recensione di Laura Marzi
Il Manifesto, 3 novembre 2023
“Un passo alla volta”, a cura di Barbara Bonomi Romagnoli, edito da Giunti. L’esperienza del Centro per il recupero san Nicola nelle Marche. “Un passo alla volta. La vita oltre le dipendenze”, a cura di Barbara Bonomi Romagnoli, edito da Giunti (pp. 120, euro 15), racconta l’esperienza di Vincenzo Aliotta che da sempre si occupa di alcologia e che nel 2010 ha fondato nelle Marche il centro san Nicola per il recupero dalle dipendenze.
recensione di Domenico Tomassetti
Il Dubbio, 3 novembre 2023
È una stagione cinematografica fortunata. Dopo il meraviglioso “Oppenheimer” di Nolan, arriva in sala “Anatomia di una caduta” di Justine Triet, vincitore della palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes. Un film che avvocati e magistrati dovrebbero vedere. La trama è semplice: due scrittori vivono in uno chalet sulle Alpi francesi insieme al figlio undicenne ipovedente che, di ritorno da una passeggiata con il cane, trova il padre morto, precipitato da una finestra. In casa c’è solo la madre che non si è accorta di nulla e viene risvegliata dalle urla del bambino. Suicidio o omicidio? Dopo un anno di indagini, la Procura decide il rinvio a giudizio della donna, imputata della morte dell’uomo. Il film segue il processo fino al suo esito, deciso da un sorprendente colpo di scena.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 3 novembre 2023
Ancora in attesa di una svolta la trattativa con l’Europa. Bobba: “Non privilegi ma norme più eque”. Finora oltre 116mila enti nel Registro unico. I ritardi e 321 milioni di fondi inutilizzati
di Carlo Macrì
Corriere della Sera, 3 novembre 2023
La cooperativa calabrese che impegna emarginati e disabili. Modello di economia circolare ecosostenibile. E il grasso vegetale diventa sapone al bergamotto. Sei donne, un prete, un progetto. La storia della cooperativa “Felici da Matti” comincia nel 2003, a Roccella Jonica. L’idea di replicare in laboratorio la tradizione delle nonne che facevano il sapone in casa ha illuminato i soci fondatori: l’olio esausto vegetale viene raccolto e trasformato in sapone, tipo Marsiglia. Un prodotto eco friendly, “figlio” di un’economia circolare, che mantiene stretto rapporto tra ambiente e territorio. Per aromatizzarlo viene scelto il bergamotto, agrume tipico del territorio della provincia di Reggio Calabria: di qui il nome “BergOlio”, che sta per Bergamotto+Olio. Tra i soci, però, qualcuno teme che questo marchio possa essere accostato, sia pure per un sillogismo non voluto, a quello del Santo Padre. Da uomini di fede i soci di “Felici da Matti” scrivono al Pontefice chiedendogli se il logo possa in qualche maniera infastidirlo. A stretto giro di posta arriva la risposta della segreteria di Stato del Vaticano: “Nel porgere i saluti il Santo Padre esprime viva riconoscenza per il premuroso pensiero e Ne partecipa la Benedizione, pegno di abbondanti grazie celesti”.
di Lucetta Scaraffia
La Stampa, 3 novembre 2023
Una nuova ondata di antisemitismo scuote l’Europa ed è arrivata anche in Italia. Non si tratta solo di specifici atti antisemiti come il danneggiamento delle pietre d’inciampo. Sembra, ad esempio, che moltissimi studenti delle scuole superiori del nostro Paese, o almeno una buona maggioranza, si siano scoperti pro Gaza e contro Israele, godendo spesso anche dell’appoggio dei loro insegnanti. È inutile dire che dai loro slogan e dalle loro parole emerge una grande ignoranza della storia di quella parte del mondo, delle reali condizioni di vita degli arabi che vivono in Israele come cittadini di quel Paese (il termine più adoperato è apartheid), ma ciò che soprattutto colpisce è la totale incapacità di capire come il terrorismo di Hamas abbia poco a vedere con la costruzione di uno Stato palestinese, ma piuttosto come invece esso rappresenti un caso da manuale del più feroce antisemitismo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 3 novembre 2023
No, i musulmani non sono tutti dei fanatici ma le prime vittime del fondamentalismo. Lo scorso 16 ottobre, nove giorni dopo i sanguinosi pogrom di Hamas, Wadea Al-Fayoume bambino palestinese di appena sei anni viene trucidato con 26 coltellate da uno squilibrato nella periferia di Chicago. Arrestato dalla polizia, l’uomo ha affermato di aver reperito le sue vittime per la fede musulmana e la provenienza palestinese in risposta agli attacchi dell’organizzazione islamista.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 3 novembre 2023
