di Paolo Lambruschi
Avvenire, 25 aprile 2024
Precedente pericoloso. Entro tre mesi il governo conservatore britannico di Rishi Sunak inizierà le deportazioni in Ruanda dei richiedenti asilo arrivati illegalmente nel Regno Unito dopo il 2022. I cargo sono pronti a lavorare tutta l’estate per “trasferire” 2.220 persone nel cuore dell’Africa. La notizia, arrivata dopo l’ennesimo naufragio nella Manica sulle coste francesi costata la vita a cinque persone, svela la versione 2024 del famoso piano Ruanda, più volte presentato in Parlamento e bocciato lo scorso novembre dalla Suprema corte per gli sfregi al diritto internazionale. Perché i profughi verranno espulsi nei Grandi Laghi in pratica prima che vengano esaminate le richieste d’asilo. Infatti, avranno solo una settimana di preavviso sulla deportazione e cinque giorni per presentare eventuale ricorso, tempi troppo stretti.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 25 aprile 2024
“Difendersi dall’aggressione di Hamas è un dovere. Difendersi dall’esistenza stessa del popolo palestinese è un crimine contro l’umanità. L’assumere criteri avvocateschi e corporativi a protezione acritica da ogni critica è il maggior contributo che gli ebrei possano dare all’antisemitismo”. Intervista a Stefano Levi Della Torre, saggista, critico d’arte, che è tra le figure più autorevoli, sul piano culturale e per il coraggio delle sue posizioni, dell’ebraismo italiano.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 24 aprile 2024
Gentile dottor Russo, il ministro della Giustizia il 27 marzo al Question Time alla Camera ha comunicato che è stato istituito un Gruppo di lavoro multidisciplinare per studiare le modalità di attuazione dei colloqui intimi delle persone detenute con la persona convivente non detenuta, che la sentenza 10/2024 della Corte Costituzionale ha reso possibili, anzi necessari. Quando, come Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, l’abbiamo incontrata online il 16 febbraio, abbiamo sostenuto con forza che il primo tema che ci sta a cuore è la tutela degli affetti, che decliniamo in particolare con gli obiettivi della liberalizzazione delle telefonate e della messa a regime dei colloqui intimi, sottolineando l’urgenza di garantire questo diritto e chiedendo di essere chiamati a far parte del Gruppo di lavoro che dovrà occuparsi di questa questione.
di Liliana Milella
La Repubblica, 24 aprile 2024
Acqua gelata dal Guardasigilli sul ddl Giachetti: 60 anziché 45 giorni di sconto di pena se c’è la buona condotta del detenuto. Contro Lega e FdI. A favore Fi. Ma prevale il rinvio per non affondare definitivamente la proposta. Nordio affonda politicamente la “liberazione anticipata speciale”. E cioè la proposta Giachetti, 60 anziché 45 giorni di sconto di pena ogni sei mesi passati in cella. “Può suonare come una resa da parte dello Stato” dice durante un dibattito organizzato da Radio carcere e Radio radicale dal titolo “Senza dignità” che, per un caso, cade proprio dopo lo scandalo degli agenti picchiatori del Beccaria di Milano. In sala c’è il presidente delle Camere penali Francesco Petrelli che dopo un minuto replica “invece i 33 suicidi nei primi mesi di quest’anno come potrebbero essere qualificati?”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Il Guardasigilli al convegno “Senza dignità”. “Dobbiamo superare il sistema carcerocentrico e il sovraffollamento, che è fonte di suicidi. Le soluzioni? Non di certo una amnistia, che rappresenta un fallimento dello Stato e verrebbe negativamente compresa dai cittadini. Quello che occorrerà fare è limitare la carcerazione preventiva ed intervenire nei confronti di quelle persone condannate per reati minori e vicine al fine pena e per i tossicodipendenti. Come? Rimodulando e affievolendo la detenzione, facendole ospitare dalle comunità, molte delle quali si sono rese già disponibili”: questo quanto annunciato ieri dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio al convegno “Senza dignità” organizzato all’Università Roma Tre da Radio Radicale e Radio Carcere. Ha escluso invece la soluzione sulla liberazione anticipata in discussione alla Camera ed elaborata dall’onorevole di Italia Viva Roberto Giachetti: “Una liberazione anticipata lineare può sembrare come già detto una resa dello Stato, sarebbe meglio se la deflazione, anche per numeri maggiori di detenuti, avvenisse con una detenzione alternativa”. Su questo punto via Arenula sta lavorando ma ancora non si conosce lo strumento normativo. In realtà la proposta di Giachetti non prevede un automatismo ma la valutazione del magistrato di sorveglianza. Il Guardasigilli ha poi spiegato: “Costruire nuove carceri è molto difficile. Ora