di Cristina Giudici
Il Foglio, 25 aprile 2024
L’arcivescovo Delpini riflette su violenza e alternative al carcere minorile. “Ci troviamo di fronte a un tema complesso, quello della carcerazione, a cui dovremmo trovare alternative”, dice al Foglio l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, riflettendo sulle violenze nel carcere Beccaria: “E poi ci sono le persone, i ragazzi minorenni che commettono un reato, vanno contenuti ma anche aiutati a distinguere il bene dal male. Soprattutto se sono stranieri e soli”. “Non li possiamo trattare come numeri ma dobbiamo trattarli come persone da accogliere, da seguire con attenzione. Ci vorrebbe un maggior investimento nell’educazione, nella possibilità di trovare più soluzioni alternative alla detenzione, nelle comunità”, chiosa monsignor Delpini.
di Alessia Candito
La Repubblica, 25 aprile 2024
Mancano mezzi e uomini per garantire che la pena abbia funzione rieducativa. “Politica e istituzioni mute”, denuncia il Garante cittadino. “Gli istituti di pena sono usati come discariche sociali”, tuona il presidente siciliano di Antigone. Di carcere si muore. Troppo, se è vero che dall’inizio dell’anno sono già tre i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri dell’isola. Ecco perché in tanti hanno risposto all’appello del Garante delle persone private della libertà personale, di Palermo Pino Apprendi, che oggi ha chiamato tutti ad un sit-in di fronte al nuovo tribunale. “C’è troppo silenzio da parte di politica e istituzioni - dice - Il suicidio in carcere non è un fatto episodico e personale, ma un modo di riprendersi la libertà da un sistema che continua a concepire il carcere solamente come un fatto punitivo e non con finalità di rieducazione”.
di Irene Carmina
La Repubblica, 25 aprile 2024
“Gli fu diagnosticata una schizofrenia, quando invece il problema era la droga”. Le appare spesso in sogno, di notte. “Mamma, sei la vita mia, mi dice. E tu sei la mia, gli rispondo io”. Quel figlio impiccato con i lacci delle scarpe, in una cella del Pagliarelli, Lucia Agnello lo vede sempre. Samuele Bua aveva 29 anni quando si uccise. E ora che non c’è più, è rimasto per sempre bambino nelle foto incorniciate a casa. Non ha buttato via niente, Lucia. Il pigiama, i maglioni, gli orologi, i dischi di Samuele: ogni cosa è al suo posto. Come in un museo dei ricordi, tutto è fermo a quel 4 novembre di sei anni fa. Anche il dolore: “Non si supera mai, ci si convive”. Trema la voce di Lucia Agnello, si spezza nel pianto. “Me lo hanno ucciso”, singhiozza. Lucia ha preso parte al sit-in sull’emergenza carceri organizzato davanti al Tribunale di Palermo.
di Maurizio Cirillo
Il Centro, 25 aprile 2024
“A Pescara e Chieti abbiamo un tasso di sovraffollamento delle carceri che è superiore alla media nazionale: siamo nell’ordine del 170% a fronte del 125% nazionale”. Lo afferma Sergio D’Elia, segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino. Ieri, con i rappresentanti delle camere penali delle due città, ha visitato i due istituti di pena. “In carceri così affollate”, prosegue D’Elia, “non si riesce neppure ad assicurare quei beni fondamentali: qui non si parla solo di luoghi di privazione della libertà, ma di tutto, della salute, della vita”.
di Micaela Cappellini
Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2024
La Cooperativa Giotto dal 1991 ha dato un impiego a oltre 2mila detenuti. La testimonianza: “Lavorare non mi pesa, anche dietro le sbarre si ha bisogno di soldi”. Per il New York Times il panettone della Pasticceria Giotto è il più buono d’Italia. Non il più giusto. Proprio il più buono. Dove viene preparato, però, i coltelli non hanno lame d’acciaio, ma solo di plastica. Perché i pasticcieri sono i detenuti del carcere Due Palazzi di Padova. Dietro le sue sbarre nascono molti altri dolci, come le colombe di Pasqua per esempio, che per la rivista Forbes stanno di diritto tra le dieci migliori artigianali presenti sul mercato, accanto a quelle dimostri sacri come Cracco e Cannavacciuolo.
