di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 23 gennaio 2024
Il Gip di Firenze solleva la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale, già modificato dalla Corte con la sentenza sul caso Dj Fabo. Non è la prima volta, ma potrebbe essere l’ultima. A distanza di cinque anni dalla storica sentenza 242 del 2019, la cosiddetta Antoniani/ Cappato sul caso Dj Fabo, la Consulta torna ad esprimersi sul fine vita. Con la possibilità di definire una volta per tutte la disciplina che attualmente regola l’accesso al suicidio assistito in Italia in mancanza di una legge in materia.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 gennaio 2024
Il tribunale di Firenze rinvia alla Corte costituzionale l’art. 580 del codice penale per i requisiti richiesti al malato nella sentenza 242/2019. Il caso di Mib, costretto a recarsi in Svizzera aiutato dall’associazione Luca Coscioni poiché non era “tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale”. La prima volta fu nel 2019, quando stabilì la costituzionalità del diritto dei malati terminali italiani ad ottenere dal Sistema sanitario nazionale, in determinate condizioni, l’assistenza medica al suicidio. La seconda volta, nel febbraio 2022, dichiarò invece inammissibili i quesiti referendari sull’”eutanasia legale”. Ora la Corte costituzionale si pronuncerà per la terza volta sul fine vita, e in particolare sulla questione sollevata dal Tribunale di Firenze che riguarda uno dei quattro requisiti richiesti dalla stessa Consulta per la non punibilità dell’aiuto al suicidio: la dipendenza del malato terminale da un “trattamento di sostegno vitale”.
di Marco Birolini
Avvenire, 23 gennaio 2024
Nel 2023 sono morti 415 senza tetto. Ma tra le cause dei decessi non c’è solo il gelo. Sono 49 le vittime di violenza. L’ultimo delitto a Torino: un polacco ucciso a colpi di pistola. Nei mesi invernali del 2023 sono morte 133 persone senza dimora: un balzo deciso rispetto alle 86 del 2022, a conferma del fatto che, nonostante gli sforzi messi in campo a più livelli, il freddo stagionale continua a rappresentare un problema in più per chi vive in strada. L’ultimo a morire di freddo è stato un 40enne, trovato senza vita nella serata di domenica in un’area dismessa della stazione di Varese. L’anno scorso le vittime dell’ipotermia erano state 15. La strage degli “invisibili”, però, dura tutto l’anno, con numeri in tragica crescita: 415 morti, mentre nel 2022 erano stati 399. E il 2024 non dà grandi motivi di speranza, visto che in meno di un mese ci sono già stati 30 decessi. Si muore d’inverno, ma anche in estate (102), in primavera (70) e in autunno (110). I clochard muoiono soli, spesso (154 casi, il 40% del totale) per malattie aggravate dalle condizioni di miseria in cui sono immersi. Dopo le malattie, però, la seconda causa di morte è la violenza: 49 i clochard morti nel 2023 in conseguenza di reato. Nei giorni scorsi un nuovo caso, sfociato in omicidio.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 23 gennaio 2024
I dati delle associazioni registrano un’inversione di tendenza: 177 nel 2023. L’anno precedente erano stati 261 con un numero di sbarchi inferiore del 50%. “Ma la criminalizzazione resta un elemento cardine delle politiche italiane ed europee”, avverte Sara Traylor, tra le curatrici dello studio. Lo scorso anno gli arrivi via mare sono aumentati, i presunti scafisti finiti in arresto sono invece diminuiti. Ancora una volta i numeri sull’immigrazione smentiscono il governo, le sue promesse roboanti e la continua costruzione di nemici pubblici da incolpare di questo o quel fenomeno sociale di larga portata.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 23 gennaio 2024
Se non ci fosse stato Sergio Scandura di Radio Radicale, probabilmente non avremmo avuto costanti notizie sulle ricerche di un’imbarcazione con circa 40 persone a bordo, dispersa dal 12 gennaio, per la quale Alarm Phone aveva lanciato l’allarme. Nulla di strano - si potrebbe dire - i giornalisti hanno il compito di informare. Invece, c’è di strano che tace chi avrebbe l’obbligo di riferire quanto succede in mare: il comando generale della Guardia costiera. Per il caso del 12 gennaio, solo quattro giorni dopo è stato diramato un lacunoso comunicato ufficiale, inidoneo a permettere a eventuali navi di soccorso, oltre che agli organi di informazione, di sapere esattamente dove fosse accaduto l’evento. Nel dicembre scorso, per una nave dispersa con 61 persone non c’era stato nemmeno un comunicato, e ciò ha concorso ad alimentare i molti dubbi sulla vicenda, conclusasi con un naufragio.