stiamo studiando per utilizzare molti padiglioni non utilizzati all’interno del carcere per i detenuti e spazi di lavoro”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Ecco gli emendamenti: i deputati di Conte vogliono riservare i benefici a un’esigua minoranza di reclusi. “Muti” Lega e FdI. Nessun emendamento a firma Fratelli d’Italia e Lega, nonostante i due partiti esprimano i due sottosegretari con delega sulle carceri, Andrea Delmastro e Andrea Ostellari. E solo due richieste di modifica da parte di Forza Italia, a firma Tommaso Calderone e Pietro Pittalis, lievi limature che non cambiano la sostanza. Il ddl sulla liberazione anticipata di Roberto Giachetti e Rita Bernardini è ormai in dirittura d’arrivo. Dopo l’audizione di oggi del Garante nazionale dei detenuti, il provvedimento potrà essere esaminato e licenziato dalla commissione Giustizia di Montecitorio.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 24 aprile 2024
Il ministro della Giustizia annuncia la proposta del Governo: “Scontare parte della carcerazione in comunità già individuate”. “Costruire nuove carceri è difficile”, dice il Guardasigilli in un convegno a Roma Tre. Come intervenire per superare il problema del sovraffollamento delle carceri, che contano ad oggi 13700 detenuti in più della capienza effettiva con un trend di 4400 detenuti in più all’anno? Semplice: facendo scontare la pena nelle comunità, almeno quando si tratta di tossicodipendenti o di detenuti condannati a reati minori o che hanno ancora un piccolo residuo di carcerazione. In sostanza, una sorta di privatizzazione della pena. Anche perché “costruire nuove carceri è difficile”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha annunciato ieri intervenendo al convegno “Detenuti senza dignità” organizzato da Radio carcere e da Radio Radicale presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, ospiti dell’European Penological Center, Centro di ricerca sul Diritto penitenziario e la Costituzione diretto dal giurista Marco Ruotolo.
di Alessio Scandurra*
L’Unità, 24 aprile 2024
Dalla politica neanche più promesse. Una storia spesso complicata e drammatica, dalla difficile stagione che portò all’indulto del 2006, alla condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2013, alla lunga e tragica parentesi della pandemia, solo per citare alcuni momenti che tutti ricordiamo. Eppure il momento attuale è per molti aspetti senza precedenti. Anzitutto per ragioni oggettive. È ad esempio senza precedenti il numero di suicidi registrato negli ultimi anni, e negli ultimi mesi. Dall’inizio dell’anno, si sono tolte la vita in carcere 32 persone, più di una ogni 4 giorni, e sono morte in carcere per altre cause 44 persone, più di una ogni 3 giorni. Sono numeri enormi, destinati a fare del 2024 un anno senza precedenti nella storia della Repubblica, numeri ovviamente indicativi di un disagio anche questo enorme e senza precedenti. Dovuto certamente anche alla crescita delle presenze e al sovraffollamento.
di Domenico Forgione
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Novanta morti all’anno. Uno ogni quattro giorni. Una strage di malati che si consuma tra le sbarre delle carceri italiane nel silenzio quasi assoluto. Già fanno fatica a guadagnare qualche titolo di giornale i casi, più eclatanti, dei suicidi: già 32 in questo infausto primo quadrimestre del 2024. Figurarsi lo spazio che possono ricevere i detenuti morti nei penitenziari italiani per “cause naturali”: il conteggio di Ristretti Orizzonti è al momento fermo a quota 44. Uomini e donne senza volto e senza nome, per i quali non è concesso il sentimento dell’umana pietà.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 24 aprile 2024
Alla fine di gennaio, è uscita la sentenza 10/2024 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionali i controlli visivi durante i colloqui in carcere. Prima di affrontare il percorso di applicazione della sentenza, è opportuno approfondire il carattere rivoluzionario generale della sentenza, come volano di cambiamento della cultura del carcere. In primo luogo, come ha scritto Sarah Grieco (Fuoriluogo, 31 gennaio) la pena riacquista il suo giusto posto: è costituzionalmente legittima solo se inflitta “nella misura minima necessaria”. Si svela allora la sofferenza “non necessaria” della mortificazione del corpo sessuato, alla base del dispositivo della sorveglianza a vista continuata. La quale, ben oltre le dichiarate finalità di sicurezza, aveva lo scopo di ribadire la “soggezione” quale corollario della reclusione: bene rappresentata dal corpo “spogliato di eros”, impedito in una espressione fondamentale dell’essere umano, quale la sessualità.