Il ministro dell’Istruzione: “In aula non si mettano in discussione l’Olocausto, i pogrom, le foibe. Sarò al corteo della Lega per i valori occidentali”. “La scuola costituzionale deve fornire gli antidoti contro qualsiasi rigurgito di discriminazione e di antisemitismo”. Giuseppe Valditara, leghista, è il ministro dell’Istruzione e ne è assolutamente convinto: “La scuola costituzionale è quella che insegna il giudizio. Quella del pregiudizio è la scuola fascista, comunista e di tutti i totalitarismi”.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 3 novembre 2023
I protagonisti dell’orrore sembrano interessati a causare sofferenza, più che a comprenderla. Sarebbe più onesto limitarsi a dire, come papa Francesco: la guerra è una sconfitta per tutti. Gli studenti palestinesi di una scuola di Nablus, in Cisgiordania, sono andati in visita al campo di sterminio di Auschwitz. Quando qualcuno ha chiesto perché lo avessero fatto, l’insegnante di filosofia ha risposto: “Restiamo nazionalisti, ma siamo tornati più umani”. Sembra di risentire Carlo Maria Martini, che amava quei luoghi: “Ci sarà la pace quando capiremo il dolore degli altri”. Questa storia risplende, come una piccola luce nel buio.
di Piero Ignazi*
Il Domani, 3 novembre 2023
Iniziamo da una domanda scomoda, molto scomoda. Israele ha sempre ragione, qualunque cosa faccia? O anche questo paese, come tutti quelli che fanno parte dell’Onu, è vincolato al rispetto delle norme e delle convenzioni internazionali cui ha aderito, come la convenzione di Ginevra? Da molte parti si irride al richiamo al diritto internazionale nel conflitto in corso e lo stesso sentimento di sufficienza si applica anche ai lunghi decenni di occupazione israeliana del territorio palestinese (la Cisgiordania, Gerusalemme est e la Striscia di Gaza). La scienza politica insegna che nelle relazioni internazionali, così come a livello domestico, sono i rapporti di forza a contare, non certo le magne o piccole carte. Eppure, pezzi di carta come le costituzioni americane e francesi, e la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, base per il testo delle Nazioni unite del 1948, sono pietre miliari nel processo di civilizzazione. La clava più nodosa vince sempre, ma la impugna il barbaro. E la società moderna ha cercato di disarmare i barbari, di controllare la violenza bruta, non solo contrapponendo una forza superiore, di cui Hiroshima e Nagasaki, ma anche Dresda e Amburgo sono i simboli più terribili, ma invocando il rispetto di regole, convenzioni, principi. Qui, il processo di Norimberga è il riferimento obbligato, così come quello ad Adolf Eichmann, contro il quale venne usata l’arma del diritto in quanto “Israele aveva recepito nel suo ordinamento quegli stessi principii derivanti dal diritto internazionale che col Processo di Norimberga si erano tradotti in giurisprudenza”, scrive Alberto Scigliano.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 3 novembre 2023
L’ambasciatore alle Nazioni Unite Ali Bahreini supervisiona la conferenza in cui si discute del ruolo di scienza e tecnologia nella promozione dei diritti umani. Nel suo Paese, intanto, si succedono esecuzioni, arresti e violenze. Sadeq Tajik e Yadollah Farokhi sono stati impiccati all’alba. Quando sorge il sole e le città ancora dormono è il momento prediletto dal regime per punire i cittadini che infrangono le sue leggi. Lo ha fatto anche ieri, nel giorno in cui ha assunto la presidenza del Forum sociale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Una coincidenza sfortunata? Vediamo: se avesse assunto la presidenza due giorni prima, secondo la ong Hrana, l’avrebbe iniziata mentre giustiziava altri cinque detenuti; sei giorni prima, sarebbe coincisa con la data della morte di Armita Garavand, la sedicenne uccisa dalla polizia morale perché non aveva il velo. Non c’è ora in Iran in cui non ci sia un arresto ingiusto, un’aggressione per dei capelli al vento, una minaccia per un post sui social, un’impiccagione.
- La strage silenziosa: un suicidio in cella ogni cinque giorni
- Riflessioni “in grate”
- Garante dei detenuti, via libera alla Camera. Negata fino alla fine l’audizione dei candidati
- Abuso d’ufficio e intercettazioni, blitz per accelerare il ddl Nordio
- Combattere la mafia senza colpire gli innocenti: la sfida di Forza Italia











