ansa.it, 22 gennaio 2024
Indagine in corso. Provveditore “Situazione personale difficile”. Nuovo suicidio nel carcere napoletano di Poggioreale: si tratta del terzo dall'inizio del 2024. Il detenuto, secondo quanto si apprende, aveva una fine pena a breve termine. A confermare il decesso è il provveditore per le carceri della Campania Lucia Castellano: “Il detenuto era afflitto da una situazione personale particolarmente difficile - dice il provveditore all'Ansa - MI sono già attivata ma la situazione del carcere di Poggioreale, il più affollato d'Europa, è particolarmente complicata”. Secondo quanto si è appreso è in corso una indagine per fare luce sull'accaduto.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 22 gennaio 2024
“La battaglia per ottenere giustizia è appena iniziata, sarà lunga, forse difficile, ma vale la pena di essere combattuta”. A quindici giorni dalla dramma che si è consumato nel carcere di Montacuto, ha voluto rompere il silenzio con una lettera Roberta Faraglia, la mamma di Matteo Concetti, il 25enne fermano che si è impiccato nella cella d’isolamento il 5 gennaio.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 22 gennaio 2024
L’ex allevatore sardo che ha passato quasi 33 anni in carcere accusato della strage di Sinnai è in attesa del verdetto dei giudici nel processo di revisione. “Per Sua Santità Papa Francesco - Città del Vaticano”. Beniamino Zuncheddu scrive a Papa Francesco. Una lettera al Pontefice stilata a quattro mani con il parroco di Burcei don Giuseppe Pisano, per chiedere una preghiera e un’udienza privata dopo la sentenza attesa martedì 23 gennaio, con la quale si attende un’assoluzione piena dell’ex pastore sardo.
di Aldo Simoni
Corriere della Sera, 22 gennaio 2024
L'errore giudiziario determinato da uno scambio di persona: un commerciante di auto ha trascorso anche un anno ai domiciliari. Quell’accusa infamante lo ha tormentato per più di tre anni. Prima il carcere, poi i domiciliari dopo che i giudici del tribunale di Frosinone lo avevano condannato per la violenza sessuale su una studentessa 21enne aggredita dal branco in un casolare. Ora la Corte di appello, riconosciuta la sua piena innocenza, ha invece ordinato al ministero dell’Economia di risarcirlo con oltre 160 mila euro per l’ingiusta detenzione.
bisceglielive.it, 22 gennaio 2024
Appuntamento venerdì 26 gennaio nella sede dell’auditorium dell’Epass Bisceglie. Proseguono, per il terzo anno consecutivo, gli appuntamenti del progetto “Semi di legalità”, organizzati dal Settore Giovani dell’Azione Cattolica diocesana. Il prossimo incontro in agenda, dal titolo “Oltre le sbarre: storie di legalità e riscatto”, si svolgerà venerdì 26 gennaio alle 19 presso l’auditorium dell’Epass Bisceglie. Il cuore della discussione sarà conoscere come un progetto sociale attivo nel territorio di Andria riesca a dare una seconda possibilità lavorativa e di riscatto a tutti quei detenuti che hanno voglia e desiderio di cambiamento. Interverranno Don Riccardo Agresti, fondatore della cooperativa “A mano libera” e il magistrato Giannicola Sinisi; è prevista anche la testimonianza di un detenuto che è parte attiva del progetto.