di Luca Monticelli
La Stampa, 23 gennaio 2024
Casi più che raddoppiati dal 7 ottobre rispetto agli anni precedenti. Gli episodi si registrano da Nord a Sud. Un’ondata di antisemitismo che non si è mai vista negli ultimi quarant’anni. Per respirare un clima simile bisogna tornare alla guerra in Libano dell’82. In Italia non c’è ancora una situazione di massima allerta come in Francia, ma l’atmosfera sì è fatta tossica: i cittadini di religione ebraica e gli israeliani che studiano e lavorano nel nostro Paese si sentono in pericolo. Dal 7 ottobre, il giorno dell’assalto di Hamas ai kibbutz al confine con la Striscia di Gaza, e del massacro al festival musicale Supernova nel deserto del Negev, i casi di antisemitismo sono raddoppiati. Addirittura triplicati se si prende in considerazione il primo mese di guerra a Gaza. L’Osservatorio antisemitismo del Cdec, la Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea, ha registrato 73 segnalazioni a ottobre, 72 a novembre, 67 a dicembre. Il totale degli episodi verificati dal Cdec nel 2023 è di 454, nel 2022 i casi registrati erano stati 241, nel 2021 furono 226.
di Rosario Aitala*
Avvenire, 23 gennaio 2024
“Non c’è pace senza giustizia”. La massima risale agli anni Ottanta, quando iniziò a risuonare nelle proteste per le strade americane. Marca un nesso che si vorrebbe indissolubile e a senso unico. La formula originale era però più articolata. 14 gennaio 1968, Alameda, California. L’America è dilaniata dal conflitto vietnamita e Martin Luther King parla a una piccola folla davanti al penitenziario Santa Rita dove ha fatto visita a Joan Baez, la madre e un’altra attivista arrestate per una manifestazione. Per il padre del movimento per i diritti civili e della resistenza pacifica il destino serba una morte violenta ottanta giorni più avanti. D’un tratto dice: “Non può esserci giustizia senza pace e non può esserci pace senza giustizia”. Quasi un ossimoro. King vuole mettere in relazione il movimento per i diritti civili e l’impegno per la pace. Considera le attiviste portatrici dell’obbligo morale a protestare contro l’ingiustizia della guerra. In tal senso, pace e giustizia stanno e cadono insieme.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 23 gennaio 2024
Verso la Giornata degli avvocati in pericolo. Parla Leonardo Arnau, presidente della commissione Diritti umani del Cnf. In occasione della “Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo”, il 24 gennaio, è inevitabile volgere lo sguardo a quanto accade nel “cuore dell’Europa” e nel Mediterraneo. “In questi ultimi anni - dice al Dubbio Leonardo Arnau, presidente della commissione Diritti umani del Consiglio nazionale forense - si è assistito, purtroppo, ad un progressivo deterioramento della tutela dei diritti umani, in un numero sempre maggiore di Stati e, sul piano dell’effettività, persino all’interno dell’Unione europea”.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 23 gennaio 2024
La donna rischia fino a 24 anni di carcere. La maestra 39enne è detenuta a Budapest “in condizioni degradanti”. L’accusa: ha aggredito espremisti di destra (guariti dopo pochi giorni). I legali: “Obiettivo portarla in Italia”. Una cauta speranza, racchiusa in un post su Facebook: “Inizia a vedersi un po’ di luce in fondo al tunnel”. Poche parole, quelle di Roberto Salis, dopo aver appreso che la diplomazia si muove per sua figlia Ilaria, da 11 mesi in un carcere ungherese “in condizioni degradanti” dopo aver partecipato a una manifestazione contro un raduno europeo di neonazisti tenutosi a febbraio scorso a Budapest. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato a Bruxelles il suo omologo ungherese Péter Szijjártó, al quale ha avanzato alcune richieste in una nota relativamente allo status della maestra elementare milanese di 39 anni. Si starebbe trattando per farle ottenere gli arresti domiciliari.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2024
Il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia ha pubblicato nei giorni scorsi il rapporto sullo stato dell'esecuzione delle misure e sanzioni di comunità, aggiornato al 31 dicembre 2023, che contiene anche i primi dati (provvisori) relativi all'applicazione delle nuove pene sostitutive delle pene detentive brevi, previste dalla riforma “Cartabia” varata con il decreto legislativo 150/2022.
- Dimenticati, invisibili e negletti: i bambini nelle carceri
- Miracolo al Csm: correnti unite (contro Pinelli)
- L’Anm approva due mozioni dopo i casi Nordio e Pinelli: ma MI non firma
- Le nuove tecnologie per una anticorruzione 4.0
- Le intercettazioni sono indispensabili. Ma su abusi e costi servono nuove regole











