questo tipo ammessa nel carcere in questione.
di Gabriella Cantafio
iodonna.it, 24 aprile 2024
Il progetto di arte relazionale, ideato dall’artista Laura Mega e realizzato all’interno della sezione di Alta Sicurezza della casa circondariale femminile di Rebibbia, in collaborazione con l’associazione Seconda Chance, tra emozioni appuntate e motti ricamati. Favorire l’emancipazione delle donne detenute attraverso il potere della scrittura catartica: è questo l’obiettivo de “La parola libera”, un progetto di arte relazionale, ideato dall’artista Laura Mega e realizzato all’interno della casa circondariale femminile di Rebibbia, a Roma, in collaborazione con l’associazione Seconda Chance.
di Paolo Mastrolilli
La Repubblica, 24 aprile 2024
Il Country Reports on Human Rights Practices relativo al 2023 denuncia le violenze contro i giornalisti cosi come gli abusi contro le minoranze. “Tra le questioni significative relative ai diritti umani figurano segnalazioni credibili di: gravi restrizioni alla libertà di espressione, comprese leggi penali sulla diffamazione, e violenza o minacce di violenza contro i giornalisti”. Comincia così il capitolo dedicato all’Italia del 2023 Country Reports on Human Rights Practices, il rapporto annuale del dipartimento di Stato sulle violazioni dei diritti umani nel mondo. Il nostro Paese non è considerato una pecora nera, ma Washington su questo tema non fa sconti a nessuno e se individua problemi li denuncia. Nel caso di Roma, oltre alle “restrizioni alla libertà di espressione”, cita le condizioni nelle carceri e il trattamento dei rifugiati, in particolare per gli accordi finalizzati a riportarli in Libia. Poi vengono sottolineati gli abusi contro la comunità Lgbtqi+ e il ritorno degli episodi di antisemitismo.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 24 aprile 2024
Il ministro dell’Interno accumula una sconfitta dietro l’altra. È stata confermata la sospensione del fermo amministrativo di due navi ong, accusate di aver violato il suo decreto sull’immigrazione. La Libia non è un porto sicuro e quelle della guardia costiera libica non possono essere considerate operazioni di salvataggio, affermano i giudici. Eppure, l’Italia continua a rinnovare il memorandum e a fornire motovedette a chi non rispetta le convenzioni internazionali. Le pronunce dei tribunali continuano a confermare le forzature dell’autorità nell’applicazione del decreto Piantedosi, o decreto ong (dln 1/2023). Nel giro di 24 ore, due giudici, a Crotone e a Brindisi, hanno confermato la sospensione del provvedimento di fermo amministrativo per le navi Humanity 1 e Ocean Viking, disposta qualche settimana fa.
di Roberta De Monticelli
Il Manifesto, 24 aprile 2024
L’Ue va alla guerra con gli Eurobond, finanzia con i fondi del Pnrr l’industria bellica, e lascia che ogni Stato si armi quanto gli pare. Il contrario di quanto auspicava Altiero Spinelli. “Non è realpolitik, è follia. C’è nelle teste un divorzio dalla realtà che ha il carattere di una psicosi”. Lo afferma Dominique Eddé, scrittrice franco-libanese, già autrice di un’accorata lettera a Macron da “un luogo di macerie, un luogo abusato e manipolato da ogni parte. Anche questa volta, nell’intervista concessa a Mediapart il 13 aprile, si riferisce a un Medio Oriente che è metafora del mondo, perché con identiche parole potrebbe stigmatizzare il linguaggio impazzito dei responsabili del destino di tutti, e la compiaciuta impassibilità con cui viene riverberato dalla stragrande maggioranza dei media, a Occidente, a Oriente, nel grande Sud e nel nostro piccolo Nord-Europa. Un’impassibilità compiaciuta di cui è maestro il più celebre dei nostri geopolitici, Lucio Caracciolo, che non risparmia il suo annoso sarcasmo nei confronti dell’Europa felix, perché “ci aveva insegnato come la guerra fosse orrore del passato” (la Repubblica, 24 marzo).
di Federico Zuolo
Il Domani, 24 aprile 2024
Il dibattito sulle due guerre più vicine a noi si è ormai polarizzato per ragioni strategiche e indicibili. Ma è difficile discuterne anche con chi usa argomenti morali perché assolutizza un valore senza riconoscere gli altri. Perché è così difficile parlare di guerra? Perché ormai ci si polarizza a prescindere. Perché, pur essendo una questione così seria, le guerre vengono strumentalizzate per i soliti conflitti politici e culturali. Ma è quasi impossibile anche discuterne tra persone in buona fede. Al di là della miseria di chi usa la guerra per affermarsi nel chiacchiericcio politico quotidiano, è diventato impossibile discuterne perché molti di coloro che lo fanno da una posizione valoriale non sanno misurare i valori di fronte alla tragicità della guerra.
di Leonardo Clausi
Il Manifesto, 24 aprile 2024
Naufragio durante la traversata verso il Regno Unito, annegano in cinque poco dopo il voto finale sul contestato “bill” salva-Sunak. Londra ignora tutti i rilievi sul fronte dei diritti umani e tira dritto. Appalto neo-coloniale. A una manciata di ore dal compimento dell’iter, sofferto e insoffribile, del disegno di legge sulla deportazione dei migranti “clandestini” in Ruanda da parte della Camera dei Comuni di lunedì, cinque di loro, tre uomini una donna e una bimba di sette anni, annegavano all’alba di ieri nella Manica dopo aver tentato la traversata all’altezza di Wimereux, a sud di Calais. La scena avveniva pressoché in diretta grazie allo sciacallaggio mediatico degli obbiettivi della Bbc, schierati sul bagnasciuga. Lo stracarico gommone aveva a bordo oltre un centinaio di persone: circa la metà è stata soccorsa dalla marina francese, il resto ha continuato la traversata scortata dai britannici fino a Dover.
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