laprovinciacr.it, 22 gennaio 2024
Ieri il primo incontro del progetto per l’inclusione attiva promosso da Comune, Asst e Cooperativa di Bessimo. L’evento di oggi è il primo momento aperto al pubblico, ma non sarà l’ultimo. Essere un “libro Aperto” non è semplice. Soprattutto quando chi sceglie di raccontarsi si trova in carcere. Così è stato per i partecipanti alla “biblioteca vivente”, che sabato 20 gennaio 2024 ha accolto una trentina di visitatori nella palestra della Casa Circondariale di Cremona. Accompagnati dagli operatori della struttura e del Servizio Dipendenze dell’Asst di Cremona, dieci detenuti hanno risposto alle domande di un pubblico selezionato, composto da cittadini, studenti degli istituti superiori e del Corso d’Infermieristica, rappresentanti del terzo settore e del mondo imprenditoriale. L'obiettivo è duplice: abbattere lo stigma sociale nei confronti di chi sta scontando una pena, e al contempo offrire loro l’opportunità di riflettere sulla propria esperienza e sul percorso da intraprendere una volta fuori dal carcere. È un modo per creare un ponte con l’esterno, tra chi vive il pregiudizio e chi lo esprime.
di Michele Ainis
La Repubblica, 22 gennaio 2024
La libertà d’espressione è il termometro delle democrazie. Ne registra la buona salute, o all’opposto gli stati febbrili. E in Italia - benché non soltanto in Italia - la febbre sale, mentre la democrazia s’ammala. Succede lentamente, goccia a goccia, senza rumor di sciabole né l’ordine d’un coprifuoco. Forse per questo ci facciamo meno caso. Ma gli episodi sono ormai molteplici, un lungo corteo funebre dietro la salma del dissenso, dell’opinione discordante rispetto alla voce del potere. Lasciamo da parte gli antefatti più remoti, come il decreto sui rave party che ha battezzato l’avvio della legislatura. “Raduni pericolosi”, così li definisce: evidentemente la musica techno fa male alla salute, è ok soltanto Sanremo. Mettiamo piuttosto in fila le vicende più recenti, quelle che hanno spinto la Federazione nazionale della stampa, i Comitati di redazione, l’Unione dei giornalisti Rai a diramare un comunicato che suona altresì come un allarme.
di Claudio Mencacci*
Corriere della Sera, 22 gennaio 2024
Più di 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo psichico diagnosticato. Ansia e depressione rappresentano oltre il 40% delle diagnosi. Bisogna avere chiaro che la salute mentale è un diritto fondamentale, un lascito di civiltà alle future generazioni. I dati epidemiologici evidenziano che la gran parte dei disturbi psichici continuativi hanno il loro esordio negli anni dell’adolescenza e della giovane età adulta.
di Daniela Fassini
Avvenire, 22 gennaio 2024
La denuncia di Medu, medici per i diritti umani che aiutano i 1.500 stranieri che raccolgono gli agrumi in questa zona della Calabria: “Aprire gli alloggi, garantire i diritti ai lavoratori”. La beffa degli ultimi. Di chi arriva in Italia, senza nulla, col solo desiderio di poter lavorare e vivere una vita dignitosa. Soprattutto chi decide di fermarsi al Sud, per lavorare nei campi. E questo è il periodo della raccolta degli agrumi. Sono in tutto circa 1.500 i braccianti che lavorano in particolare nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria. Migliaia di stranieri che popolano i casali abbandonati, le baracche fatiscenti e la tendopoli o i vecchi container “autorizzati” sparsi per i comuni di Rosarno, San Ferdinando e Taurianova. Villaggi dove la vita è disumana e lo è ancor di più se a poche centinaia di metri ci sono invece palazzine nuove, ristrutturate con i soldi europei, pronte solo per essere abitate.
di Alessandro Barbera
La Stampa, 22 gennaio 2024
L’ex ministro degli Interni boccia l’ipotesi accarezzata da Palazzo Chigi di un protocollo con Ankara per la gestione dei flussi: “Legittimerebbe la divisione in due del Paese”. “Rivolgersi alla Turchia per risolvere il problema dell’immigrazione dalla Libia temo sia giuridicamente impossibile. Non solo: legittima la divisione in due del Paese. L’Italia e l’Europa non possono permetterselo”. Per Marco Minniti, già ministro dell’Interno e capo della fondazione di Leonardo Med-Or l’idea emersa dopo la visita di Meloni a Istanbul di chiedere aiuto al più ambiguo dei mediatori è a dir poco discutibile.
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