laguida.it, 25 aprile 2024
Le pagnotte prodotte nei laboratori nelle carceri di Cuneo e Fossano che non corrisponderanno alle forme richieste per il commercio, verranno donate nei ristoranti dei soci della cooperativa. Non tutte le ciambelle vengono col buco, ma comunque sono buone. Con questo proverbio un po’ rivisitato si potrebbe riassumere la nuova iniziativa che la società cooperativa sociale Panatè lancerà in anteprima nel mese di maggio con un duplice appuntamento: sabato 4 alle 10.30 presso l’Open Baladin di Cuneo, in piazza Foro Boario, e sabato 11 maggio, sempre alle 10.30, nel ristorante di Mondovì “Mondofood”, sito in piazza della Repubblica 5.
di Marco Erba*
Avvenire, 25 aprile 2024
“Ho letto gli articoli sul carcere Beccaria con tanto dolore”. Così mi ha scritto Donata Posante, Direttore della Casa Circondariale di Piazza Armerina, nel cuore della Sicilia. Donata è una persona piena di luce, che ho avuto modo di incontrare pochissimi giorni fa, quando, come scrittore, sono stato invitato in quel carcere da una educatrice, che con un gruppo di detenuti aveva letto uno dei miei romanzi. La prima volta che ero stato a Piazza Armerina ci ero andato per visitare la celebre Villa romana del Casale, con i suoi strepitosi mosaici, tra i più belli al mondo. Allora non immaginavo nemmeno lontanamente che sarei tornato lì non per visitare le bellezze della Sicilia, ma per entrare in un luogo dove le persone sono recluse.
di Sofia Coletti
La Nazione, 25 aprile 2024
Lo spettacolo di Vittoria Corallo al carcere di Capanne e al Morlacchi. Coinvolti gli studenti. Riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza. Si gioca in queste parole chiave il senso e il valore più profondo del progetto “Per Aspera ad Astra” promosso da Acri (Associazione nazionale delle fondazioni di origine bancaria), realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria. Il risultato, frutto di un appassionato laboratorio con i detenuti di Capanne, è lo spettacolo “La popola del futuro ama” diretto da Vittoria Corallo, in scena giovedì 9 maggio alle 18 nella Casa Circondariale di Capanne e lunedì 13 maggio alle 19 al Morlacchi.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 25 aprile 2024
È fascista la xenofobia, è fascista la moltiplicazione dei reati e delle pene, sono fascisti il 41bis e l’ergastolo: perché ogni volta che vengono compiuti atti fascisti in Italia la stampa, i partiti e gli intellettuali non si alzano in piedi per denunciare? Per me l’antifascismo è il contrario del fascismo. Cioè è lotta contro la xenofobia, il giustizialismo, il securitarismo.
di Pasquale Pugliese*
Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2024
La foto vincitrice del World Press Photo Contest del 2024, scattata nella striscia di Gaza dal fotografo dell’agenzia Reuters Mohammed Salem, mostra una donna palestinese che abbraccia una bambina morta - sua nipote, uccisa insieme alla mamma e alla sorella dai bombardamenti israeliani - avvolta in un sudario. Si tratta di una foto che si inserisce nella storia delle immagini di guerra, sulle quali è necessario farsi ancora le domande fondamentali che si è posta Susan Sontag davanti al dolore degli altri: “Si sarebbe potuto evitare? Abbiamo finora accettato uno stato delle cose che andrebbe invece messo in discussione? Sono queste le domande la porsi, nella piena consapevolezza che lo sdegno morale, al pari della compassione non è sufficiente a dettare una linea di condotta” (Davanti al dolore degli altri, 2021).
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