di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 28 febbraio 2024
Per due ore la direttrice del carcere Lorusso e Cutugno Elena Lombardi Vallauri è stata ascoltata in Procura dal sostituto procuratore Mario Bendoni. La dirigente è stata convocata come testimone nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Susan, la detenuta di origine nigeriana deceduta lo scorso agosto. Susan non mangiava e non beveva da 18 giorni quando il suo cuore ha smesso di battere: non stava facendo lo sciopero della fame, semplicemente aveva smesso di alimentarsi rifiutando anche qualsiasi terapia di supporto. Ora, secondo la Procura, la donna potrebbe non essere stata seguita adeguatamente.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 28 febbraio 2024
La procura ha archiviato il caso dei due ragazzi gay che hanno denunciato abusi da parte dei poliziotti nel commissariato di Sassuolo. Stessa sorte per le violenze in carcere nel 2020. Una coppia omosessuale che denuncia percosse, umiliazioni e profilazione razziale e sessuale per mano della polizia nel commissariato di polizia di Sassuolo, in provincia di Modena. La storia, avvenuta nel 2020 e svelata su Domani, vede una prognosi di venti giorni complessivi per uno dei due, Samuel Sasiharan, cittadino tedesco di origine cingalese. Ma anche l’obbligo per entrambi di spogliarsi nel corridoio del commissariato e assumere posizioni umilianti, come documentato dai video girati dalle telecamere interne e pubblicati sul sito del nostro giornale.
lecodelsud.it, 28 febbraio 2024
Il presidente della Camera Penale di Messina, avvocato Bonni Candido, interviene con una nota sull’emergenza morti e i tentativi di suicidio nelle carceri italiane. Un dramma nazionale che sembra passare inosservato. L’emergenza carcere è una questione che andava risolta ieri, e invece siamo costretti a occuparci dell’ennesimo tentativo di suicidio in cella. Dal 1 gennaio 2024, in Italia, si sono già registrati 20 suicidi e 24 persone detenute sono morte in carcere.
di Gianluca Notari
bolognatoday.it, 28 febbraio 2024
In dodici anni, l’azienda Fare impresa in Dozza ha dato lavoro a oltre settanta detenuti: “Tra questi, la percentuale di chi ha continuato a reiterare nel crimine è circa il 10%, a fronte di una media che supera il 60%”. Lavorare nobilita l’uomo? Forse. Sicuramente nobilita i detenuti della Dozza, o almeno questo è ciò che emerge dai dati di Fare impresa in Dozza (Fid), un’azienda che in dodici anni di attività ha dato lavoro a oltre settanta detenuti. Tra questi, la percentuale di chi ha continuato a reiterare nel crimine è di circa il 10%, a fronte di una media che supera abbondantemente il 60%.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 28 febbraio 2024
Cristian Loor Loor, ex detenuto e responsabile della coop Catena in Movimento 2.0, che produce nell’istituto di Bollate (Mi) maglie e shopper: “Il lavoro in carcere rappresenta la possibilità di dare una svolta nella propria vita”. Nel 2018 decise di non accedere ai benefici, scontando la pena per altri quattro anni: “Non è stato più di tanto un sacrificio, è stato tutto ripagato dalla soddisfazione del mio lavoro”. La collaborazione con Mag2 Finance.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 28 febbraio 2024
Quest’anno il primo premio di prosa destinato ai minori, è stato assegnato a un giovane dell’istituto penale per i minorenni “Meucci” di Firenze. Con il racconto “Il fottuto giorno dal dentista” il ragazzo si è aggiudicato il computer portatile messo in palio, descrivendo la sua sorprendente esperienza a Firenze, durante il tragitto percorso per recarsi in visita presso uno studio dentistico. Degni di menzione anche due poesie e due racconti di altri minori che hanno partecipato al concorso e che sono stati ritenuti meritevoli di pubblicazione nel volume “L’altra libertà”, a cura degli organizzatori.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 28 febbraio 2024
Il 1° marzo nella Casa Circondariale di Fossombrone un detenuto discuterà la tesi. A presenziare il magnifico rettore dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini. Sotto altri cieli entrare in carcere, specie se per reati gravi, è la morte civile. A volte ti tolgono anche il diritto di voto. Non così da noi: per precetto costituzionale. Ed è così che dentro a quelle mura ci si può anche laureare. Si chiama rieducazione, non a caso. Succederà venerdì 1° marzo alla casa circondariale di Fossombrone: un detenuto di cui per ora non possiamo dire il nome discuterà la sua tesi di fronte a una commissione presieduta dal Magnifico Rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini. Ce lo racconta il professor Massimo Russo, che insegna “sociologia del tempo libero” all’Uniurb: “Entrato per la prima volta in carcere il 19 gennaio 2018 - ricorda Russo -, lo sguardo circospetto e qualche apprensione inquieta, timoroso di vedere la desolazione, mi sono ritrovato stupito osservatore e spettatore di un mondo e una realtà a me sconosciuti. Mi accompagnava la dottoressa Vittoria Terni De Gregory, che in veste di tutor mi chiedeva: “Come si sente? È la prima volta che visita un carcere?”.
chiesadimilano.it, 28 febbraio 2024
Lunedì 11 marzo all’Auditorium l’ex brigatista Franco Bonisoli, Giorgio Bazzega (figlio di un poliziotto ucciso dalle Br) e Manlio Milani (presidente dell’Ass. familiari dei Caduti di Piazza Loggia) a confronto con gli studenti nell’ultimo incontro del ciclo organizzato dal Centro Asteria sulla “giustizia riparativa”.
recensione di Eleonora Barsotti
maremosso.lafeltrinelli.it, 28 febbraio 2024
Un abbecedario per adolescenti che spiega la vita in carcere dall’interno, stimolando una riflessione su metodi punitivi alternativi alla reclusione penitenziaria. C’è un mondo dentro il mondo che non siamo abituati a vedere e di cui non sentiamo molto parlare, se non nelle tragiche occasioni in cui storie di abusi e offese escono dalle mura carcerarie per arrivare a scuotere l’opinione pubblica. La situazione delle carceri e dei detenuti in Italia è un tema troppo poco affrontato, e mai nelle sue declinazioni più complete; discuterne davvero significa infatti porre al centro il detenuto e i suoi diritti indelebili in quanto persona, al di là della gravità della pena per cui si trova recluso. Come ci ha raccontato tante volte Valentina Calderone, nei numerosi articoli scritti per questo magazine, il carcere è infatti un argomento tabù, dato per scontato, che andrebbe invece affrontato e proposto ad un pubblico di ogni età, senza pregiudizi ideologici.
civita.it, 28 febbraio 2024
Intervista a Claudio Bottan, Vicedirettore della rivista Voci di dentro - Al Revés società cooperativa sociale. “Your Trip in My Shoes | In viaggio oltre i limiti del pregiudizio” è uno dei 6 progetti vincitori dell’iniziativa “riGenerazione Futuro. I tuoi progetti per il territorio”. Quali sono gli obiettivi, i destinatari e gli impatti attesi del progetto?
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