di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 22 gennaio 2024
Il piano Biden per la tregua. Usa, Egitto e Qatar in campo: “Pace in 90 giorni”. Ma il premier israeliano frena. “Con me nessuno stato palestinese”. Bruxelles: “Se rifiuta l’intesa paghi conseguenze”. Benjamin Netanyahu non cambia linea, rifiuta quella che definisce la “resa” chiesta da Hamas e respinge di nuovo l’idea cardine del piano di pace americano ed europeo: la nascita di uno stato palestinese. In un discorso trasmesso in video, ieri, il premier israeliano ha ribadito che la guerra va avanti, perché “la pressione militare” è una “condizione necessaria” per raggiungere uno dei principali obiettivi del conflitto e cioè la “liberazione degli ostaggi” israeliani.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 22 gennaio 2024
Dall'Honduras all'Ecuador i governi sono tentati di militarizzare la lotta al crimine organizzato, che ha catturato interi pezzi di Stato. La risposta muscolare rischia però di aumentare la violenza. El Pulgarcito. El Salvador è il “Pollicino d’America”: un Paese minuscolo in un Continente di giganti. Eppure, il voto a cui, fra due settimane, saranno chiamati i suoi abitanti - meno di un centesimo della popolazione latinoamericana -, è la chiave per decifrare le contraddizioni che attraversano l’immenso spazio compreso tra il Rio Bravo e la Terra del Fuoco. In particolare, quelle che scorrono in profondità sotto la sua pelle sottile.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 21 gennaio 2024
Dietro le sbarre viene rinchiuso chi deve espiare una pena. Ma anche - e in Italia sono più di 16mila sugli oltre 60mila della sovraffollatissima popolazione carceraria - chi non è ancora condannato in via definitiva. Purtroppo è così: si può stare “dentro” anche da non colpevoli e condividere i claustrofobici spazi di una cella col delinquente più incallito e senza nemmeno sapere quando ci si potrà difendere davanti a un giudice. In carcere, luogo di tormenti e di solitudine con se stessi, si soffre, ci si dispera, si muore.
di Don Vincenzo Russo*
Avvenire, 21 gennaio 2024
È triste constatare che in tanti luoghi, che sono abitati da sofferenza e nei quali trovano forma le contraddizioni più evidenti del nostro vivere sociale, tutto sembra andare in direzione contraria allo spirito che l’annuncio cristiano contiene come suo fondamento. Ciò è senz’altro vero per il carcere. Dio libera l’uomo; l’uomo, in carcere, lo priva della libertà. Dio, incarnandosi, ha elevato la vita umana a grande dignità; l’uomo, in carcere, calpesta tale dignità. Dio si è chinato sulla persona per farsi carico della sua vita; l’uomo, in carcere, l’abbandona, quasi l’annulla, e non si cura di lei.
di Sinistra Italiana Marche
Ristretti Orizzonti, 21 gennaio 2024
“Serve un’inversione di rotta nelle politiche della giustizia e della sanità”. Dopo la denuncia del suicidio di Matteo Concetti, lo scorso 5 gennaio nel carcere di Montacuto, e dei casi di tubercolosi, sempre nell’istituto penitenziario anconetano, Sinistra Italiana Marche torna a ribadire la necessità di un radicale cambiamento nella gestione penitenziaria. “Vediamo con soddisfazione - spiegano i referenti del partito - le reazioni del mondo politico e della società civile di fronte alle quattordici morti registrate in Italia, di cui quattro suicidi, da inizio anno. Richieste come una connessione fra difesa della sanità pubblica, sotto continuo attacco, e il suo legame con le condizioni di detenzione, sono basilari e non vanno limitate a risposte emotive. Le prese di posizione dei garanti e dei responsabili dei dipartimenti di dipendenza patologica e l’interessamento del mondo della scuola, inoltre, vanno coordinate come finora non è mai avvenuto”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 gennaio 2024
Duri interventi, anche da destra, al comitato direttivo. Md: “Sviliscono il nostro ruolo”. Il clima, lo sapevamo già, è teso. Le uscite dell’ultima settimana del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli hanno decisamente irritato le toghe che, al comitato direttivo dell’Anm, non lesinano critiche e considerazioni piuttosto ruvide.
di Frank Cimini
L’Unità, 21 gennaio 2024
Il giudice mette le mani avanti. Il trojan viene descritto come insostituibile. Questo nonostante diversi magistrati oltre a politici di diverso schieramento abbiano a più riprese ammesso l’eccessiva invasività di tale strumento che finisce per abbracciare l’intera vita quotidiana dei soggetti coinvolti al di là degli accertamenti in corso.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 21 gennaio 2024
Se perfino l’insigne giurista Francesco Carrara scriveva, nel 1873 (!), della ovvia propensione del Pubblico Ministero a tenere nascoste le prove favorevoli alla persona da lui sospettata di essere colpevole, dovremmo chiederci come mai sia così difficile affrontare questo tema con pacatezza, se non sapessimo invece quale decisiva partita si giochi intorno ad esso. Il tema delle prove nascoste non interroga, ovviamente fuori dai casi di evidente intenzionalità fraudolenta, la correttezza professionale del Pubblico Ministero. Molto più semplicemente, esso accende i riflettori sulla vera natura di quest’ultimo, che nello scenario processuale è, non può che essere, una parte, al pari della parte civile e della difesa.
di Davide Milosa e Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 21 gennaio 2024
Quanto speso e quanto “incassato” dalle Procure con le inchieste che si sono avvalse di ascolti e captatori. Il ministro annuncia tagli ai budget, ma una città come Palermo nel 2023 ha incamerato ben 321 milioni in beni sequestrati, a fronte di soli 23 milioni di “uscite”.
La Repubblica, 21 gennaio 2024
Il flop del sistema. Sono 5.695 i dispositivi attivati, un quinto per tenere lontano gli stalker dalle loro vittime. Ricordate Artem Uss, il quarantenne figlio di un oligarca russo vicino a Putin, fuggito a marzo dagli arresti domiciliari in una villa del Milanese dove era in attesa di estradizione negli Stati Uniti? In quattro mesi, il braccialetto elettronico che portava alla caviglia ha suonato almeno una trentina di volte. Tutti falsi allarmi che hanno sempre costretto i carabinieri ad inutili interventi: l’imprenditore era sempre in casa, quando poi è scappato - massimo della beffa - l’ha fatto portandosi dietro il braccialetto, uno di quelli non dotato di Gps, dunque inutile alla sua localizzazione.
- Padova. Radicali e carcere, sciopero della fame per fermare i suicidi
- Prato. “La sanità nel carcere funziona. Ora più imprese per dare lavoro ai detenuti”
- Milano. “Riciclando buste di caffè creiamo borse fashion”
- Cagliari. Da ex detenuto a dipendente in impianto smaltimento rifiuti
- Terni. “Noi, dai frati per imparare: così prepariamo il domani”











